Anna Giunchi Blog Personale


domenica 1 febbraio 2026

Stregata dalla maga Circe




Pensavo a come fosse volato il tempo da un anno a questa parte...mi sembra ieri quando, dalla sede di Lbm, partimmo alle 5 di mattina per recarci prima a Sabaudia, poi a San felice Circeo, prendendo la navetta data dalla efficiente organizzazione.

Andammo a fare colazione in due bar, e in particolare ne ricordo uno con una flotta di brioches.

Ricordo che fui entusiasta della mia prestazione: 2h21.
Quest'anno, alla luce della ipotetica sfacchinata, mi sono organizzata diversamente: sono arrivata a Roma venerdì, per poi partire sabato in tarda mattinata per Sabaudia, ritirare il pettorale e recarmi a San Felice Circeo, dove ho alloggiato in una struttura bellissima, che purtroppo mi sono goduta poco.
Ho cenato nel residence, con due piatti di pasta, branzino, patate e frutta, e al mattino ho potuto assaporare le mie tanto amate fette di pane tostate, con miele.
A livello energetico stavo bene e non mi sono privata di carboidrati.
Ho quindi corso una gara ad un ritmo inaspettato, 4'40 al km, con passaggi a 4'30 e sopratutto una buona spinta.
Penso che gli effetti dell'allenamento del coach Marco, che mi portò a fare i miei migliori tempi di sempre, si stiano già vedendo. Mi ha introdotto lavori di velocità e allunghi terapeutici, e sento che in me qualcosa sta cambiando. Certo, un conto è correre per me stessa, un conto correre con la fiducia verso chi mi conosce bene. Cambia tutto, perche' ora ci credo di più.
Oggi mi sono resa conto di quanto la corsa agisca sul mio benessere, anche se mi rendo conto che molto di questo benessere è dato dalla mia prestazione: 7 assoluta e 1 di categoria.
Pago il fatto di essere agonista e ambiziosa in tutte le cose che faccio, ma sono anche consapevole che questa determinazione sia un tratto caratteriale che mi porto anche sul lavoro. Difetti di iperperfezionismo si fa fatica a toglierseli di dosso.


Ho conosciuto tante persone carine, ho imparato tante cose sulle gallerie e le cave, e sono tornata a casa felice.
Sono spesso affascinata da ciò che mi circonda...questa volta invece mi sono stupita di me stessa. Ogni tanto occorre darsi delle incognite, e ballarci intorno.

domenica 25 gennaio 2026

I miei 20 anni di corsa...


Domenica pomeriggio...i ricordi di "quel periodo" di ormai tanti anni fa si fanno caldi, e mi accingo a rispolverare i miei 20 anni di corsa.

Ormai il mondo è saturo di motivazioni analoghe alle mie che portano alla corsa, per cui non mi soffermerò su quell'input che mi spinse a dedicarmi ad essa. Posso unicamente farne tesoro, indirizzando i miei allievi e alunni a non percorrere le mie stesse tappe di errore. Tutto quello che mi riporta alla luce quel periodo annebbiato non riguarda più una Anna intrappolata e ormai libera, ma mi prospetta nell'ottica dell'Anna insegnante che, appena rileva una traccia di una sofferenza simile nei propri ragazzi, cerca di aiutarli, facendo deviare loro subito percorso.

La corsa mi ha salvato e tutt'ora caratterizza il mio equilibrio. Non posso dire lo stesso dell'attività fisica in senso fisiologico, che per anni caratterizzò la manifestazione di una bruttissima trappola nella quale ero caduta. "Quella che ero" ogni tanto mi bisbiglia, ma sono ben consapevole che certi errori, anche ai fini del mio rendimento sportivo e mentale, ora potrebbero rilevarsi fatali. Se si cade una volta ci si può rialzare, ma la seconda può essere irrecuperabile, e quello che mai vorrò è creare dolore a chi mi vuole bene. E con sommo narcisismo posso dire che c'è tanta gente che me ne vuole assai, anche se ho sempre bisogno di sentirmelo dire; le persone che ancora trovano piacere nel ritrovarmi sono quelle che più sento ancorate a me. Bisogna vedersi per sentirsi.

