Anna Giunchi Blog Personale

domenica 11 novembre 2018

Carry on carrying


A conclusione di una settimana confusa, irreale, strana, ovattata...e tutto il resto che possa stare attorno ad un periodo del tutto conflittuale, mi sono concessa un week end dedicato allo sport.
Sabato 10 novembre: Cds di Cross, terza fase, Castenaso, 3 km di lattato puro, chiudendo soddisfatta nelle 15 assolute.
Domenica, 15,3 km collinari tra Forlimpopoli e le colline di Bertinoro: evento pieno di gente, in un percorso tra salite ripide, vigneti e vallate.
Correre mi fa stare bene, e mi accorgo che correre e lavorare sono le cose che sto amando di più. Mi gratificano: dono e ricevo. Ricevo e dunque dono.
Per il resto, ragiono con la mia testa e sono di buon umore: scherzo ancora e faccio persino i selfies con i funghi...
Vivo serena e vivo da ottimista, non nel senso che in questo momento abbia il meglio da tutti, ma nel senso che io possa trarre il meglio da ciò che ho, cogliendo in ogni pericolo o incertezza una nuova opportunità.
L'entusiasmo non potrà mai fiorire se il terreno è pieno di paura. E allora andiamo avanti: ricominciano le Corri per il Verde, un tuffo nel verde di Roma: terreno fertile per coniugare sport e lavoro. Quello di cui ho bisogno.


domenica 4 novembre 2018

La Vallazza 2018...

E' già passato il giorno che tanto faceva paura ieri. E, se dovesse ricapitare, avrò ancora paura.
Incredibile come gli eventi, le previsioni e dunque il non sapere per certo, generino turbamento e malessere.
Che fare, dunque? Cercare di trovare una soluzione a questo eccessivo pensare a fatti comunque già accaduti, reali, che comunque dovrai affrontare. Sono di fronte a te, e non devono essere più forti di un'atleta.
La mia soluzione: lo sport.
Mi sono sforzata molto, ma sono riuscita ad uscire di casa, in questa domenica mattina...
Venivo da un cross corso due giorni prima a Conselice (lontanissimo), corso in maniera sublime, almeno secondo i miei canoni...poi, il giorno dopo, le analisi e la delusione. Due giorni nei quali mi sono comunque sradicata da casa (le mura fanno fare viaggi molto lontani) e ho trovato la forza di uscire. Avrei corso pure sabato pomeriggio a Porto Fuori di Ravenna, se non avessi perso le chiavi della macchina...
E questa Vallazza è andata bene...1h01 il tempo sui 14 km tra sterrato e asfalto: una manifestazione fatta con il cuore, cui la mia società sportiva non manca da anni, anni, anni.
Ed ero carica e felice, dopo aver corso: gioiosa e scherzosa come vorrei essere sempre...
Colpa loro, di questi maledetti ormoni che girano e si scagliano l'uno contro l'altro...hanno in mano i fili della nostra stabilità relazionale. Vorrei provare a governali io, questi fili, ma dovrà dirmelo il medico...
Sperem Ben...



Non è facile fare il Presidente...

Come molti (tutti) sanno, sono tesserata per il Gs Gabbi di Bologna. Sui risultati conseguiti dal Gruppo Sportivo potete visionare gli annali o, perchè no, il sito da me creato e che seguo personalmente (www.gsgabbi.it., vi piace?). La società è di quelle toste.
Presidente fondatore e dunque onorario e dunque unico è Nerio Morotti. Per sapere meglio chi è...chiedete al panorama dell'atletica bolognese o, meglio, chiedete ai suoi atleti. Chiedete, insomma, a chi lo conosce personalmente. E comunque, se siete in giro per l'Italia e venite da Bologna, se trovate un atleta o ex atleta Gabbi vi chiederà sempre di salutargli personalmente Nerio.
Nerio è una persona sincera, con un cuore enorme, che ogni domenica, in qualunque condizione meteo, è presente alle nostre competizioni e, come una chioccia, raduna e si prende cura di noi ("chioccia" è un termine utilizzato più volte per descriverne l'immagine protettiva domenicale). Nerio è una persona che dà veramente il meglio di sè alla propria squadra, che ogni anno regala ai propri atleti sorprese che possono andare da: zaini, borsoni, tute, divise di ogni genere, giacconi, giacche a vento, gilet, calzini, scaldacollo...Una persona che poi è il confidente di ognuno/una di noi e che riesce a mantenere uno straordinario equilibrio all'interno di una squadra con molte presenze agonistiche di alto livello. Sa tutto di noi, ma nessuno degli altri lo sa.
Non so come riesca in tutto questo, ma è vedendo un tale ordine e analizzando altri contesti che mi soffermo su quanto sia difficile fare il Presidente. Nerio ha creato un gruppo meraviglioso, al punto che io stessa mi rammarico di non poterlo frequentare come vorrei. Solidarietà, affiatamento, divertimento...
Nerio dice che siamo la sua Famiglia: è il complimento più bello che chiunque possa fare all'altro, e allo stesso tempo tutti noi gli vogliamo un bene smisurato, al punto da "circondarlo" fino a farlo soffocare prima delle partenze alle gare.
Che posso dire io di tanti anni (10?) di tesseramento Gabbi? Che non ho mai, MAI discusso con Nerio: ne stimo la propria sincerità e schiettezza, anche a costo di andare controcorrente, ne ammiro la brillantezza (quanti pranzi insieme...) e non posso che sentire dal profondo l'animo buono di una persona che, la domenica mattina, mi guarda negli occhi e mi dice: "Dammi buone notizie". Un comando dolce, da Presidente, in relazione alle mie analisi.
Io al Gs Gabbi sto bene: sono servita, riverita, corteggiata...esattamente come tutti gli altri. Ed è questo il compito in assoluto più difficile per un Presidente: qui non esistono prime donne o "cocchi", perchè siamo tutti uguali. Bravo, Nerio: questo è difficilissimo.
Difficile che nella sigla di un qualunque GS Sportivo si possa intravedere, glissato, il nome del Presidente: difficile ma non impossibile perchè il GS Gabbi è Nerio Morotti.
Nerio è umile...nella foto si è nascosto. Ma tutti noi in quella foto vediamo un unico sfondo in rilievo... Grazie, Nerio.


