Anna Giunchi Blog Personale


domenica 22 settembre 2024

Tra le valli, le pinete e Bologna...

 


Tre settimane di riassestamento sul mio territorio, con ripresa lavorativa, protezione civile e, ovviamente, allenamenti.
In previsione di un ottobre ricco di gare, non me ne sono lasciata sfuggire due sul mio territorio.
La prima ha avuto lo scopo di farmi rimettere su un pò di km, precisamente 21, interamente su sterrato, tra pineta e corsi d'acqua. Una gara, la Ravenna park race, che ricordavo molto bella, ma che mi ha completamente affascinato quest'anno, in cui, probabilmente, sto rimettendo su un pò di forza fisica (Livigno dà ancora i suoi benefici).
Un percorso splendido, tra le pinete tra Casal Borsetti, Marina di Ravenna, Marina Romea, zone uniche che caratterizzano i posti in cui vivo.


Percorso sicuramente impegnativo, ma talmente vario e pittorico che mi ha fatto volare il tempo della corsa.
Amo il mio territorio, e per questo ho deciso di non fare trasferte fino ad ottobre.
E oggi, 21 settembre, ho corso un appuntamento al quale ho sempre tenuto molto, quest'anno particolarmente: La Race For the Cure. È una manifestazione che ha per prioritari altri elementi rispetto alla competizione, ma alla quale ogni anno arrivo alla mia migliore condizione, un pò per come "sento" l'evento, un pò perché la montagna estiva inizia a dare i suoi benefici, un pò perché ancora non mi sto distruggendo di lavoro.
Fatto sta che per la prima volta sono salita sul podio assoluto, con il tempo di 20'32, migliorato di 13 secondi rispetto all'anno scorso.
È stata per me una grande soddisfazione personale, soprattutto in virtù del fatto che sto riprendendo tono muscolare, condizione necessaria per fare sport.
È un periodo in cui sto bene, e lo sento da come vivo gli eventi del quotidiano.
Ancora non sono partita con il lavoro a pieno, ma non aspetto, sto bene anche così, tra le lezioni al campo e il tempo dedicato alla protezione civile.
Un'altra alluvione ci ha coinvolto. Ne avremmo fatto a meno.
Già non ci pensiamo più. Rimbocchiamoci le maniche e andiamo avanti.

domenica 8 settembre 2024

Tra la Bravetta e i Sogni



Corri Bravetta, una gara che mi piace tantissimo.

Ne ho corso una versione Green, interamente dentro al parco di Villa Pamphili, e due, compresa quella di oggi, su "percorso tradizionale". Una gara impegnativa, allenante, con continui saliscendi e la maggior parte corsa dentro il parco di Villa Pamphili, in una giornata decisamente calda. Un altro parco verso cui nutro ricordi, dato che abitai anche in quella zona: Gregorio VII.
Roma è veramente bellissima e in qualunque parte della città si corra ci si trova immersi nelle meraviglie: tante meraviglie che caratterizzano le zone sud, nord, sud est, nord est, sud ovest, nord ovest (ce ne sono altre?).
Mancherò dalla Capitale per un lunghissimo mese, ma preparerò, nell'attesa, il mio rientro.
Sto facendo un piano per tornare in forma e mettere su un pò di forza. Chissà se riuscirò in questa mia ferrea volontà.
Per il resto, ho trascorso un bellissimo weekend lungo, pensando e studiando molto. Eppure...
Quante volte, in seguito agli "schiaffoni" che ho avuto dalla vita, mi sono chiesta: "Ma cosa ho studiato a fare?". Vedevo anni di studio buttati al vento, non solo non valorizzati nel lavoro che facevo, ma che spesso venivano screditati.
Ho iniziato a lavorare a 14 anni, centri estivi, ho continuato a farlo mentre studiavo e tuttora trovo piacere nell'apprendere lingue, nel suonare strumenti, nell'imparare altre culture viaggiando. E spesso mi sento fuori luogo, nell'appurare del non poter condividere con altri ciò che mi appassiona; questo perché li annoierei: la gente ha bisogno di essere ascolata, che non di dibattere, ad esempio, sui kanji o sul Perù.
E tutto il sapere che ho provato a trasmettere spesso non è stato capito, perché ciò che gli allievi ricordano di me è la parte scherzosa, non quella professionale. Per non parlare poi del pugno di mosche di ingratitudine che stringo ora tra le mani, e mi riferisco al mio lavoro di tecnico di atletica. Non parlo della scuola, che sa quanto valga il Sapere...
È vero, spesso mi chiedo cosa abbia studiato a fare. Non mi chiedo mai perché, in certi pomeriggi, preferisca leggere e apprendere che non ritrovarmi con amici per una serata "leggera e spensierata".
Non mi chiedo perché, mentre pratico sport, penso alle declinazioni in russo piuttosto che al mio ritmo al km.
Forse studiare è come una droga, che ti porta a dipendenza, ad un accumulo che non finirà mai, perché ci sarà sempre qualcosa da imparare. Ecco, tutto questo mi rende ogni volta più ricca: forse lo sto facendo solo per me, per appagare una mia non completezza.
E da oggi non mi voglio più chiedere cosa abbia studiato a fare, perché studiare è parte di me, mi si prende con questa zavorra in testa.
Certo, mi piacerebbe "attaccare" questa passione, come se fosse un virus buono; mi piacerebbe attaccarla a chi mi legge.
Imparate a guardare, a prendere, ad apprendere, a fare di ciò che è osservato qualcosa di vostro: vi ritroverete inspiegabilmente migliori, forse più felici. Saprete rispondere da soli a molti Perché.
E se gli altri non capiranno la vostra fantasia, che importa? Continuate a volare, non vi prenderanno mai.



