In certi momenti della vita occorre fermarsi per un periodo. Fors'anche per apprezzare quello che al momento si è interrotto, lasciato indietro un attimo. Per poi, realizzare, alla ripresa, quanto mancasse...
Non corro da due mesi in competizioni: un pò lo stato tiroideo che alternava alti e bassi umorali, un pò la stanchezza del week end, un pò il timore nel "fare troppo", un pò la varicella e la conseguente bronchite, mi hanno imposto un ragionato stop.
Domani riprendo a gareggiare. Non so in che stato sarò, che ritmo, correrò, se saprò rispillarmi un pettorale nella canotta, se correrò con due maglie piuttosto che in top, se sarò tesa o rilassata. Tutto questo è bello. E' bello camminare al pomeriggio ripetendosi nella mente: "Vai piano che domani hai la gara...", è bello correre venerdì a Villa Ada finalizzando già un obiettivo domenicale, squadrando chi, come me, è già in "mentalità scarico".
Ma la cosa che più mi riempie di gioia...sì, di vera gioia si tratta, è sapere che, il 10 marzo, tornerò a correre verso il mare. Non so quante edizioni della Roma-Ostia abbia mancato, ma ricordo bene che Miguel, Tre Comuni e, appunto, Roma-Ostia erano un must di corsa domenicale. E mi ritrovo iscritta, partendo dal fondo, non avendo più un time, non correndo più mezze maratone da un anno e mezzo. Va bene così.
In questa settimana ho riscoperto il piacere dello stare bene e dell'impiegare il mio tempo in maniera proficua, iniziando con un bellissimo lunedì allo stadio, festeggiando i postumi di analisi andate bene, reso possibile da chi era con me prima e dopo i movimentati eventi, per poi assistere ad una bellissima cerimonia di presentazione della medaglia della Maratona di Roma, proseguendo con entusiasmo al lavoro e consulti per tesi del Corso Allenatore. E culturalmente sono attiva, al punto da perdere il telefono al museo di Arte Moderna.
E riincomincio a scrivere di futuro, con due week end prossimi dedicati alla permanenza a Roma, tra competizioni giovanili, presentazioni di libri (segnatevi l'8 marzo, 18.30, bar Caffettiamo, via Olevano Romano 35, Roma Prenestina) e, appunto, La Roma-Ostia.
Il futuro mi interessa, perchè ci passerò il resto della mia vita: a lui vorrei dedicarmi.
Penso che non ci sia luogo migliore per ripartire alla grande che non l'autodromo di Misano: rombino i motori. Primavera in arrivo, la sento...Giovedì sera ho anche visto una volpe...non mi ha mai attraversato la strada una volpe: l'avvenire è la porta, e il passato ne è la chiave.
Anna Giunchi Blog Personale
sabato 23 febbraio 2019
domenica 17 febbraio 2019
Festeggiando il ritorno del TSH...
Ritengo che la salute sia qualcosa di molto riservato e personale...forse è per questo che non ne ho parlato con molti. Penso che, di fronte alla salute, tutte le incompresioni spicciole, tutto ciò che è banale e stupido, vada prelevato e messo sotto un mobile. Penso che, quando una persona abbia bisogno di aiuto, le si possa donare interesse o tempo, sapendo di farla stare bene. Un:"Come stai?" ha poteri endorfinici. Non ho mai capito il tempo "a comando", in base ai propri interessi e alla propria voglia: perchè il tempo si trova sempre, anche se si lavora 24 ore su 24. Sinceramente, questo mondo egoista mi fa proprio schifo.
Sabato mattina ho ritirato le mie analisi, ma come siano andate è stata una comunicazione ristretta a pochissimi. Certo, ritengo che al "malato" si debba chiedere, senza che lui di punto in bianco diffonda cartelle cliniche. Ma ci si dimentica di noi stessi...figuriamoci degli altri.
Sono esplosa di gioia quando ho condiviso un TSH risvegliato con chi, per questa situazione, si è sentito felice, dalla mia famiglia a chi mi ha aiutato nell'immediato momento, Gente felice per questo. Per una cosa mia.
Sto rivalutando tutto ciò che è contatto, empatia, rapporto umano. I rapporti umani si possono trovare sia in una grande città, come Roma, che in una piccola, come Cervia, con più spazi ove nascondersi, paradossalmente, avendo meno densità di popolazione.
Non dimentico i miei lunedì in Università al Foro Italico entusiasmati dalle gare corse il giorno prima, nei quali raccontavo ogni minima sensazione a colleghi, professori e assistenti, così come non dimentico i miei adulti che allenavo a Cervia, costantemente in rapporto con me, o i miei clienti estivi che stan facendo come me del resto, il countdown per una stagione sempre più vicina. A Roma come a Cervia, tutto questo.