giovedì 1 novembre 2018

Back to Cross Country

La corsa campestre è una gara a sè...e va provata per descriverne le sensazioni.
E' un richiamo sensitivo del tutto particolare...così differente dalla corsa su strada, nella quale non si avrà mai la possibilità di familiarizzare, di "sentire", percepire il terreno come nella campestre.
La campestre fa bene a chi corre: un concentrato di propriocettività e massima potenza aerobica racchiusi in 3-4 km...se le distanze aumentano le sensazioni cambiano. Qui io sto parlando del cross corto.
Il cross corto è una botta di catecolamine, è un circuito mozzafiato di neurotrasmettitori...è un ballo di sinapsi, una impresa socializzante della Massa.
Massa di individui di generi-età differenti che si diverte a girellare in un budello di un paio di ettari...girare e ripassare nello stesso luogo, fettucciato in bianco-rosso.
Una gara nella quale si "dialoga" con il percorso...un contatto stretto con i profumi ai quali ogni campo sportivo rimanda.
Un piacevole confronto anche tra organizzatori, che sanno trasformare un campo scolastico in un piccolo "mondo" popolato da chi ha scelto di trascorrere una mezza giornata respirando il senso della natura...


                                  Debutto nelle prime posizioni con 11'50 nei 3 km, Conselice...

lunedì 29 ottobre 2018

Obiettivi

Con un autunno arrivato tutto di corsa, tra vento, pioggia e allerta meteo, mi ritrovo a pensare alle gare future...Il Futuro: è avvolto nel silenzio. Può urlarci addosso, ma non riusciamo a sentirlo.
E dunque manterro' i cross, che scelsi in dose massiccia nel 2017 per la brevità del percorso, correndo tra Ravenna, Roma e Bologna. Ricomincerò dal 1 di novembre. Ancora una volta correrò a Molinella e alla tanto attesa Forlì-Predappio...non rinuncero' alla Fabrona e le gare collinari saranno immancabili.
Maratona di Roma come da programma, in aprile, e dunque lunghi in cantiere, anche in montagna...
Per maggio non mi pronuncio, ma avrei una idea ben chiara, che sto valutando. Speranza: questa però è una presa di posizione, non una valutazione.
Cammino molto, in questo periodo, scoprendo nuove terre, e con esse nuove sensazioni, ritrovando ogni volta un pezzo di me che non sapevo di possedere. Sono sicura di trovare il sentiero giusto, ma senza inciampare.


                                                        Cave a Fossombrone

Occorre inventare un futuro, ai fini del predirlo, affinchè prenda forma, affinchè non arrivi quando non siamo ancora pronti a riceverlo. Manipolarlo, quando se ne ha il pieno controllo.
Ripeto spesso che ho riscoperto la voglia, il piacere, le sensazione del correre e sono contenta, soddisfatta.
Correre è bello perchè la volontà e i muscoli sono così abituati a lavorare assieme, eseguendo il proprio compito con poca spesa di energia che l'intelletto può poi volare libero...
Correre mi fa vivere.
E fosse per me cercherei di rendere contagiosa la salute, non la malattia.





domenica 28 ottobre 2018

Step by step... Verso un Futuro in corsa.

