Anna Giunchi Blog Personale

lunedì 28 dicembre 2015

Fabrona 2015...poco fango!

Archiviata anche la Fabrona 2015, con tre minuti di miglioramento rispetto al 2014, probabilmente grazie alla mia minor incertezza di corsa in discesa (non avendo piovuto da settimane, sono riuscita a correre con continuità sia la salita che la discesa, usando, per di più, scarpe "da battaglia"), ci si prepara per una settimana di fuoco, con ben due gare: una a Roma, 31 dicembre, e una a Firenze, 3 gennaio.
Continua la mia preparazione finalizzata al cross, tra le ripetute nella pineta di Milano Marittima, lavori in pista e tonificazione in palestra, a scopo di rinforzare il "core". A Roma correrò la mitica 10 km del 31 dicembre: "We Run Rome", mentre a Firenze, in attesa dei societari a Formigine del 10 gennaio, correrò il cross Country nel parco delle Cascine, gara che mi incuriosisce assai.
Sto sempre meglio, nonostante mi sia un pò stancata della nebbia e dell'umidità che imperversa su Cervia, ma, nonostante tutto, mantengo in pieno la mia attività fisica...mi dispiace solo sapere che sotto la nebbia c'è il sole, ma non posso vederlo...
Se non ci sentiamo, Buon 2016 a tutti!!!!





domenica 20 dicembre 2015

Finalmente!!!

Fosse capitata, questa vittoria alla Forlì-Predappio, splendida gara di 20,5 km tra le colline sulle quali ho corso tantissimi allenamenti, in un altro periodo della mia vita, forse avrei dedicato il successo a chi mi allenava a suo tempo...
E invece, questa volta la dedico un pò a me, nuova allenatrice di me stessa, ma soprattutto ad Ivan, che mi ha supportato sia negli allenamenti che in questa gara, risparmiandomi anche dai disagi notevoli legati al trasporto post gara (evitandomi rischi di raffreddamenti ulteriori).
Una gara corsa il giorno successivo ad una ulteriore bella prova del mio cross preferito, quello di Classe: 3,8 km in un percorso stupendo, nel bel mezzo della pineta. In quella occasione, con la quarta posizione assoluta e la terza come atleta Open, mi sono aggiudicata il terzo posto nel Campionato Provinciale, con una media sotto i 4' al km (era ora). Sentivo, durante la gara, i benefici derivati dai 3x1500 corsi in pineta a Milano-Marittima: allenamenti motivanti e divertenti, in compagnia. E sentivo che, grazie alla corsa, il mio raffreddore stava andando via...
Tornando alla Forlì-Predappio, posso solo dire di amare quelle colline, colline nelle quali ho corso una infinità di allenamenti (Sadurano, Predappio Alta, Rocca delle Caminate). Un paese che mi piace particolarmente, con un'ottima qualità della vita. Quindi era una vittoria alla quale tenevo molto, forse per dimostrare a me stessa (ma soprattutto agli altri) che ci sono ancora, anzi, che sono pronta ad un 2016 con il botto!


                                                         Dopo mesi...un prosciutto!

martedì 15 dicembre 2015

Vado avanti, sempre meglio!

Certi destini appaiono inevitabili...
Ho deciso di chiudere una rete di contatti: certe cose, determinate non da cause quanto da Terra Bruciata fatta attorno alla mia persona, mi hanno dato una carica ancora più forte, un incentivo a migliorarmi, traendo da me stessa fonti che neppure sapevo di poter trovare.
Sabato 12 dicembre ho corso 3,5 km di Cross a Cotignola, nella mia seconda prova del Campionato ravennate Uisp: un lavoro di potenza aerobica che sicuramente mi ha condizionato la gara di domenica  a Savignano, ma che si rende necessario ai fini di un recupero di forza muscolare e cambi di ritmo. Mi sono trovata già molto migliorata rispetto alla prova corsa martedì, essendo il percorso anche più complesso e vario: 30 secondi meglio.
A Savignano, pur conducendo una gara ad un ritmo di 40 secondi inferiore del 2014, ho corso ad un buon ritmo, divertendomi.
E mi sono divertita alla cena della Festa del Podista di sabato sera, così come a supportare i miei ragazzi a Modena, ai regionali indoor.
L'atletica sta prendendo sempre più spazio nella mia vita: mi diverto a correre e ad allenare.
So di saper fare da sola.