Ebbene, ho iniziato a correre per urlare al mondo che stavo guarendo, e ho iniziato a partecipare a Maratone in tutto il mondo, con risultati di cui sono fiera, ma che non celebrerò qui.

Eppure non ero portata per lo sport...e non sono tutt'ora portata per lo sport. Destino volle che fossi una di quelle classiche studentesse inclini all'apprendimento teorico con ottima resa scolastica, con un costante rifugio nel disegno e nella musica per scappare dagli schemi convenzionali. Ero quella bambina che si imbronciava perchè mio babbo e mio fratello non le passavano mai la palla a calcio, quella che odiava fare "ginnastica" alle medie e che più volte veniva apostrofata come "negata"dall'insegnante. Eppure sono figlia di due genitori atleti e con un bagaglio organico decisamente forte, nipote di un alpino...ripeto, fiera nipote di un alpino.

Iniziai a correre con la determinazione di un robot, iniziando a farlo in una palestra forlivese, su un tapis roulant, quando ero ancora convalescente.

E' stato circa 20 anni fa il momento in cui iniziavo a rispondere alle cure, stando sempre meglio, al punto che mi misi in testa di correre la prima maratona della mia vita a Roma, trainata da Alessandro e Luca. Marzo 2006. Da lì fu tutta una gioia in itinere, e arrivarono soddisfazioni su soddisfazioni, con trasferimento a Roma e un ritorno allo studio, per la seconda laurea. Roma è la mia seconda casa, la patria dei miei migliori amici di sempre, nonchè la mia sede di corsa e di percorso da tecnico sportivo.

Io sono una atleta e un tecnico romano. 

Corro per una società che mi riempie di onore e sono entrata in un "comando" di persone meravigliose, sotto il grande nome "Esercito", con sede in un luogo, la Cecchignola, che mi ha donato un altro spettro di vita.

I 3x7000 all'alba, i 14km di fartlek e gli interminabili allenamenti del coach Marco, persona con cui ho ripreso un percorso di programmazione agonistica una settimana fa. L'amico più caro che ho, sempre presente quando sono in difficoltà, che ormai percepisce i miei dolori e i miei stati d'animo settimane prima che li manifesti. La persona che si offrì di aiutarmi in uno dei miei tanti traslochi romani, quando ero sola e in alto mare. Con lui ed Elisa ci fu un bellissimo periodo lavorativo che porto ancora nel cuore, ed ora sono determinata e pronta a ripartire per un secondo ciclo di vita sportiva. Sono pronta a continuare i miei passi, a credere in me stessa e in chi crede in me, mettendo un piede avanti all'altro.

Sono pronta a ripartire dai miei primi 20 anni di corsa. Con la motivazione giusta, ascoltando i tempi di ripresa, credendo anche in quello che sono, più che in quello che ero.



domenica 18 gennaio 2026

MIGUEL 2026: C'ERO!




Prima gara del 2026, con il calendario "slittato" a causa dell'annullamento della corsa della Befana, coincisa con un periodo di maltempo (e con la mia influenza).