domenica 1 settembre 2024

Ostia!!

Un viaggio ricco di emozioni, questo appena trascorso. Tre giorni. Vivi.

Ed è bello come, pur compiendo un itinerario ormai ben noto e abitudinario, con andata e ritorno Forlì-Roma, possa ogni volta pitturare le mie emozioni con colori differenti. Niente è mai uguale a sè stesso, quando lo si rivive.

Ho dei ricordi, spalmati in questa città, troppo forti per poterli sotterrare. Cosa vuol dire rivivere anni di studio (6 in totale, tra lauree e master), tra le scalinate del Foro Italico, dove ho "costruito" la parte più evidente della mia professione? Cosa vuol dire riflettere lo sguardo nella pavimentazione di quell'area, tornare allo stadio dei Marmi dove mi sono allenata, ho seguito lezioni e ho pure lavorato per anni? Rivedere il parcheggio del Coni, dove lasciavo la moto alle 5 e iniziavo le ripetute, prima delle lezioni...che effetto può avere su di me? E ancora, il centrale del Tennis, dove, tanto per cambiare, ho lavorato, l'area dell'antico Pallacorda, dove facevo preparazione atletica per tanti, giovani tennisti. Cosa hanno lasciato in me questi dejavu?

E sedersi in Tribuna Montemario, quel quartiere dove ho abitato per anni...che flash potrebbe esercitare dentro la mia mente?
E poi c'è il presente in continuità con il passato: Appia Nuova, Appia Antica, Caffarella...allenamenti, passeggiate, palestre all'aperto, mattinate in corsa con aria frizzante su tutto il corpo, e la sensazione di avere quel parco tutto per me.
Perché Roma da me è stata vissuta un po' in tutto, prendendo le aree della Colombo, quell'Eur che tanto mi attraeva, dove pure ho lavorato (ma dai...), addentrandomi in circoli inimmaginabili: piccoli scrigni.

Ho stampato nei miei occhi i riflessi della sera, quando aspettavo l'autobus piuttosto che prendere la moto, per potermi ammirare la mia università illuminata.
E sulla corsa potrei scrivere tanto...lunghi sulla ciclabile, spesso con tratti in compagnia delle pecore, i Parioli, le ville, per poi citare la Cecchignola, nome che indosso ancora, con pieno orgoglio.
Una città, non mi stancherò mai di ripeterlo, che mi ha salvato più volte. Una città alla quale sarò sempre riconoscente, perché "salvarti" ha un significato che affonda nell'animo, e merita sempre memoria.
Ormai sono 10 anni che la frequento con continuità. Spesso mi chiama, a volte irrompo io di prepotenza tra le sue mura, e forse la disturbo un pò.
È dove ho i miei migliori amici, quelli che erano "la mia famiglia vicina": quegli affetti che non voglio lasciarmi scappare.
E oggi c'è stata Ostia. Carica di ricordi, anche questi di valore.
Si sono aperti quando sono arrivata alla Pineta di Castelfusano, grandissima. Ho pensato tanto, e a mente fredda ho riflettuto. Sì, ho tanti ricordi emotivi legati ad Ostia, ma non certo perché in quella provincia ho corso diverse gare.
A volte i ricordi emergono come vapori, ma per farli emergere occorre esercitare calore sulla superficie, e dunque bisogna recarsi nel luogo. E allora ecco che arrivano, e ti passano dentro la mente.
Ho corso 10km in una giornata dal prevedibile caldo (non possiamo lamentarci di una cosa che "ci andiamo a cercare") e ho scoperto un percorso bellissimo, dentro una natura che desiderava ardentemente farsi scoprire.
Ho ritrovato amici (nonostante, tra pettorali e scarpe, abbia creato solo del danno), ho corso ascoltando il mio respiro, e sono arrivata con quella gioia e quella sensazione di appagamento che solo una prova di fatica può donare.
Sono contenta di aver vissuto tutto questo.
Sono contenta per quando a volte mi impunto per qualcosa che voglio. È questa la chiave che mi fa aprire molte porte: quella chiave che vorrebbe aprire, e mai chiudere. Terrò sempre la porta aperta, per ciò che ne varrà la pena.



