Anna Giunchi Blog Personale


domenica 20 novembre 2022

Tra i Colli Bertinoresi

 


Le mie giornate, forse perché estremamente intense, scivolano via in un attimo.

Non pensavo, ma è proprio così: più si ha tempo libero, più le giornate scorrono lentamente. O, forse, si ha più la percezione del giorno che scorre: lo si gusta di più.
Io vado a orari, in base al lavoro, e mi sono lasciata alle spalle una settimana da urlo, tra scuola, riunioni, lavoro al campo e allenamenti, relegati sempre alle 5.30 di mattina...10 ore di lavoro al giorno.
Il corpo umano ha la virtù innegabile di sapersi adattare e mi rendo conto di poter fare anche quello che, fino a prima di immergermici dentro, appariva del tutto impossibile.
Tutto ciò che si teme, una volta affrontato, è nelle nostre mani; sono convinta di questo.


Questo weekend, nonostante fossi stanca, non mi sono privata di una gara di 21km, locata nelle colline mete dei miei allenamenti: I colli Bertinoresi.
Una gara è un input per prendere la macchina, correre più motivati che in allenamento, conoscere gente e, magari, andare a premio.
Partenza da Forlimpopoli, toccando via via Bertinoro, Collinello, Polenta...panorami meravigliosi. Fatica...sinceramente meno del previsto, un po' perché conoscevo bene i posti, un po' per il clima ottimale, un po' perché mi tenevo un po' frenata, alla luce di una imminente terapia cartilaginea.
Sono arrivata entusiasta, con negli occhi un panorama scorso via troppo velocemente dal mio corpo.
Volato via, come questo weekend.
E domani si ricomincia, per poi rigenerarsi di nuovo: la vita è questo...un circolo vizioso.

domenica 6 novembre 2022

Il ritorno tra i Gessi

Penso di aver corso questa storica gara romagnola, il Giro dei Gessi, almeno 10 anni fa...

Forse ne ho corso due o tre edizioni; è una gara che mi è sempre piaciuta moltissimo, con un percorso collinare tra i più belli della Romagna, ma che non ho corso per diversi anni perché coincidente per data con la gara di Molinella, da sempre tappa della mia vecchia società.
Ho ritrovato certe sensazioni dei primi anni in cui correvo, quando esploravo tutte le podistiche della zona, conoscendo di volta in volta sempre più persone.
Emozionante entrare nell'ippodromo, e rivedere l'arco rosso della partenza.
Confesso di non essermi ricordata di molti punti del percorso, e di essermi emozionata come la prima volta nel concludere la mia fatica, perché è proprio quando si manca per tanto tempo da un posto, che ci si accorge di quanto lo si sia sempre desiderato.
E Cesena è stata tappa fondamentale per la mia formazione universitaria, avendoci trascorso i 5 anni di psicologia, ma mi ha accompagnato anche in molte visite "di svago" in infanzia e, tuttora, è per me una tappa molto gradita.
Ho corso tantissimo tra le sue colline, ho vissuto attivamente il suo centro storico, amo profondamente la squadra calcistica locale e, grazie ad alcuni miei studenti, ne rivivo le emozioni della curva. Mi ci sono allenata tanto in bici, e certi paesaggi mi si sono stampati in mente.
La corsa.15,4 km.
Non ho più i ritmi di anni fa, e dovrò accettare serenamente l'attuale forma fisica. In fondo, amatore ero ed amatore rimango.
Dal momento in cui corro con lo spirito giusto, senza ingannare il mio corpo, garantiro' a me stessa continuità e divertimento.
Vorrei fare ciò che amo per il più tempo possibile, perché il dono che ricevo da questo sforzo fisico è impagabile. Vorrei correre a lungo, e il più che posso.

martedì 1 novembre 2022

Il Cammino dei Santi...e San Marino

 

La corsa dei Santi, dopo anni.
Ricordo che corsi questa fantastica gara in una delle prime edizioni...azzarderei dire la prima.
Erano più km, forse 14, con passaggio anche in zona San Giovanni. Percorso storico suggestivo, seppur impegnativo, a causa della pavimentazione e dei numerosi saliscendi. Tornarci è stato un piacere incredibile: percorso modificato, pieno di gente. Bello. Un po' perché ho rivisto i miei compagni di team, un po' perché stavo bene e sono soddisfatta del mio tempo, seppur sia consapevole di essere ancora in fase di rodaggio.

