Anna Giunchi Blog Personale

domenica 12 gennaio 2020

1 marzo 2020: Maratona di Bologna

Il mio blog ha quasi 14 anni....Scrivo dal 2007, a distanza di un anno dal mio avvio alla corsa agonistica. Avevo 10.3 di emoglobina dopo 6 mesi di flebo da 5,3, con conseguente stop forzato da... tutto, persino dalla guida. Lo ricordo come se fosse ieri: facevo fatica a fare due gradini consecutivi, cercavo disperatamente il termosifone e lo abbracciavo per ore, andavo a dormire senza esser del tutto sicura di risvegliarmi al mattino, non mi ricordavo di nulla e vedevo nebbia. Nebbia ovunque, filtro tra me e il presente che stavo vivendo.
E ora sono qui: 13 anni fatti di alti e bassi, problemi alternati da periodi di gioia e soddisfazioni agonistiche. Oggi come ieri nascondo con una corazza tutte le percussioni dall'esterno, forse ora sono più forte, forse adesso sono a conoscenza di maggiori vie di "salvezza". Ma sono sensibile come ieri.
E mi accorgo di aver iniziato il 2020 guardando un pò troppo al passato, e quando si guarda al passato vi possono esser solo due motivazioni intrinseche: nostalgia o timore. Io quoto la prima: mi manca tutto quello che ho vissuto, mi mancano i luoghi, mi mancano le persone, mi manca chi non mi ha mai dimenticato e mi cerca ancora. E mi piacerebbe tanto poter trasmettere "empatia" alle persone che mi circondano senza volermi, poter fare immedesimare l'uno nei dolori dell'altro, poter far comprendere di quante tipologie di lame affilate siano in possesso dell'essere umano: lame pronte a trafiggere le anime più deboli.
Non so se in questi tre anni di Roma io sia riuscita a "donare", ma quel che è certo è che ho provato a farlo.
Nostalgia è pianificare il 1 marzo la Maratona di Bologna, alla quale sono iscritta: oggi ho corso 28 km, domenica scorsa 22. Bologna incamera una mia nostalgia: non è un caso abbia deciso di correrne la prima edizione della Maratona. Pensateci bene: non è un caso.
Voglio bene anche a voi, che mi seguite e affiancate da anni. Grazie.


venerdì 3 gennaio 2020

Buon 2020 a Tutti!

Ed eccoci al 2020...è un numero così semplice da scrivere. E poi, mi sono sempre piaciute le cifre tonde. Mi piacciono i pelouches tondi e cicciotti, mi piace da matti il gatto di Pallas, un felino in via di estinzione che mi ha colpito il cuore, mi piacciono le brioches belle piene, alle quali dedico le Recensioni.
Il 2019 si è concluso per me con una consapevolezza: ho bisogno, trascorso un certo periodo frenetico e "solitario seppur in mezzo alla gente (!!)", di ritrovare me stessa, di volermi bene, di ascoltare anche ciò che ho da dirmi.
Ad ascoltare unicamente gli altri si prosciuga se' stessi...Ma io ho bisogno di trovare le energie dentro di me per poterle poi donare all'esterno.
Avrei bisogno di raccontarmi, ma mi accorgo di non farlo più da tempo: mi accorgo di introiettare tutti i miei vissuti positivi, condividendoli sono con la parte più profonda del mio Ego, in un soliloquio di immagini. E questo, in fondo, non mi riempie di gioia in senso assoluto: tutto ciò che è bello, che illumina e risplende dai propri occhi, andrebbe condiviso, che si tratti di un tramonto velato di rosa sulle Dolomiti, o della scoperta di una cascata da un sentiero impervio di montagna, o ancora che si tratti della sensazione di gioia serena nel voltare le spalle e ritrovare nello sguardo una immensa vallata che neppure pensavi aver attraversato. Mi manca chi mi ascolta, mi manca chi potrebbe capirmi, ma vado avanti e mi rendo conto di essere forte. Molto forte.
Sono stata in montagna a Capodanno, e non mi sono mai allenata tanto...tra salite, snowboard, trekking, lunghi nella ciclabile di Cortina...ho assaporato quel piacere di vivere che solo la natura sa darmi. Ho ritrovato la quiete e forse ho trovato anche una parte di me.
Ho imparato, nel tempo, a non affezionarmi troppo alle persone, o ad accettare uno scomparire/riapparire delle stesse: forse lo faccio pure io. E da qui è nato il desiderio di volermi bene, perchè dentro me stessa dovrò stare per tutta la vita, e voglio starci comoda.
Il 2020 è partito benissimo per quanto riguarda la forma fisica: ripetute come 10x100 in salita x 2, 12x1000, lunghi di 1h30 ogni 2-3 giorni, seguiti da pomeriggi in bicicletta. La vita che voglio, all'insegna dello sport all'aria aperta, mera medicina per me.
E questo anno si aprirà con la concretizzazione di scelte definitive, già decise da tempo, partendo da una inspirazione e uno stato di apnea per 5 mesi ancora...saprò gestirli al meglio, spero...
Con il tempo si diventa più sensibili e fragili, ma dalla tempesta i Giunchi escono sempre a fronde alte, perchè si piegano e non si spezzano, pur non essendo maestosi come la Quercia. Ho vissuto momenti veramente difficili e di impatto emotivo forte, con sensazioni di abbandono e non accettazione di situazioni che chi non prova non può capire. Li rivivrò ancora e mi vien male, perchè non è ignorando che si risolve.
...Forse non mi hanno mai capito, eppure non ero così male...
So solo che da tutto questo trarrò insegnamento. A non ripetersi.
Ten bota, Anna...