Tutto ciò che è lavoro, "obblighi" casalinghi e semplici hobbies andrebbe spostato un poco avanti rispetto ad un calore umano in ricerca, perchè il calore umano arricchisce due persone: fa bene a chi dà e a chi riceve.
Chi ha visto la mia esultanza davanti a quel 2.460 di un TSH che credevo inibito, sa che mondo davanti a me potrà aprirsi...Correre la Maratona di Roma (forse a Caracas non è il caso ma chissà...), allenarsi senza paura di peggiorare uno stato dubbioso, svegliarsi sapendo che non ci si piegherà al rituale del dimezzamento della pastiglia, per qualche mese almeno.
A chi mi è accanto...un ulteriore Grazie che leggerà. A me un: "Brava, oggi il medio di 17 km ci voleva".
Keep smiling
Sabato mattina ho ritirato le mie analisi, ma come siano andate è stata una comunicazione ristretta a pochissimi. Certo, ritengo che al "malato" si debba chiedere, senza che lui di punto in bianco diffonda cartelle cliniche. Ma ci si dimentica di noi stessi...figuriamoci degli altri.
Sono esplosa di gioia quando ho condiviso un TSH risvegliato con chi, per questa situazione, si è sentito felice, dalla mia famiglia a chi mi ha aiutato nell'immediato momento, Gente felice per questo. Per una cosa mia.
Sto rivalutando tutto ciò che è contatto, empatia, rapporto umano. I rapporti umani si possono trovare sia in una grande città, come Roma, che in una piccola, come Cervia, con più spazi ove nascondersi, paradossalmente, avendo meno densità di popolazione.
Non dimentico i miei lunedì in Università al Foro Italico entusiasmati dalle gare corse il giorno prima, nei quali raccontavo ogni minima sensazione a colleghi, professori e assistenti, così come non dimentico i miei adulti che allenavo a Cervia, costantemente in rapporto con me, o i miei clienti estivi che stan facendo come me del resto, il countdown per una stagione sempre più vicina. A Roma come a Cervia, tutto questo.
Tutto ciò che è lavoro, "obblighi" casalinghi e semplici hobbies andrebbe spostato un poco avanti rispetto ad un calore umano in ricerca, perchè il calore umano arricchisce due persone: fa bene a chi dà e a chi riceve.
Chi ha visto la mia esultanza davanti a quel 2.460 di un TSH che credevo inibito, sa che mondo davanti a me potrà aprirsi...Correre la Maratona di Roma (forse a Caracas non è il caso ma chissà...), allenarsi senza paura di peggiorare uno stato dubbioso, svegliarsi sapendo che non ci si piegherà al rituale del dimezzamento della pastiglia, per qualche mese almeno.
A chi mi è accanto...un ulteriore Grazie che leggerà. A me un: "Brava, oggi il medio di 17 km ci voleva".
Keep smiling
venerdì 8 febbraio 2019
Regeneration...
Mi piace pensare alla vita come a qualcosa di contingente...una sommatoria di periodi non a sè stanti ma interconnessi da un frasare logico. Mi piacerebbe trovare un senso, una continuità lineare in quello che faccio, quello che penso, quello che sono. In quello che potrei, vorrei e dovrei essere. E mi ritrovo ad assolutizzare il relativo, a desiderare di fermare gli attimi in istanti. Impossibile.
Mi accorgo sempre troppo tardi che tutto è già sfilato via dalle mie dita, scivolato come acqua dalle mie mani...e non ho fatto in tempo ad apprezzarlo, a godermelo, a fissarlo nei miei sensi.
A volte mi chiedo perchè si perda tempo a relativizzare un assoluto, a rovinare un qualcosa che è assolutamente e obiettivamente bello, come può essere un rapporto umano, per cose futili, "relative" verso noi stessi, appunto, dunque per nulla oggettive. Ed è in questi momenti di incomprensione legata ad una lunghezza d'onda con il passaggio dell'interferenza del momento, che mi rendo conto di come ci si faccia del male, privandosi per poco di quei momenti che riempiono una vita. Non capirò mai il perchè di uno "stare bene" e della contrapposizione di un volersi fare comunque del male. Forse...meno si ha, più si apprezza quel che si ha.
Ed io mi rendo conto di avere molto, anche se il mio quotidiano è fatto di conquiste a piccoli passi, di un guadagnarmi una comprensione in una realtà per me grande, estesa, deindividualizzante.
