Anna Giunchi Blog Personale

lunedì 9 luglio 2018

Estate con San Martino (Valle Caudina)

Altra esperienza di vita, che mi ha arricchito, che mi ha lasciato con quella malinconia derivata dalla costruzione di nuovi affetti. Segnale positivo.
Curiose le circostanze che mi hanno permesso di essere conosciuta nella bassa Irpinia, in una terra ospitale e desiderosa di contatto umano: e' anche merito di questo blog, che racconta di me. Da qualcuno è stato letto, insomma...
Presi l'impegno a maggio, per un evento a San Martino Valle Caudina, trainata da Armando, che mi ha conosciuto grazie al Progetto Coni da me svolto a Roma: l'evento in questione era la festa dello Sport, manifestazione alla quale il paese ha risposto con calore e affetto.
Sono stata ospite, servita e riverita dal mio arrivo fino alla mia partenza tra pranzi di pesce, aperitivi e alberghi di lusso.
Ho conosciuto una terra immersa nella natura, con patrimonio artistico e storico di spessore, popolata da gente animata da una gran voglia di fare, unita e allegra.
Circondata da montagne, ho colto l'occasione per correre fino alla cima del monte Mafariello, per un totale mattiniero di 22 km. Era solo una delle tante montagne della dorsale appenninica: stupenda e con tanti sentieri da esplorare, offrenti panorami incantevoli.
Dormivo a Montesarchio, altro bellissimo borgo, illustratomi dal gentilissimo sindaco Pisano e dal consigliere Pedoto.
Ho visto solidarietà tra cittadini, amore e rispetto per la propria terra e tanto entusiasmo giovane, nonchè competenza e passione da parte del Coni provinciale nella figura del Presidente Saviano.
Ed è per questo che mi sono promessa di ritornare, mantenendo una rete di legami e rapporti che vorrei consolidare. 
Le realtà vanno descritte esclusivamente dopo averle conosciute dal vivo, tuttavia una descrizione presenta sempre dei limiti. Le sensazioni vanno provate, sentite, ascoltate. Porto dentro, adesso, un dono gradito e ben saldo dentro di me.
Non so se riuscirò mai ad essere grata abbastanza a Voi per tutto questo...


martedì 3 luglio 2018

Rotolando verso Sud


Val di Fassa 2018 alle spalle...quest'anno una toccata e fuga, considerando gli 8 giorni, e conseguentemente tutte le tappe, che ho fatto nel 2017.
Alloggiavo ad 1 km da dove mi trovavo l'anno scorso, con tanto di gradevole salita per arrivarci: sistemazione ottima e personale gentilissimo. 4 giorni intensi.
Arrivo alle 14.45 del giovedi 28 giugno, bramosa di tornare alle gare competitive correndo il Tappone, 800 mt di dislivello da Alba di Canazei al Ciampac, quota 2300. E devo dire che, pur venendo dal livello del mare, concludo la tappa piu' che bene, 59'51, 7 km. E ricomincio a bramare i podi e i premi che ormai apparivano come un miraggio...A fine gara, ovviamente, gita per sentieri.
Il giorno successivo sara' per me entusiasmante: era dall'anno scorso, infatti, che desideravo correre la Red Bull 400, gara estrema con 150 mt di dislivello in una distanza brevissima e una pendenza media del 78%: assurdo... La gara consiste nella scalata del trampolino olimpionico di Predazzo.
Arrivo in loco 6 ore prima, dovendo correre alle 14.15, ed incomincio subito con la mia ispezione: sulla superficie del trampolino olimpico era stata inserita una rete per aggrapparsi, e il pezzo finale appariva decisamente duro, da correre in rigorosa quadrupedia.
Dopo aver intervistato una bella schiera di partecipanti, mi scaldo con 25 minuti di corsa lenta, tecnica e allunghi sulla ciclabile e mi appresto a partire: erano 29 gradi.
Riesco a correre in piedi per circa 150 mt, dopodiche' non vedo altra soluzione che correre a quattrozampe.
Mi tengo sulla sinistra ma noto che al bordo la rete non vi era, cosi' stringo i denti confidando in polpacci, dorsali e addominali.
Vedo solo il pavimento e tengo sguardo fisso a terra...sento le voci che invitano a non mollare...alzo lo sguardo un attimo e vedo che la prima parte, la "gobba", sta terminando. Mi alzo in piedi e inizio ad arrampicarmi per i 100 mt piu' ripidi della mia vita. Molte concorrenti mollano e mi fermo due volte. Sento la gente che invita a non mollare e sul finale mi alzo in piedi e termino la mia gara in 7'41. Mi siedo per un paio di minuti a contemplare il panorama e a godermi quell'attimo di gioia e gratificazione: Si', amo far fatica. Mi fa stare bene.
Tanto stavo bene da rientare a piedi da Predazzo fino a Pozza camminando per la mia ciclabile preferita, a me ben nota, avendo corso diverse edizioni della Marcialonga Running. Tutto questo malgrado la puntura di un calabrone che l'adrenalina aveva reso silente (me ne accorgero' 4 giorni dopo).
La mattina dopo sarei stata di nuovo su quella ciclabile, direzione Canazei, per l'ultimo collinare prima del rientro.
La montagna fa bene. Una sosta in mezzo alla natura, con gli occhi puntati verso le statue dolomitiche, rigenera e fa risorgere.
Ora sono al mare e nei miei occhi e' ancora viva la contemplazione per quelle che per me sono le prime meraviglie del mondo.
Ma il prossimo week end sara' ancora bellissimo: dapprima perche' tornero' a Roma e testero' un'altra volta le salite di Villa Borghese, e poi perche' tornero' in Irpinia, a San Martino Valle Caudina, paese in cui non sono mai stata, invitata per una manifestazione sportiva.
Mi mancava la montagna, ma mi manca anche una terra impregnata di ospitalita' e tradizioni. Mi manca il contatto umano e so che a breve potro' ritrovarlo, in una terra che mi è ancora nel cuore.