Una settimana ancora per vederci un pò più chiaro, con la consapevolezza di stare bene, sempre meglio, giorno dopo giorno...Mi gusto ogni attimo, respiro ogni colore.
Ora che inizio a stare veramente meglio, ora che inizio a sentire veramente una sana voglia di correre, ora che inizio ad arrivare a soglia, con il lattato che mi massaggia i sincizi muscolari...ora che...
Inizio a comprendere quanto sia stata male prima.
Male da non riuscire ad arrivare ai limiti dell'oltre...male da ritirarmi alle gare, male da fare fatica a desiderare la cosa che più amavo: alzarmi al mattino per andare a correre. Male da vivere in una incertezza di uno stato umorale che dalla vetta mi portava sul fondo di un abisso. Male da non programmare...
E, quando si ha paura, ci si condiziona nel quotidiano: e tutto ciò dura per parecchio tempo.
E dunque si da' sempre la colpa ad agenti esterni. Oggi, a Cotignola, ho corso 21 km calando unicamente negli ultimi 6 km...una media di 4'35 per 21 km...impensabile, fino a un bel pò di tempo fa. 4' meglio dell'ultima mezza corsa a Bologna. Spettacolo.
E dopo mesi ho iniziato a cambiare destinazioni causali: oggi ho calato unicamente perchè non facevo oltre 20 km da mesi, mesi, mesi...ho calato perchè ho spinto troppo in partenza, ma non per motivazioni di salute...
E ora posso tornare ad allenarmi, perchè so di poter ricostruirmi, mattonella per mattonella.
8x400 in salita martedì, 6x2000 giovedì, a 4'35, Villa Borghese...non ci credevo.
E ancora, due domeniche fa, 13 km collinare a Bertinoro chiudendo unicamente dietro a quattro uomini, spingendo come non mai. Salite a rotta di collo, ingoiando quanto più ossigeno mi circondasse.
Come una sciarpa al collo la voglia di vivere e di osare mi culla e mi protegge...Sto ricominciando a guardare il calendario...a guardare i voli; forse già sto volando e sono a due dita dal cielo.
Attendo Venerdì, ma per festeggiare poi. Vi cerco, amici.


domenica 7 ottobre 2018

Carletta 2018...Il ritorno

Prendi in mano le classifiche del 2007...correvi per l'Edera Forlì...iniziasti a correre un anno prima, per scommessa...
 Era una giornata fredda e umida in un soppalco riminese che si apriva a stormi di ulivi che si aggrappavano contorti alle amate e fertili colline prosperose, in un passionale abbraccio senza fine... La gara era La Carletta, una saliscendi storica con partenza e arrivo dall'ex discoteca Bandiera Gialla, nonchè sede della Galvanina, fonte sorgiva sulla quale non si è mai posato fango. Arrivasti seconda: stavi bene, stavi uscendo da una forte anemia. Vincesti un quadro, e ami ancora l'arte, anche quella che non si dipinge.
Dopo 11 anni ti ritrovi ai nastri di partenza di una gara che ami particolarmente, sennò non ci saresti...sarà per le salite e le discese...un pattern nervoso e altalenante, un pò come sei tu. In 11 anni hai superato molte persone e ancora più persone ti hanno superato, nel lavoro come nella vita, ma oggi no, non vuoi fare un bilancio: vuoi sentire il tuo corpo che, giorno dopo giorno, si rigenera e ricresce. E forse, in partenza, senti ancora quel principio chimico che ti accompagna da ormai 20 giorni...ma non ci pensi, perchè sai che serve a farti tornare in equilibrio...riallineare gli appoggi, ricalcolare i meridiani, tracciarli nella mente...e via. Dannata tiroide.

E ti butti a perdifiato sull'asfalto levigato da una pioggia già passata...sali, scendi, risali, riscendi...in rettilineo spingi pure, calando verso l'8'km...poi riprendi ancora...salita finale, arrivo, gente che ti saluta e ti chiama al microfono...e tu che, incredula, guardi l'orologio, Garmin generosamente prestato, dato che il tuo non ha più voglia di segnare il tempo, e vedi che visualizza solo 10 secondi in più di "quegli" 11 anni fa.
Ti accarezzi il collo: niente gozzo...senti di volerti bene, o meglio, senti di volerti come non mai, e percepisci un sollievo adrenalinico che ti spinge fin su da stomaco, esofago, trachea...tiroide...dapprima ti circonda la testa, poi si espande. E ti senti libera, in mezzo alla gente..."Brush away the tears of freedom". Ti hanno premiato con una piantina...con i fiori ti conquistano...hai vinto anche un orologio che funziona.
Non ti sei mai voluta bene così tanto...parole che circondavano un paesaggio irreale quanto mistico...ulivi, ulivi, sparsi, ma in un ordine quasi irreale...e tu che pensavi a quelle parole...a Volerti Bene.
Per una volta, hai creduto in te stessa. Hai creduto di essere bella e forte...e così ha fatto il resto del mondo.

Anna Giunchi la maratoneta

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