Il mio molto c'è, alle spalle, ma mi piace pensare di lottare per conquistarne ancora di più.
Mi piacerebbe tornare a gareggiare...ferma dalle gare da oltre un mese.
Le gare: erano un mio Must domenicale, fatto di aspettative personali, interazioni sociali, amicizie. Sono ancora in stand by, ma ho le pulsioni, latenti, che iniziano a battermi sotto la pelle. Però mi manco ancora un pò.
Ho ripreso ad allenarmi bene da una settimana: batto spesso per l'asfalto di Villa Glori, con rare puntate a Villa Borghese. Ho anche svolto il lungo di 35 km Parioli/Castel Giubileo A/R. Aspetto Roma, la Maratona. Continuo ad andare su rotaie con il desiderio di sfrecciare e prendere il volo.
Vale la pena sentirsi rinati ogni giorno, ma bisogna Prometterselo, Sceglierlo, Volerlo.
Vale la pena non rassegnarsi guardando ad un destino prossimo o al passaggio di una transitoria, cupa ombra di rassegnazione.
C'è un passato che ancora vive e un futuro che resta in noi, con un presente che ancora raccoglie ricordi belli, seminando timidi sogni per il domani.
Mi accorgo sempre troppo tardi che tutto è già sfilato via dalle mie dita, scivolato come acqua dalle mie mani...e non ho fatto in tempo ad apprezzarlo, a godermelo, a fissarlo nei miei sensi.
A volte mi chiedo perchè si perda tempo a relativizzare un assoluto, a rovinare un qualcosa che è assolutamente e obiettivamente bello, come può essere un rapporto umano, per cose futili, "relative" verso noi stessi, appunto, dunque per nulla oggettive. Ed è in questi momenti di incomprensione legata ad una lunghezza d'onda con il passaggio dell'interferenza del momento, che mi rendo conto di come ci si faccia del male, privandosi per poco di quei momenti che riempiono una vita. Non capirò mai il perchè di uno "stare bene" e della contrapposizione di un volersi fare comunque del male. Forse...meno si ha, più si apprezza quel che si ha.
Ed io mi rendo conto di avere molto, anche se il mio quotidiano è fatto di conquiste a piccoli passi, di un guadagnarmi una comprensione in una realtà per me grande, estesa, deindividualizzante.
Il mio molto c'è, alle spalle, ma mi piace pensare di lottare per conquistarne ancora di più.
Mi piacerebbe tornare a gareggiare...ferma dalle gare da oltre un mese.
Le gare: erano un mio Must domenicale, fatto di aspettative personali, interazioni sociali, amicizie. Sono ancora in stand by, ma ho le pulsioni, latenti, che iniziano a battermi sotto la pelle. Però mi manco ancora un pò.
Ho ripreso ad allenarmi bene da una settimana: batto spesso per l'asfalto di Villa Glori, con rare puntate a Villa Borghese. Ho anche svolto il lungo di 35 km Parioli/Castel Giubileo A/R. Aspetto Roma, la Maratona. Continuo ad andare su rotaie con il desiderio di sfrecciare e prendere il volo.
Vale la pena non rassegnarsi guardando ad un destino prossimo o al passaggio di una transitoria, cupa ombra di rassegnazione.
C'è un passato che ancora vive e un futuro che resta in noi, con un presente che ancora raccoglie ricordi belli, seminando timidi sogni per il domani.
domenica 13 gennaio 2019
Guardiamo avanti. Verso Roma.
In questo periodo, forse per il freddo, forse per la varicella, mi sono ritrovata spesso a parlare con me stessa. Senza sentirmi sola. Lo ho scelto. Un dialogo, dunque. Tra inevitabili e, direi, fisiologici contrasti, mi sono ritrovata ad apprezzare la mia capacità di ascolto.
Ho provato, dagli abissi della mia coscienza, a tirare su qualcosa di me ancorato sul fondo dell'Io. Qualcosa di dimenticato, ormai nascosto. Ho allontanato tutto ciò soleva farmi male, accorgendomi di non sentirne la mancanza, ma di portarne ancora le cicatrici, manifestanti con qualche dolore "a sprazzo".
Mi sono accorta di avere un cuore sotto una corazza ormai molliccia, di poter prendere una lunga rincorsa volta a darmi uno slancio di fiducia e gioia verso qualcuno.
C'è ancora qualcosa di me, in quello che resta.
Voglio donare il meglio di me, non saprei che farmene sennò...