Il clima era ottimale, secco e soleggiato...sono temperature anomale per novembre, lo stiamo dicendo tutti ma, sinceramente, per me è del tutto favorevole, lavorando spesso all'aperto.
Mi sono divertita, ho incontrato gente e ho collezionato un ricco bottino per il secondo posto di categoria.
La settimana prima avevo corso la 10 miglia a SanMarino, 16km collinare in uno dei borghi che preferisco. Non stavo ancora benissimo, ma ho avuto un piazzamento al 4 posto assoluto che mi ha restituito un po' di fiducia agonistica. San Marino mi porta sempre bene, e quel giorno pareva fosse primavera.
Il resto procede bene...lavoro tanto e mi impegno per rendere al meglio e sto ricaricando le pile durante questo ponte.
Sto bene con gli altri, sono felice e, tornando a questo weekend, ho rivisto il mio amico Giovanni, riconsolidando un'amicizia ormai fraterna. La cosa mi ha riempito di carica positiva.
Ricevo tanti doni ogni giorno, a partire dal sole, dall'entusiasmo nell'affrontare la giornata, dalla presenza dei miei cari, la più importante.
Ogni giorno ringrazio per questo.
Dopo questa giornata, aggiungerò un Grazie in più.





domenica 16 ottobre 2022

Con le colline negli occhi

Oggi ho respirato le mie colline, e loro mi hanno stupito, regalandomi una mattinata splendida, immersa nella natura.

Mi porto dietro da ben tre settimane un fastidioso raffreddamento, che mi ha condizionato la mia "scelta" domenicale: andare o non andare?

La location, Terra del Sole, paese al quale sono legata fin dall'infanzia, mi attirava, perché sapevo che si sarebbe saliti in collina. E le colline di Romagna sono stupende.
Poi la ragione sociale benefica dietro alla manifestazione non si poteva non considerare e così, domenica mattina, dopo un aerosol, prendo la macchina e vado.


E mi trovo attorniata da migliaia di persone, chi podista, chi biker...tante, tantissime maglie gialle, premio di partecipazione per una manifestazione organizzata veramente al top.
Mentre guidavo, ipotizzavo che, in caso di un mio ritardo per i tempi di iscrizione, sarei comunque rimasta nella zona per fare un bel collinare.
E invece sono riuscita ad iscrivermi e correre all'interno di un tracciato stupendo. Premetto che sono zone che conosco ma, grazie alla manifestazione, ho attraversato dei punti dei quali non ero affatto a conoscenza...incontaminati.
Bellissima giornata di sole pieno, panorami, ripeto, incredibili, anche e soprattutto se si pensa che ci si trova a 10 minuti dalla città.
Ho visto tanti volti amici e mi sono sempre più convinta del fatto che sia questa la maniera di fare sport che, anche in futuro, troverà il maggior numero di proseliti.
Io stessa non nego che evito certe manifestazioni perché sono a conoscenza di tracciati sporchi alle spalle di tanti amatori esaltati e che, in questo periodo, preferisco alternare gare competitive a manifestazioni di più ampio respiro.


Io corro per me stessa, per stare bene e per passare una domenica tra salute e posti nuovi, e continuerò a fare sport seguendo questi principi.
Molte persone la pensano come me e, in effetti, sto notando che molta gente che correva a livello agonistico ora, nauseata da certe realtà, preferisce ritrovarsi in manifestazioni dove prioritari sono altri aspetti.
Io sono ritornata a casa con un panorama indimenticabile riflesso nei miei occhi. Era il collinare del quale avevo bisogno.
E domani si riparte con una bella settimana di fuoco. Ma io ardo di passione per quello che faccio.

domenica 9 ottobre 2022

Cecchignola di corsa...volata via...

Qui sognavo ad occhi chiusi...

Il giorno più atteso da mesi, ahimè, è volto al termine. C'è una cosa che mi piace delle cose attese: l'attesa stessa è sempre differente e, nel mio caso, personaggio spesso "bastonato" da delusioni della vita, i sogni sono un po' soffocati.

Per cui, pur desiderando ardentemente questo giorno, così minuziosamente preparato da chi ha impiegato risorse e ingegno per la sua realizzazione, non ho mai sognato troppo. Un po' perché vi sono sempre imprevisti che librano in aria e possono impedire quel tutto così bramato da tempo, un po' perché se si sogna meno, si gioisce di più nella realtà. Dato di fatto. Dato di fato. Essi', perché il tanto citato Fato ha già le chiavi in mano su tutto, pure su di noi. Non ho sognato, ma questo giorno verrà da me sognato. A lungo.

Come iniziare a poter descrivere una giornata meravigliosa come questa?

Potrei partire con l'incognita dei permessi al lavoro, ribaditi da me a tre interlocutori, che per fortuna mi vogliono bene...dai due giorni precedenti la gara, febbrili, con l'altra incognita nel correre 10km la domenica mattina...dalla tuta persa chissà dove, che non mi trovo da settimane. E non me ne faccio una ragione, perché una tuta non vola.

