Anna Giunchi Blog Personale


mercoledì 31 maggio 2017

Tra pochi alti e molti bassi...

Il 2017 non si sta delineando come un bell'anno, almeno dal punto di vista sportivo...Certo, ho vinto due ecomaratone molto impegnative, ma non sono comunque soddisfatta della mia forma fisica, in quanto vedo e percepisco che essa è del tutto incostante.
Non ho la testa libera per lasciarmi andare a quello che più amo: i pensieri ci sono e, seppure la corsa debba esser vista come un diversivo, come uno scarico, non sempre rappresenta per me una valvola di sfogo. Vorrei correre, ma faccio fatica a fare anche quello: sono contratta, stanca, e questo è uno stato che ho acquisito pur limitando molto le sedute di allenamento.
Domenica 21 maggio ho corso la 10 km di Castenaso: altra gara a circuito, con tentativo forte di ritirarsi. Arrivata fino in fondo unicamente grazie ad Augusto, che mi ha spinto fino alla fine. Non ho voglia di arrivare a soglia, preferisco correre e fare esercizi di tecnica e potenziamento. Null'altro.
Domenica 28 maggio ho invece corso la 12 km non competitiva organizzata dalla podistica Cervese con bronchite in atto: sono andata avanti grazie al gruppo del Seven, con cui ho riso e chiacchierato.
Ora, grazie all'aiuto di Sante, sto provando a ripartire con il piede giusto, lasciandomi alle spalle il passato. Chi non lotta ha già perso, e io non ho mai smesso di farlo.

lunedì 8 maggio 2017

La mia gara...

Ce l'ho fatta. Zero preparazione, con una voglia di riscatto personale, nella cittadina che attualmente mi ospita.
Ho sempre pensato che il mio recente calo di rendimento nella corsa non fosse dovuto alla corsa stessa, quanto a tutto ciò che accade quando non corro. Soddisfazioni ne ho tante, nel quotidiano, ma sono molto influenzabile da ciò che di negativo mi trasmettono gli altri. Tuttavia so che questa vittoria alla Ecomaratona del Sale sarà un inizio di una serie di altre vittorie, non necessariamente legate alla corsa. So di essere nel giusto e so che chi distribuisce cattiveria la riceverà alla stessa maniera. Non permetterò agli altri di farmi del male.
Domenica 7 maggio il meteo ci ha graziato: niente pioggia, e il caldo ha iniziato a farsi sentire negli ultimi km sulla spiaggia, accompagnato dal vento contrario. Parto a ritmo tranquillo, consapevole del fatto che sia una gara per pochi e che comunque giocavo in casa. Percorso più impegnativo dell'anno scorso a causa del lungo pezzo lungo l'argine del fiume, con erba alta e rischi per le caviglie. E' stato quello il pezzo che mi ha fatto avvertire maggiormente la fatica ma, per fortuna, avevo con me la cintura con le borraccette, che mi hanno permesso di idratarmi con continuità. Lunghi tratti in pineta, questa volta anche a Pinarella (anche qui bisognava controllare le numerose radici) e pezzo finale molto impegnativo, sulla spiaggia. Ho sofferto la mancanza di lunghi...gli ultimi 10 km sono stati corsi con la testa e il cuore...
Ho potuto apprezzare il tifo da parte di tantissime persone, dall'Assessore allo Sport, alla giornalista Sabrina, alla Consulta dello Sport, dai miei ragazzini e i rispettivi genitori, nonche' amici, colleghi di corsa e degli stessi miei genitori, al traguardo ad aspettarmi. Ho capito che questo territorio mi vuole bene, che ascolta e supporta. Sono stati gli altri a spingermi verso questo traguardo. Simbolico, verso un periodo per me più sereno...


lunedì 24 aprile 2017

Un sollievo in pista...