Come due anni fa, questa gara, La corsa di Miguel, ha testato il mio stato fisico dopo l'influenza già citata e l'ondata di gelo arrivata nella mia zona, che mi ha molto condizionato a livello muscolare.
Sono stata contenta nell'essere riuscita a tenere 44 minuti sui 10km, ma sono  consapevole di aver ancora molto da fare.
I lavori lunghi per la Maratona mi hanno reso un pò più lenta, e proprio per questo ho pensato di dirottare la mia gara della Circe sulla 28km piuttosto che sulla 42, al fine di non avere troppi km sulle gambe.
L'anno scorso ricordo che stavo veramente bene, e che mi sono portata la forma fino a marzo.
Quest'anno sicuramente la mia influenza ha lasciato i suoi strascichi, ma rispetto al 2024 (molto pesante) devo ammettere di averla presa per tempo.
La gara, la Miguel, sarà sempre una delle manifestazioni per me più belle e sentite: una folla umana attorno, con un clima particolarmente gradevole (un pò umido, quest'anno) e le strade della mia vita romana universitaria.
Ogni anno lo scrivo, ma sono veramente grata a quei luoghi: ci rivivo allenamenti, soste in università, lezioni, partite allo stadio e parcheggi della moto.
In questo weekend breve ma intenso, ho ritrovato i miei migliori amici di sempre, oltre ai miei compagni di team, agli amici di Battipaglia e Buccino, a Mario, Antonio, Aldo (tre nomi che rappresentano i Giudici di Gara, gli speaker, i fotografi).
Peccato non aver visto in gara alcune persone con cui mi ero sentita, ma le ho pensate, sopratutto a fine evento, andandole a cercare.
La ricchezza di questi momenti sicuramente verrà capita da chi, come me, corre e ha tanti amici in Italia che condividono questa passione.
Roma è la mia capitale sportiva, e correrci  per me è una vera e propria rigenerazione.
Ho faticato, ho concluso un anno con delle fantastiche Mizuno Hyperion, e alla prossima gara sarò pronta a testare il nuovo acquisto, modello nuovo.
Sono contenta di ricomporre ogni volta quei frammenti di vita che temo di perdere e che invece mi si incollano addosso.
È difficile mantenere i rapporti...spesso il tempo te li strappa via e me ne accorgo, ma non ho piu' interesse a lottare per alcuni di questi.
Ci sono certe persone che saranno sempre parte di me, me le ritrovo ogni volta nel mio cammino...e nella mia corsa.

venerdì 2 gennaio 2026

Un Capodanno Caliente nella Capitale

Il 2026 irrompe strappando con mano i miei progetti.

E lo fa a partire da una competizione del 31 dicembre, We Run Rome, per poi frantumare il mio desiderio di concludere degnamente una maratona, alla quale sarebbe mancato qualche lavoretto lungo e variazioni in progressione.
Tutto questo riguarda unicamente la mia sfera personale, ma brucia, brucia assai.
Perché quando si pianifica un progetto, si rispettano dei tempi, si compiono sacrifici e si fa non poca fatica durante gli allenamenti, che un evento di salute ti stoppi brucia. E me lo ripeto, che brucia parecchio.
Dapprima perché si tratterà di allungare i tempi di guarigione e di recupero, e in seconda istanza perché nel frattempo i tempi di guarigione e di rendimento, che sto aspettando, si prospettano lunghissimi, con un freddo inverno che non aiuterà certo il mio fisico.
Non mi sono goduta il fine anno che avevo ipotizzato, ma ho avuto tempo per pensare.
Ho incontrato chi mi ha cercato e che starà con me 365 giorni l'anno, ho avuto chi mi ha telefonato  per sapere come stessi, così come ho potuto constatare, in certe dinamiche, di essere utile solo a fini "produttivi"...se arriva un calo fisico si scatena un senso di colpa su di me, come se quel che dò in termini di lavoro, che è sempre in più se collocato in un periodo di "ferie", fosse sempre scontato.
Il mio corpo merita più ascolto e non ha senso spremerlo solo per dare ad altri un qualcosa che è parte del mio senso del dovere.
Non so quanto durerà questa influenza, ma il peso della società consumistica mi fa dire che "No, non posso ammalarmi, perché qualcuno si aspetta qualcosa da me". Ma non si aspetta certamente "me".
Eppure dietro quello che produco c'è quello che sono, e quel che sono ha degli aspetti che nessuno vedrà mai.
In fondo, a chi importa realmente come uno stia? Siamo fatti per servire, ma non siamo mai serviti...ognuno intenda la semantica che vuole.
Beh, mi dispiace non aver corso una gara che è sempre circondata da una atmosfera di festa, ma che posso farci?

Ho trascorso 5 giorni a Roma, ma me la sono pienamente goduta un giorno solo...
Roma, si sa, è affascinante da qualunque parte la si guardi. E a me in particolare sono sempre piaciuti quei "contrasti" che la rendono unica.
C'è un punto in cui mi piace particolarmente andare, correndo o camminando: è quella parte che unisce la Tuscolana con la Casilina vecchia, costeggiando la ferrovia, protetta dell'acquedotto romano, che guida chi attraversa la città.
In un attimo, dalla Roma popolosa e ricca di attività commerciali, si sconfina nella zona pigneto e Tor Pignattata, con prefabbricati realizzati chissà come e con un addensamento urbano completamente diverso.
Ho sempre amato questo spaccato della città, che molto mi fa pensare al tanto amato SudAmerica, seppur sia colorato con toni differenti.
Andando più piano si osserva di più, e mi sono sempre fatto caso che, ad accompagnare un cammino più o meno tempestoso, ci sia sempre quel Sole che spinge le nuvole per salutarmi.
Buon Anno a Tutti voi. Sappiate che spesso è proprio il Sole a Trovarvi.