Potrei descrivere le sensazioni del mio corpo, debole, che accusa un po' di risvolti psicologici da non poco conto. Almeno, hanno un conto per me: dentro la mia testa navigano in pochi. 

Il messaggio di risposta che ho ricevuto alle 6 da un amico era chiaro: "Non li deluderai mai. Se non te la senti non correre, valuta tu". È vero. Non avrei deluso nessuno, perché faccio parte di un gruppo fantastico, ma...che posso farci? È più forte di me. Perché io faccio sempre le cose per chi mi merita, e a chi mi merita vorrei sempre dare il mio meglio. Avrei voluto correre meglio, perché a questa gara tenevo molto. Pazienza.

Oggi è stato tutto come un sogno...il ritrovare gli amici, il localizzarmi ancora alla Cecchignola, città militare, l'immergermi dentro luoghi che mai avrei visto e posti che ho attraversato a piedi, in auto, e che mi trovavo, in quella occasione, ancora in circolo fino al mio cuore. Quante volte mi ripetevo: "Ci sono stata, mi ricordo". Mentre prendevo ancora più fiato, e aumentavo il ritmo, mentre scollinavo dalla salita dove portavo i ragazzi ad allenare, e mi dirigevo verso un luogo che conoscevo benissimo: il Centro Olimpico.

Ho attaccato il mio cuore in quel luogo: 3 anni non si dimenticano con un colpo di spugna ma, al contrario, si riaccendono come un flash se li passi correndo.

E il dopo...è stato un aggiungere decorazioni al qualcosa che era già troppo bello per essere vero...qualcosa che quasi tocchi ritraendo la mano, perché pensi che sia finto.

Conoscenza di persone stupende, che hanno cucito in petto un cuore, che dentro hanno un altro cuore, e nel cui sangue circolano medaglie. Meravigliosa quella che ci ha abbracciato il collo all'arrivo. Poi un inaspettato podio e gli amici...

Amici...

Un gruppo di persone che sono entrate nella mia vita, e che mi hanno accolto. Io, con il mio carattere di base selettivo ed introverso, ma che muta in estroverso e bizzarro quando "Me stessa" si sente a suo agio...un carattere che forse può non essere capito, ma che capisce al volo, se vuole.

Capisce chi può bussare nel suo cuore, entrare e rimanerci. 

Un cuore che perdona infinite volte e ruota, rigira e tasta ogni aspetto relazionale, per rivederlo sempre nella chiave più comoda e ottimista. Un cuore che vorrebbe tenere e non fare scappare, anche a patto di stare scomodo.

Beh, mi sto rendendo conto di non aver più bisogno di cercare di comprendere. Forse, a piccoli passi, sto valutando l'idea di cercare di essere compresa io stessa.

Non dimentico il male che mi è stato fatto: lo sto solo convertendo in bene. Conviene.

Grazie a tutti...




domenica 2 ottobre 2022

La maglia. L'identità

 


Ho ripreso a gareggiare con regolarità.
E mi appare come qualcosa di bellissimo...lo scrivo per fissarlo, per portarne alla luce consapevolezza.
Perché è bello sapere che, tra impegni di lavoro piuttosto intensi, organizzazione personale e allenamenti, riesco, ogni domenica, a trovare tempo per la cosa che amo di più.
Questa domenica di inizio ottobre un noioso raffreddore ha rischiato di compromettere la mia partecipazione ad una gara "storica",13,5 km, a Madonna dell'albero, Ravenna, ma la voglia di correre nonostante tutto ha prevalso.
E, la scorsa settimana, ho corso 13km tra le colline di Savignano, reincontrando anche miei vecchi compagni di team. Vado sempre a premio di categoria, e mi riempio di cibo...piccole soddisfazioni.
La maglia, la canotta, la divisa sociale.
Fa uno strano effetto.
Sembra nulla, ma anche la maglia sportiva vuol dire molto...con una maglia si trovano via via cucite tante esperienze, come scudetti, tanti vissuti comuni, fino ad una vera e propria identità. Così dovrebbe essere il "portare una maglia", in rappresentanza. Perchè, se si ama e si rispetta una maglia, la si prende come una seconda pelle.
Ho portato una maglia per anni e, tradizionalmente, faccio molta a fatica a staccarmi da qualcosa che, a sua volta, appare attaccato a me. Mi sembrerebbe di tradire un valore. Non concepisco il tradire.
Beh, ora ho una maglia che per me va oltre una singola corsa domenicale. È una maglia che porto dentro da prima di indossarla, un sogno che ho coltivato fin dalla gioventù.
Una maglia che ha ancora una grande voglia di imbottirsi di ricordi, alla quale sto facendo respirare il mio animo.
Mi sto divertendo. I tempi al km non sono ancora quelli che vorrei, ma sto iniziando a concludere allenamenti finalizzati, sto iniziando a sentire le gambe girare, avverto il lattato solleticarmi.
Una borsite fastidiosa mi condiziona un po', ma non mi impedisce di godermi ciò che amo.
Ed è bello, ogni domenica, rivedere chi condivide con te lo stesso percorso. È bello correre e sentire il proprio fisico proiettarsi in una vera e propria esplosione di vita.
Tra poco, permessi del lavoro permettendo, tornerò a Roma, e sono visibilmente felice.
E non mi chiedo il Perché, lo sono e basta.
Mi basta portare nel corpo un periodo che si preannuncia bello, unico e, perché no, pure meritato.



