Anna Giunchi Blog Personale


domenica 25 gennaio 2026

I miei 20 anni di corsa...


Domenica pomeriggio...i ricordi di "quel periodo" di ormai tanti anni fa si fanno caldi, e mi accingo a rispolverare i miei 20 anni di corsa.

Ormai il mondo è saturo di motivazioni analoghe alle mie che portano alla corsa, per cui non mi soffermerò su quell'input che mi spinse a dedicarmi ad essa. Posso unicamente farne tesoro, indirizzando i miei allievi e alunni a non percorrere le mie stesse tappe di errore. Tutto quello che mi riporta alla luce quel periodo annebbiato non riguarda più una Anna intrappolata e ormai libera, ma mi prospetta nell'ottica dell'Anna insegnante che, appena rileva una traccia di una sofferenza simile nei propri ragazzi, cerca di aiutarli, facendo deviare loro subito percorso.

La corsa mi ha salvato e tutt'ora caratterizza il mio equilibrio. Non posso dire lo stesso dell'attività fisica in senso fisiologico, che per anni caratterizzò la manifestazione di una bruttissima trappola nella quale ero caduta. "Quella che ero" ogni tanto mi bisbiglia, ma sono ben consapevole che certi errori, anche ai fini del mio rendimento sportivo e mentale, ora potrebbero rilevarsi fatali. Se si cade una volta ci si può rialzare, ma la seconda può essere irrecuperabile, e quello che mai vorrò è creare dolore a chi mi vuole bene. E con sommo narcisismo posso dire che c'è tanta gente che me ne vuole assai, anche se ho sempre bisogno di sentirmelo dire; le persone che ancora trovano piacere nel ritrovarmi sono quelle che più sento ancorate a me. Bisogna vedersi per sentirsi.

Ebbene, ho iniziato a correre per urlare al mondo che stavo guarendo, e ho iniziato a partecipare a Maratone in tutto il mondo, con risultati di cui sono fiera, ma che non celebrerò qui.

Eppure non ero portata per lo sport...e non sono tutt'ora portata per lo sport. Destino volle che fossi una di quelle classiche studentesse inclini all'apprendimento teorico con ottima resa scolastica, con un costante rifugio nel disegno e nella musica per scappare dagli schemi convenzionali. Ero quella bambina che si imbronciava perchè mio babbo e mio fratello non le passavano mai la palla a calcio, quella che odiava fare "ginnastica" alle medie e che più volte veniva apostrofata come "negata"dall'insegnante. Eppure sono figlia di due genitori atleti e con un bagaglio organico decisamente forte, nipote di un alpino...ripeto, fiera nipote di un alpino.

Iniziai a correre con la determinazione di un robot, iniziando a farlo in una palestra forlivese, su un tapis roulant, quando ero ancora convalescente.

E' stato circa 20 anni fa il momento in cui iniziavo a rispondere alle cure, stando sempre meglio, al punto che mi misi in testa di correre la prima maratona della mia vita a Roma, trainata da Alessandro e Luca. Marzo 2006. Da lì fu tutta una gioia in itinere, e arrivarono soddisfazioni su soddisfazioni, con trasferimento a Roma e un ritorno allo studio, per la seconda laurea. Roma è la mia seconda casa, la patria dei miei migliori amici di sempre, nonchè la mia sede di corsa e di percorso da tecnico sportivo.

Io sono una atleta e un tecnico romano. 

Corro per una società che mi riempie di onore e sono entrata in un "comando" di persone meravigliose, sotto il grande nome "Esercito", con sede in un luogo, la Cecchignola, che mi ha donato un altro spettro di vita.

I 3x7000 all'alba, i 14km di fartlek e gli interminabili allenamenti del coach Marco, persona con cui ho ripreso un percorso di programmazione agonistica una settimana fa. L'amico più caro che ho, sempre presente quando sono in difficoltà, che ormai percepisce i miei dolori e i miei stati d'animo settimane prima che li manifesti. La persona che si offrì di aiutarmi in uno dei miei tanti traslochi romani, quando ero sola e in alto mare. Con lui ed Elisa ci fu un bellissimo periodo lavorativo che porto ancora nel cuore, ed ora sono determinata e pronta a ripartire per un secondo ciclo di vita sportiva. Sono pronta a continuare i miei passi, a credere in me stessa e in chi crede in me, mettendo un piede avanti all'altro.

Sono pronta a ripartire dai miei primi 20 anni di corsa. Con la motivazione giusta, ascoltando i tempi di ripresa, credendo anche in quello che sono, più che in quello che ero.



domenica 18 gennaio 2026

MIGUEL 2026: C'ERO!




Prima gara del 2026, con il calendario "slittato" a causa dell'annullamento della corsa della Befana, coincisa con un periodo di maltempo (e con la mia influenza).