domenica 22 dicembre 2019

Rivivere i ricordi: Lido di Spina.


Di Lido di Spina conservo ricordi fatti di suoni, colori, odori. Sono ricordi del tutto remoti: in quel Lido trascorrevo, infatti, parte delle vacanze da piccola, avendo lì la mia famiglia una casa. 
Conservo memorie sensitive: ampia spiaggia, Maurizio Vandelli, zanzare e centro storico grazioso. 
Ci tornai anni e anni dopo, trovandola come allora.
E ci sono ritornata oggi, in una giornata che peggiore non sarebbe potuta essere: pioggia, vento; una domenica che avrebbe suggerito a chiunque di rimanere in casa, senza correre un cross di 6 km tra vigneti o non so quali alberi da frutto fossero.
Eppure mi sono spinta fin laggiù, per divertirmi come non mai, impietrita da un freddo che non ricordavo da tempo, con ai piedi le chiodate che non calzavo da SECOLI, con l'acqua fino ai malleoli, il fango steso sulle gambe ad effetto termale e via così...
E son stata veramente contenta di esserci stata: per aver rivisto gli amici, per aver condiviso una mattinata di sport, per un sesto posto non da buttare, per l'adrenalina che solo il cross sa donarti.
Perchè l'adrenalina per me è felicità, ed è stato un bellissimo dono.
E oggi sto meglio, anche di umore. Io, che venerdì scorso scrissi queste parole:

"E' incredibile quanto durino poco le cose: hanno un arco molto stretto e più le conosci più esso si restringe: ne vedi la fine già dall’inizio. Eppure stai al gioco ogni volta: ogni volta ti sforzi di crederci. Se il cerchio sia chiuso o spezzato non sai, ma inizi a evitare il dolore con la fuga.
Nella gelida attesa di un bus o nella solitudine di una metropolitana, in stati emotivi contrapposti ad un ironico scherno da fuoriserie, ti chiedi perché tu sia fonte di piacere senza agire in prima persona.
Tu, incapace di dirigere i tuoi passi verso un perdono che non darai mai: eppure sei aria, dissolta nel vento. Nessuno si è mai accorto che c'Eri.
Tra poco è Natale, tranquilla: rinascerai ancora una volta perché ci sei, e qualcuno ti sta aspettando. Buone, meritate vacanze.

Vorrei smettere di fuggire, perchè non ci sarà mai un luogo sufficientemente lontano da me stessa...

sabato 14 dicembre 2019

Liberi pensieri...in un cerchio.