mercoledì 27 giugno 2018

Rio, Roma, MiMa, Napoli...


Di viaggi ne ho fatti, in questo lungo periodo nel quale manco dal blog...

Non ho più gareggiato, tolte due gare corse a Roma, una a villa Pamphili, una a Villa Adriana.
Ho preferito dare spazio alle gare domenicali dei ragazzi, con i quali ho passato una bellissima stagione lavorativa.
E proprio grazie alla bella esperienza vissuta a Roma ho riconfermato la mia permanenza nella città eterna, dalla quale manco da ormai due settimane. Progetto e invento qualcosa per la stagione che verrà...non mollo il mio obiettivo.
Ho avuto la fortuna di essere relatrice insieme a Roberto Fillibeck del libro di Roberto di Sante "Corri, dall'Inferno al Central Park"...una lettura piacevolissima che sta spopolando nel mondo della corsa e dei romanzi...Ho conosciuto due persone stupende che hanno arricchito il mio bagaglio umano. Eravamo a Fiumicino, e a Fiumicino sarei tornata molto spesso.
Come già ho avuto modo di scrivere, anche se non qui, per me le persone, i luoghi, gli eventi che mi hanno circondato in questo autunno-inverno-primavera sono stati molto importanti, in quanto mi hanno aiutato a non sentirmi sola in una città che, seppur da me amata, ha rappresentato e rappresenta tuttora uno stile di vita totalmente differente da quello nel quale, ad esempio, sono immersa in questo periodo (Milano marittima, appunto). Ed è per questo che sento la loro mancanza, nonostante sia tornata dove ho vissuto e lavorato per anni con gente che mi ama, ovviamente di più, e mi conosce dal profondo.
Ma io sono così: chi entra nella mia vita fa fatica ad uscirne e lascia sempre un pò di sè in me. Ad ogni viaggio o avventura che faccio mi porto dentro qualcosa di qualcuno, che però non abbandono quando raggiungo un'altra meta. Io sono un collage di quello che mi trasmettono e donano gli altri. Sono fatta e modellata da loro.


Ma non colleziono amicizie: di quelle ne ho poche. Pochissime. Di valore. Le amo.
E dunque sono stata a Rio senza correre la Maratona. Ho vissuto una città da turista guidata da Mario, bravissima e piacevolissima guida "italioca", tra il Pao de Acucar, raggiunto con un bellissimo sentiero naturale, la favela di Cantagalo (amo le zone malfamate...chi mi conosce lo sa), il Cristo Redentore, il museo del Domani (amanha), il museo della Samba, il centro storico e la meravigliosa baia di Botafogo.
Stavo a Copacabana, e per tre mattine andavo ad allenarmi nel Logoa, il lago, terminando l'anello di 7,6 km...clima molto umido, che non mi ha risparmiato qualche pioggia; nei giorni successivi mi dedicavo ad una paesaggistica corsa sul lungomare...Unica. Sono stata anche dentro un sottomarino e l'ho menata per tre giorni, più o meno come sto facendo adesso che fotografo il solito peso in panorami marittimi differenti (vedi immagine sotto)
                                               Mi sono data alla fotografia artistica