Dopo una rilassante Pasqua romana, trascorsa a Tomba di Nerone, ho corso un rischio, nella giornata di lunedì dell'Angelo, correndo la 10 km a San Patrizio... Venivo infatti da 4 giorni di allenamenti collinari, abitando in una zona residenziale della Cassia, con conseguente carico sulle gambe. Ho svolto allenamenti nel bellissimo parco di Veio, con una seduta di tecnica e sprint in salita. Ed è una zona che mi è piaciuta molto: tranquilla e immersa nel verde. Rientro dal viaggio serale e conduco una 10 km pessima: ero stanca dall'inizio dei km e conduco fino alla fine giusto perchè è una gara organizzata benissimo e molto bella, con percorso vario a circuito. Sarò terza di categoria uisp nel campionato italiano di corsa su strada, ma il crono non renderà onore al piazzamento.
Meglio andrà il 3000 in pista sabato 22 aprile, a Serravalle, Meeting di primavera. Che strano effetto rientrare, dopo 10 anni, in quello stadio...l'ultima volta corsi proprio 1500 e 3000: prime esperienze in in cui provai il brivido della pista.
Era caldo, non mi sentivo sicura della prestazione che avrei potuto svolgere, reduce solo da un test di ripetute svolte mercoledì all'alba e della brutta gara di lunedì. Parto forte, 1'30 a giro, sopra le mie possibilità, e chiudo in calo: seconda posizione in 12'12. Un primo passo verso la velocizzazione, e...va bene così.
Domenica non ho corso, ovviamente: ho fatto da volontaria presso la 21 km di Cervia, dopo settimane estenuanti di preparazione. E devo dire che è meglio correre che organizzare...


lunedì 3 aprile 2017

Predappio e i suoi monti

E' perchè ritengo che siano tra le colline più belle che abbia mai visitato, che ho deciso di correre una delle gare più dure del panorama romagnolo.
Avevo letto di questo Ecomaraton trail, 42,5  (che si riveleranno poi 44,5), con partenza da S.Savino di Predappio, e avevo letto del suo dislivello di 2400 mt. Ma ho deciso di correrla comunque, pur avendo alle spalle solo un lungo di 34 km e la 19 km di Salò, che però si sarà rivelata utilissima come approccio alla salita.



Sono partita (ore 8) unicamente con indosso la mia canotta e la cintura con due boccette da 250 ml di acqua, 4 squeeze gel e, finalmente, scarpe da trail...nulla a che vedere però con l'abbigliamento tecnico dei veri trailers, con tanto di bastoncini (utilissimi come appoggio) e magliette termiche. Salite ripidissime già dal secondo km, vetta sul monte Mirabello, 600mt...discese pendenti e un pò impegnative in certi tratti, ma meno di quelle presenti a Salò, in quanto non vi era presenza di fango. Arrivo al 19esimo km con 40' di distacco sulla seconda donna(non lo sapevo, però) e il mio passaggio è migliore della prima classificata alla 19 km. Purtroppo una caduta su asfalto mi compromette un pò la spericolatezza. Corro con una mano e un gomito sanguinanti e ferite sparse tra rovi e radici...poco importa perchè arrivo anche al secondo monte, il monte Colombo. Peccato però che, sbagliando strada, aumenti il tragitto di 2 km (mi salverà il cellulare, obbligatorio, con il quale chiamerò uno dei gentilissimi organizzatori)... Ultimi km impegnativi più per un discorso mentale, dato che correvo da quasi sei ore.
Chiudo in 6h13, prima donna e nelle prime posizioni assolute. Al di là della soddisfazione per l'esito, ho apprezzato molto lo spirito presente nel trail, del tutto differente rispetto a quello che trovo nelle competizioni su strada, ove si corre con il coltello tra i denti, non sempre in clima di amicizia tra differenti teams.
Forse cercavo proprio questo: mezza giornata da dedicare a me e alla mia corsa in solitaria, tra le meravigliose colline di Predappio, riscoprendo i sani valori sportivi...

mercoledì 29 marzo 2017

Un week end con vista sul Garda

Ci voleva un week end del genere, passato con amici...Amici che hanno visto in me la necessità di uscire dal cerchio di negatività che mi stava soffocando, e mi hanno portato fuori, precisamente a Salò, per una gara di 19 km molto impegnativa, mirata alla apertura verso le competizioni in montagna.
Amo la montagna: lo ho detto e scritto spesso. La gara era la Magnifica Salodium: bella, non c'è che dire, anche se ho pagato la mia incoscienza nell'usare scarpe da asfalto durante le lunghe e fangose discese tecniche. Proprio le discese hanno impedito la mia corsa, iniziata bene in salita: mi sentivo insicura e mi aggrappavo a tutto: insomma, le ho praticamente camminate tutte.
I luoghi sono fantastici: all'andata così come al ritorno io, Ana e Solerte (gradevolissima e divertente compagnia) abbiamo attraversato scorci paesaggistici romanzabili. Bellissima Peschiera, bellissimo il centro di Salò...chissà perchè ma lì si sente molto l'italianità e il culto per le bellezze artistiche, in primo luogo per la musica.
Sono stata bene, ed è quello che conta. Al rientro a casa ho sentito una benefica sensazione di ossigenazione nei muscoli: non so quando arriverà la forma che tanto aspetto, ma già sono più serena e mi preparo al meglio.

