Brisighella
Dopo una 5 giorni, fin troppo veloce, da Livigno (luogo che mi è mancato tantissimo e non sono riuscita a non tornare a visitare) ho programmato alcune gare in montagna.
Devo dire che quest'anno non ho sofferto in alcun modo l'alta quota e ho svolto allenamenti efficienti, basati anche su progressioni. Ho visitato il Carosello 3000 e passeggiato a dovere per i sentieri. Livigno per me è un Paradiso.
Forse è per questo che ho corso piuttosto bene la Fanano-Capanno Tassoni, appuntamento del sabato mattina, 19 agosto. Era una gara della quale avevo sentito parlar spesso e bene: 12,5 km dei quali 11 in salita, da 600 a 1300. Arrivo seconda, partendo forse un pò troppo veloce. Mi guardo spesso indietro e, rispetto a qualche mese fa, posso solo dire di esser contenta.
A distanza di una settimana (27/08/2017) invece correrò una 10 km valevole per il Campionato regionale di corsa in montagna Uisp: soffrirò un pò il caldo ma chiuderò in 50', seconda di categoria e quarta assoluta.
Insomma, la forma sta tornando. Ho pazienza e voglia di costruire qualcosa e, come ho già detto più volte, mi tengo stretto l'orgoglio di recuperare piano piano, ascoltando il fisico, senza riempirlo di robacce antisportive.
La testa è più libera: i pensieri ci sono, ma sono solo di natura organizzativa...
Fanano
Anna Giunchi Blog Personale

domenica 27 agosto 2017
martedì 1 agosto 2017
Porretta-Corno alle Scale 2017: obiettivo fallito
E anche la
Porretta-Corno alle scale è stata archiviata. Quarta assoluta
con 2h59.
Terza edizione di questa bellissima gara alla quale
partecipo, dopo un secondo posto e una vittoria nel 2015, con decimo
piazzamento assoluto. 2017: la mia peggior prestazione.
Inutile dire che avrei sperato in una mia condizione mentale
migliore, ma del resto non posso chiedere a me stessa delle condizioni limitate
in primo luogo dalla mia testa. Mi dispiace…soprattutto perché sapevo che
quella era la mia gara nella quale ho superato posizioni proprio negli ultimi km,
i più ripidi e impegnativi. Venivo da una preparazione svolta tra Val di Fassa,
Campigna, Terminillo e Acquacheta ma, nonostante tutto, non ho reso come avrei
voluto. Complice un caldo a me ostile, allenandomi alle 5:30 di mattina e
concludendo sempre entro le 7:15. Mi sto allenando con circuiti e elementi di
tecnica e, seppur veda un tono muscolare e un guadagno in forza e stile di
corsa, mi manca la potenza aerobica e la resistenza sulla lunga durata.
Così ho corso regolare fino al 17esimo km, dopodichè mi sono
fermata spesso, anche perché ho peccato nel non essermi portata riserve di
acqua. Non ero io quella che si fermava in certi tratti impegnativi della
corsa: non lo ho mai fatto.
Riacquistata una serenità in ambito lavorativo, vorrei
ricominciare a correre a mente libera, riprovando il piacere di una sana
fatica.
domenica 23 luglio 2017
Trascorso il Terminillo, un trail in Romagna...
Colazione da regina, in compagnia di amici di Latina, e arrivo insieme alla zona partenza: Vazia, hotel Arcangelo.
Il caldo era stato interrotto (in parte) da un temporale avvenuto nella giornata del venerdì: partiamo quindi con circa 20 gradi, ma arriveremo con 35 gradi buoni buoni. Io concluderò la mia 43 km in 4 ore e 4 minuti: essendo in un periodo di recupero, non avrei potuto pretendere la mia forma migliore, nonostante nei 18 km di salita fossi nelle prime 5 posizioni totali. Perdo posizioni nei 18 km di discesa finali, ma più per una mancanza di lunghi che per altro.
I tornanti...ricordavo tutto di quella strada: pian di Rosce a 1000 mt, le prime "capannette" in ferro (non so cosa siano) e poi il campeggio e le salitelle che facevo quando soggiornavo lassù. Ma non avevo mai visto la pista di atletica in altura, a 6 corsie (intatte): che dire...un paradiso scavato tra le montagne, nel quale avremo l'onore di sudare 400 metri, prima di ributtarci in discesa nei rimanenti 23 km.