Che dire del Brasile...stupendo, perchè ricco di contrasti: ti lascia senza fiato ad ogni angolo, senza avvisarti... ti stupisce e ti chiama a voce alta dove meno te lo aspetti. Nessun pericolo, se si gira con la testa sulle spalle. Il Brasile è continente a sè, con una propria  orgogliosa identità scandita nelle tracce sudamericane. Volo perfetto e atterraggio con volo diretto a Fiumicino.
Sono quindi tornata a Roma, dove sono stata bene. Bene come sempre, ultime gare prima della mia partenza e del mio trasloco.
E adesso sono a Milano Marittima, e domani partirò per la Val di Fassa, perchè ho bisogno anche delle montagne e degli amici che sono già là. E dopo la Val di Fassa tornerò in Campania, San Martino Valle Caudina, perchè non tradisco questa terra: con la Campania ho un patto.
 Sono serena, in questo momento.
Come un Pc seleziono, copio, taglio, cancello. Sono padrona delle mie rotte. Le conosco, ormai.


                                                                Sottomarino!

sabato 19 maggio 2018

StraBologna...

Maggio sta volgendo al termine e ho già fatto le mie scelte: ultimi giorni lavorativi a concludere un ciclo piacevolissimo, che mi ha ridonato respiro e serenità. Rimarrò a lavorare a Roma anche l'anno prossimo.
Esco da questa prima fase di esperienza romana con maggior bagaglio culturale e incremento di autostima, supportata da chi mi ha permesso di essere e rimanere in luoghi che già mi sono entrati nel cuore. Persone che sono ormai parte del mio presente e che mi hanno reso ancora più remoto tutto ciò che ho lasciato alle spalle. Voglio proseguire con loro, senza voltarmi  indietro. Senza pentirmi.
Domani correrò per le strade di Bologna la Stracittadina, convinta da volti noti, per la verità, e già mi ritrovo a pensare e ad organizzare ulteriori partenze. Mi divertirò, nel centro di una città che mi continua a dare tanto.
Settimana calda per quanto riguarda il mio lavoro con il Coni, con ben due eventi all'Olimpico da full immersion, e, non tanto distanti, i week end dedicati alle gare dei ragazzi e ad una presentazione di un libro, "Corri" di Roberto di Sante, sabato pomeriggio a Fiumicino.
Mi si sta aprendo un mondo e sto godendo di ogni attimo e respiro: ci provo ancora, a catturare gli attimi. Non mi riesce. Allora imparerò.


venerdì 11 maggio 2018

Il Periodar...

Confusion in the hair

Non è un periodo facile, ma mi piace non darmi delle risposte, bensì cercarle nel mio cammino quotidiano. Sto cercando, giorno dopo giorno, di capire perchè non sia per me un periodo soddisfacente.
In apparenza ho tutto quello che ho voluto: a breve sarò dall'altra parte del mondo, sono a contatto con una realtà che mi piace e mi fa sentire giovane, ma mi ritrovo alla sera al non aver tempo per pensare e riflettere sul quanto trascorso. Come se non riuscissi a godermelo: godermi quei famosi attimi dei quali parlo e scrivo spesso.
Ma vivo, vivo ogni giorno...e cerco.
Ho corso a Villa Pamphili, domenica, alla Bravetta Race: fatico ancora molto e arrivo stanca, ma sto ritrovando la voglia di correre insieme alla gente. Ho ritrovato Franco, la mia guida nei primi anni romani: con lui allenamenti, trasferte, chiacchierate a non finire. Sono stata bene e, dopo la gara, non ho cercato nessuno per raccontarmi. Tengo tutto per me, ormai.
Mi piace iniziare i sogni con le tempeste: rotte perse da ritrovare e turbini di sentimenti e malinconie. Forse è la vita che cerco, forse è la quiete che mi manca, quella quiete così paradisiaca dopo una notte di tempesta. Chissà se in fondo è la tempesta la mia quiete più profonda...


