Anna Giunchi Blog Personale


domenica 5 settembre 2021

Giro del Monte al Top. Soddisfazione alle stelle

San Marino mi porta sempre bene, ma penso che sia perchè è un territorio cui sono legata affettivamente da tanto, tanto tempo. Mi piace il respirarne la storicità caratteristica, mi piace il suo sistema politico e, non in ultimo, la ripidità delle strade per raggiungerlo. 

Correre per la prima volta il Giro del Monte, 7 km di cui gli ultimi due in ripida salita, è stato per me un test su strada. Sono partita senza esagerare nel ritmo in discesa, per poi dare il meglio di me in salita. E stavo bene, al punto che ho tenuto una media complessiva di 4'20 al km, impensabile per me su un percorso del genere. E mentre salivo pensavo agli allenamenti fatti a Livigno, ai 6x400hs fatti il giovedì mattina, pura resistenza alla forza.

E ho pensato che sto iniziando a collezionare i frutti di tanti allenamenti, di tanta passione e, perchè no, di serietà nei confronti dello sport che amo. Lui mi ripaga sempre.

E ho sentito il calore dei miei compagni e delle mie compagne di squadra, contente per la mia ripresa di forma, incitandomi anche durante la gara. Che dire, ritrovare lo sport vero e ripassare il concetto di senso del gruppo, mi fa stare ancora meglio, e mi fa sorridere al futuro. E il mio futuro è proprio questo: correre, correre, correre. Grazie a tutti.






mercoledì 1 settembre 2021

Ostacolista...i primi regionali!

 

La mia prima esperienza da ostacolista è andata bene: ho terminato la gara e non mi sono fatta male, e ho vinto pure il titolo regionale. 
Beh, a livello master gli ostacoli appaiono come qualcosa di tenebroso ed inquietante, e mi è andata proprio bene: ben poca gente li fa. Beh, l'importante è avere il coraggio di affrontare il nuovo: in certe discipline conta in maniera preponderante la tecnica e il gesto atletico.
Purtroppo ho ancora un blocco con le siepi e il mio istinto mi porta a passarle con il piede sopra. Eppure...eppure le salterei senza problemi. Occorre capirmi. Arriverò anche lì.
Nella stessa giornata del 400hs, 30 minuti prima, ho corso un 5000 metri, portandomi a casa un altro titolo regionale, per categoria: 21'32 il mio tempo. Impensabile, fino a pochi mesi fa...
E dunque proverò a parlare (scrivere) di me, anche se non lo faccio da anni. Ed è un mio grosso problema perché le parole, se non escono dalla bocca o dalla penna, ti sbattono dentro impazzite. Questo blog mi aiuta perché, in maniera goffa, riesco a comunicare qualcosa di me, seppur seguendo una tematica di base inerente la corsa, con anche via "iconica". Certo, ho cercato di parlare di me, confesso di averci provato, con pochissime persone, e non nego che mi avrebbe fatto pure bene, ma è sempre andata male. 
Beh, sono anni che ascolto tanto gli altri, e cerco vie di compensazione per rimediare ad una mia caratteristica che mi sta dando non pochi problemi. Sono tre anni che soffro di un problema autoimmune che sta virando, forse, verso un altro (le analisi lo decreteranno). Attualmente, però, in questa fase di "transizione", sto ritrovando tanti aspetti della mia vita che avrei dato per persi. Non ci crederete, ma per me la vittoria più grande, concentrata in oggi, è stata quella di decidere di passare, due mesi fa, i primi ostacoli (per la psicologia cognitivo-comportamentale, che adotto: l'ostacolo rappresenta Il Problema) da 76cm e, step dopo step, di programmare un 400hs.
E, prima ancora di questa "vittoria", per me è stata una grande conquista alzarmi dal letto e andare a correre una gara che, altra conquista, avevo programmato di fare.
Sono malattie silenti, che nessuno vede da fuori e che, pur avendo una sintomatologia clinica alquanto "densa e varia", non sempre vengono comprese. Gravità o non gravità, ti cambiano la percezione di quello che stai vivendo e, spesso, decidono per te.
Tre anni fa neppure mi sarebbe passato per la testa di gareggiare ancora: non ne avevo proprio le forze. 
Adesso ho persino pianificato i campionati Italiani a Rieti, e ci andrò.
Viva l'atletica, e bentornata a me.


venerdì 27 agosto 2021

400hs...


