Anna Giunchi Blog Personale


domenica 15 febbraio 2026

Xmilia e i Luoghi che rimangono

 


I miei pensieri sono sempre concatenati, e a volte incatenati, in qualcosa di concreto e vissuto.

Ultimamente, e forse la cosa è buona, mi accorgo di appiccicarmi molto al reale, lasciando un pò a distanza la mia fantasia, la creatività, e pure quei pensieri astratti che mi isolano un pò dal mondo esperienziale.

Questo weekend è stata dura arrivare a Roma, causa disagi ferroviari. Per la verità, ad ogni weekend è sempre più impegnativo viaggiare perché tra ritardi, intoppi generali legati a scioperi o atti ignobili, ne succede sempre una.

A questo consegue il fatto che il viaggio, pur piacevole, è spesso un autentico rompicapo. Se poi si aggiunge il fatto che io viaggio per gareggiare, è inevitabile che il rendimento fisico ne sia condizionato. Dopo una gara però sto sempre meglio di prima, ma ancora sento di non averne fatto ancora nessuna al meglio delle mie possibilità.


Ho scelto di gareggiare a Roma e di mantenere in questa città i miei impegni agonistici, e continuerò a farlo sopratutto adesso che ho maturato il fatto che sono proprio i luoghi a mancarmi.

È per questo che mi indispone fortemente chi li danneggia o non li rispetta: i luoghi sono cari, sono persone: sono tante persone che vivono in momenti e tempi diversi.

Ed è questo il pensiero che mi solletica da tempo: avrei voluto mantenere tanti contatti il più a lungo possibile, e per alcuni di essi avrei pure ragionato in un lungo termine.

Il tempo però decide anche su queste mie volontà, e molto di quel vissuto che era parte di me, delle mie condivisioni di esperienza, è a poco a poco andato via...Non per volontà mia, ma forse non è tornato perché non ho più lottato per esso.

E quindi mi rimangono i luoghi, che sono ancora lì, ad aspettarmi. Perché io so che quando sono a Roma hanno piacere a reincontrarmi.

Oggi ho corso una gara in un luogo che mi ha accompagnato per anni, che ho scelto e vissuto per anni. La gara è la XMILIA, ed è bellissima: 14.8km con partenza dalla Cecchignola, via Arditi, e arrivo al Centro Olimpico dell'Esercito dopo due giri nella città militare. L'organizzazione è impeccabile, perché è di LBM e Gianfranco è veramente una garanzia in ogni cosa che fa. Complimenti davvero.

Scrivevo che in questa corsa ho rivisto luoghi che mi hanno accolto per anni.

In ogni posto, in ogni riflesso abbagliante, ho ritrovato e rivissuto anni importanti, fatti di contatti che in fondo erano la mia seconda casa.

Non so cosa io abbia perso, ma oggi, riuscendo a correre una gara dopo una giornata pesante vissuta in treno, sento di aver vinto tanto.

A partire dalla mia volontà a raggiungere un posto nonostante tutto, dalla mia coscienza maturata negli anni nel decidere di lottare solo per ciò cui valga la pena: correre per la mia squadra, rivedere il "mio" Centro, restituire la divisa a Claudio, che me la aveva gentilmente prestata.

La gara non è andata come avrei voluto, ma erano le gambe a comandare sul fisico, e mi porto a casa comunque una medaglia bellissima, da combattente, e un secondo posto di categoria, che avrei potuto limare facilmente.

14,8 km nella Cecchignola, la "mia" città militare, pensando ogni singolo passo.

Un luogo che, innovato o austero come sempre, mi aspetta sempre al suo varco.

Forse dovrei correre di più e pensare di meno, ma penso che sia proprio il correre che apra la mia mente ai pensieri più profondi. Non è mai un male, pensare e poi agire.

domenica 8 febbraio 2026

La mia corsa del ricordo 2026

 




La mia vita, con il passare del tempo, è sempre più mirata alla qualità.
Qualità della vita, qualità delle persone, qualità dei luoghi.
E ultimamente, non lo nego, sto cercando di lavorare sulla qualità negli allenamenti, guidata ovviamente dal coach Marco.
Oggi dovevo correre una manifestazione alla quale tenevo molto: la Corsa del Ricordo, saltata nel 2025 ma corsa con entusiasmo nel 2024.
Oggi, secondo programma, avrei dovuto correre un medio e il percorso mi ha permesso di tenere un ritmo un pò più veloce, ma un respiro e una fc calibrata.
Il percorso, come dicevo, è piuttosto impegnativo, ma estremamente allenante.
È sempre una grande emozione ripercorrere le strade della Cecchignola, nonché il quartiere Giuliano Dalmata, che ogni volta parla di storia e rispetto.
La corsa, organizzata dall'Asi (Alleanza sportiva italiana), ha visto la mia società dell'Esercito classificarsi al terzo posto, mentre io arrivo nona assoluta e seconda di categoria. Identico tempo del 2024, dove però feci una gara a tutti gli effetti.
La giornata era ideale per correre, e la partecipazione all'evento era decisamente copiosa e valida.
In settimana ho svolto 6x1500 ad un ritmo di buon auspicio, e l'obiettivo di questo medio era di puntare su una buona Xmilia, altra gara a cui tengo molto (22 febbraio).
La mia forza in questo periodo è data da tanti fattori: in primo luogo dalla mia Società Sportiva, della quale sono fiera, composta da persone veramente splendide. Quando indosso la maglia, mi sento sempre debitrice di qualcosa.
Correre per l'Esercito Cecchignola mi fa dare sempre il meglio di me, anche quando il fisico non risponde come vorrei.
Corro per loro, corro per me. 