                                                       Franco. Bentornati

venerdì 20 aprile 2018

Ricominciare

...A correre.
Non ho mai smesso di farlo...ad alti e bassi, continuavo la mia programmazione, tra un momento e l'altro, negli attimi albeggianti di riposo dal lavoro.
Tuttavia mi mancavano le mattinate dedicate in prevalenza al mio rapporto con la corsa, e lentamente le ho riconquistate: martedì, giovedì, venerdì, sabato. Negli altri giorni faccio le levatacce e in questi, grazie ad una organizzazione con le mie ore di lavoro, corro ad orari un pò più decenti. Mi godo Roma, Villa Borghese, Villa Pamphili, Caffarella, Lungotevere, Foro Italico.
Sabato 21 aprile correrò una gara interminabile: prima esperienza con una 10 km in pista, Ostia. 25 giri. Non ho ancora i ritmi e la tenuta, ma sto riprendendo a velocizzarmi, e per ora basta così... Mi sembra passato tanto tempo dal mio sfrenato agonismo: dentro vi è ancora, ma lo conservo solo con me stessa, per migliorarmi, imparando dagli errori.
Il lavoro prosegue bene, mi piace e mi ci dedico in tempo e risorse: ho deciso di rimanere a Roma anche nel 2019, di ricalcare la città eterna nel mio futuro: una città che amo e che mi è entrata nel cuore da troppo tempo, ormai.
Mancano meno di due mesi al mio viaggio in Brasile: Rio de Janeiro. Attendo con ansia e curiosità ciò che avevo programmato da tempo. Amo viaggiare, amo tornare.
Aerei a parte, i treni continuano a sfrecciare nella mia vita e mi concedono poche soste, ma ho già trovato i compagni di viaggio. Sono libera ma non sola...
























sabato 14 aprile 2018

Attimi da conservare


A volte mi chiedo perchè non riesca a selezionare gli stimoli sensoriali prima che arrivino alla mia mente.
Essì: mi piacerebbe ispezionare e scegliere all'ingresso tutto ciò che mi circonda: tutto ciò che sento, che respiro, che odoro, che vedo. Vorrei scegliere un elemento per volta, tenendomi stretto unicamente quello che vorrei che fosse. E farlo mio.
Non è così, però, in quanto dobbiamo assimilare un pò tutto: il bello e il brutto (chissà se esistono altri criteri selettivi...) che arriva alla nostra mente, ed accettarlo. Magari, se ne siamo capaci, possiamo provare a trasformare il "cattivo" in "buono", o comunque prepararlo ad una convivenza pacifica; la famosa "trasformazione" della quale i colleghi parlano consiste proprio nel rendere le frustrazioni compatibili con il proprio Io.



A volte capita anche che le emozioni (il "traguardo" delle sensazioni) non trovino spazio in un contesto nel quale sarebbero nocive, e dunque rimangano lì, ferme. Complici e segrete. Impercettibile tutto questo tra il traffico di una città come Roma, che comunque rispetta e osserva ciò che è ben saldo e forte.
Io non ho la chiave per risolvere quello che reputo un meccanismo complesso...anzi, perdo spesso le chiavi e mi scapicollo ogni volta per ritrovarle. Perdo sempre le chiavi...chissà perchè: forse, in fondo, non ho ancora trovato la chiave per la "mia" porta di casa. Forse è sbagliata la serratura, o forse preferisco aprire i portoni a testate, senza marchingegni. Mi piacerebbe, a volte, ascoltare solo il mio istinto.
Io non aspetto di trovare una meta a questo eterno viaggiare: vivo ogni attimo della mia vita con gioia ed entusiasmo, cercando di coinvolgere anche gli altri, quegli altri che "mi sono scelta" in questo tornado di vitalità che mi caratterizza. Non ho più bisogno che qualcuno mi accetti: voglio essere io ad accettare chi possa farmi stare bene.
E dunque, dato che qui, nel Blog, devo parlare di corsa: sto correndo ancora, ma senza fare gare. Mi alleno, prendo il ferro e mi preparo a stare meglio, dirottando la mia attenzione verso le gare dei miei allievi, sempre più parte e prolungamento del mio Sè. E sto bene dove sono: sono convinta di poter ancora dare e ricevere.
E viaggio tanto, tanto su rotaie...ieri Bologna, domani Roma e Velletri.
Non so cosa farò domani, ma intanto mi affaccio dal finestrino e guardo sfilare il panorama che si apre ai miei occhi. Increduli. Vivi.

Anna Giunchi la maratoneta

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