Sono stata bene...mi sono rilassata e ho creduto ancora di più nelle mie possibilità. Contenta, quindi, del mio secondo posto. Gara con 1300 metri di dislivello.
In settimana ho svolto allenamenti defaticanti sotto consiglio del mio allenatore Sante, che ha avuto la pazienza di lasciarmi correre, oggi, una 20 km trail tra Portico di Romagna-Bocconi-San Bendetto in Alpe (con inevitabile discesa). Posti, questi, attraversati dal sommo poeta Dante. E in effetti l'attraversamento dei due ponti è stato uno dei momenti più belli, seppur la gara fosse veramente paesaggistica, dura (discese tecniche e pietraie) e sotto una caluira che non ricordavo da anni.
Non potevo chiedere al mio fisico un ulteriore sforzo, e ho corso a ritmo blando blando, godendomi i boschi, le cascate, gli amici.
Domenica prossima, infatti, punto a fare una buona 30 km: Porretta-Corno alle Scale. Confido nella dose di fondo fatta al Terminillo, e nella conoscenza del percorso, dato che vinsi la manifestazione due anni fa.
Sono contenta dell'entusiasmo che sta tornando a sfavillarein me...sono contenta di rileggere i miei post e trovare unicamente elementi positivi. Fino ad ora tutto ciò dimostra che non ho perso nulla...
giovedì 13 luglio 2017
Voglia di Terminillo
Il Terminillo mi è' rimasto nel cuore. Sara' perché amo le montagne e, quando vivevo nel Lazio, le cercavo spesso. Me lo hanno presentato come la Montagna dei romani, pur essendo in provincia di Rieti.
Ho voluto "conoscerlo" dai primi anni nei quali mi ero trasferita, e mi è piaciuto subito.
Mi spostai in bus a Rieti da Roma Tiburtina, con l'intento di dormire lassu' due notti.
Trovai solo un albergo...non c'era nessuno in paese ed era stagione estiva.
Ricordo il pulmino bianco con scritto Terminillo, e la musica di "Rock the night" di Bon Jovi, a ritmo di tornanti.
Ho programmato di partecipare alla Ultramaratona del Terminillo per puro caso: cercavo una gara in zona Terminillo e ho trovato questa occasione: 16 luglio 2017.
Corsi una 30 km da Vazia (Rieti) tre anni fa e la vinsi. Un anno dopo correrò un'altra 30 km, vincendo anche questa: sempre zona Vazia/Terminillo.
Sono zone che mi portano bene, e mi fanno respirare un'aria buona.
Anni fa soggiornai anche in un residence lassu', e ebbi modo di conoscerne i sentieri.
Domenica 9 luglio, a scopo di allenamento, ho corso la 19 km della Campigna.
Ho sofferto un po' la quota dal mare fino ai mille metri, e non ho corso bene. Tuttavia mi sono divertita, e sono contenta di essermi risparmiata per domenica.
Sara' la mia terza gara impegnativa dell'anno, dopo la Ecotrail di 44 km a San Savino di Predappio, l'EcoMaratona del Sale a Cervia e la corsa Malatestiana a Meldola, gare da me tutte vinte.
Quello che voglio è divertirmi e rivedere quella montagna stupenda. Il risultato verrà da se'...
venerdì 30 giugno 2017
Val di Fassa tutta d'un fiato...
Avendolo visto tranquillo e al sicuro in un appartamento dei miei, sono partita, consapevole che non avrei potuto tradire la mia squadra, composta da: Ana, Diego, Mirko, Solerte (si aggiungerà anche Gianni). Avevo aspettato tanto questi giorni.
Cinque tappe entusiasmanti, nella valle per me più bella: la Val di Fassa.
Il tempo ci ha regalato il sole unicamente nella giornata di lunedì, anche se dobbiamo ritenere di essere stati fortunati in quanto la pioggia ci ha accompagnato solo nella giornata di domenica.