Non seguo mai una scadenza precisa, ma mi ritrovo molto spesso a fare un bilancio di quanto svolto fin d'ora, senza rispettarne nè ordini cronologici, ne' tempi.
Prenderò a nome per questo week end riflessivo il termine "circolare", legato alla perfezione e alla completezza del Cerchio, elemento che, casualmente, ho pure insegnato a scuola una settimana fa.
Mi piace il cerchio perchè è prevedibile, mi piace perchè so di poter lì ritrovare un punto di partenza. Mi piace perchè mi consente di ricominciare su binari già assestati: forse vinco le insicurezze. Non mi sento ancora in evoluzione, perchè sennò mi sentirei in una spirale: mi sento ancora chiusa in uno spazio, legata a pochi punti che mi danno sicurezza o, meglio, serenità.
Ho provato, in preda alla mia ben nota (almeno a me e a quelle poche persone che abbiano colto e si siano sorbite la"naturalezza" del mio carattere) a chiudere delle porte, calandomi poi nella posizione e nel ruolo di tutto ciò che sarebbe stato il "chiuso", confinato dietro quel "muro mobile" che mi ostinavo a creare.
Penso sia difficile "chiudere" con qualcosa che ormai si è introiettato dentro: e se tutto questo si trova dentro un cerchio prende il nome di Insieme. Si "introietta", per dirla in termini psicoanalitici, tutto ciò che percepiamo dall'esterno e facciamo proprio: si introietta perchè diviene una parte di noi. Mi ha sempre interessato questo meccanismo, inverso rispetto a emozioni così forti quali, ad esempio, le Vocazioni, che invece "nascono" dentro di noi. Ebbene, ciò che introiettiamo è un elemento esterno che ci arricchisce, mentre ciò che definiamo "Vocazione" è qualcosa che ci pulsa dentro ed esce con tutte le sue forze, volenti o nolenti che siamo. Due processi molto differenti, frutto di una mia libera interpretazione, racchiusi da un minimo comune denominatore: entrambi sono elementi talmente "forti" da far predominare percezioni-sensazioni-sentimenti sulla nostra opprimente razionalità.
Non so se vi sia un ordine delle cose, nè so se farò mai parte di esso...so solamente che certe persone, luoghi, interessi sono in grado di darmi una desiderata quiete alimentata però da una grossa voglia di vivere. Non me lo spiego, mi faccio trascinare come un gommone dal pendio del fiume...e giù per la cascata...
Penso che sia l'Introiettato a decidere di entrare dentro di noi e penso che, una volta entrato, non se ne scappi più...è una Vocazione al contrario.
Non so cosa farò domani, ma so cosa mi fa stare bene e cosa non voglio perdere. Voglio correre in un anello ancora per un pò: un cerchio di 400 mt, con il margine di libertà di percepire il richiamo della corsia che preferisco: spero che siano almeno otto perché in fondo anch'io mi sono sempre concessa delle libertà di scelta.


domenica 17 novembre 2019

Tempo di Ritorno. Mezzolara di Budrio

Mi piace riportare gli stati d'animo che mi scorrono dentro le vene, quegli stati d'animo che butto fuori di getto, senza alcuna licenza poetica se non un lento e costante accarezzare i miei sentimenti, spesso folli e incostanti.
E' da una settimana che sono tornata a stare bene. E questo nonostante uno stato febbrile che perdura da 4 giorni, problemi al lavoro, nostalgia di casa e quant'altro possa rafforzare ulteriormente il mio Ego malinconico. Ebbene, nonostante tutto questo sto meglio: ho sempre meno dolori articolari, conditi da una maggior voglia di correre e, perchè no, da solidi e costanti progetti a lungo termine.
E chissà se domani starò ancora così bene...
Io so che oggi, domenica 17 novembre, sono stata come avrei voluto da tempo. Sono stata bene: eppure fino alla sera prima avevo pianificato una domenica a letto, in preda a pensieri e fastidiosi postumi influenzali...
Ma nella notte decido di gareggiare a Mezzolara, 14 km tra fango, freddo e pioggia: il mio Presidente trova un posto per me, e Daniele, gentilissimo, si mostra disponibile come sempre a caricarmi in macchina a Mezzano (in compagnia si va meglio).
Piove. E mi ritrovo a spingere, seppur chiudendo in 1'03.35...ma chiudo in progressione, faccio girare le gambe, oso. Sterrato e asfalto.
Non vi è nulla di quella che ero...o forse quella che sono adesso è il frutto di quello che sono stata, ma sono convinta che la gara di oggi sia stata una vittoria: una vittoria per le analisi andate bene, seppur debba proseguire una cura che forse mi accompagnerà per altri anni...Una vittoria su quella persona che, fino a 10 giorni fa, combatteva per alzarsi dal letto.
E invece, stamattina, ero a Mezzolara, Budrio di Bologna, a sfidare le intemperie, insieme ai miei compagni di società. Io, che inizio a metter quiete alla tempesta interiore, per sconfiggere quella che è fuori.
 Stamattina mi sono piaciuta: posso ripetermelo?


