Pensieri da Halloween...
Non so cosa voglio, o forse lo so, ma non voglio scervellarmi per come fare per ottenerlo. Allo stesso tempo, però, lo desidero fortemente, ma so che dipenderà tutto dalle forze e dalla volontà che riuscirò a mettere insieme.
So di avere le potenzialità per arrivare dove voglio, e qui ho molta presunzione, ma a volte mi chiedo se valga la pena lottare per qualcosa che si potrà poi perdere; il futuro, alla fine, ha le carte in mano. Certo, se neppure provo a lottare non vivrò neppure il fascino della conquista e potrei vivere con rimorsi immani.
Vivo momenti di bagliore e serenità, dei quali lampi di gioia non smetterei mai di saziarmi...poi, dopo poco, il buio. Ma forse è grazie al buio che poi mi rendo conto del valore di quello che ho, quando apro gli occhi: sto bene, e anche alla prova da sforzo l'ho visto, che sto bene. La corsa, dunque, mi aiuta a riflettere su quello che ho, ma anche su quello che potrei perdere.
Perchè comunque, il mio passato, è ancora vivo nei miei ricordi e i suoi fantasmi, a volte, ancora mi tormentano. Voglio prendere questo periodo come una fase utile a permettermi di parlare un pò di più con me stessa. Forse, per anni, non mi sono ascoltata e il mio corpo oggi, sballottato da una parte all'altra con me sorda alle sue richieste, mi ha comunicato di essere alle soglie del K.O...Come se la grossa lezione di 7 anni fa non mi fosse bastata. No, non ci sono, con la testa, in questo momento, proprio no... Strano...parlo di futuro io, che pensavo di non averlo...
In certi momenti mi rendo conto della mia maledetta, umana instabilità, e mi chiedo come mai io sia così permeabile agli stimoli esterni, umani anch'essi. A volte sono batoste, e feriscono (ma fanno diventare più forti), ma, per fortuna, ci sono anche carezze e slanci di meravigliosa comprensione, che mi fanno sprigionare una voglia innata di essere viva, e di divertirmi.
Oggi sapevo che la gara sarebbe andata malissimo, così come sentivo che, a due settimane da una maratona transoceanica, il mio fisico sarebbe stato piuttosto restìo a correre. Ma ho imparato ad apprezzare la cornice intorno alla corsa, e a metterla dentro al quadro più bello. C'è gente che è capace di farmi sorridere e farmi capire che, in fondo, per qualcuno conto qualcosa.