Ed e' proprio la prima tappa, quella di Soraga, che ho corso peggio: 14 km corribili nei quali mi sono risparmiata tantissimo per il timore nel correre altre due gare nei giorni successivi. Poco adattata alla quota, chiudo facile facile senza alcun risentimento muscolare. Lunedì a Moena andrò molto meglio, ma la forma ottimale dirò di averla raggiunta nelle tappe di Canazei, Vigo di Fassa (passo Costalunga) e, soprattutto, nel tappone finale al Buffaure.
Luoghi incantevoli, salite meravigliose e poche discese tecniche. Proprio le discese mi hanno fatto perdere molte posizioni: solo nel tappone finale, concluso in salita, potrò dire di aver corso una gara senza aver perso più di tanto.
Concludo con il numero quattro: quarta di categoria e quarta come società. Contentissima.
Il gruppo e' stato quello ideale: di compagnia e con in comune, rispetto a me, l'amore per le passeggiate. Conoscerò la valle San Nicolò e quella del Monzoni, ma rivedrò dopo 30 anni il meraviglioso Catinaccio e visiterò con Ana e Solerte il santuario di San Romedio in val di Non.
Il sabato, finalmente, potrò esplorare in una lunga escursione una di quelle incantevoli vallate, raggiungendo la quota di 2300 metri e ridiscendendo al Buffaure: il tutto, ripeto, con una magnifica compagnia.
Otto giorni terapeutici, che mi hanno fatto capire che tutti i recenti problemi (ad eccezione del gatto) sono nulla: insignificanti. Malgrado ci siano state cattiverie e malignità che mi sono arrivate fino a qua nessuno è riuscito a rovinarmi una meravigliosa vacanza, anzi: io sono nei loro pensieri, ma non loro nei miei.
I miei pensieri infatti andavano oltre...voglio vivere felice, cercando e attraversando persone e luoghi che mi fanno stare come merito. Tutto il resto, appunto, non mi merita.
mercoledì 14 giugno 2017
Passo dopo passo...
Il periodo del recupero continua, tra vicissitudini lavorative e il desiderio di staccare la spina.
In parte ce la sto facendo.
Amo il mio lavoro perchè amo i ragazzi: mi piace essere per loro un punto di riferimento e mi piace stare con loro. Sono la mia forza, in questo momento. Penso che sia una fortuna poter essere un educatore sportivo: il fatto che lo sport possa veicolare valori mirati a costruire uomini prima che atleti mi fa maturare il desiderio di non mollare, di portare avanti il mio progetto. Qual'è il mio progetto? Fino a non molto tempo fa non avevo solo un progetto: ne avevo più di uno. Avevo tante idee, tante iniziative, voglia di fare e di scoprire: avrei spaccato il mondo. Sono tornata dopo 6 anni trascorsi a Roma per portare nella mia Regione quanto avevo appreso: avrei voluto lasciare un pò di me in buona parte di quello che mi vedeva coinvolta: lasciare una traccia. Adesso, invece, ho solo un progetto: lavorare serena.
Tutto ciò che è esterno ai miei allievi non dovrebbe interessarmi: il mio mondo è con loro e non voglio, non devo tradire la loro fiducia.
Venendo a me...ho corso ad Anzola Emilia, e il che è già buono.
Due settimane prima, reduce da un raffreddamento, ripetevo a me stessa che avrei iniziato un lungo stop agonistico.
Invece ho corso: piano, senza ambizioni, se non quella di finire. Non sono ancora quella che ero, e chissà se mai tornerò ad esserlo, ma correre mi fa stare bene e continuerò a farlo.
Potrebbe essere un inizio di una (tarda) maturità il fatto che mi interessi sempre di più allenare e sempre meno correre?
In parte ce la sto facendo.
Amo il mio lavoro perchè amo i ragazzi: mi piace essere per loro un punto di riferimento e mi piace stare con loro. Sono la mia forza, in questo momento. Penso che sia una fortuna poter essere un educatore sportivo: il fatto che lo sport possa veicolare valori mirati a costruire uomini prima che atleti mi fa maturare il desiderio di non mollare, di portare avanti il mio progetto. Qual'è il mio progetto? Fino a non molto tempo fa non avevo solo un progetto: ne avevo più di uno. Avevo tante idee, tante iniziative, voglia di fare e di scoprire: avrei spaccato il mondo. Sono tornata dopo 6 anni trascorsi a Roma per portare nella mia Regione quanto avevo appreso: avrei voluto lasciare un pò di me in buona parte di quello che mi vedeva coinvolta: lasciare una traccia. Adesso, invece, ho solo un progetto: lavorare serena.
