Anna Giunchi Blog Personale

mercoledì 14 giugno 2017

Passo dopo passo...

Il periodo del recupero continua, tra vicissitudini lavorative e il desiderio di staccare la spina.
In parte ce la sto facendo.
Amo il mio lavoro perchè amo i ragazzi: mi piace essere per loro un punto di riferimento e mi piace stare con loro. Sono la mia forza, in questo momento. Penso che sia una fortuna poter essere un educatore sportivo: il fatto che lo sport possa veicolare valori mirati a costruire uomini prima che atleti mi fa maturare il desiderio di non mollare, di portare avanti il mio progetto. Qual'è il mio progetto? Fino a non molto tempo fa non avevo solo un progetto: ne avevo più di uno. Avevo tante idee, tante iniziative, voglia di fare e di scoprire: avrei spaccato il mondo. Sono tornata dopo 6 anni trascorsi a Roma per portare nella mia Regione quanto avevo appreso: avrei voluto lasciare un pò di me in buona parte di quello che mi vedeva coinvolta: lasciare una traccia. Adesso, invece, ho solo un progetto: lavorare serena.
Tutto ciò che è esterno ai miei allievi non dovrebbe interessarmi: il mio mondo è con loro e non voglio, non devo tradire la loro fiducia.
Venendo a me...ho corso ad Anzola Emilia, e il che è già buono.
Due settimane prima, reduce da un raffreddamento, ripetevo a me stessa che avrei iniziato un lungo stop agonistico.
Invece ho corso: piano, senza ambizioni, se non quella di finire. Non sono ancora quella che ero, e chissà se mai tornerò ad esserlo, ma correre mi fa stare bene e continuerò a farlo.
Potrebbe essere un inizio di una (tarda) maturità il fatto che mi interessi sempre di più allenare e sempre meno correre?

venerdì 9 giugno 2017

Indigestione di traguardi a Meldola

Un sacco di dubbi, prima di ributtarsi in una gara di lunga distanza, venerdì 2 giugno...Complice il periodo di non forma, complice l'adattamento difficile ai primi caldi.
Una gara bellissima quanto dura, con un dislivello di oltre mille metri, comprendente Monte Colombo, traguardo volante, e il mitico Giaggiolo, Gp della montagna. Oltre alla gara vincerò anche questi due traguardi intermedi: 3h17.23.
Consapevole di non essere in forma, non concludo la gara in brillantezza. Contentissima comunque, in quanto vedrò questo come un punto di ripartenza.
I giorni successivi tornerò a Roma per 5 giorni, essendo tempo di Golden Gala. Correrò anche il mille al mio tanto caro stadio di Marmi, e in quei luoghi ritroverò tecnici, colleghi di università, professori che sono diventati amici.
Soprattutto, riassaporerò il piacere di sentire esperti parlare di adattamento alla forza e gestione della fatica, partecipando ad un seminario della Fidal. Roma, per me, è sempre fonte di sapere e benessere.
Mi allenerò a San Giovanni, in un parchetto, limitando la corsa lenta e privilegiando andature e flessibilità. Farò anche un circuito di forza, con piccole salite.
Rientrata a Cervia, analizzo un periodo nel quale ritrovo gli amici di sempre, in cui mi rendo conto di non essere sola e avere tanta gente che crede in me. Tutto questo è la mia forza. Il progetto estivo prevede un rientro alle competizioni in montagna, con una velocizzazione in pista. E giorno dopo giorno sto sempre meglio, credendo sempre di più in quello che faccio.




mercoledì 31 maggio 2017

Tra pochi alti e molti bassi...

