Anna Giunchi Blog Personale

domenica 15 ottobre 2017

Tre Monti 2017...


Sono lontani, e mi guardo bene che tornino, quei periodi cupi nei quali, tormentata da pensieri e problemi, vedevo intorno a me tutto buio… Un periodo lungo, durante il quale ho pensato un po’ a tutto: overreaching o, peggio, overtraining, calo di ferro, eccesso di cortisolo? Ecco, forse quest’ultimo si sarebbe potuto indicare nella mia “diagnosi”. Ero stanca, stressata, stufa di lavorare in un ambiente per me del tutto negativo. Un ambiente che mi opprimeva e non mi dava possibilità di esprimermi, pur avendo tutti i numeri per farlo.
Mi è dispiaciuto solo in parte dover andare fino a Roma per realizzarmi professionalmente, soprattutto per quanto riguarda i rapporti umani. Mi è dispiaciuto perché ho famiglia a Forlì, quella mi manca. Eppure, guardandomi alle spalle, sono più che contenta della scelta fatta, perché a Roma sto proprio bene, e cerco di rientrare a casa ogni week end per attutire certe nostalgie.
A Roma le persone, che conoscevo dalle mie passate esperienze universitarie, sono qualificate, dirette e molto professionali nel campo presso il quale lavoro (atletica leggera). Certi atteggiamenti  tenuti nei mesi scorsi a mio danno personale sarebbero stati troncati alla base nei contesti lavorativi nei quali sono ora…anzi, meglio, certa gente non sarebbe mai e poi mai entrata in ambienti nei quali in primo luogo si chiede serietà e professionalità.
Tutta questa premessa per dire che a Roma sono rinata. E lo sto vedendo anche dalla mia forma fisica. La scorsa settimana, nel mio ritorno ai cross nel bellissimo parco dei Cedri a Bologna, ho vinto la categoria con un piazzamento tra le assolute e oggi al Giro dei Tre Monti ho corso con lo stesso ritmo del 2016. Che non ha nulla a che vedere con i ritmi che tenevo un tempo, ma che va più che bene, per ora.
Sto lavorando molto sui ritmi e i progressivi (grazie a Sante Binacchi che ha cucito un programma di allenamento su misura per me: gli devo veramente tanto) e i risultati si stanno vedendo. Stanno tornando le sensazioni date dalla produzione di lattato, sensazioni che non riuscivo più a provare causa incapacità di arrivare a soglia…

I tempi sono lunghi, lunghissimi, e per questo mi monitoro giorno per giorno. La chiave della felicità è stata trovata e adesso sto assaporando la gioia nel riscoprirla.

Anni passati a Rieti...

domenica 1 ottobre 2017

Si ritorna con 42 km: Monzuno

Non sono poche 4 ecomaratone in un anno ma c'è di bello, in queste gare, che non si lavora affatto sul ritmo. Valgono come un fondo lento, con il pregio assoluto di non essere affatto noiose.
Ho deciso di correre oggi, 1 ottobre, a Rioveggio, per un legame affettivo con Monzuno, legato ai miei zii, purtroppo non più qui.
Sono andata oltre al fatto che non avessi i 42 sulle gambe, sono andata oltre la pioggia, sono andata oltre la precoce sveglia mattutina, sono andata oltre il fatto non mi andasse di gareggiare in questo periodo causa ritmi di lavoro: sono andata oltre tante cose, e ho corso con il cuore.
Ho pensato molto alla mia infanzia in quei posti e mi sono accorta che, con il tempo, si diventa molto più fragili, nostalgici. Mi sto accorgendo di vivere sempre più di ricordi, così come mi sto accorgendo di richiamarli spontaneamente nei miei pensieri...chissà perchè, forse perchè li rimpiango.
Eppure penso che la maniera migliore per non rimpiangere il passato e per non soffrire la mancanza di chi non c'è più sia proprio quello di richiamarlo alla mente. Perchè è parte di te e lo merita.
Non mi ricordo chi mi disse che è molto comune a chi corre amare la scrittura: ora voglio buttare giù i miei pensieri. C'è stata una spinta forte in me che mi ha portato con la macchina fino a Rioveggio, per una gara durissima con 1635 metri di dislivello alla quale non ho neppure concesso un riscaldamento...io, che di solito preparo tutto al millimetro.
E quanto ho pensato sui quei sentieri, quanto ho rivissuto i miei giochi con il cane Paco dello zio (mi è sembrato pure di sentirne il tintinnio del collare), il piacere di quando, con la mia famiglia, ci recavamo a Monzuno. Mentre correvo sentivo di essere già stata da qualche parte, lassù. Forse non era vero, ma chi c'è stato è dentro me, e vale lo stesso.
Stamattina ero indecisa se partire o no, e adesso, a mente fredda, mi compiaccio di avere corso questa Ecomaratona.
Ho sbagliato sentieri 8 volte, ho perso la prima posizione arrivando seconda, ho corso con le scarpe sbagliate e ho forato un gel, rimanendo con solo due bustine. Ho messo da parte l'agonismo e ho corso in solitaria: non mi interessava stare con gli altri ma con me stessa.
Alla luce di tutto questo sento di aver fatto la cosa giusta: amo correre, e forse è la mia maniera per comunicare corpo e cuore a chi non c'è più.


