Anna Giunchi Blog Personale

lunedì 29 febbraio 2016

Uisp Bologna e Franco Carati

Uisp Bologna...
Una delle migliori in Italia, un po' per il numero di iscritti e per l'intensità degli eventi, un po' per l'organizzazione e la riuscita delle manifestazioni.
Una settimana fa, durante la prima prova del Cross provinciale corso a Pieve di Cento, il Presidente della Lega Atletica Franco Carati distribuiva a mano gli inviti per la Festa dei Campioni, tenutasi domenica 28 febbraio al Centro Sociale Croce coperta, zona Corticella. Chissà se fosse consapevole del fatto che sarebbe stato il suo ultimo giorno sul campo. Forse lo sapeva, ma ha fatto di tutto per esserci.
Da mesi avevamo l'impressione che stesse poco bene, ma, vedendolo sempre presente, non abbiamo mai colto la realtà della sua situazione di salute.
Il ricordo della sua persona voluto da Fausto Cuoghi, che lo ha identificato come un compagno, andando oltre un senso strettamente politico, mi è piaciuto molto. Ho sempre rispettato le idee politiche di chi portava avanti con amore e passione il proprio credo, indipendentemente dal fatto che non la pensassi ideologicamente alla stessa maniera. Penso che il credere onestamente nelle proprie azioni e il perseguirle con convinzione accumuni qualunque fazione politica: se poi si aggiunge l'umiltà dell'ascolto, cogliendo quanto di giusto ci possa essere nell'opinione dell'altro e di sbagliato nella propria, si può lavorare in arricchimento reciproco. Io amo la politica, più che la mia ideologia in senso stretto. Considero Cuoghi una delle persone più professionali e altruiste che abbia mai conosciuto, oltre che un rappresentante della vera politica, dove si dibatteva per ore, con a cuore un solo tema: Il bene della città.
Tornando alla manifestazione: sicuramente si è sentita la mancanza del Presidente Carati, ma sono convinta che egli sia stato orgoglioso del lavoro svolto da coloro che proseguiranno nella sua attività.
Per rimanere sul tema “Anna”, parlerò della mia gioia nell'aver ricevuto tre medaglie d'oro e una splendida riconoscenza con il mio nome inciso su una targa: le prime per i titoli provinciali su strada, mezza maratona e corsa in salita (più il titolo di trail ricevuto a settembre), l'ultima per il titolo nazionale di corsa in montagna.
Parlerò dell'amarezza nell'aver visto il finestrino della macchina di un amico letteralmente sbrindellato da un blocco di marmo, riflettendo sulla cattiveria e sulla microcriminalità che sta dilagando a tutta rotta...
Parlerò del fatto che amo Bologna: è una città che mi sta volendo bene, e che ieri ha ridato fiducia a me stessa. Basta poco, in fondo, per sentirsi amati, ma è quel poco che conta.


domenica 28 febbraio 2016

La Testa...ON e OFF

Ho parlato con molta gente, domenica...
E tutto sommato è stato bello. Bello correre in un quartiere, La Cava di Forlì, dove ho giocato a tennis per due anni, passando per Villagrappa, il Quattro, zone che noi forlivesi conosciamo bene.
Sul fatto di come abbia fatto a correre così da schifo, considerando che in mezza maratona ho tenuto pressochè la stessa media, può trovare varie spiegazioni, che non darò per non dilungarmi.
Di certo, di base, non corro serena nelle gare di società, nonostante stia bene nel gruppo e ci siano, in esso, persone deliziose. Forse le gare di società capitano sempre in un periodo di carico (questa settimana ho svolto un circuit training e 14x400), forse era solo una giornata "No", come mi ha spiegato il mitico Di Salvo, che mi ha scortato in bici l'ultimo km.
Tanti pensieri mi annebbiano la mente, e non sempre riesco a correre per staccare la spina: normale, comune a tanti...
Per adesso mi concentro sulle lunghe distanze, preparando la 30 km della "Valli e Pinete" e la Maratona di Russi. Una decisione presa così, tanto per correre...


                                                         Lavoro alla notte, spesso...

martedì 23 febbraio 2016

Da Pieve di Cento a Gubbio. che bello correre!

Un azzardo, quello di correre due cross a distanza di poche ore l'uno dall'altro...
Mettiamola così: per quest'anno utilizzo il cross come forma di allenamento, dall'anno prossimo inizierò una preparazione specifica per svolgerlo al meglio.
Sabato 20 febbraio, pomeriggio, orario 15:50, la prima tappa da 3 km del Cross Provinciale a Pieve di Cento. Un percorso molto tecnico, con cambi di direzione stretti, del tutto impegnativo. Volevo, in questa maniera, risvegliarmi un pò prima di Gubbio (a causa della pioggia in settimana non sono riuscita a svolgere allenamenti su sterrato), ma avevo sottovalutato la difficoltà del percorso e l'accumulo di lattato: un vero e proprio test di massima potenza aerobica. Seconda Sf35, dato che in questi circuiti premiano per categorie, ma senza risparmiarmi. Concludo in affanno, a dimostrazione di quanto sia utile ai fini di velocizzazione la corsa campestre. il Garmin non andava: non so il tempo.