Tutto ciò che è esterno ai miei allievi non dovrebbe interessarmi: il mio mondo è con loro e non voglio, non devo tradire la loro fiducia.
Venendo a me...ho corso ad Anzola Emilia, e il che è già buono.
Due settimane prima, reduce da un raffreddamento, ripetevo a me stessa che avrei iniziato un lungo stop agonistico.
Invece ho corso: piano, senza ambizioni, se non quella di finire. Non sono ancora quella che ero, e chissà se mai tornerò ad esserlo, ma correre mi fa stare bene e continuerò a farlo.
Potrebbe essere un inizio di una (tarda) maturità il fatto che mi interessi sempre di più allenare e sempre meno correre?
venerdì 9 giugno 2017
Indigestione di traguardi a Meldola
Un sacco di dubbi, prima di ributtarsi in una gara di lunga distanza, venerdì 2 giugno...Complice il periodo di non forma, complice l'adattamento difficile ai primi caldi.
Una gara bellissima quanto dura, con un dislivello di oltre mille metri, comprendente Monte Colombo, traguardo volante, e il mitico Giaggiolo, Gp della montagna. Oltre alla gara vincerò anche questi due traguardi intermedi: 3h17.23.
Consapevole di non essere in forma, non concludo la gara in brillantezza. Contentissima comunque, in quanto vedrò questo come un punto di ripartenza.
I giorni successivi tornerò a Roma per 5 giorni, essendo tempo di Golden Gala. Correrò anche il mille al mio tanto caro stadio di Marmi, e in quei luoghi ritroverò tecnici, colleghi di università, professori che sono diventati amici.
Soprattutto, riassaporerò il piacere di sentire esperti parlare di adattamento alla forza e gestione della fatica, partecipando ad un seminario della Fidal. Roma, per me, è sempre fonte di sapere e benessere.
Mi allenerò a San Giovanni, in un parchetto, limitando la corsa lenta e privilegiando andature e flessibilità. Farò anche un circuito di forza, con piccole salite.
Rientrata a Cervia, analizzo un periodo nel quale ritrovo gli amici di sempre, in cui mi rendo conto di non essere sola e avere tanta gente che crede in me. Tutto questo è la mia forza. Il progetto estivo prevede un rientro alle competizioni in montagna, con una velocizzazione in pista. E giorno dopo giorno sto sempre meglio, credendo sempre di più in quello che faccio.
Una gara bellissima quanto dura, con un dislivello di oltre mille metri, comprendente Monte Colombo, traguardo volante, e il mitico Giaggiolo, Gp della montagna. Oltre alla gara vincerò anche questi due traguardi intermedi: 3h17.23.
Consapevole di non essere in forma, non concludo la gara in brillantezza. Contentissima comunque, in quanto vedrò questo come un punto di ripartenza.
I giorni successivi tornerò a Roma per 5 giorni, essendo tempo di Golden Gala. Correrò anche il mille al mio tanto caro stadio di Marmi, e in quei luoghi ritroverò tecnici, colleghi di università, professori che sono diventati amici.
Soprattutto, riassaporerò il piacere di sentire esperti parlare di adattamento alla forza e gestione della fatica, partecipando ad un seminario della Fidal. Roma, per me, è sempre fonte di sapere e benessere.
Mi allenerò a San Giovanni, in un parchetto, limitando la corsa lenta e privilegiando andature e flessibilità. Farò anche un circuito di forza, con piccole salite.
Rientrata a Cervia, analizzo un periodo nel quale ritrovo gli amici di sempre, in cui mi rendo conto di non essere sola e avere tanta gente che crede in me. Tutto questo è la mia forza. Il progetto estivo prevede un rientro alle competizioni in montagna, con una velocizzazione in pista. E giorno dopo giorno sto sempre meglio, credendo sempre di più in quello che faccio.
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