Anna Giunchi Blog Personale

mercoledì 29 maggio 2019

Cortina never stopped...


Ho girato parecchio in questi ultimi week-end...
Prima della 21 km di Bellaria-Igea Marina, corsa non ancora ai miei ritmi ma togliendo un minuto dalla precedente Roma-Ostia, mi sono andata a vedere una citta' meravigliosa del nord Europa nella quale ho trovato sole e clima gradevole, pur allenandomi al mattino a temperature sotto lo zero: Amburgo ha il secondo porto più grande del mondo e si sviluppa su tanti canali. Una città che funziona: ve la consiglio.
Una manciata di week end dopo sarei andata a Londra, correndo una 10 km a scopo benefico in un meraviglioso parco a Nord ovest: un cross da due giri di 5 km, la Race for Life. Arrivero' prima, con netto distacco: ambiente diverso, percorso stimolante, ottima compagnia, buona causa.
Nel primo week end di giugno tornero' con molto piacere a Cortina per la 30 km piu' bella delle Dolomiti: Cortina-Dobbiaco.
Nonostante un raffreddamento, mi alleno con continuita', dando al mio corpo gli opportuni recuperi, ma senza risparmiarmi in quello che piu' mi diverte.
Mi sento parte di un insieme...periodicamente, poi, mi sento come una parte per il tutto...subisco un po'  quello che dall'esterno mette il mio sistema immunitario alla prova, ma mi sto sforzando di fare vincere la testa, razionalizzando alcuni elementi. Un semplice raffreddamento può mandare un po' in tilt un harware ancora infettato, ma penso di poter porvi rimedio.

  • Mi accorgo che, in fondo, non sto vivendo cosi' male, perché guardo spesso al mio passato prossimo sorridendo, cercando di plasmarlo in continuità con il presente.

domenica 12 maggio 2019

Ciao, mare...a presto.


Esiste, penso per tutti, una scala dei valori, a volte sovrapposta a quella dei bisogni, ma non citerò la piramide di Maslow...quella potete andarvela a vedere.
Essa è interconnessa, secondo mia teoria, ad una scala dei "dolori".
Non è un periodo facile, per me. Sto valutando i pro e i contro di una scelta che mi troverò ad affrontare a breve: e dunque...valuto cosa mi possa poi far star male meno.
Ogni scelta implica dolore, concetto che per me vale sempre, perchè ogni scelta implica rottura di legami, in riferimento a qualunque settore si intenda.
Ma mi riferisco ad una scelta che sto preparando da settimane. Dunque...l'ho già fatta.
Penso che le persone siano un pò come il vento: ti vengono accanto, ti sfiorano, ti sussurrano frasi, parole, ti fischiano melodie e piacevoli ritornelli...ti spingono a favore così come, all'improvviso, possono spingerti contro.
Ma il vento è imprevedibile, e come tale va accettato. Forse si può evitare chiudendosi in casa e rifugiandosi nei quattro angoli che possono dare sicurezza ma cambiando aria, luogo, meta, destinazione ci si trovera' sempre contro o a favore "il vento".
Le persone "Pro domo tua" o Contro, così come quelle "Apparentemente pro e poi contro (le peggiori)", per non parlare di quelle che si rivelano vere e proprie traditrici, si incontreranno in qualunque percorso della vita si decida di intraprendere. E dunque, che fare? Addestrare sè stessi ad andare sempre e comunque verso la propria direzione, facendo conto solo sul proprio piacere. Andare anche controvento, se occorre. Allenarsi, dunque...
Oggi ho corso la 21 km di Igea Marina e mi è piaciuta molto. Le previsioni meteo davano perturbazione in atto, ma il tempo al mattino ci ha graziato, e si è sfogato in tutto il pomeriggio. E quel vento, che a tratti trovavo contro, ad un tratto l'ho trovato a spingermi fino all'arrivo, chiudendo in progressione. Mi è diventato amico km dopo km. Non sono ancora i miei tempi ma un altro minuto è stato levato: 1h35.12.
Ho ritrovato la mia Gs Gabbi, la mia casa, le mie strade, la mia gente. Mi mancavano.
Il vento, anche nel pomeriggio, girava a favore. Devo ringraziare qualcuno ma, in fondo, perchè non ringraziare anche chi, suo malgrado, ti ha dato l'input per capire quale scelta fosse giusta? Le emozioni sono controverse: ciò che fa piangere uno, fa ridere l'altro. E io, dopo aver pianto parecchio, vorrei ridere molto di più.





mercoledì 1 maggio 2019

Mamma, ho perso l'aereo!