Il giorno dopo sarei partita per i Campionati italiani assoluti di corsa campestre, a Gubbio. Inutile dire che lo scenario fosse splendido, l'organizzazione eccellente, con tanto di maxischermo e musica di sottofondo, i partecipanti di livello altissimo: la vera atletica. Partenza alle 12:25. 400 donne in batteria. Ho gareggiato con i chiodi da 6, e la cosa mi ha turbato parecchio, soprattutto nel pregara!
Una splendida compagnia, quella di Federica e di tutto il Golden Club Rimini, unica società romagnola che si è aggiudicata l'accesso alla finale. Io gareggiavo come singola, ma ho potuto percepire come sarebbe potuto essere bello condividere una esperienza del genere con il proprio team. Era già un onore esserci, e chiudo i 7,6 km in 32'20. Percorso impegnativo ma spettacolare.
La giornata è proseguita con un pranzo in un ristorante tipico (per trovarlo...) con visita del centro storico e squarci di panorama mozzafiato.


Una giornata stupenda, resa possibile grazie ad una compagnia fantastica che mi ha incluso come se fossi stata membra della loro squadra. Come ho già scritto, questa è stata una splendida dimostrazione di amicizia e lealtà sportiva. Ho vissuto delle emozioni che neppure pensavo più di provare, e mi sono accorta di amare ancora di più uno sport che mi sta dando tanto: in primo luogo, la felicità.

10 anni di corsa...

10 anni di corsa: scattano proprio in questo periodo.
 Potrei ricercare il mio primo post di questo blog, e riallacciarmi a quanto scrissi: l'ospedale tre volte a settimana per le flebo, durato 8 mesi; l'ansia ogni 15 giorni per l'esito delle analisi, il sostegno di mia mamma, la persona che da sempre mi ama più di tutte.


Quella paura che si è protratta per anni quando, ad ogni minimo sintomo, temevo di ricaderci  dentro. Ho si' la percezione che sia passato del tempo, ma ricordo molto bene le sensazioni di allora. Come se fosse ieri.
Ricordo quando Alessandro, gestore del ristorante del tennis Carpena, vedendomi da tempo pallida e stanca dopo aver fatto appena due gradini di scale, mi ha accompagnato a fare le analisi del sangue, un venerdì mattina. La chiamata dell'ospedale subito dopo...E da li' e' iniziata la mia avventura con la corsa. Una voglia di dimostrare che da 5.3 di emoglobina mi sarei ripresa, riuscendo a correre una Maratona. Ho avuto paura di non farcela, lo ammetto, e mi sarebbe dispiaciuto non poter riuscire a dare un senso alla mia vita. Un periodo strano, di isolamento: non potevo fare palestra ma sono riuscita lo stesso a fare quello che volevo, poiché nessuno mi avrebbe fermato.
Ricordo quando, correndo sulla costa maltese, sentii che stavo meglio...erano passati due mesi, Capodanno 2007: piano piano correvo, con i miei ritmi, ma correvo. Eternamente grata all'isola, ci sono tornata 9 anni dopo: 6 assoluta alla Maratona internazionale.