lunedì 26 agosto 2024

Livigno sempre nel cuore


Momenti di oblìo...come chiamarli?
Penso di essere una persona istintivamente portata a ricordare le cose belle. È incredibile come, in me, siano le emozioni a dare un colore ai ricordi che, altrimenti, vengono chiusi in un cassetto e rimossi. Ricordo ciò che mi suscita emozioni e mi attiva.
Reduce da 12 giorni meravigliosi a Livigno, riadattarsi all'ambiente del ritorno, questa volta, non è stato per nulla facile. Consapevole di avere sempre e comunque i miei veri affetti vicini, sarei rimasta una settimana ancora nel posto in cui, per come sono io, si rispecchia di più il mio stile di vita.
12 giorni basati su allenamento e, ogni pomeriggio, un trekking diverso, senza trascurare anche le uscite con gli amici.
Una giornata intera all'aria aperta, che iniziava con la vallata ancora buia, e si concludeva con il ritorno dell'oscurità, questa volta serale. Ho visitato posti incantevoli, alcuni li ho ripercorsi, riaccendendo in me anni di vita in quella vallata stupenda. Amo tutta la montagna, ma Livigno è il posto che più mi rispecchia: è vicinissimo al tetto del cielo.
Sono andata via a fatica e forse il mio corpo ha somatizzato il tutto, dandomi nausea per due giorni, perenne malinconia e sensazione di stanchezza, combattuta con la mia, chiamiamola così, energia mentale positiva.
Mi manca tutto di quel posto, e mi ripeto sempre che il mio sangue alpino fatica a circolare a livello del mare.
Prospetto già un 2025 fatto di una permanenza più lunga, con un warm up a luglio, chissà, in Val d'Aosta, sul Brennero o in Val Pusteria.
Tempo al tempo, ma ponendomi obiettivi mi illumino la retina.
Sono tornata a casa.
Ricordo due anni fa, quando corsi la bellissima 14km organizzata dagli Alpini di Ozzano nell'Emilia, dove il mio cuore malinconico trovò un pò di valori condivisi.
Quest'anno, nonostante la sensibilità all'evento, non ci sono potuta essere.
Mi stupì il fatto che non ricordassi nulla, ma proprio nulla di quel percorso, rimosso a causa di pensieri cupi che avevano causato il già citato oblìo nei miei ricordi.
 Un piccolo sforzo, e le finestrelle del "bello" che è dentro di noi possono aprirsi, e farci sorridere più a lungo.
Ecco...vorrei ricordare più a lungo, riscattando la luce anche da ciò che cerca di sottrarmela.
Il mio cassetto, che stento ad aprire, dentro ha unicamente luce.



 

domenica 28 luglio 2024

Cilento da aMare...


Sono una persona a cui piace incantarsi, che cerca sempre quel qualcosa che possa portare allo stupore, alla meraviglia.

Per questo viaggio spesso, per questo amo esplorare la storia dei luoghi in cui mi reco. Per questo amo studiare le lingue, amo fare trekking, amo recarmi in posti dove il contatto è esclusivamente tra la natura e me.
Il caldo in questo periodo fa preferire spostamenti in luoghi freschi e ventilati, ma io sono andata prima a Roma (calda ma sempre eterna), poi ad Agropoli e Castellabate, perché forte era il mio desiderio di reimmergermi in terre che amo, che mi accolgono con cuore.
Ho una particolare empatia con la gente signorile e ospitale e mi reputo un pò "all'antica" su certi aspetti legati ai rapporti umani. Per questo torno spesso in Campania...mi piace la gente. È colta, poetica, cordiale, comunicativa.
E così sono arrivata ad Agropoli, mossa dalla voglia di correre la Marcialonga di Castellabate, quasi 7 km di salita fino al borgo; una gara semplicemente spettacolare per il panorama, in cui conta prima di tutto "la testa" per riuscire a terminarla con passo costante, dato il forte caldo.