Penso che la mia luce a volte abbagli, e che oscuri le persone che inevitabilmente sono rancorose, mosse da chissà quale passato.

Il tempo può far "perdere", e ogni tanto ci penso. Ma certe perdite sono vittorie personali.  


Sì: sto bene, ho soddisfazioni anche nel lavoro e il tempo mi sta dando ragione.

Il tempo è galantuomo e ha sempre un ordine in quello che fa, che va oltre al timer del cronometro.

Andiamo avanti così...davanti a me c'è solo del bello. Voy a averiguarlo.

domenica 1 febbraio 2026

Stregata dalla maga Circe




Pensavo a come fosse volato il tempo da un anno a questa parte...mi sembra ieri quando, dalla sede di Lbm, partimmo alle 5 di mattina per recarci prima a Sabaudia, poi a San felice Circeo, prendendo la navetta data dalla efficiente organizzazione.

Andammo a fare colazione in due bar, e in particolare ne ricordo uno con una flotta di brioches.

Ricordo che fui entusiasta della mia prestazione: 2h21.
Quest'anno, alla luce della ipotetica sfacchinata, mi sono organizzata diversamente: sono arrivata a Roma venerdì, per poi partire sabato in tarda mattinata per Sabaudia, ritirare il pettorale e recarmi a San Felice Circeo, dove ho alloggiato in una struttura bellissima, che purtroppo mi sono goduta poco.
Ho cenato nel residence, con due piatti di pasta, branzino, patate e frutta, e al mattino ho potuto assaporare le mie tanto amate fette di pane tostate, con miele.
A livello energetico stavo bene e non mi sono privata di carboidrati.
Ho quindi corso una gara ad un ritmo inaspettato, 4'40 al km, con passaggi a 4'30 e sopratutto una buona spinta.
Penso che gli effetti dell'allenamento del coach Marco, che mi portò a fare i miei migliori tempi di sempre, si stiano già vedendo. Mi ha introdotto lavori di velocità e allunghi terapeutici, e sento che in me qualcosa sta cambiando. Certo, un conto è correre per me stessa, un conto correre con la fiducia verso chi mi conosce bene. Cambia tutto, perche' ora ci credo di più.
Oggi mi sono resa conto di quanto la corsa agisca sul mio benessere, anche se mi rendo conto che molto di questo benessere è dato dalla mia prestazione: 7 assoluta e 1 di categoria.
Pago il fatto di essere agonista e ambiziosa in tutte le cose che faccio, ma sono anche consapevole che questa determinazione sia un tratto caratteriale che mi porto anche sul lavoro. Difetti di iperperfezionismo si fa fatica a toglierseli di dosso.


Ho conosciuto tante persone carine, ho imparato tante cose sulle gallerie e le cave, e sono tornata a casa felice.
Sono spesso affascinata da ciò che mi circonda...questa volta invece mi sono stupita di me stessa. Ogni tanto occorre darsi delle incognite, e ballarci intorno.

domenica 25 gennaio 2026

I miei 20 anni di corsa...


Domenica pomeriggio...i ricordi di "quel periodo" di ormai tanti anni fa si fanno caldi, e mi accingo a rispolverare i miei 20 anni di corsa.

Ormai il mondo è saturo di motivazioni analoghe alle mie che portano alla corsa, per cui non mi soffermerò su quell'input che mi spinse a dedicarmi ad essa. Posso unicamente farne tesoro, indirizzando i miei allievi e alunni a non percorrere le mie stesse tappe di errore. Tutto quello che mi riporta alla luce quel periodo annebbiato non riguarda più una Anna intrappolata e ormai libera, ma mi prospetta nell'ottica dell'Anna insegnante che, appena rileva una traccia di una sofferenza simile nei propri ragazzi, cerca di aiutarli, facendo deviare loro subito percorso.