sabato 9 novembre 2019

Momentanea tregua


Non voglio illudermi, ma permettetemi di sognare un pò...
Mi sto allenando in maniera combinata tra corsa e bici: gareggio poco, come vi sarete accorti, studio tanto e ho deciso di ritagliare uno spazio importante alla mia vita privata: il lavoro occupa molto spazio, ma non è tutto nella vita, anzi... 
Pertanto dedico tempo e attenzione agli altri e al loro ascolto, ma presto me stessa anche ai miei hobbies e ai miei obiettivi, che ancora coltivo. Non lascio andare chi ha bisogno di me.
Questo week end di sole sulla riviera mi ha portato una sorpresa: analisi andate bene, seppur da monitorare come sempre e con valori non folli. Un piccolo indice che qualcosa di buono si sta muovendo.
Non continuerò a fare la vita che faccio, e sono seriamente convinta di impegnarmi ad uscire da questo tunnel che, a fasi alterne, mi rapisce e mi getta nell'oblio.
Io sono una viaggiatrice: so che in quel tunnel passa il treno ad alta velocità, diretto in chissà quale stazione: mica so quale sia la mia stazione giusta: sono ancora nel vortice dell'eterno ritorno. E invece vorrei proseguire dritto, e fermarmi prima o poi.

domenica 3 novembre 2019

"La Vallazza" un anno dopo...

E' difficile...E' difficile accettare una non capacità nella programmazione degli eventi. E' difficile vivere una incognita: "Oggi sto bene...e domani?".
Venivo da tre settimane inspiegabili fatte di benessere interiore, nelle quali mi svegliavo serena, senza disagi o scompigli vari, ma la quarta settimana si è fatta sentire con tutti i suoi interessi. Soffro i cambiamenti di clima, soffro tutto ciò che mi fa uscire da una routine di equilibrio. Mi impongo di fare le cose con una forza di volontà che neppure pensavo di avere: sono in mezzo ad un conflitto tra soma e mente.
E mi accorgo di fare fatica a prendere iniziative, in quanto prendere iniziative è il mio primo input all'azione, che poi viene da sè: cerco di essere severa con me stessa e mi sprono ad agire.
Dunque non correvo da diverse settimane, e ho ripreso a farlo a Molinella: 15,5 km in una gara che ormai corro da anni, molto sentita dal mio Gs Gabbi. Gara portata a termine con premio, con ritmi di 4'40 al km che un tempo non mi appartenevano...ho cercato di correre a ritmo costante, spostando l'obiettivo km dopo km; mi accorgo che correre mi fa stare bene, mi riempie di adrenalina, ma devo trovare la forza per farlo.
Sono iniziati i cross, appuntamenti ai quali non mancavo mai...per quest'anno forse non riuscirò a correrli, ma in me è viva la speranza di tornare a marciare con il ritmo giusto.
Oggi ho passato una bella giornata con i miei compagni di team e stasera sono qui a raccontarla. Questo voglio fare: continuare a stringere forte una mia passione, senza lasciarla andare, prendendo i momenti bui come insegnamenti e, perchè no, come lezione.


Anna Giunchi la maratoneta

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