E, nonostante gli allenamenti in Vipiteno, ancora non sono al mio top...ho ceduto negli ultimi km, perdendo una posizione, arrivando quarta. Confesso che su questa gara, avendo la carica e la consapevolezza di potermi sfogare in salita, riponevo abbastanza fiducia. Buon risultato lo stesso, per me.
La mia testa era immersa nel paesaggio che cresceva passo dopo passo, nella vista di quel mare così profondo e limpido, nelle tracce di arte antica da raccogliere ad ogni terrazza visiva.




Soggiornavo in un albergo nel punto più alto della città, e la visione del porto mi illuminava al mattino e alla sera, con le sue luci di richiamo.
Ho conosciuto persone magnifiche e Luigi mi ha veramente fatto da Cicerone. Ho rivisto Giovanni e mi si è riaperta la viva accoglienza del cuore di Buccino, nascosto tra le montagne ma sempre con me; ho conosciuto Gerardo, con cui ho ripassato i miei bellissimi anni alla Lazio.
Mi è dispiaciuto che Gaetano, pur presentissimo con me per questa esperienza nella sua terra, non sia potuto esserci fisicamente. Ma era come se ci fosse stato.
Ho vissuto con la gioia della scoperta continua, e devo ammettere che non avevo questo entusiasmo da tempo, vuoi per la fretta degli incastri al lavoro, vuoi per alcuni periodi difficili che ogni tanto riscattano in me...E vuoi perché, grosso mio difetto, a volte mi interrogo troppo spesso, mentre dovrei pensare meno e godermi la vita a pieni polmoni. E come va va...
Ho un rapporto troppo bello con me stessa per rovinarlo caricandomi sulle spalle ciò che non dipende da me, e la vita spesso prende colore se siamo noi a cercare la profondità di un azzurro del mare o un velato celeste del cielo.
Io amo vivere a colori, ma in questa esperienza così bella, così inattesa, sono grata a chi mi ha bersagliato proprio di quei colori che andavo cercando.
Bellissimi.
Devo tornare. Mantengo sempre fede alle promesse. Prometto che tornerò.







sabato 20 luglio 2024

Un vivo Luglio Sudtirolese

 




Le esperienze belle scorrono come un torrente. Continuamente camminano, e dopo una boccata di ossigeno ridiscendono a valle.
Ma poi, tempo al tempo, risalgono e ritornano a scorrere, come i pensieri. A volte è necessaria anche la pioggia per farle andare di buon passo.
Sono stata una settimana in Vipiteno e Colle Isarco, luoghi da me scoperti per caso, due anni fa, grazie a quella splendida possibilità di poter utilizzare tutti i mezzi pubblici durante la permanenza in Sudtirolo. Ricordo che durante il mio agosto 2022 in val Gardena, mi venne vivamente consigliato di visitare Vipiteno, e così feci, ma in una giornata vidi poco, giusto il tempo di qualche tornante in salita.



L'anno scorso, in 4 giorni a Campo di Trens, prima del mio viaggio in Perù, presi ancora più familiarità con il Sudtirolo e non nego che la comodità del treno ha contribuito molto alla mia possibilità di raggiungere le zone.

Quest'anno mi sono data obiettivi di ispezione del confine austriaco, ma devo dire che le vallate che ho conosciuto sono state talmente belle da non avermi fatto spostare più di tanto.
Colle Isarco poi, ultimo paese prima del Brennero, è stata per me la sorpresa più bella, un pò per la carattizzante tipicità del posto, un pò per le splendide montagne che lo sorvegliano...e un pò per il viadotto del Brennero, così ben visibile e così imponente dalle montagne. Opera unica.
Da Vipiteno ho corso diverse volte, scollinando non poco, per raggiungere il paese (imparerò alla mia partenza che vi era un sentiero più semplice) e ogni volta quel tragitto, che accompagnava la ferrovia e arrivava proprio sotto a quella opera magnifica, si fotograva nella mia memoria emotiva.
Ho scoperto un paese con una sua unicità e identità, dove si respira la vera montagna, dove le campane della chiesa scandiscono le giornate e i sogni notturni, come dolce culla circadiana.
Ho visitato la val di Fleres e raggiunto una delle malghe tipiche sudtirolesi, ho conosciuto rispetto, gratitudine e ospitalità. Ho vissuto intensamente la maniera di vivere la montagna che più mi rispecchia: allenamenti nelle ciclabili, osservando tutto ciò che cambia nel tragitto, salite panoramiche, fiumi che cantano, pulizia, educazione, silenzio.
Ho ricevuto molto, e quel che è stampato forte nella mia mente è fatto di panorami, visioni a 2000 slm dalla croce di Monte Cavallo, paesaggi conquistati e voglia di raggiungere altre vette.
Territori scoperti per caso, che si sono a poco a poco aperti a me, per farsi amare, voler bene.
So bene che lasciare le montagne inscena sempre una gran malinconia, ma so anche come i ricordi possano prendere forma, fare compagnia, per poi essere ricaricati al ritorno, quando ci si sente chiamati da un posto.
Ho ancora tanto da scoprire di questi luoghi e vorrei lambire ancora di più le zone di confine, dove due nazioni si danno la mano.
La mia vita è fatta di questi momenti, e vorrei che tutto quello che provo sia un massaggio all'animo anche per chi mi legge: a volte, per sentirsi in un posto, non è necessaria la presenza fisica. Basta calarsi nel cuore di chi racconta.


