Anna Giunchi Blog Personale


sabato 6 novembre 2021

Una corsa con Anna


Stamattina ho parlato con Anna. L'ho incontrata dove avrei saputo di incontrarla: nella pineta di Milano Marittima, a correre. So che Anna ama i parchi, i posti naturali e l'ho affiancata.

Anna è quella che fa parlare gli altri, ma di sé non parla mai...però scrive. Eppure, quando è annebbiata dai pensieri, rimugina su se' stessa e non scrive neppure. Anna sa di piacere, ed è pure narcisista, ma fa di tutto per non piacersi. "Dovresti prendere la vita non come una sfida, ma come una missione", ho provato a dirle "A non stare male di fronte al cinismo degli altri. Dovresti capire che le persone non si dividono in "amici e nemici", ma che per molte non esisti neppure e, per altre, esisti a momenti, a seconda che a loro vada o no. Hanno una memoria fissurata, come un menisco. Dedichi troppo tempo a chi non lo ha per te". L'ho invitata a non prendersela per gli errori degli altri: lei non potrà mai risolverli, così come l'ho invitata a valorizzarsi, a superare le sue insicurezze. Anna, che vive per i suoi cari, al punto da spegnersi se intuisce preoccupazioni. "I valori sono indipendenti dalle persone e dovresti smettere di idealizzarle. In fondo, gli adulti, sono solo bambini ai quali è stato tolto il velo". Al parlare dei bambini ella si è illuminata di gioia in volto, al che le ho detto: "Guarda che tu non sei sbagliata. Lo sai che ragazzi e bambini ti adorano, e loro ricercano solo persone pure, sincere. Questa è la tua più grande vittoria di vita. Purtroppo non c'è più nulla di vero nella società di adesso...guarda anche questa pineta: tu pensi sia naturale, e invece hanno tagliato alberi per fare sentieri. Solo i bambini sono rimasti il simbolo della purezza". Le ho parlato di Rousseau, di come io ritenga che il bambino non nasca come un contenitore vuoto, ma che sia come un bellissimo regalo infiocchettato, pieno di tante parole belle e virtu'. Peccato, che crescendo, questo "velo" si sgualcisca.
Mentre correvamo mi son sentita di toccare un tasto dolente: il benessere fisico. "Io so che tu corri per prevenire i dolori, ma non quelli fisici. Eppure, un infortunio ha un decorso ben preciso, un dolore morale no, non sai mai quando ne uscirai. Io so che tu stai combattendo, si vede bene. Si vede da come puntualmente curi il tuo aspetto fisico, da come ti eserciti quotidianamente per gli addominali: ti stai costruendo una corazza. Eppure vedo che sei fragile, che dentro coltivi una sensibilità che però è come un'arma a doppio taglio: la sensibilità  permette di vedere la realtà sotto ogni aspetto sensoriale, cogliendone aspetti inaspettati, ma allo stesso tempo scava nel dolore profondo. Tu devi iniziare a volerti bene. Pensa che sei un mix dei tuoi genitori, di cui sei fiera. Devi volerti bene come lo vuoi a loro. Sei frutto del loro amore".
Anna, che non parla mai, mi ha risposto: "La sensibilità è un'arma a doppio taglio, ma è la mia arte. Attorno alla sensibilità ho creato la scultura di me stessa. È la mia forza".

2 commenti:

Filippo ha detto...

Tante cose, pur non scritte espressamente traspaiono tra le righe. E'il bello del saper scrivere, certo dipende dalla sensibilità dello scrittore e del lettore, ma su questa piattaforma che ancora amo, era possibile tra un report di una gara e l'entusiasmo per un allenamento ben riuscito, cogliere bei ritratti di anime, come questo tuo, impossibili da imprimere nei "fast social"
Forza Anna, un abbraccio!

Anna LA MARATONETA ha detto...

Grazie, Filippo, per avermi letto. Le tue parole sono veramente di spessore per me. Mi hai letto anche tra le righe.

Anna Giunchi la maratoneta

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