La corsa mi ha salvato e tutt'ora caratterizza il mio equilibrio. Non posso dire lo stesso dell'attività fisica in senso fisiologico, che per anni caratterizzò la manifestazione di una bruttissima trappola nella quale ero caduta. "Quella che ero" ogni tanto mi bisbiglia, ma sono ben consapevole che certi errori, anche ai fini del mio rendimento sportivo e mentale, ora potrebbero rilevarsi fatali. Se si cade una volta ci si può rialzare, ma la seconda può essere irrecuperabile, e quello che mai vorrò è creare dolore a chi mi vuole bene. E con sommo narcisismo posso dire che c'è tanta gente che me ne vuole assai, anche se ho sempre bisogno di sentirmelo dire; le persone che ancora trovano piacere nel ritrovarmi sono quelle che più sento ancorate a me. Bisogna vedersi per sentirsi.

Ebbene, ho iniziato a correre per urlare al mondo che stavo guarendo, e ho iniziato a partecipare a Maratone in tutto il mondo, con risultati di cui sono fiera, ma che non celebrerò qui.

Eppure non ero portata per lo sport...e non sono tutt'ora portata per lo sport. Destino volle che fossi una di quelle classiche studentesse inclini all'apprendimento teorico con ottima resa scolastica, con un costante rifugio nel disegno e nella musica per scappare dagli schemi convenzionali. Ero quella bambina che si imbronciava perchè mio babbo e mio fratello non le passavano mai la palla a calcio, quella che odiava fare "ginnastica" alle medie e che più volte veniva apostrofata come "negata"dall'insegnante. Eppure sono figlia di due genitori atleti e con un bagaglio organico decisamente forte, nipote di un alpino...ripeto, fiera nipote di un alpino.

Iniziai a correre con la determinazione di un robot, iniziando a farlo in una palestra forlivese, su un tapis roulant, quando ero ancora convalescente.

E' stato circa 20 anni fa il momento in cui iniziavo a rispondere alle cure, stando sempre meglio, al punto che mi misi in testa di correre la prima maratona della mia vita a Roma, trainata da Alessandro e Luca. Marzo 2006. Da lì fu tutta una gioia in itinere, e arrivarono soddisfazioni su soddisfazioni, con trasferimento a Roma e un ritorno allo studio, per la seconda laurea. Roma è la mia seconda casa, la patria dei miei migliori amici di sempre, nonchè la mia sede di corsa e di percorso da tecnico sportivo.

Io sono una atleta e un tecnico romano. 

Corro per una società che mi riempie di onore e sono entrata in un "comando" di persone meravigliose, sotto il grande nome "Esercito", con sede in un luogo, la Cecchignola, che mi ha donato un altro spettro di vita.

I 3x7000 all'alba, i 14km di fartlek e gli interminabili allenamenti del coach Marco, persona con cui ho ripreso un percorso di programmazione agonistica una settimana fa. L'amico più caro che ho, sempre presente quando sono in difficoltà, che ormai percepisce i miei dolori e i miei stati d'animo settimane prima che li manifesti. La persona che si offrì di aiutarmi in uno dei miei tanti traslochi romani, quando ero sola e in alto mare. Con lui ed Elisa ci fu un bellissimo periodo lavorativo che porto ancora nel cuore, ed ora sono determinata e pronta a ripartire per un secondo ciclo di vita sportiva. Sono pronta a continuare i miei passi, a credere in me stessa e in chi crede in me, mettendo un piede avanti all'altro.

Sono pronta a ripartire dai miei primi 20 anni di corsa. Con la motivazione giusta, ascoltando i tempi di ripresa, credendo anche in quello che sono, più che in quello che ero.



domenica 18 gennaio 2026

MIGUEL 2026: C'ERO!




Prima gara del 2026, con il calendario "slittato" a causa dell'annullamento della corsa della Befana, coincisa con un periodo di maltempo (e con la mia influenza).