domenica 7 luglio 2024

Volcei (Buccino), il paese dell'ospitalità

 


Amici di pelle

Catapultata ancora su un treno, dopo 3 giorni incantati.

Potrei coprirli di tanti altri aggettivi, unicamente per fare capire che ho ritrovato il vero concetto di vacanza, in senso di scoperta, riscoperta, amicizia, divertimento, malinconia e nostalgia.

Accolta già a Napoli da Giovanni, piacevolissima amicizia "di sempre", ospitale e accogliente, raggiungo il borgo di Buccino attraversando posti ricchi di storia, paesaggi meravigliosi, tra Dolomiti del Sud, visioni della Costa Amalfitana, spettacolari pale eoliche, attrazioni energetiche che a me piacciono tantissimo.

Mi sistemano in una location nel cuore del paese, una bellissima struttura nuova di zecca, che si affaccia proprio sul corso più vivo del borgo, nonché punto di partenza della gara.

Ceniamo con Angelo, organizzatore instancabile, con una pizza squisita (aspettavo anche questa, ricordandomela dall'anno scorso) e, in notturna, assisto ad un vero e proprio tour all'aperto di Buccino, dove ne scopro la città sotterranea, illustrata e recante suggestivi mosaici e aree termali. Mi godo il panorama luccicante da quel castello che ne richiama la forza e l'identità, scopro case edificate sopra animi di strutture antiche, mi fermo su un angolo rupestre incantevole che ricorda la stessa Matera. E imparo dai miei amici che, dalla strada che porta a San Gregorio Magno, Buccino appare come una grande nave.

Ne rimango affascinata. Passiamo una nottata tra arte greca e romana.

Mi innamorai del paese già dall'anno scorso, ma con quella sera ho realizzato di averlo precedentemente conosciuto solo in minima parte.

In occasione della Festa della Madonna ci sono tantissimi eventi, dai concerti, le bancarelle, gli spettacoli, la banda cittadina, e la stessa gara di 10km.

Un percorso mozzafiato, come piace a me, con alto livello agonistico e perfetta organizzazione. Bello tutto, soprattutto la corsa a ridosso della splendida vallata che circonda questo paese, con un punto di ritorno in cui, in bella vista, il castello riaccoglie i corridori.

Pur affaticata (ero partita forte) mi accorgo di aver confermato il mio tempo del 2023. E ho ricalcato la gioia dell'arrivo nel paese in festa. Che bello!

Passo la serata in un borgo vivo e pieno di calore, per poi allenarmi, il mattino dopo, sulla strada che porta a San Gregorio Magno, scoprendo un altro bellissimo luogo.

Ho raccolto tutto quello che mi ha lasciato addosso questa bellissima esperienza...sicuramente ho rinforzato amicizie che non conosceranno confini, confermando la tesi che dalla gentilezza si impara sempre.

E prenderò questa accoglienza come esempio e insegnamento, per essere una persona migliore. Ho ricevuto tanto, troppo, molto di più di quello che ho dato, e il pensiero di come mi sono sentita mi scalda ancora il cuore. 

Mi mancherà tutto questo, mi manca già da ora. E so che questo vorrà dire che per completare questa mancanza dovrò tornare a Buccino molto, molto più spesso. Un Grazie di cuore a chi mi ha fatto sentire la principessa del Castello.

A presto...le amicizie, come i castelli, non verranno mai distrutte...resisteranno anche ai sismi.



Anna Giunchi la maratoneta

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