La Roma Ostia è una gara che mi accompagna da anni, dalla edizione con un interminabile tratto controvento sul lungomare, a quella più recente con arrivo immediato sulla faccia del Tirreno. È una gara nella quale non ho mai fatto il tempo, forse perché nella prima parte il percorso non è semplice. È una gara tattica, perché se ci si gestisce bene si riesce a chiuderla in progressione.
Oggi per fortuna è arrivato un tempo, 1h35.26, che mi soddisfa, considerando che le mie ultime mezze viaggiavano sempre tra 1h38 e 1h40.
Con il cambio di rotta degli allenamenti, dettato dal mio allenatore Marco, sto veramente riconquistando quegli spazi che mai avrei pensato di riprendermi. In primo luogo perché, dopo i problemi di tiroide, mi sono trovata a gestire un fisico che non riusciva più a gestire le riserve di glicogeno; in secondo luogo perché, per diversi anni, in allenamento ho dato sempre meno di quello che sto dando ora. Perché attenersi ad un programma e rispettarlo vuol dire rispettare chi mette la professionalità al "tuo servizio". Quando mi alleno penso a farlo bene per ripagare l'impegno nel suo lavoro.Sono veramente contenta per la gara di oggi.
Sono contenta per le emozioni che l'arrivo sul lungomare mi ha appiccicato addosso.
Ho ancora tanto da fare per tornare vicino ai miei veri livelli, ma sono convinta che tanto si possa ancora fare, perché il cuore e la testa non hanno limiti.
Sono grata a questa città per quello che mi ha dato negli anni e finché potrò, continuerò ad essere nella griglia di partenza della Roma-Ostia.
I miei Grazie sono sempre per chi crede in me, per chi gioisce e condivide questi miei momenti.
Chi invece trova turbamento da tutto questo...eh beh, se ne farà una ragione.
A presto, Roma...