2006/2007. Ricordo bene quando entrai nella segreteria dell'Edera Atletica Forlì, dicendo a Gramellini e Bonsangue: "Io vorrei correre una maratona" e mi affidarono al tecnico Reggiani: bravissimo.
Poi la maratona di Roma, Trieste, Milano, Ostia...da 4h10 a 3h12, in meno di un anno... La mia vita a Roma...gente meravigliosa, posti stupendi, il cuore ancora li'. Quando, dalla mia camera a Monte Mario alta, mi misi a piangere pensando che non sarei più stata in quei luoghi dove ho vissuto la mia vita di corsa, non sapevo che il richiamo sarebbe stato troppo forte, anche adesso, da tornarci.
Ho visto di tutto, conosciuto un po' tutti: ho lavorato in ambienti splendidi, anche dentro una pista, Caracalla, dove convivevano una decina di società, in totale armonia. Ho corso gare in ogni parte del mondo: New York, Sydney, Tokyo, Buenos Aires, Madrid, Barcellona, Gerusalemme, Panama, Bruxelles...ho corso sulla sabbia, fino a 3000 metri, in alta montagna, collina, in ogni parte d'Italia. Ho corso campionati italiani, trail, cross, meeting in pista...ho vinto tanto, anche quando non arrivavo prima.
Ho conosciuto una miriade di società, serie e poco serie: da chi ti accoglie come se fossi una parte di loro, a chi 
ogni anno promette rimborsi di spese di viaggio senza darti una lira, a chi ti tratta come una top Runner e ogni 
anno è' sempre gentilissimo, a chi ti vuole bene e ti vorrebbe ogni anno a correre con loro, a chi le escogita tutte per non far vincere la tua squadra.
A chi ha un presidente straordinario, come Nerio Morotti. Ho visto società eccellenti nel rapporto con gli atleti e/o dipendenti, altre che neppure li hanno mai considerati dal punto di vista umano.
Io, negli anni, ho dato molto, a volte senza ricevere. Una cosa nuova mi stuzzica, e mi ci butto con impegno e passione. E poi?
Nel caso in cui mi sia allontanata da società sportive per necessità mie, ho ricevuto più di quanto ho dato. Conservo ancora ottimi rapporti con società di Roma nelle quali ho lavorato o corso, a dimostrazione di come certe persone siano superiori a certe frivole rivalità o ripicche. Domenica 21 febbraio ai Campionati italiani di Cross, mi sono ritrovata con il gruppo del Golden Club di Rimini: nonostante fossi di un'altra società mi hanno accolto e coinvolto nelle loro attività: del resto ho visto anche un team molto ben organizzato, unito. Mi sono tornati alla mente i miei anni romani di quando, nonostante corressi per altra società, la Lazio Runners mi portava sempre nelle trasferte, con tanto di consueto pranzo in compagnia. Non ero mai sola.
Ricordo quando conobbi Orazio: lui mi ha sempre aiutato in ogni circostanza, oltre che difeso in occasioni delicate non dipendenti da me. Ho corso tre anni con la maglia della Lazio Runners.


La corsa mi ha dato tanto e in 10 anni mi ha cambiato molto, rendendomi più forte: le mie più grandi emozioni sono legate a tutto ciò' che questo meraviglioso sport mi ha permesso.
Ho passato mesi di infortuni, con periodi di rabbia nei quali evitavo tutto ciò che avesse voluto dire podismo. Ho conosciuto terapisti professionali e ciarlatani. Ho avuto professori universitari splendidi, una su tutte Luciana Dapretto: mi ha sempre valorizzato anche come persona.
Ho avuto allenatori bravissimi che mi hanno supportato, altri che mi hanno sopportato, altri che mi hanno abbandonato.
Ho vissuto storie sentimentali nate a causa, o per colpa, della corsa: tutto ciò che è rimasto di certe esperienze è stata unicamente la mia voglia di scappare e correre ancora più forte.
10 anni di corsa sono tanti, e festeggiarli con i Campionati Italiani di Cross a Gubbio, nel meraviglioso teatro romano, è' stata la maniera migliore: un'emozione che ha sintetizzato questo travagliato decennio. Ho avuto paura di non farcela? No, perché ero li'. Alla luce di tutto quello che ho vissuto penso che quello che mi spaventi, adesso, sia veramente poco. In ultimo, ricordo con piacere un episodio. Pioveva a dirotto a Roma, era inverno. Io mi stavo allenando nei 3x7000, via dei Barellai. Il mio allenatore di allora, il povero Luciano, perlustro' in macchina la zona (sapeva che mi sarei allenata comunque), e mi trovo'. Mi fece terminare prima gli allenamenti, malgrado non volessi, caricandomi in macchina, fradicia. L'acqua mi arrivava alle caviglie e volle portarmi a casa. Una cosa disse: 
"Grazie per quello che stai dando al nostro sport": io non sono nessuno, ma in ogni momento della vita si può vincere e sentirsi un campione; le medaglie sono dentro al petto, non fuori. Vorrei solo che i ragazzi che alleno fossero determinati come me.
Ho voglia di correre ancora e di aprirmi alla vita con entusiasmo, nell'attesa di darle quel senso di gratificazione che ancora vado cercando...

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venerdì 19 febbraio 2016

Un week end di campestri...