sabato 30 settembre 2017

Sto iniziando una nuova vita

Sto iniziando una nuova vita, e la sto ricominciando a Roma. Lasciando alle spalle un passato burrascoso fatto di invidie, cattiverie, scorrettezze, ho ritrovato una dimensione umana nelle persone che mi circondano.
Lavoro alla Cecchignola, Centro sportivo Olimpico Esercito, e a livello professionale posso dire di aver raggiunto quello che da anni e anni ambivo. La sede è stupenda: una pista di atletica tra spalti e tribune tutta per noi, dove possiamo allenare i quasi 500 ragazzi del settore giovanile di quella che è la più grande e prestigiosa realtà sportiva italiana.
I colleghi mi hanno accolto con sincera amicizia e tutto questo non mi pare vero; i ragazzi hanno voglia di lavorare e migliorarsi e per me, che sono venuta da una realtà nella quale hanno inculcato loro che la "corsa non fosse atletica", mi sembra una rivalsa...
Vivo in un luogo dove collaborazione e confronto sono all'ordine del giorno, dove ai giovani si insegna lo sport ma anche l'educazione e il rispetto. Una struttura con dirigenti favolosi e umanamente unici che, cosa rara, si preoccupano di come tu stia. Venerdì e al mattino lavoro invece alle Terme di Caracalla con la mia cara Campidoglio Palatino e con progetti di inserimento di atletica da parte della Fidal.
Sto vivendo un sogno, ma quando varco quel portone e calpesto il tartan mi accorgo che è vero, tutto vero.
Che dire? Grazie, Roma. Grazie anche per questo.



sabato 2 settembre 2017

Grandi passi..

Giorno dopo giorno sto sempre meglio.
Il caldo umido che ha accompagnato l'Italia, Cervia compresa, per tutto agosto se ne sta andando, e incomincio a respirare. Quest'anno e' stato molto sofferto.
Ho ripreso a correre 1h15, allo scopo di ricominciare con le distanze più lunghe, e mi diverto ancora come un tempo.
Da lunedì tornerò a Roma e pianificherò il mio futuro lavorativo: le proposte sono molto interessanti e si concretizzeranno nei primi di settembre. Ora, per scaramanzia, non dico nulla...
Obiettivi 2017: correre ai miei ritmi, quelli che ho lasciato mesi fa, preparare i cross e riacquistare fiducia nelle mie risorse. Sono nascoste, ma ci sono...


domenica 27 agosto 2017

La montagna fa bene alla salute

Brisighella

Dopo una 5 giorni, fin troppo veloce, da Livigno (luogo che mi è mancato tantissimo e non sono riuscita a  non tornare a visitare) ho programmato alcune gare in montagna.
Devo dire che quest'anno non ho sofferto in alcun modo l'alta quota e ho svolto allenamenti efficienti, basati anche su progressioni. Ho visitato il Carosello 3000 e passeggiato a dovere per i sentieri. Livigno per me è un Paradiso.
Forse è per questo che ho corso piuttosto bene la Fanano-Capanno Tassoni, appuntamento del sabato mattina, 19 agosto. Era una gara della quale avevo sentito parlar spesso e bene: 12,5 km dei quali 11 in salita, da 600 a 1300. Arrivo seconda, partendo forse un pò troppo veloce. Mi guardo spesso indietro e, rispetto a qualche mese fa, posso solo dire di esser contenta.
A distanza di una settimana (27/08/2017) invece correrò una 10 km valevole per il Campionato regionale di corsa in montagna Uisp: soffrirò un pò il caldo ma chiuderò in 50', seconda di categoria e quarta assoluta.
Insomma, la forma sta tornando. Ho pazienza e voglia di costruire qualcosa e, come ho già detto più volte, mi tengo stretto l'orgoglio di recuperare piano piano, ascoltando il fisico, senza riempirlo di robacce antisportive.
La testa è più libera: i pensieri ci sono, ma sono solo di natura organizzativa...