 La consapevolezza del non essere pronta per le siepi si è fatta avanti e, giorno dopo giorno, mi sono messa con determinazione per acquisire scioltezza nel gesto tecnico. Mi accorgo di aver davanti a me un'autostrada, in termini di maggior destrezza nel valicare gli ostacoli, dovendo lavorare molto sulla ritmica. 

Mi sono concentrata molto sugli 80hs, i 150hs, i 200hs, fino a decidermi a correre il mio primo 400hs. Per le siepi vi è sempre tempo. 




Sto aprendo gli occhi verso una disciplina affascinante, molto tecnica e, soprattutto, utile nella tecnica di corsa. Così, domenica 29 agosto, correrò in pista nei regionali master, gustandomi prima un 5000 e, successivamente, un bel 400hs. Da quanto tempo non corro in pista...pazzesco!

Che dire? Voglio provare una nuova esperienza, resettando il passato e ripulendolo dal negativo alle spalle. Sono entusiasta del nuovo che si aprirà avanti a me. 

Reduce da 12 giorni di allenamento in altura a Livigno, sto iniziando a trarne i benefici e sono felice. Insolitamente felice e spensierata. Viva lo sport e viva l'atletica.



sabato 31 luglio 2021

Athletic life

Clinicamente parlando sono "borderline", a detta del mio medico. Ovviamente non in riferimento ad aspetti psicologici, quanto all'esito delle mie analisi. I valori della mia tiroide, infatti, stanno virando verso un leggero ipotiroidismo ma, essendo ancora in fase iniziale, si rimanda una diagnosi certa fra tre mesi.

Tempo al tempo, ora come ora mi sto divertendo con l'atletica. Gli ostacoli, come ho già affermato in più riprese, non rappresentano solo un incentivo "fisico" al loro superamento, ma se ne può pure trarre una simbologia. In allenamento ne sto superando molti, e porto dentro di me una piccola fierezza. Certo, in università qualcosa feci, ma in questo ultimo mese e mezzo mi ci sono messa con impegno e, dagli ostacolini di 60cm, sono passata a quelli da 76cm, 84cm e pure 91cm, questi ultimi neppure presenti alle gare femminili. E ho provato i 100hs, le ripetute da 10x80hs, i 6x400hs, al punto che ipotizzo di correre le mie prime gare alle siepi.

Mi piace cambiare e dare uno sprint "nuovo" alle cose che faccio e, del resto, la corsa su strada mi ha un pò stancato, se non altro per la presenza di molte prestazioni "dubbie" e di amatori esaltati che danno solo la nausea a chi corre con umiltà. Degli ostacoli mi piace l'appagamento che segue ogni superamento, mi piace lo studiare i numerosi margini di miglioramento durante le sedute di allenamento, nonchè le varietà di esercitazioni che si possono fare con essi. E, non ultimo aspetto, servono molto per migliorare nella tecnica di corsa.

Non nascondo che, per un certo periodo, ho avuto con "loro" un aspetto ambivalente: vi erano giorni in cui inspiegabilmente mi bloccavo e non riuscivo a passarli; giorni in cui mi saliva un groppo in gola e una gran rabbia perchè non riuscivo a giustificare il mio "arrendermi", pur sapendo di riuscirli a passare con ampio margine. Ho proiettato su di loro problemi che non riuscivo a superare; ora sono convinta che, avendo con "loro" un rapporto di fiducia, mi aiutino maggioramente a gestire "blocchi" che fatico a risolvere.