Il 2017 non si sta delineando come un bell'anno, almeno dal punto di vista sportivo...Certo, ho vinto due ecomaratone molto impegnative, ma non sono comunque soddisfatta della mia forma fisica, in quanto vedo e percepisco che essa è del tutto incostante.
Non ho la testa libera per lasciarmi andare a quello che più amo: i pensieri ci sono e, seppure la corsa debba esser vista come un diversivo, come uno scarico, non sempre rappresenta per me una valvola di sfogo. Vorrei correre, ma faccio fatica a fare anche quello: sono contratta, stanca, e questo è uno stato che ho acquisito pur limitando molto le sedute di allenamento.
Domenica 21 maggio ho corso la 10 km di Castenaso: altra gara a circuito, con tentativo forte di ritirarsi. Arrivata fino in fondo unicamente grazie ad Augusto, che mi ha spinto fino alla fine. Non ho voglia di arrivare a soglia, preferisco correre e fare esercizi di tecnica e potenziamento. Null'altro.
Domenica 28 maggio ho invece corso la 12 km non competitiva organizzata dalla podistica Cervese con bronchite in atto: sono andata avanti grazie al gruppo del Seven, con cui ho riso e chiacchierato.
Ora, grazie all'aiuto di Sante, sto provando a ripartire con il piede giusto, lasciandomi alle spalle il passato. Chi non lotta ha già perso, e io non ho mai smesso di farlo.

lunedì 8 maggio 2017

La mia gara...

Ce l'ho fatta. Zero preparazione, con una voglia di riscatto personale, nella cittadina che attualmente mi ospita.
Ho sempre pensato che il mio recente calo di rendimento nella corsa non fosse dovuto alla corsa stessa, quanto a tutto ciò che accade quando non corro. Soddisfazioni ne ho tante, nel quotidiano, ma sono molto influenzabile da ciò che di negativo mi trasmettono gli altri. Tuttavia so che questa vittoria alla Ecomaratona del Sale sarà un inizio di una serie di altre vittorie, non necessariamente legate alla corsa. So di essere nel giusto e so che chi distribuisce cattiveria la riceverà alla stessa maniera. Non permetterò agli altri di farmi del male.
Domenica 7 maggio il meteo ci ha graziato: niente pioggia, e il caldo ha iniziato a farsi sentire negli ultimi km sulla spiaggia, accompagnato dal vento contrario. Parto a ritmo tranquillo, consapevole del fatto che sia una gara per pochi e che comunque giocavo in casa. Percorso più impegnativo dell'anno scorso a causa del lungo pezzo lungo l'argine del fiume, con erba alta e rischi per le caviglie. E' stato quello il pezzo che mi ha fatto avvertire maggiormente la fatica ma, per fortuna, avevo con me la cintura con le borraccette, che mi hanno permesso di idratarmi con continuità. Lunghi tratti in pineta, questa volta anche a Pinarella (anche qui bisognava controllare le numerose radici) e pezzo finale molto impegnativo, sulla spiaggia. Ho sofferto la mancanza di lunghi...gli ultimi 10 km sono stati corsi con la testa e il cuore...
Ho potuto apprezzare il tifo da parte di tantissime persone, dall'Assessore allo Sport, alla giornalista Sabrina, alla Consulta dello Sport, dai miei ragazzini e i rispettivi genitori, nonche' amici, colleghi di corsa e degli stessi miei genitori, al traguardo ad aspettarmi. Ho capito che questo territorio mi vuole bene, che ascolta e supporta. Sono stati gli altri a spingermi verso questo traguardo. Simbolico, verso un periodo per me più sereno...


lunedì 24 aprile 2017

Un sollievo in pista...

Dopo una rilassante Pasqua romana, trascorsa a Tomba di Nerone, ho corso un rischio, nella giornata di lunedì dell'Angelo, correndo la 10 km a San Patrizio... Venivo infatti da 4 giorni di allenamenti collinari, abitando in una zona residenziale della Cassia, con conseguente carico sulle gambe. Ho svolto allenamenti nel bellissimo parco di Veio, con una seduta di tecnica e sprint in salita. Ed è una zona che mi è piaciuta molto: tranquilla e immersa nel verde. Rientro dal viaggio serale e conduco una 10 km pessima: ero stanca dall'inizio dei km e conduco fino alla fine giusto perchè è una gara organizzata benissimo e molto bella, con percorso vario a circuito. Sarò terza di categoria uisp nel campionato italiano di corsa su strada, ma il crono non renderà onore al piazzamento.
Meglio andrà il 3000 in pista sabato 22 aprile, a Serravalle, Meeting di primavera. Che strano effetto rientrare, dopo 10 anni, in quello stadio...l'ultima volta corsi proprio 1500 e 3000: prime esperienze in in cui provai il brivido della pista.
Era caldo, non mi sentivo sicura della prestazione che avrei potuto svolgere, reduce solo da un test di ripetute svolte mercoledì all'alba e della brutta gara di lunedì. Parto forte, 1'30 a giro, sopra le mie possibilità, e chiudo in calo: seconda posizione in 12'12. Un primo passo verso la velocizzazione, e...va bene così.
Domenica non ho corso, ovviamente: ho fatto da volontaria presso la 21 km di Cervia, dopo settimane estenuanti di preparazione. E devo dire che è meglio correre che organizzare...