domenica 21 dicembre 2025

Pisa e i suoi Miracoli






Nella mia "fame di gare" avevo programmato una mezza finale, prima della We Run Rome del 31 dicembre, nonostante avessi ripetuto a me stessa che avrei chiuso la stagione Mezze con quella di Grottammare: ho dunque programmato la mezza di Pisa.

Con i "se" e con i "ma" non si costruisce nulla, eppure, dopo la prova di San Marino, ero più che fiduciosa verso un bel risultato. Purtroppo però un virus che mi ha accompagnato per 4 giorni mi ha indebolito, al punto da mettere in forse la mia partecipazione.

Sono comunque andata a Pisa, assaporando un clima decisamente migliore e senza nebbia, mettendomi sempre nell'incertezza della partenza.

Per la verità, domenica mattina, ero già pronta per fare una corsetta lenta, riposando un pò sul Lungarno, ma ai primi passi di corsa mi sono detta: "Perché mollare prima di partire? Pensa al dopo...". E dato che è questa la mia forte spinta motivazionale, quella che non mi fa mai saltare gli allenamenti, sono andata a piedi fino alla partenza, e mi sono messa in griglia.

Partita piano e con timore, chiudo in progressione con 1h40, arrivando in quella location unica, che si chiama Piazza dei Miracoli.

Conobbi Pisa come molti studenti di allora: in gita scolastica alle elementari, e ovviamente mi innamorai della torre pendente.

In effetti mi stupisce l'averla "trascurata" fino ad oggi, ma c'è il piccolo inconveniente dell'essere un pò scomoda da raggiungere dalla Romagna.

Ci sono tornata e ho scoperto un bellissimo lungarno, persone molto gentili e tanto calore per un grande evento, che ha portato anche un numero considerevole di stranieri.

Il percorso della mezza si prestava ad un buon tempo, soprattutto sul rettilineo finale (c'era giusto un pò di vento contro) e sono convinta che, se fossi stata in condizione, mi sarei cavata delle soddisfazioni. Ma esserci è stato già tanto, considerando che sabato mattina ero lenta, stanca e avvolta da una nebbia incessante.

Ora, prendendomi tempo per il dovuto riposo (anche se la gara mi ha reso più forte) medito sul mio prossimo lungo e sul mantenimento di una buona condizione fisica.

È iniziato l'inverno, e ha il suo fascino. Andiamo a scoprirlo.



martedì 16 dicembre 2025

Due settimane di ricarica in Romagna

 



Ho corso per due settimane senza spostarmi più di tanto, concedendomi un bell'allenamento di forza in occasione di un trail a Cervia, nonché 21 km nella mia amata San Marino, tappa fissa da anni.
A Cervia, l'8 dicembre, abbiamo corso 13,8km (16,8 per me, a causa di un errore di segnalazione) con poco asfalto e tracciato tra pineta e sabbia (veramente impegnativo correre sulle dune).
Il freddo ha reso la mia respirazione difficoltosa, e ho chiuso al quarto posto. Per fortuna la mia posizione assoluta è stata mantenuta, nonostante l'errore di percorso, che ha coinvolto diversi di noi. Sono molto competitiva e lo so bene.

La domenica successiva, dopo una bella settimana di allenamenti, condita dai 4x4000, duri ma tempranti, ho svolto il collinare in occasione della mezza maratona a San Marino. Percorso bellissimo. Soffro le salite, perché purtroppo non ho modo di allenarle, ma non dimentico che erano proprio quelle il mio vero punto di forza.
Con quasi 300mt di dislivello positivo, chiudo ancora al 4 posto assoluto con 1h41, tempo del quale sono decisamente soddisfatta.
Domenica correrò la mezza Maratona a Pisa, con lo scopo di farmi un altro bel weekend in una città che ricordo molto bene dai tempi delle elementari, ma che non ho più visitato.
Lo sport, soprattutto quello di resistenza, si basa sulla "costruzione". Partendo da una base organica, ci si struttura a poco a poco, con un programma di allenamento finalizzato.