Mi sono ricordata, a tema "Insight", del motivo per il quale mi trovai, 13 anni fa, a scrivere e creare questo blog, un blog che conserva ancora tutto...le flebo, l'ospedale, la voglia di correre...Il primo step: l'impuntarmi nel correre una maratona: Roma.
Chissà perchè, ho sempre visto in Roma la mia salvezza...E questa città mi ha raccolto, mi ha aiutato a rialzarmi, mi ha spinto più volte. Roma mi fece correre una maratona ancora convalescente, Roma mi fece commuovere davanti al passaggio a San Pietro: 2006. Ci sono tornata, nel 2017, legandone un anello di futuro al dito.
Non è la situazione di 13 anni fa, e guai a paragonare attimi agli altri, essendo tutti differenti, ma mi riesce immediato un parallelo sensoriale. Attualmente i problemi, relativi, sono altri, ma l'obiettivo è lo stesso: Maratona di Roma 2019.
Non sapevo se avrei terminato i 6x3000 di oggi e forte era l'invito introiettato di fermarsi a 4 serie. E invece il lavoro è terminato, il fisico stava bene, la testa era IN. Desidero fortemente correre questa Maratona, dopo 1 anno e mezzo di stop dalle lunghe distanze. Lo desidero.
I ricordi sono un elemento di studio che mi intriga molto: possono essere iconici o legati maggiormente a suoni, odori, percezioni tattili.
Possono essere legati a persone...Persone. Nessuna persona sostituisce l'altra, sarebbe limitante e riduttivo parlare di persone come pedine da spostare a piacimento. Ogni persona occuperà sempre uno spazio a sè nella vita di qualcuno, ma lo occuperà a prescindere dal passato del ricevente.
E i segni lasciati su un "foglio" potranno cancellarsi, così come lasciare per sempre un solco rilevabile al tatto...dipenderà sempre e solo da quanto si avrà spinto con la matita... Per ora non rilevo solchi particolari. Si vedrà dopo.
Benvenuto nella mia vita, 2019.
domenica 6 gennaio 2019
L'ascolto
Erano diversi giorni che non riuscivo a comprendermi.
22 dicembre: inizio delle vacanze natalizie, dunque di un periodo di riposo, verso il quale avevo riposto numerosi progetti. Dal 23 dicembre sentivo di non star bene, e non comprendevo questo mio stato umorale così negativo, questa mia chiusura e aggressività manifesta. Dormivo più del previsto, rispondevo spesso a tono, parlavo poco. Non ero io.
Mi accorgerò 10 giorni dopo che stavo covando la varicella, con le prime pustole spuntate in montagna, dove stavo insolitamente bene e sciavo e mi allenavo a pieno ritmo...
Febbre la sera del rientro, fino al 6 gennaio, malessere generale ben noto a chi prende la malattia da adulto.
Tutto questo, però, mi ha rasserenato. Certo, non vi era un obbligo a contrarre comunque questa odiosa malattia, ma almeno ho trovato un "Perchè" ad un insieme di pensieri negativi che proprio non mi caratterizzavano.
E dunque...vacanze terminate. Capodanno in montagna con malattia in incubazione. Mi allenavo al mattino presto, a meno 7...salite meravigliose, variazioni di ritmo, vallata deserta che si apriva ai miei occhi. Tutto così bello. Al pomeriggio andavo a sciare (snowboard), alla sera camminavo...Stavo bene.
Per il resto...niente salita a San Luca, niente giro a Riccione, niente compagnia con il nipote, niente gara a Firenze, solo lavori al Pc. Va bene così. Quando non si ascolta a fondo sè stessi, si rischia di non aver tempo per dare risposte alle domande che il fisico pone.
Ritengo che le domande vadano vissute all'istante.
Forse in questa maniera, in un domani, si potrebbe iniziare gradualmente, senza accorgersene, a vivere a proprio modo le risposte. E per tutto questo ci vuole tempo. Tempo all'ascolto.
Ho ricevuto tempo dalle persone, durante questo trascorso vacanziero. Il regalo più bello: non è concreto, è insostituibile e personale, non stanca, da forma ai ricordi.
A tutti Buon Anno.
mercoledì 26 dicembre 2018
2018: Santo Stefano senza Fabrona
Non so se debba essere dimostrato e cantato, come facevano i latini, nè se sia un Target che determini il valore di una persona.
Io mi considero più incosciente che coraggiosa: incuriosita dai luoghi malfamati nelle città dell'America Latina, mi addentravo nelle zone giudicate inavvicinabili dalle guide turistiche...tutto ciò che è "turistico" non mi attira; non mi piacciono i pregiudizi. Voglio conoscere e poi farmi un'idea personale. Neppure dopo questa giudico.