lunedì 3 aprile 2017

Predappio e i suoi monti

E' perchè ritengo che siano tra le colline più belle che abbia mai visitato, che ho deciso di correre una delle gare più dure del panorama romagnolo.
Avevo letto di questo Ecomaraton trail, 42,5  (che si riveleranno poi 44,5), con partenza da S.Savino di Predappio, e avevo letto del suo dislivello di 2400 mt. Ma ho deciso di correrla comunque, pur avendo alle spalle solo un lungo di 34 km e la 19 km di Salò, che però si sarà rivelata utilissima come approccio alla salita.



Sono partita (ore 8) unicamente con indosso la mia canotta e la cintura con due boccette da 250 ml di acqua, 4 squeeze gel e, finalmente, scarpe da trail...nulla a che vedere però con l'abbigliamento tecnico dei veri trailers, con tanto di bastoncini (utilissimi come appoggio) e magliette termiche. Salite ripidissime già dal secondo km, vetta sul monte Mirabello, 600mt...discese pendenti e un pò impegnative in certi tratti, ma meno di quelle presenti a Salò, in quanto non vi era presenza di fango. Arrivo al 19esimo km con 40' di distacco sulla seconda donna(non lo sapevo, però) e il mio passaggio è migliore della prima classificata alla 19 km. Purtroppo una caduta su asfalto mi compromette un pò la spericolatezza. Corro con una mano e un gomito sanguinanti e ferite sparse tra rovi e radici...poco importa perchè arrivo anche al secondo monte, il monte Colombo. Peccato però che, sbagliando strada, aumenti il tragitto di 2 km (mi salverà il cellulare, obbligatorio, con il quale chiamerò uno dei gentilissimi organizzatori)... Ultimi km impegnativi più per un discorso mentale, dato che correvo da quasi sei ore.
Chiudo in 6h13, prima donna e nelle prime posizioni assolute. Al di là della soddisfazione per l'esito, ho apprezzato molto lo spirito presente nel trail, del tutto differente rispetto a quello che trovo nelle competizioni su strada, ove si corre con il coltello tra i denti, non sempre in clima di amicizia tra differenti teams.
Forse cercavo proprio questo: mezza giornata da dedicare a me e alla mia corsa in solitaria, tra le meravigliose colline di Predappio, riscoprendo i sani valori sportivi...

mercoledì 29 marzo 2017

Un week end con vista sul Garda

Ci voleva un week end del genere, passato con amici...Amici che hanno visto in me la necessità di uscire dal cerchio di negatività che mi stava soffocando, e mi hanno portato fuori, precisamente a Salò, per una gara di 19 km molto impegnativa, mirata alla apertura verso le competizioni in montagna.
Amo la montagna: lo ho detto e scritto spesso. La gara era la Magnifica Salodium: bella, non c'è che dire, anche se ho pagato la mia incoscienza nell'usare scarpe da asfalto durante le lunghe e fangose discese tecniche. Proprio le discese hanno impedito la mia corsa, iniziata bene in salita: mi sentivo insicura e mi aggrappavo a tutto: insomma, le ho praticamente camminate tutte.
I luoghi sono fantastici: all'andata così come al ritorno io, Ana e Solerte (gradevolissima e divertente compagnia) abbiamo attraversato scorci paesaggistici romanzabili. Bellissima Peschiera, bellissimo il centro di Salò...chissà perchè ma lì si sente molto l'italianità e il culto per le bellezze artistiche, in primo luogo per la musica.
Sono stata bene, ed è quello che conta. Al rientro a casa ho sentito una benefica sensazione di ossigenazione nei muscoli: non so quando arriverà la forma che tanto aspetto, ma già sono più serena e mi preparo al meglio.

    

Anna Giunchi la maratoneta

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