Io ho in programma una maratona a febbraio, e sono al secondo blocco di carico di tre settimane.
Il fisico sta resistendo a km su km, la perfusione polmonare e la hrv sono molto buoni, grazie allo stile di vita e (grazie!!!) alla genetica.
Con la gara di oggi ho capito che questi 6 giorni in cui sento l'appoggio buono e frequente non sono un caso. Sta arrivando il picco di forma.
Ho dato una regolata alla alimentazione (mangio di più) e ho introdotto i carichi di forza, che fanno veramente la differenza.
Ma sono veramente contenta dei due aspetti di me, che vanno a braccetto: atleta e allenatrice.
Il mio sport è il mio equilibrio. 

Settimana conclusa con 106km. Oggi ho anche svolto un bel lavoro in pista, con sveglia alle 4.30 del mattino. Quando si ama qualcosa o qualcuno, si è disposti a tutto...

domenica 30 novembre 2025

I miei Grazie sensoriali







Lavorando a scuola, rifletto spesso su questo concetto: la nostra cultura si sta restringendo sempre di più verso l'immagine.

La vista è il nostro senso più "diretto" (non quello più sviluppato) e conseguentemente il sistema scolastico sta privilegiando insegnamenti legati all'uso di supporti tecnologici, che non i metodi classici, basati sulla manipolazione, l'olfatto o la fonetica. Ritengo che questa sia la causa principale legata all'incremento di alunni con difficoltà di calcolo, di linguaggio, di grafìa. Certo, programmare una lezione con un abaco è molto più complesso che non mostrare ai ragazzi un tutorial su come contare, ma quanto abbiamo imparato, ad esempio, dalla sillabazione?
Tutto questo per collegarmi ad un discorso autoriferito: per quanto io mi imponga di sviluppare tanti aspetti del pratico, utilizzando i 5 sensi, mi rendo conto che la "potenza" del visivo ha catturato anche me.
Il "vedere" le persone, piuttosto che il sentirle o, peggio ancora, lo scriverle via messaggio, rinforza i legami, li rende più forti e vivi.
Perché quando si vede qualcuno, soprattutto se quel qualcuno non abita vicino, si arriva persino a chiarirsi su punti in sospeso, perché vi sono tanti aspetti del non verbale che chiariscono e tolgono dubbi ai legami.
Questo weekend abbiamo avuto la cena con i miei colleghi della società sportiva dell'Esercito Cecchignola, e dopo quella bellissima serata sento che i legami tra noi si sono ancora più rafforzati.
Perché il vedersi fuori dagli schemi "imposti" ha un alto impatto emotivo.
E io, dal mio canto, do grosso valore a chi, oltre che a sentirmi, trova lo spazio e la voglia di vedermi.
Corriamo per l'autismo, Villa Ada.
Ho corso una gara bellissima, alla quale non manco da anni, e pur non essendo nel mio periodo di forma, ho corso con la voglia e l'onore di rappresentare tutte quelle persone che hanno in comune con me quella bellissima divisa.
Ieri sera Ivano mi ha dato modo di cercare di esprimermi su quello che provo, su come mi sento, e sono grata a lui per avermi chiamato apposta, facendomi sedere, per farmi parlare del mio attaccamento a questo gruppo sportivo.
Oggi poi ho vissuto altre belle esperienze: la riflessione che mi ha fatto Paolo sulle mie esigenze caratteriali agonistiche (e ha ragione da vendere), la bellissima compagnia di Maria Laura, sempre sorridente e genuina.
Mentre ripartivo per l'ennesima volta con un treno velocissimo, pensavo alla mia voglia di rimettermi in gioco nel 2026.
Perché Roma ormai è la mia casa a colori, nella quale vivo e coltivo speranze.
Grazie a queste persone che mi hanno reso più fiera, più forte in questo weekend.
A volte basta poco, ma quel poco per me è veramente tanto.

Anna Giunchi la maratoneta

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