Sono fuori dalla norma, e mi piace essere accettata per quello che sono, come un pacchetto unico: i pensieri, in fondo, si pagano con il coraggio.
Ecco, penso che si dimostri coraggio mettendo a nudo le proprie debolezze: sto cercando di farlo.
Ritengo che la fragilità non sia un difetto, e che la sensibilità sia una virtù ma anche un'arma a doppio taglio; mi sto accorgendo di avere bisogno degli altri. Sono fragile, ma fortissima. Ho il cuore a pezzi, ma rido fino alle lacrime. Il mio insieme è impegnativo: sono un pacchetto unico ma di me si può cogliere solo un aspetto per volta.
Le festività inducono sempre alla riflessione: chi si ricorda di te e ti fa gli auguri allo scoccare della mezzanotte, chi te li fa anche a Santo Stefano, inaspettatamente.
Poi c'è chi non se lo sogna neanche e se li fa fare ogni volta da te...chi inoltra messaggi e catene e chi te li fa a voce.
Valorizzo chi ti spiazza con un pensiero, chi ti cerca, chi ti sente, chi ti guarda negli occhi a distanza
Purtroppo, causa salute, non ho corso La Fabrona il 26 dicembre...uno stop da una tradizione di almeno 6 anni...Mi è dispiaciuto. Lo sentivo il giorno prima che non ce la avrei fatta: forse mi è mancato il coraggio, forse la testa non ha seguito il fisico...forse il fisico non ha seguito la testa. Coraggio è combattere un battaglia interiore e non darla mai per persa.
Coraggio e fragilità sono i fiocchi di neve, che cristallizzano e possono fare capolavori, da lasciare a bocca aperta. Ed io sono pur sempre un'artista.
domenica 23 dicembre 2018
Tra le colline Emiliano-Romagnole...
Sono ritornata tra le colline emiliano-romagnole, colpita come un coltello a una lama da un freddo-umido che mi si è conficcato nelle ossa tra la notte di venerdì e la mattinata di sabato.
Sabato pomeriggio, però, avevo un appuntamento importante: la 5^ prova dei regionali di cross, Castel San Pietro, all'interno del bellissimo parco scout. Un percorso splendido che ben può prestarsi a campionati regionali futuri. Arrivo seconda in 12'40 nei 3,8 km, buttandomi a capofitto nelle larghe discese...attimi di libertà allo stato brado. E ci pensavo, a volte, al peso e alla leggerezza della libertà. La possiedo o lei possiede me? E' leggera o pesante?
Percorso mozzafiato, seconda assoluta nelle 5 prove obbligatorie. Ci tenevo, a questa foto, fors'anche per mitigare la (lieve) delusione di un 4^ posto di categoria alle "Corri per il verde", tre tappe nei parchi romani...Andrà meglio nel 2019, salute e piccoli intoppi permettendo.
Il giorno dopo il sabato di cross non potevo mancare alla 21 km più bella della Romagna: Forlì-Predappio. Dislivello considerevole tra Sadurano e Predappio Alta, con pezzo fangoso al 25%. Chiudo terza con tre minuti meglio del 2017 (ricordo meno fango, quell'anno) e colleziono un altro paio di scarpe da lavare: 1h43. Bellissima gara, bellissima vallata accarezzata per tutto il tragitto da una fitta nebbia. Amo i panorami. Cerco una posizione privilegiata per godermi lo spettacolo della logica che si schianta contro l'imprevedibilità di un'emozione. E mi piacerebbe spalancare le mie emozioni, come se arrivasse una improvvisa raffica di vento.
Mi piacerebbe capire se sono capace di essere empatica...mi piacerebbe capire se io stessa possa generare empatia. Ritengo che le persone sensibili "anticipino" gli eventi (spesso, per la verità, in maniera confusa) perchè la loro anima si trova sempre un passo avanti al loro corpo.
Mi piacerebbe capire l'importanza che io stessa possa avere per le persone, e sono pure convinta che l'importanza che la gente ti possa dare sia strettamente connessa alla considerazione che possa avere di te negli eventi per lei importanti. Cercarti nel bisogno. Io non sempre ho trovato tutto questo, ma lo ho sempre offerto...
Amo la regola che corregge l'emozione, ma ancor di più amo l'emozione che corregge la regola.
Io, un eterno contrasto tra razionale e irrazionale, finisco per chiudermi nei meccanismi di difesa...non so se sia un bene, perchè è la stessa emozione che ti spezza il cuore che poi te lo guarisce.
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