    

domenica 12 marzo 2017

Tragica Pieve...


Era una bella manciata di mesi che non conducevo una gara in maniera così pessima...
Sicuramente sarà stata la mia scarsa preparazione, a tempo finalizzata solamente ai cross, con totale assenza di lunghi e ripetute lunghe. Penso però che molto sia dipeso dai postumi del virus avuto dieci giorni fa, che mi ha ulteriormente debilitato.
Inutile dire che avrei sperato in una prestazione perlomeno "decente", cosa che non è avvenuta... Parto ai 4 al km e chiudo con 1'38 e rotti... Gara da me gestita molto male, soprattutto mentalmente: ho sofferto il vento, sentivo che le gambe non spingevano a dovere...concludo demotivata, "annoiata".
Peccato perchè era una gradevole giornata primaverile e, soprattutto, peccato perchè l'ambiente della mia società è sempre piacevole e allegro. Non vedevo l'ora di arrivare per ritrovare tutti insieme.
Che dire? Settimana di scarico e preparazione per la Magnifica Salodium. Essì...sto aspettando l'aria fresca di montagna!

                                            E comunque settima assoluta!

lunedì 6 marzo 2017

Amici da Nord a Sud: Campionati italiani di Cross

Terminata un'altra di quelle esperienze che avrei voluto fare a tutti i costi. E che ho fatto.
Fresca dell'amarezza nel non aver potuto terminare i regionali di cross con la mia societa', ho cercato in ogni modo di riscattarmi ai nazionali.
La sede, Ugento (Torre San Giovanni) era lontana, ma non impossibile: aereo da Bologna a Brindisi, pullman fino a Torre San Giovanni (grazie agli amici del Lumezzane, Brescia, che mi hanno accolto!), spostamenti a piedi o con le navette messe a disposizione dagli organizzatori.
Mi accoglie un clima ventilato, 16 gradi, ottimale per correre. Sono stata in Salento quasi dieci anni fa: Lecce e Novoli. Prima ancora corsi la mezza di Gallipoli. Inutile direi che ho conservato bellissimi ricordi: i Campionati italiani sarebbero stati un'ottima occasione per tornarci, visitando nuovi posti.
Ispeziono il percorso sabato, in mattinata: mi piace molto e, nonostante molti non le avrebbero usate, decido di mettere le chiodate.
Pomeriggio di sabato passato a Santa Maria di Leuca, bellissima, grazie all'ospitalità degli amici del Lumezzane. Serata a base di pasta semplice (volevo evitare ulteriori problemi virali).
In mattinata, seppur trasportata alla partenza dalla navetta, mi ritrovo a  fare un su e giù a piedi fino all'albergo in quanto i giudici Fidal, giustamente, chiedevano il tesserino cartaceo e non unicamente quello visualizzabile dal display del telefono (e sono cose che gli atleti dovrebbero sapere...). Forse era il riscaldamento giusto, perché conduco un'ottima gara, con il livello di attivazione giusto. Partita un po' forte, 3'45, mi risveglio sul finale tenendo lo stesso ritmo: 9 posizione, inaspettata, visti i postumi dello scorso Week end.
Dopo una ricerca per un passaggio in direzione aeroporto, vengo accolta da altri amici del bresciano: questa volta sono gli amici del Paratico. Il pullman mi scarichera' in tangenziale a Brindisi, dove potrò raggiungere l'aeroporto. Con la gente giusta e gli amici si può arrivare persino a New York, e io lo so bene...
Santa Maria di Leuca!
Esco da questa esperienza con un bagaglio umano più ricco, con la consapevolezza che basta trovare (e cercare) le persone giuste per conquistare serenità. E anche forma fisica...

Anna Giunchi la maratoneta

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