...Ci vuole un bel coraggio per perdere due aerei nell'arco di tre giorni... Ma non c'è problema, perchè tutto ciò che si perde viene poi recuperato. Ho comunque volato e ispezionato aeroporti.
Sono felice quando sento un pò di spazio tra me e la terra: sono felice quando corro, quando volo, quando vado in bici, quando suono.
E non ho paura di buttarmi nel vuoto: peggio sarebbe aver paura di volare. Amo volare: il volo è il gusto del viaggio sulla punta della lingua, ha in sè l'itinerario giusto per farti dire: "Io viaggio".
Roma, 25 aprile: una bellissima mattinata correndo la 13 km "Tre ville", tra il Paolo Rosi, la salita di Monte Antenne, villa Ada, Villa Glori...luoghi nei quali quotidianamente calpesto asfalto e sterrato, macinando km.
Una prova chiusa in 57 minuti, con quarta posizione assoluta. Ho intravisto uno spiraglio del "Quella che ero". Ho rivisto i miei amici della Lazio Runners, organizzatori dell'evento: non è cambiato nulla.
E durante la sosta pasquale ho ripreso a fare trekking e ore in mountain bike...ho rivisto gli amici. Sono salita a San Luca con visione sui colli bolognesi. Sola? Mai...
1 maggio, ultimo giorno di festa...
Breve ritorno a Roma e poi di nuovo in Emilia Romagna per la 10 km del Giro della Torre, chiusa a 4'12 di media.
E non mi lamento, perchè ho pazienza. Mi sento come un fiume che scorre, che scruta gli argini e li accarezza, che rispetta e ama tutto ciò che egli attraversa.
Sto attraversando e scrutando molte realtà: spesso loro stesse mi attraversano, mentre altre mi rimangono dentro, in circolo, creando acque più o meno torbide.
Ma in fondo, creano quello che sono: io sono un fiume.


lunedì 22 aprile 2019

Buona Pasqua a tutti

Nel ringraziarvi per seguirmi, leggermi, interessarvi a quello che scrivo...i miei più sinceri auguri di Buona Pasqua.
Ho ritrovato, in questi giorni, il piacere dello sport all'aria aperta: ho corso, molto, sono andata in bici e, nella giornata di Pasqua, sono salita a San Luca, il mio luogo preferito, chiaramente a Bologna.
Un cammino tutto d'un fiato, sparandomi 18 km a piedi tra centro di Bologna e ritorno. E' stato bello, rigenerante. Ma non mi ha cambiato. Sono sempre io.
Quanti ricordi sotto a quei portici...quanti lungo la strada, sullo strappo delle Orfanelle...
Cronoscalata di San Luca: Mirko che, a settembre 2017, mi incitò dicendo: "Pensa alle salite della Val di Fassa". Vinsi la crono, settembre. E poi la Casaglia-San Luca...bellissima. Beh, anche il Dall'Ara in veduta panoramica ha il suo fascino, e lo so bene...
San Luca e la sua via crucis: un luogo di culto, di sofferenza e sollievo. Un luogo che illumina Bologna dall'alto e che, come canta Lucio Dalla, ne accoglie i visitatori all'ingresso dell'autostrada. Amo Bologna.
La calma perfetta...quel posto nel quale non vivrei. Per vivere con onore bisogna struggersi, turbarsi, battersi, sbagliare, ricominciare da capo e buttare via tutto, e di nuovo ricominciare e lottare e perdere eternamente. La calma è la vigliaccheria dell'anima.
Molti pensieri in questi giorni, molti progetti a breve e a lungo termine. Goal setting: tecnica psicologica che fa pianificare per obiettivi: con un obiettivo il cammino è molto più facile, meno faticoso.
Basta che si tratti di un cammino, e non di una corsa: in certe situazioni vorrei vedere il panorama. Lasciarlo alle spalle con tutta calma.
A singhiozzo, forse.