            

mercoledì 9 dicembre 2015

Stagione dei cross

Dopo la disastrosa esperienza climatica di Panama, che mi ha comunque arricchito molto dal punto di vista culturale, ho deciso di correre, a scopo di ripresa del ritmo e di verifica se, dopo quei caldi, fossi regredita, la 21 km di Voltana, in provincia di Ravenna.
Freddo e umido, nebbia...eppure il mio 1h32.00 netto mi ha stupito. Sentivo di respirare meglio, come se Panama mi fosse servita più che Livigno. Contenta di questo test, insomma...
A scopo di preparazione, martedì 8 dicembre ho corso anche una tappa dei cross di Ravenna, 3,5 km. Era un pò di tempo che non mi cimentavo nei cross, e devo dire di essermi divertita, molto.
Questo solo a dimostrazione che continuo a correre, a divertirmi. Forse, da adesso, incomincerò a farlo per me, e non per altri...Certo, per la mia Società correrò sempre e avrò sempre una motivazione in più nelle gare del nostro Campionato, ma da adesso in poi mi allenerò senza dare meriti o demeriti a nessuno.
Ad ognuno di noi capitano periodi più o meno brillanti nella nostra carriera agonistica: diciamocelo, solamente atleti "dubbi" presentano un costante rendimento al 100%, come se il picco di cortisolo non esistesse, e chiunque studi la fisiologia sa quanto sia importante la supercompensazione, e quanto siano reali i rischi dell'overtraining. Anche gli allenatori dovrebbero capire che un atleta è sempre e comunque in evoluzione, e va seguito giorno per giorno, soprattutto nei momenti di crisi, che possono esser dovuti a problemi fisici, genetici, psicologici...Difficile ascoltare, ma quella è la base di un rapporto di fiducia.
La nave non si abbandona quando sembra che affondi. Quella nave andrà ancora più forte, sicuro...




sabato 5 dicembre 2015

Esta es Panama'!





Era un viaggio, questo, che avevo fortemente voluto. Totalmente organizzato da me, dalla scelta del volo, all'albergo, all'iscrizione alla Maratona. Quest'anno non ho resistito...pur tentennando un pò, dopo due anni, sono tornata a fare un volo transoceanico. Un piccolo premio dopo un'estate di lavoro.


E ho programmato una settimana intera, da giovedì a giovedì, con 6 notti in albergo e una in aereo. Meta: Panama. Per quale motivo? Beh, nessuno in particolare, se non che tutta l'America Latina mi affascina. E poi, perché no, per staccare un po' dal freddo... Già, il freddo...ho lasciato i 2 gradi di minima a Cervia per immergermi nell'umido/tropicale di Panama: sinceramente, non mi sarei mai aspettata un caldo così, pur avendo letto delle recensioni inerenti la Maratona nella quale ci si lamentava della grande umidità...

Il volo, Iberia, mi ha fatto rimpiangere Emirates ma, del resto, come il gruppo Emirates con i suoi fazzolettini caldi serviti prima del pranzo/cena non c'è alcuna compagnia... Nel bel mezzo di un virus intestinale, ho ingerito a fatica i fusilli scotti e non ho neppure sfiorato il tramezzino a tre piani: solo un assaggio di yogurt e muffin di marmo. 10 ore di volo, partito mezz'ora dopo, con una andata Bologna-Madrid su un aeroplanino esile esile, ma veloce. 10 ore molto pesanti a reggersi: non sono proprio più abituata a certe imposizioni sedentarie... Scendo a Tocumen e, dopo la trafila dei controlli, mi preoccupo di trovare un taxi "vero" che con trenta dollari mi lasci in albergo, dopo uno slalom tra le calle piene di prostitute. Il telefono non va, al che approfitto della tariffa da 6 euro al giorno per tutta la mia permanenza.

Arrivo in albergo (pensione), dove mi accoglie un materasso completamente fradicio, regalo dato dal condizionatore che, emettendo suoni alquanto vari, mi rende la notte piuttosto inquieta. Piccoli animalini scorrazzano per il bagno: un telo formato bidet dovrà farmi da telo doccia, accappatoio, asciugamani e ogni altra funzione. Bidone non svuotato e bustine di prodotti di profumerie sotto al letto completano il quadro. Nulla di che, se non che, al mio arrivo, ho dovuto aspettare 40 minuti, non so per cosa, per confermare la mia permanenza. Ovviamente, pagherò 10 dollari in più, per tasse, mi dicono. Nessuno parla inglese.