E poi, che dire...dopo che li passi e li guardi indietro, appaiono ancora più belli: aspetti della vita, il passato alle spalle.




domenica 25 luglio 2021

Life hurdles


Confesso che, ultimamente, pur essendo in estate e avendo meno lavoro, ho ben poco tempo libero, e le giornate scivolano via in un batter d'occhio, al punto che ci ritroviamo già alle porte di agosto. Ho poco tempo perchè, mai come ora, sento il desiderio di dedicare tempo a me stessa e alle mie passioni: montagna, allenamento in pista e in collina, per me e per gli allievi, e programmazione. 

Forse, però, in questi anni, ho dedicato poco tempo ad Anna. 

Per carattere tendo, infatti, ad avere un controllo eccessivo su ogni cosa che faccio. Mi creo una programmazione fatta di schemi anche quando non si dovrebbe e, forse, settimane fa, ho vissuto un evento spiacevole che mi ha fatto capire che, almeno in vacanza, il lavoro o i pensieri per esso vadano messi da parte. Tanto sono abituata a programmare e dare un rigore ad ogni cosa che faccio, al punto che tutto ciò mi dà sicurezza.

Eppure, e questo è un dato di fatto, sto tornando a stare bene come non accadeva da anni e, solo adesso, mi sto rendendo conto di cosa mi stia levando di dosso. Quella sensazione di tiroide impazzita che decideva in maniera improvvisa se dovessi essere stanca oppure no...a volte decideva persino sul mio umore. Gli occhi con leggero esoftalmo che ben notavo guardandomi allo specchio e poi, ancora, ipersensibilità al calore e generale fatica a svolgere l'attività che più amo: correre; per non parlare dell'alzarsi al mattino. Mi mancavo, tanto. 

E poi...i ritmi di corsa. Abituata ai miei, mi sentivo avvilita a vedere i miei tempi, ad esempio, sui mille, così peggiorati: avevo perso interesse nel correre le gare e usavo perennemente scarpe A3, in ogni condizione mi trovassi. E mi stupiva la non comprensione da parte di chi mi era attorno. Vivevo a Roma e cercavo di comunicare un bisogno di aiuto, ma la mia richiesta non sempre veniva compresa, ad esclusione dei miei amici storici Marco ed Elisa, che mi hanno sempre aiutato.

Tutt'ora trovo difficile comprensione verso chi critica, spesso anche solo tramite una tastiera, parla alle spalle od offende, senza provare a comprendere lo stato d'animo dell'altro, appurando la causa che si cela dietro un manifesto disagio sociale. Penso che prima si debba provare a conoscere.

Penso di aver lasciato a chi mi ha frequentato in questi ultimi 4 anni una pessima immagine di me: persona insofferente, ipersensibile, manifestamente fragile. Eppure ricordo di aver dato molto di me a chi reputavo meritasse la mia fiducia...anche se vi è stato chi non si è proprio dimostrato all'altezza di essa, ma non vado oltre.

E l'altra sera ho avuto un flash: mi sono rivista le immagini dello stadio delle terme di Caracalla illuminato, alla sera...mi sono rivista incamminarmi verso la metro Circo Massimo, ho rivisto piazzale Flaminio e la mia camminata in direzione valle Giulia, zona Parioli. Mi sono rivista attendere un nuovo giorno, nella speranza fosse migliore, e sorridere al mattino nella mia corsa al Pincio. E mi sono accorta che, in fondo, in quella città non ero mai sola: ero come gli altri, tanti altri "soli". I "soli", però, possono fare luce. E le luci della città, i suoi suoni, i suoi colori, mi hanno sempre fatto compagnia e tutt'ora mi mancano. Tutt'ora che sto coltivando altri progetti, in altri luoghi. Eppure, qualcosa è rimasto in me...qualcosa di quel passato.

E così sono ritornata ad allenarmi con le scarpe leggere; riesco a fare un collinare a settimana e ogni mattina mi alzo serena e con voglia di fare. Ho due progetti che sto portando avanti e mi porto dentro le esperienze di vita degli scorsi anni. 