venerdì 12 aprile 2019

Attraverso Roma


Una maratona va sempre oltre una manifestazione di una semplice corsa su strada. Sara' la pazienza che affianca l'iter della preparazione, saranno gli imprevisti che possono accadere durante i 42km, sara' l'atmosfera magica che circonda la citta' che la accoglie e il calore della gente che assiste ai bordi delle strade...saranno tante cose, ma ogni maratona lascia sempre un segno negli atleti che la "vivono" in prima persona.
Come ho avuto modo di scrivere a piu' riprese, mancavo da oltre un anno alle lunghe distanze su strada e, pertanto, numerose incertezze mi hanno accompagnato prima dell'evento. Ho trascurato il pieno di carboidrati, mangiando piu' pasta unicamente il sabato, non ho corso lunghi fino ad un mese prima, non avevo ancora rodato a sufficienza le scarpe e, soprattutto, non mi sentivo pronta a gestire "la fatica".
Visito il Villaggio Maratona nella giornata di giovedi', richiedendo lo spostamento della griglia assegnatami causa mia mancata indicazione del tempo: slitto in prima griglia e la motivazione sale, al punto che acquisto due gel, di quelli belli tamugni.
Mi immergo nello spirito delle 42, ritrovando amici da varie parti d'Italia e trotterellando per l'expo'. Nella giornata di sabato riduco i km a piedi e assisto alla messa del Maratoneta, in compagnia del Gs Esercito: sto iniziando a crederci.
Ricevo l'invito per la grigliata della domenica post gara...obiettivo: reintegrazione proteica.
Non sapevo come la avrei conclusa, ma mi ero imposta il limite massimo di 30 km.
Domenica mattina tutto fila liscio, a parte la mancanza di spille per punzare i gel e 4 biscotti per colazione. Una pioggia battente mi agghiaccia la pelle: avevo solo la canotta.
Arrivo in griglia 5 minuti prima, ammassata come non mai...sgomito e mi trovo davanti. Ormai ci sono: si parte.
E parto sotto soglia, temendo di scivolare, accusando la temperatura piuttosto rigida...al 15esimo km mi trovo nel gruppo delle 3h30 e sale in me il desiderio di abbandonare tutto, evitando ipotetiche crisi dal 25esimo (solitamente mi arrivano presto). Passaggio a San Pietro...prometto a me stessa di avanzare ancora un po'...la mia universita', Parioli, dove abito...e poi il desiderio di mettere Quella medaglia al collo...supero i pace delle 3h30 e mi calcolo un 3h25. Mi piace il percorso, mi piace la strada tutta per me...non posso tradire Roma cosi'. Penso a coloro che han fatto di tutto per permettere questo evento cosi' ben organizzato: devo qualcosa anche a loro.
Ultimi 3 km in salita...calo il ritmo...Barbara mi accoglie al ristoro con il suo splendido sorriso e, prima di lei, sento chiamare il mio nome ovunque...
Chiudo in 3h28. Non sono i miei tempi, ma in quel momento a tutto ho pensato, meno che a quello.
Ho pensato a chi ha "corso con me", a chi ha subito le incertezze, le paure, le incostanze della mia preparazione, a chi spera che io torni a stare bene come un tempo. Non ho corso per me, e forse e' proprio per questo che mi sono sentita piu' soddisfatta del solito.
E nella settimana post maratona ho subito un po' di "scosse di assestamento" dettate dalla gara, anche se non posso lamentarmi del recupero muscolare che sto attualmente avendo.
E mi accorgo che gli "assestamenti" possono essere gestiti al meglio anche da una mia gestione degli eventi all'insegna della positivita' e dell'ottimismo. Non voglio pensare che una condizione ormonale sballata possa determinare "Chi" sono. "Io Sono" a prescindere.
Oggi, 12 aprile, e' il mio compleanno, e ho il telefono che suona di continuo tra messaggi di auguri e notifiche. Sono felice che ci sia chi abbia colto quella che sono, non mi sento sola: no, non lo sono. E' a questo che devo pensare quando una nube griglia mi annebbia la fronte.
Ho ricevuto tanto oggi: mentre attraverso l'Arno penso alle mie acque solitamente torbide, ora in sperata quiete: ho ricevuto in dono me stessa, donata da chi e' parte di me.

sabato 30 marzo 2019

Cronoscalata e punta al cielo...