Fanano

martedì 1 agosto 2017

Porretta-Corno alle Scale 2017: obiettivo fallito

E anche la Porretta-Corno alle scale è stata archiviata. Quarta assoluta con 2h59.
Terza edizione di questa bellissima gara alla quale partecipo, dopo un secondo posto e una vittoria nel 2015, con decimo piazzamento assoluto. 2017: la mia peggior prestazione.
Inutile dire che avrei sperato in una mia condizione mentale migliore, ma del resto non posso chiedere a me stessa delle condizioni limitate in primo luogo dalla mia testa. Mi dispiace…soprattutto perché sapevo che quella era la mia gara nella quale ho superato posizioni proprio negli ultimi km, i più ripidi e impegnativi. Venivo da una preparazione svolta tra Val di Fassa, Campigna, Terminillo e Acquacheta ma, nonostante tutto, non ho reso come avrei voluto. Complice un caldo a me ostile, allenandomi alle 5:30 di mattina e concludendo sempre entro le 7:15. Mi sto allenando con circuiti e elementi di tecnica e, seppur veda un tono muscolare e un guadagno in forza e stile di corsa, mi manca la potenza aerobica e la resistenza sulla lunga durata.
Così ho corso regolare fino al 17esimo km, dopodichè mi sono fermata spesso, anche perché ho peccato nel non essermi portata riserve di acqua. Non ero io quella che si fermava in certi tratti impegnativi della corsa: non lo ho mai fatto.

Riacquistata una serenità in ambito lavorativo, vorrei ricominciare a correre a mente libera, riprovando il piacere di una sana fatica.


domenica 23 luglio 2017

Trascorso il Terminillo, un trail in Romagna...

Non avrei proprio potuto avere un'accoglienza migliore dalla mia ormai cara Rieti: l'organizzatore Felice Petroni, infatti, mi fa alloggiare nel più bell'albergo della città, in pieno centro. Mi accoglie una tribù di Mercedes e una vista del tutto panoramica sui tetti reatini. Il viaggio, in solitaria, è stato piuttosto lungo, ma senza particolare traffico sulla famigerata E45. La gara, come saprete, era la Ultramaratona del Terminillo.
Colazione da regina, in compagnia di amici di Latina, e arrivo insieme alla zona partenza: Vazia, hotel Arcangelo.
Il caldo era stato interrotto (in parte) da un temporale avvenuto nella giornata del venerdì: partiamo quindi con circa 20 gradi, ma arriveremo con 35 gradi buoni buoni. Io concluderò la mia 43 km in 4 ore e 4 minuti: essendo in un periodo di recupero, non avrei potuto pretendere la mia forma migliore, nonostante nei 18 km di salita fossi nelle prime 5 posizioni totali. Perdo posizioni nei 18 km di discesa finali, ma più per una mancanza di lunghi che per altro.
I tornanti...ricordavo tutto di quella strada: pian di Rosce a 1000 mt, le prime "capannette" in ferro (non so cosa siano) e poi il campeggio e le salitelle che facevo quando soggiornavo lassù. Ma non avevo mai visto la pista di atletica in altura, a 6 corsie (intatte): che dire...un paradiso scavato tra le montagne, nel quale avremo l'onore di sudare 400 metri, prima di ributtarci in discesa nei rimanenti 23 km.
Sono stata bene...mi sono rilassata e ho creduto ancora di più nelle mie possibilità. Contenta, quindi, del mio secondo posto. Gara con 1300 metri di dislivello.


In settimana ho svolto allenamenti defaticanti sotto consiglio del mio allenatore Sante, che ha avuto la pazienza di lasciarmi correre, oggi, una 20 km trail tra Portico di Romagna-Bocconi-San Bendetto in Alpe (con inevitabile discesa). Posti, questi, attraversati dal sommo poeta Dante. E in effetti l'attraversamento dei due ponti è stato uno dei momenti più belli, seppur la gara fosse veramente paesaggistica, dura (discese tecniche e pietraie) e sotto una caluira che non ricordavo da anni.
Non potevo chiedere al mio fisico un ulteriore sforzo, e ho corso a ritmo blando blando, godendomi i boschi, le cascate, gli amici.
Domenica prossima, infatti, punto a fare una buona 30 km: Porretta-Corno alle Scale. Confido nella dose di fondo fatta al Terminillo, e nella conoscenza del percorso, dato che vinsi la manifestazione due anni fa.
Sono contenta dell'entusiasmo che sta tornando a sfavillarein me...sono contenta di rileggere i miei post e trovare unicamente elementi positivi. Fino ad ora tutto ciò dimostra che non ho perso nulla...

Anna Giunchi la maratoneta

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