Un week end un pò impegnativo, ma che spero di esser pronta a gestire.
Sabato 20 febbraio, infatti, ci sarà la prima prova dei Campionati societari di Cross (circuito Fidal di Bologna), Pieve di Cento, e domenica la 1 fase dei cds assoluti a Gubbio, campionati italiani.
Nella prova di sabato i km saranno 3, mentre domenica saranno 8. Sebbene, in un primo momento, avessi ipotizzato di saltare i provinciali, mi è balenata l'idea di correre tutte e due le gare...e vada come vada.
In settimana ho risentito un pò del lavoro di 10x100 in salita (ripida, 10%) e nei 4x2000 del giorno dopo (un azzardo) ne ho avvertito il carico. Sono ancora in piena preparazione invernale, e devo mettere in conto qualche stanchezza muscolare: continuo con lavori di tecnica e palestra, e nella prossima settimana riprenderò con i circuiti.
I progetti per il 2016 avanzano, e sono sempre più convinta di correre una maratona ad Aprile, mentre già sono iscritta alla Cortina-Dobbiaco, appuntamento irrinunciabile. A luglio, se tutto andrà bene, farò il corso di allenatore a Formia, requisito per me piuttosto importante nei progetti futuri.
Sono questi gli ultimi miei mesi cervesi, che comunque mi hanno arricchito dal punto di vista esperienziale.
Vado avanti con i miei progetti, e continuo gli impegni che ho promesso di portare a termine. Sono sempre convinta di poter dimostrare al mondo del lavoro che valgo, andando avanti senza lecchinaggi e patetici poteri seduttivi...


Era un "Arrivederci", non un "Addio"...

lunedì 15 febbraio 2016

Goal setting: Fusignano


Si lavora per obiettivi. E questa volta li avevo. Il primo era quello di riscattarmi dal tempo ottenuto domenica scorsa alla Lolli: vento o non vento, non ritenevo di valere 1h33.
Sentivo, in settimana, che le gambe giravano bene, che correvo più leggera. I lavori? Molta tecnica, 2x1000, 6x500, 400 finale in pista, con concentrazione e ascolto del proprio corpo.
Le tensioni della scorsa settimana mi stavano abbandonando, e correvo più libera. Ho cercato di mangiare bene, senza brioches, paste e pastine. Ero più leggera, ecco tutto.
Domenica, a Fusignano, pioveva a dirotto, ma sentivo di stare molto, molto meglio che alla Lolli. Partita a 3'55 (causa freddo), tengo una media complessiva di 4'08 al km e chiudo in 1'28, terza assoluta.
Ancora 2-3 minuti sotto, con migliorie nella tecnica, e tornerò ai miei tempi del 2010. Questo è per quell'allenatore che ha deciso di smettere di allenarmi mesi fa...forse a questo non avrebbe sperato.
La pioggia non mi ha fermato, e ho condiviso il podio con la mia compagna di società Ana Nanu, vincitrice.

giovedì 11 febbraio 2016

Si ricomincia dalla Lolli

E' ormai il terzo anno, se ben ricordo, che riesco a correre questa gara. Una gara che, solitamente, in questi periodi dell'anno veniva rinviata per neve. Una mezza che di solito soffro molto, nonostante sia veloce e ben organizzata (7000 partecipanti, tra tutti, camminatori e agonisti)...forse la soffro perchè è la prima dell'anno, e ancora ho sulle gambe i carichi invernali.
In questo caso avevo sulle gambe lavori in palestra e finalizzazioni al cross...probabilmente risentivo ancora, a livello di borsite retrocalcaneare, del cross di 8 km di Forlì. Una media sotto le aspettative: 1h33 il mio tempo, contro le mie aspettative di 1h29-1h28. Forse il vento, forse la testa, forse la poca voglia di correrne 21...
Eppure, in settimana, sono ripartita alla carica con lavori in pista mirati a velocizzarmi e progetti per il week end. Sto bene fisicamente ma, a volte, mi manca la cattiveria e la voglia di concentrarmi meglio sui ritmi, requisito fondamentale per chi, come me, ha in progetto una Maratona...


venerdì 5 febbraio 2016

Dicomano, tra presente e ricordi...

Dicomano anno secondo.
Una gara che ricordo con piacere, che decisi di correre per buttarmi sul versante toscano, passando per il Muraglione con la mia superutilitaria. Mi è piaciuta molto, al punto che ho deciso di correrla ancora, partendo dal buio di Cervia, assaporandomi l'alba in strada.
Le temperature nella mia cittadina erano piuttosto alte, e nella giornata sarebbero salite fino addirittura a 18 gradi.
 Invece, da San Benedetto in Alpe fino a Dicomano stesso, ho trovato solo acqua e freddo. Strano, considerando il solitamente ottimo clima toscano. 15 km molto duri, quasi tutti in sterrato.
 Stessa posizione del 2015: seconda assoluta, ma con due minuti peggio rispetto all'anno scorso (1h12.00) sicuramente a causa della mia minor forma montanara (non sono ancora andata a sciare quest'anno), ma anche a causa del fango e dalle asperità del percorso, condizionato dalla pioggia. 
Comunque è sempre bello trovarsi in Toscana: mi piace la gente, mi piacciono i posti.
Adesso mi preparo per la prima gara della società: la 21 km Lolli Auto. Siamo in pista, ormai...


Anna Giunchi la maratoneta

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