Come due anni fa, questa gara, La corsa di Miguel, ha testato il mio stato fisico dopo l'influenza già citata e l'ondata di gelo arrivata nella mia zona, che mi ha molto condizionato a livello muscolare.
Sono stata contenta nell'essere riuscita a tenere 44 minuti sui 10km, ma sono  consapevole di aver ancora molto da fare.
I lavori lunghi per la Maratona mi hanno reso un pò più lenta, e proprio per questo ho pensato di dirottare la mia gara della Circe sulla 28km piuttosto che sulla 42, al fine di non avere troppi km sulle gambe.
L'anno scorso ricordo che stavo veramente bene, e che mi sono portata la forma fino a marzo.
Quest'anno sicuramente la mia influenza ha lasciato i suoi strascichi, ma rispetto al 2024 (molto pesante) devo ammettere di averla presa per tempo.
La gara, la Miguel, sarà sempre una delle manifestazioni per me più belle e sentite: una folla umana attorno, con un clima particolarmente gradevole (un pò umido, quest'anno) e le strade della mia vita romana universitaria.
Ogni anno lo scrivo, ma sono veramente grata a quei luoghi: ci rivivo allenamenti, soste in università, lezioni, partite allo stadio e parcheggi della moto.
In questo weekend breve ma intenso, ho ritrovato i miei migliori amici di sempre, oltre ai miei compagni di team, agli amici di Battipaglia e Buccino, a Mario, Antonio, Aldo (tre nomi che rappresentano i Giudici di Gara, gli speaker, i fotografi).
Peccato non aver visto in gara alcune persone con cui mi ero sentita, ma le ho pensate, sopratutto a fine evento, andandole a cercare.
La ricchezza di questi momenti sicuramente verrà capita da chi, come me, corre e ha tanti amici in Italia che condividono questa passione.
Roma è la mia capitale sportiva, e correrci  per me è una vera e propria rigenerazione.
Ho faticato, ho concluso un anno con delle fantastiche Mizuno Hyperion, e alla prossima gara sarò pronta a testare il nuovo acquisto, modello nuovo.
Sono contenta di ricomporre ogni volta quei frammenti di vita che temo di perdere e che invece mi si incollano addosso.
È difficile mantenere i rapporti...spesso il tempo te li strappa via e me ne accorgo, ma non ho piu' interesse a lottare per alcuni di questi.
Ci sono certe persone che saranno sempre parte di me, me le ritrovo ogni volta nel mio cammino...e nella mia corsa.

venerdì 2 gennaio 2026

Un Capodanno Caliente nella Capitale

Il 2026 irrompe strappando con mano i miei progetti.

E lo fa a partire da una competizione del 31 dicembre, We Run Rome, per poi frantumare il mio desiderio di concludere degnamente una maratona, alla quale sarebbe mancato qualche lavoretto lungo e variazioni in progressione.
Tutto questo riguarda unicamente la mia sfera personale, ma brucia, brucia assai.
Perché quando si pianifica un progetto, si rispettano dei tempi, si compiono sacrifici e si fa non poca fatica durante gli allenamenti, che un evento di salute ti stoppi brucia. E me lo ripeto, che brucia parecchio.
Dapprima perché si tratterà di allungare i tempi di guarigione e di recupero, e in seconda istanza perché nel frattempo i tempi di guarigione e di rendimento, che sto aspettando, si prospettano lunghissimi, con un freddo inverno che non aiuterà certo il mio fisico.
Non mi sono goduta il fine anno che avevo ipotizzato, ma ho avuto tempo per pensare.
Ho incontrato chi mi ha cercato e che starà con me 365 giorni l'anno, ho avuto chi mi ha telefonato  per sapere come stessi, così come ho potuto constatare, in certe dinamiche, di essere utile solo a fini "produttivi"...se arriva un calo fisico si scatena un senso di colpa su di me, come se quel che dò in termini di lavoro, che è sempre in più se collocato in un periodo di "ferie", fosse sempre scontato.
Il mio corpo merita più ascolto e non ha senso spremerlo solo per dare ad altri un qualcosa che è parte del mio senso del dovere.
Non so quanto durerà questa influenza, ma il peso della società consumistica mi fa dire che "No, non posso ammalarmi, perché qualcuno si aspetta qualcosa da me". Ma non si aspetta certamente "me".
Eppure dietro quello che produco c'è quello che sono, e quel che sono ha degli aspetti che nessuno vedrà mai.
In fondo, a chi importa realmente come uno stia? Siamo fatti per servire, ma non siamo mai serviti...ognuno intenda la semantica che vuole.
Beh, mi dispiace non aver corso una gara che è sempre circondata da una atmosfera di festa, ma che posso farci?

Ho trascorso 5 giorni a Roma, ma me la sono pienamente goduta un giorno solo...
Roma, si sa, è affascinante da qualunque parte la si guardi. E a me in particolare sono sempre piaciuti quei "contrasti" che la rendono unica.
C'è un punto in cui mi piace particolarmente andare, correndo o camminando: è quella parte che unisce la Tuscolana con la Casilina vecchia, costeggiando la ferrovia, protetta dell'acquedotto romano, che guida chi attraversa la città.
In un attimo, dalla Roma popolosa e ricca di attività commerciali, si sconfina nella zona pigneto e Tor Pignattata, con prefabbricati realizzati chissà come e con un addensamento urbano completamente diverso.
Ho sempre amato questo spaccato della città, che molto mi fa pensare al tanto amato SudAmerica, seppur sia colorato con toni differenti.
Andando più piano si osserva di più, e mi sono sempre fatto caso che, ad accompagnare un cammino più o meno tempestoso, ci sia sempre quel Sole che spinge le nuvole per salutarmi.
Buon Anno a Tutti voi. Sappiate che spesso è proprio il Sole a Trovarvi.




Anna Giunchi la maratoneta

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