Non sapendo cosa fare in camera, esco a correre: sono le 20 ed già e' buio...mi perdo e chiedo indicazioni ai poliziotti. Riesco a ritornare solo dopo aver fermato un presunto podista. Mi colpiscono le ambulanze, spesso in giro di notte, che fanno il verso come quelle che da noi andavano 20 anni fa: "Oueeeeeoooo".

Mattina di ambientamento: caldissimo: a fatica riesco a fare 40 minuti, ma do' la colpa al digiuno e al virus. Rientro in albergo e trovo un tipo che fa il palo proprio li' davanti: decido cosi' di nascondere i soldi sotto la suola della scarpa. Ritiro il pettorale e incontro due romani, nonché Jacqueline, con la quale girerò con bus turistico per un po' tutta Panama, visitando il canale, la zona antica, quella moderna, la zona bassa di Ancon e, soprattutto, un mercato malfamatissimo...comprerò pure del platano fritto che mangerò alla sera insieme ad un pane con uno strato di formaggio indecifrabile e una donuts piena di una salsa dolce tipica delle loro zone, salsa della quale mi sfugge il nome. Non sapevo se, il giorno dopo, sarei riuscita a correre 42 km con 32 gradi...

Si partirà alle 5, quando nell'albergo inizierò a sentire i primi rientri dalla notte dedicata al Patrono (in albergo bisogna suonare per farsi aprire, un suono semplice ma molto acuto: onde sonore in direzione-stanza 001 (la mia))...

Mi incammino per le calle buie e non nego che un paio di persone mi abbiano rotto le scatole, ma mi piacciono le zone malfamate, e ho subito preso la cosa con allegria. 

Location della gara ottima, molti partecipanti: parto sottosoglia e nella prima parte sto benissimo, soprattutto quando transitiamo davanti al mio quartiere malfamato preferito: El Chorrillo. Non mancano i ristori di acqua, e per la prima volta la trovo dentro dei sacchettini: ottimi per poterla bere e per rovesciarsela in testa. Fino al 15esimo tutto ok, poi leggo i gradi: 29... Al levarsi del sole inizia una corsa alla sopravvivenza: reggo fino al 30esimo, poi inizio a camminare e correre, consapevole dell'essere arrivata al limite della sopportazione. Niente crampi o dolori: la testa dice "No". Ad un certo punto una persona mi urla: "Animo!!! Unites States of America!" e mi chiedo perche'. Solo dopo realizzero' di aver corso tutta la gara con la bandiera americana in testa: proprio la bandana adatta per la Repubblica di Panama avevo scelto al mattino!


Premiazione!


Gente a pezzi: acqua ad ogni km: gli organizzatori non potevano fare di più (forse, dare qualche gel a base di maltodestrine). Chiudo in 3h57, dopo aver sbagliato strada e aver doppiato gente della 21 km, esausta più di me.
Quando mi chiameranno sul podio come ottava atleta straniera comprenderò di aver fatto meglio delle mie colleghe europee, chiudendo nelle prime 15 posizioni assolute. Consapevole delle difficoltà, mi sono goduta il momento della premiazione, orgogliosa di quella medaglia, una delle più belle che abbia mai visto. 22 nazioni, e io ero li' sul podio, per l'Italia.
Nei giorni successivi non ho lesinato, compatibilmente con il caldo veramente insopportabile (e, detto da me, e' cosa grave, dato che adoro tutto ciò che è estate), a godermi un po' la città e i dintorni, osservando bene anche le zone cosiddette "malfamate" come El Chorrillo (già citato), Ancon, San Miguelito.
Ho mangiato l'ananas più buono che ricordi in vita mia, e non ho disdegnato le impanadas e i miei adorati latti alla fragola. Ma sono pure andata da Mc Donald's, per ben due volte.
Il ritorno, durato un giorno e mezzo, e' stato favorito dal viaggio Panama-Madrid in notturna, nel quale ho avuto ben due sedili liberi a fianco. 6 ore di sosta a Madrid, nei quali ho girato senza senso come una disperata e, in tarda serata, arrivo a Cervia. Come festeggiare il ritorno se non con un allenamento notturno? Mi pareva di volare, senza tutta quella umidità attorno. Penso che, in fondo, quattro stagioni siano meglio che due...bentornato, inverno!
Mi aspetta ora una preparazione mirata al recupero di un po' di forza ed energia, e allo smaltimento del jet lag!

Anna Giunchi la maratoneta

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