mercoledì 21 settembre 2022

Race for the Cure. BOLOGNA


...Race for the Cure.

Quest'anno, dopo Cervia e Pesaro, è la mia terza manifestazione per Komen Italia, e penso che sarà un evento che sentiro' ogni volta, anno dopo anno.
Partecipai alla prima edizione italiana a Roma, mi pare nel 2007: il presidente di allora era il padre di una mia allieva del tennis. Ricordo che partecipai con la mia squadra, la Lazio Runners, anche negli anni successivi. Poi, nel tempo, ho sentito questo evento sempre di più.
Abbinare lo sport e il benessere alla ricerca è un importante strumento sociale, e questa iniziativa ha dato seguito a molte altre. Proprio per la forte ragione alla base di questo evento, nel 2022, ho coronizzato il sogno di vedere organizzata una manifestazione proKomen anche a Cervia. 7km. C'è ancora molto, molto da fare, ma gli amici di Bologna sono stati un forte traino per portare avanti questo progetto.
Oggi mi trovavo ai giardini Margherita, dove corsi la manifestazione anche tre anni fa, prima dello stop Covid.
Beh, dietro ad essa vi sono tanti ricordi. Sono riaffiorati ancora una volta, proprio come dei fiori. Che però non ho raccolto. Ne ho annusato il profumo, ne ho accarezzato i petali. Il tempo rende nostalgici, ma struttura anche una gran voglia di rivivere tante emozioni, e di tenersele strette ogni volta, con forza.
Ho corso e finalmente ho corso bene. I ritmi mi iniziano a piacere, l'aria che respiravo mentre correvo mi scorreva a pieni polmoni. 
Ho visto tanti volti amici.


E mi sono riprogrammata un piccolo futuro podistico: Corri alla Cecchignola, cui non potrò certo mancare...Marcialonga sul Rubicone, Corsa dei Santi, Corsa di Miguel, Corri per la Befana, Roma Ostia.
Capitera' anche a voi di riaprire un magazzino di splendidi ricordi, al momento in cui ricominciate a fare qualcosa, a intraprendere un percorso.
Perché, all'atto in cui si vuole riprendere a vivere una esperienza, riaffiorano sempre alla mente le cose belle: noi siamo istintivamente programmati a seguire il bene, e seguire il bene è sempre la via più facile per una serenità individuale; vale per chiunque.
È più semplice alzarsi al mattino con la voglia di buttarsi tra le braccia di nuovo giorno, che non forzarsi a farlo. È più facile coltivare rapporti che evitarli, ed è più facile augurarsi a vicenda una buona giornata che non farlo: questo apre verso l'altro.
È più facile e naturale chiarirsi che rimanere con un groppo in gola ed è incredibilmente più bello amare che odiare, perché essere amati, a nostra volta, è una delle cose (scrivo volutamente "cose", perché non so definirla) più potenti e catalizzatrici di bene che esista.
Ed è sempre meglio chiarirsi che non farlo. Telefonatevi. Anche senza un motivo, discutete sui vostri Perché.
È sempre bello incrociarsi al parco e salutarsi e chiacchierare, piuttosto che percorrere due strade differenti per evitarsi, rimanendo con il pensiero fisso di un qualcosa di irrisolto. Ed è più facile pensare ai pregi di una persona che non ai suoi difetti, per non buttare mai via quello che essa ti ha donato.
Chiaritevi, amatevi, rispettatevi, e fatevi trascinare dal vostro istinto nel cercare il bene e la serenità. Perché la nostra missione non è andare oltre (oltre ci va chi, pur di evitare un danno a sé stesso, lo reca all'altro), ma andare in profondità. In una vita che schizza via in un attimo, coglietelo questo attimo, e godetevelo...

Anna Giunchi la maratoneta

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