Come due anni fa, questa gara, La corsa di Miguel, ha testato il mio stato fisico dopo l'influenza già citata e l'ondata di gelo arrivata nella mia zona, che mi ha molto condizionato a livello muscolare.
Sono stata contenta nell'essere riuscita a tenere 44 minuti sui 10km, ma sono  consapevole di aver ancora molto da fare.
I lavori lunghi per la Maratona mi hanno reso un pò più lenta, e proprio per questo ho pensato di dirottare la mia gara della Circe sulla 28km piuttosto che sulla 42, al fine di non avere troppi km sulle gambe.
L'anno scorso ricordo che stavo veramente bene, e che mi sono portata la forma fino a marzo.
Quest'anno sicuramente la mia influenza ha lasciato i suoi strascichi, ma rispetto al 2024 (molto pesante) devo ammettere di averla presa per tempo.
La gara, la Miguel, sarà sempre una delle manifestazioni per me più belle e sentite: una folla umana attorno, con un clima particolarmente gradevole (un pò umido, quest'anno) e le strade della mia vita romana universitaria.
Ogni anno lo scrivo, ma sono veramente grata a quei luoghi: ci rivivo allenamenti, soste in università, lezioni, partite allo stadio e parcheggi della moto.
In questo weekend breve ma intenso, ho ritrovato i miei migliori amici di sempre, oltre ai miei compagni di team, agli amici di Battipaglia e Buccino, a Mario, Antonio, Aldo (tre nomi che rappresentano i Giudici di Gara, gli speaker, i fotografi).
Peccato non aver visto in gara alcune persone con cui mi ero sentita, ma le ho pensate, sopratutto a fine evento, andandole a cercare.
La ricchezza di questi momenti sicuramente verrà capita da chi, come me, corre e ha tanti amici in Italia che condividono questa passione.
Roma è la mia capitale sportiva, e correrci  per me è una vera e propria rigenerazione.
Ho faticato, ho concluso un anno con delle fantastiche Mizuno Hyperion, e alla prossima gara sarò pronta a testare il nuovo acquisto, modello nuovo.
Sono contenta di ricomporre ogni volta quei frammenti di vita che temo di perdere e che invece mi si incollano addosso.
È difficile mantenere i rapporti...spesso il tempo te li strappa via e me ne accorgo, ma non ho piu' interesse a lottare per alcuni di questi.
Ci sono certe persone che saranno sempre parte di me, me le ritrovo ogni volta nel mio cammino...e nella mia corsa.

venerdì 2 gennaio 2026

Un Capodanno Caliente nella Capitale

Il 2026 irrompe strappando con mano i miei progetti.

E lo fa a partire da una competizione del 31 dicembre, We Run Rome, per poi frantumare il mio desiderio di concludere degnamente una maratona, alla quale sarebbe mancato qualche lavoretto lungo e variazioni in progressione.
Tutto questo riguarda unicamente la mia sfera personale, ma brucia, brucia assai.
Perché quando si pianifica un progetto, si rispettano dei tempi, si compiono sacrifici e si fa non poca fatica durante gli allenamenti, che un evento di salute ti stoppi brucia. E me lo ripeto, che brucia parecchio.
Dapprima perché si tratterà di allungare i tempi di guarigione e di recupero, e in seconda istanza perché nel frattempo i tempi di guarigione e di rendimento, che sto aspettando, si prospettano lunghissimi, con un freddo inverno che non aiuterà certo il mio fisico.
Non mi sono goduta il fine anno che avevo ipotizzato, ma ho avuto tempo per pensare.
Ho incontrato chi mi ha cercato e che starà con me 365 giorni l'anno, ho avuto chi mi ha telefonato  per sapere come stessi, così come ho potuto constatare, in certe dinamiche, di essere utile solo a fini "produttivi"...se arriva un calo fisico si scatena un senso di colpa su di me, come se quel che dò in termini di lavoro, che è sempre in più se collocato in un periodo di "ferie", fosse sempre scontato.
Il mio corpo merita più ascolto e non ha senso spremerlo solo per dare ad altri un qualcosa che è parte del mio senso del dovere.
Non so quanto durerà questa influenza, ma il peso della società consumistica mi fa dire che "No, non posso ammalarmi, perché qualcuno si aspetta qualcosa da me". Ma non si aspetta certamente "me".
Eppure dietro quello che produco c'è quello che sono, e quel che sono ha degli aspetti che nessuno vedrà mai.
In fondo, a chi importa realmente come uno stia? Siamo fatti per servire, ma non siamo mai serviti...ognuno intenda la semantica che vuole.
Beh, mi dispiace non aver corso una gara che è sempre circondata da una atmosfera di festa, ma che posso farci?

Ho trascorso 5 giorni a Roma, ma me la sono pienamente goduta un giorno solo...
Roma, si sa, è affascinante da qualunque parte la si guardi. E a me in particolare sono sempre piaciuti quei "contrasti" che la rendono unica.
C'è un punto in cui mi piace particolarmente andare, correndo o camminando: è quella parte che unisce la Tuscolana con la Casilina vecchia, costeggiando la ferrovia, protetta dell'acquedotto romano, che guida chi attraversa la città.
In un attimo, dalla Roma popolosa e ricca di attività commerciali, si sconfina nella zona pigneto e Tor Pignattata, con prefabbricati realizzati chissà come e con un addensamento urbano completamente diverso.
Ho sempre amato questo spaccato della città, che molto mi fa pensare al tanto amato SudAmerica, seppur sia colorato con toni differenti.
Andando più piano si osserva di più, e mi sono sempre fatto caso che, ad accompagnare un cammino più o meno tempestoso, ci sia sempre quel Sole che spinge le nuvole per salutarmi.
Buon Anno a Tutti voi. Sappiate che spesso è proprio il Sole a Trovarvi.




Anna Giunchi la maratoneta

Benvenuto sul blog di Anna...la maratoneta