E sto provando a superare gli ostacoli, giorno per giorno, alzandoli ogni volta. Ma non solo perchè vorrei fare gare a tema, ma anche perchè, in fondo, ogni ostacolo rappresenta una delusione, una sofferenza, un rancore. E ho problemi da risolvere, uno in particolare, e sto mettendomi nell'ottica di riuscirci. Sono convinta che la volontà possa spingere il fisico a distanze inimmaginabili.Io, dal mio canto, ne sto mettendo veramente tanta.

Conosco la meta, ed è già un buon passo per combattere una paura.



martedì 29 giugno 2021

La squadra e gli obiettivi comuni

 Il fatto che io sia una persona che abbia raggiunto un equilibrio con sè stessa non vuole dire assolutamente che io sia asociale e che non ami il contatto con gli altri. Tutt'altro: gli altri sono la mia forza, sono il mio sostentamento: se sono persone sinergiche mi permettono di estrapolare la parte più viva di me.

Nessuno di noi, in fondo, è un'isola: ognuno di noi è parte di un continente collettivo, che costituisce il nostro tutto. Ritengo però che un primo passo per stare bene con gli altri sia proprio lo stare bene con sè stessi. Io amo la vita che faccio, e non la cambierei con quella di nessun altro: di riflesso sto bene anche con gli altri: mi piace ascoltare, mentre di me non parlo mai.

Domenica, con la mia squadra del GS Gabbi, abbiamo dimostrato che l'unione fa la forza. Abbiamo vinto le staffette femminili e maschili, con addirittura primo e secondo posto femminile, all'Eikiden Marathon, San Marino. 

Io venivo da una settimana positiva dal punto di vista del riscontro in allenamento: peccato abbia corso la frazione da 12km alle 11, soffrendo decisamente il caldo che mal sopporto anche a riposo. Nella mia testa era forte un obiettivo: terminare la gara, senza esagerare il ritmo al primo giro (dovevo coprire due giri da 6km). Si ha sempre paura di non dare a sufficienza e più si nutrono aspettative e maggiormente si rimane delusi, soprattutto quando si è desiderosi di dare e di contribuire all'obiettivo. 

La nostra squadra è andata oltre la prestazione del singolo perchè, come ogni team di successo, ha battuto con un solo cuore. Il valore degli altri si misura nel prodotto collettivo finale. Sono fiera di essere parte di una équipe così motivante...



venerdì 25 giugno 2021

Un cammino comune...

Nell'intrecciarsi degli eventi che ci affiancano, capita spesso di fermarsi un attimo in vere e proprie pause di riflessione.

E allora ci si chiede se incontrare certe persone sia stato un destino comune piacevole e necessario per la formazione di entrambi, se l'incontro sia poi destinato a rimanere nei ricordi, o se quell'incontro potrà essere ravvivato in occasioni random, come se il tempo non fosse mai passato. 

Sto terminando gli esami dei ragazzi, con un pò di malinconia.

Mi piacerebbe che i miei alunni si ricordassero di me nel tempo, non cioè, come se fossi stata un capitolo chiuso ed episodico nelle loro giovani e burrascose vite, quanto, piuttosto, poter rimanere nel loro percorso anche negli anni a venire. Mi piacerebbe che, nelle strade che prendereranno, trovassero qualche piccola parte del vissuto che ho cercato loro di trasmettere.

Beh, con un pò di presunzione, è anche quello che spero di aver lasciato in chi non sento più da tempo, volente o nolente. Mi capita spesso negli anni di ritrovare amici o conoscenti o colleghi nei miei lunghi percorsi di studio, colleghi che rimembrano alcune mie peculiarità, alcune un pò folli. Mi piacerebbe, nel tempo, strappare un sorriso a chi ha vissuto questo  mio lato goliardico.

In fondo, penso che la cosa più gratificante per un insegnante, per un amico, per un "ex" (toccando sia ambiti lavorativi che sentimentali) sia proprio quella di essere ricordato; di essere ancora vivo nella testa e, perchè no, nel cuore di qualcun altro.





Anna Giunchi la maratoneta

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