                                                                    Sin palabras

Signori e signori...Eccomi. Quale parte di me conoscerete questa volta?
Il lato ironico, scherzoso, gioviale o il lato riflessivo, profondo, filosofico?
Sono in corsa alla vetta: punto in alto anche in questa settimana in arrivo...brucerò un'ora avanti.
Domenica 17 marzo ho corso la mia seconda cronoscalata, a seguito di quella di San Luca (Bologna, ovviamente),  che vinsi una manciata di anni fa. L'ho corsa al Tuscolo, zona Frascati...4,4 km dai 300 ai 700mt, con una finestra di arrivo che si apriva su tutta Roma: bellissima: 23'40 il mio tempo.
Nei secoli e millenni, il paesaggio per buona parte è sempre stato quello. Mi affacciavo dalla collina per sentirmi con i piedi il più a terra possibile, per poterlo toccare...Non è stato possibile, ma ho avuto l'illusione di possederlo per un attimo, prima di ridiscendere a piedi nel grazioso paese.
A volte mi chiedo di che cosa abbia paura...beh, non ho avuto paura a girellare da sola per le favelas brasiliane, per El Chorrillo a Panama o per la Boca argentina...e di housing potrei citarne a volontà, tra Italia ed estero. Di quello non ho avuto e non ho paura. Non ho paura ad arrampicarmi su un monte con vista valle a strapiombo, nè di scenderlo dritto per dritto. Non ho paura di viaggiare da sola, di dire quello che penso, anche in maniera accesa... Non ho avuto paura ad immergermi in profondità sott'acqua con bombole, nè di decidere in giornata di intraprendere avventure da "costruire" pian piano. Non ho "paura", se di questa si può chiamare, di studiare e dare esami, avendo concluso da una settimana anche il Corso da Allenatore Fidal, tappa cui tenevo.
Eppure mi considero fragile ed insicura, perchè ho paura di quello che non so. Ho paura di perdere gli affetti, e proprio per questo ho paura ad affezionarmi. Penso in profondità ma guardo le profondità dalla superficie. Ho paura a chiedere ma soffro quando non si coglie la mia necessità di aiuto, di essere accolta e protetta. Non ho coraggio nel manifestare i sentimenti e spero che siano gli altri a trovare la chiave del mio "scrigno". Mi accorgo di bruciare il tempo senza mostrare chi sono realmente.
Ho paura di quello che sto aspettando, perchè non lo conosco.
Eppure non ho paura di vivere, perchè mi piace alzarmi con voglia di fare e addormentarmi serena: sono in un periodo tranquillo, in fondo.
Tra una settimana correrò una Maratona che per me sarà una incognita, avendo dimenticato da un bel pò i lunghi e avendo cambiato le scarpe da poco...Mi sto creando alibi, ma so che non potrò pretendere alcun tipo di prestazione: non correrò solo per me.
Come ho già scritto, mi piace ripensare a Roma come risorsa e come riscoperta. Ho ormai deciso di costruire il mio futuro in questa città...non saprò cosa potrò ricevere ma saprò cosa lascerò.
Forse sarà solo una provvisoria perdita di visione di una costa ben nota, ma mi piace scoprire, crescere, creare. Esplorare vuol dire superare l'ignoranza del "non conoscere" e andare verso ciò che potrà arricchirci, in un ipotetico e sperato conflitto di meraviglie...


E a proposito di meraviglie, è stato bello, oggi, domenica 31 marzo, correre a San Patrizio (Ra) con la mia società, riconfermando il tempo di 3 anni fa, pur distante di 2' dal mio "best" sul percorso.
4 giri, 3 grandi ed uno piccolo, quasi interamente su sterrato, con buone sensazioni, soprattutto alla fine. Discreto caldo, che ormai non soffro più.
Mi sto gustando il mio ritorno, attimo per attimo. Lo sto facendo con gli altri, che condividono la mia stessa passione e possono comprendermi.
In questa boccata di primavera mi assaporo l'ennesimo viaggio su Italo per Roma. È la vita che ho scelto, anzi...è questa vita che ha scelto me.

sabato 16 marzo 2019

Tracce...


...Mi piace lasciar tracce di me, in chi mi ascolta. Mi piace quando mi si ripete: "Quando mi è capitato questo, ti ho pensato". Nel bene o nel male, mi piace lasciar qualcosa in qualcuno e penso che ad ognuno di noi, in fondo, piaccia esser ricordato. Non ho mai sopportato confondermi, nè passare in secondo piano, proprio mai... E da una parte avverto un contrasto in tutto questo perchè, nonostante ricorrenti "sbalzi eccentrici", mi ritengo una persona riservata. Pochi sanno di me, perchè preferisco ascoltare. Mi piace lasciare impronte, ma non calpestare.
Ho combattuto molto con quello che voglio o penso di volere/desiderare, con quello che ho rimosso e con quello che si è ormai radicato nella mia mente e, forse, nel cuore...vivo godendomi gli attimi, riservandomi l'opzione che tutto questo, un giorno, possa finire. Vivendo così ne succhio la linfa vitale, secondo per secondo.
Sto ritrovando i profumi della primavera romana...incorporati culturali...Bellissimi.


Non scrivo da diverse settimane, e potrei descrivere le giornate trascorse riassumendole in tre episodi per me particolarmente piacevoli: il ritorno alle corse, 10 km a Misano, 3 marzo, con il mio Team Gabbi; la presentazione del libro "Lo sport delle Donne", 8 marzo; la Roma-Ostia, 10 marzo.
Tutto questo è stato circondato da giornate lavorative piacevoli, allenamenti tra parchi e lungotevere, studio e piccoli problemi logistici parzialmente risolti.
Mi è piaciuto correre, dopo due mesi di astinenza forzata da gara, dentro un autodromo, Misano: amo le corse, amo i motori e ho sempre ammirato i piloti: sarà per la determinazione che li contraddistingue, la capacità di decidere in millesimi di secondo, i riflessi spettrali...considero chi guida con una "marcia" in più. E in quell'autodromo ho corso il mio primo diecimila in 42'. Nulla di che come crono, ma è stato tanto, per me, arrivare fino in fondo, dopo mesi di tachicardia alquanto invalidante sotto sforzo.
Ora inizio a stare meglio, non prendo più Tapazole, almeno per ora.
Sto bene...me ne accorgerò ancora di più nell'1'36.13 alla Roma-Ostia. Un tempo che è un inizio, un riinizio daccapo. Ci sto provando, perchè ad Aprile ho una maratona che voglio/desidero correre.
Roma-Ostia, dopo anni e anni...Ritrovare amici all'arrivo, ritrovare amici alla partenza...sentirti chiamare, ricevere auguri prima e complimenti poi...Partire dalla città e arrivare al mare. Vita con ciò che amo.
Tema intrecciato, 8 marzo, un passo indietro...presentazione del libro "Lo sport delle donne" di Matteo Simone. Un onore, per me, esser presente in una intervista all'interno del libro e un piacere parlarne di fronte a tanti amanti della corsa. Una esperienza stimolante, arricchente, di puro contatto umano. Ringrazio Matteo per avermi dato questa opportunità, per avermi fatto vivere una serata condita da valori, esperienze, future amicizie.
La maggioranza delle persone impara a conoscere solo un angolo del proprio spazio, senza cimentarsi in un ramo di esperienza che varrebbe una intera foresta di vita...Esperienza, per me, è anche commettere lo stesso errore, ma riconoscendolo in ogni suo angolo, in ogni sua faccia.
E dunque...Io continuo con i miei errori, nella speranza che le mie impronte non si cancellino con il tempo.

Anna Giunchi la maratoneta

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