Anna Giunchi Blog Personale

domenica 30 settembre 2018

Passato il Rubicone, solo discesa.

Sto tornando a scrivere di frequenza: buon segno.
E a correre: seconda gara in 15 giorni. E sono contenta...contenta nello svegliarmi con la voglia di far girare le gambe, una voglia che in parte avevo perso, o non ne avevo energia da spenderci su...
Bello tornare a correre provando ad arrivare alla fine di una gara, consapevole che ancora, quel traguardo, è difficile da raggiungere.
E oggi ho corso 14 km collinari, in mezzo alle vigne, in una delle mie gare preferite di settembre: che strane sensazioni in quei 14 km...Savignano sul Rubicone. Con la mia squadra, il Gs Gabbi, giornata solare.
Partita di buon ritmo nei 5 km, quasi non mi pareva vero...poi le prime salite, la consapevolezza del calo di forza da Tapazole, lo stordimento, l'arrivo sorridendo, in mezzo ad una folla di gente, dopo un dialogo a tu per tu con un corpo un pò confuso.
Sì, sto tornando piano piano a divertirmi. Il cammino è ancora lungo, forse ben più di 14 km, ma sento che sto sempre meglio, giorno dopo giorno.
Sto ricominciando a guardare avanti, per incorporare km, tornando ad essere La Maratoneta, in vista di una 42 km, o chissà di che altro.
Maratoneta...lo sono sempre stata, forse più adesso di allora.
Non penso sia abbastanza fare dei passi che un giorno ci condurranno alla meta: ogni passo deve essere lui stesso uno meta, nello stesso momento in cui ci porta avanti... 
E avanti, allora.


sabato 29 settembre 2018

The Cure

Si riparte, tornando a Roma, mantenendo un sottile filo con la mia terra, con la mia casa. Sono Romagnola: testarda, orgogliosa, drastica nella decisioni.
Lavoro per 30/40 ragazzi e bambini meravigliosi, per accompagnarli in un breve tragitto della loro crescita, lo faccio per loro: meritano i miei sforzi e il mio lato solare. 
Per la verità, per ora, mi godo la vita nella Capitale nella prima parte della giornata, e non sono sola; per il resto mi concentro sulla mia crescita professionale...non guardo in faccia a nessuno. 
Molto di quello che speravo di ritrovare non c'e' piu', ma mi sto costruendo del nuovo: parlo poco, in questo anno di tamponamento. Insegno in un liceo conosciuto a Prati. Proseguo con il Coni. Mi piace stare con i ragazzi, aiutarli e giocarci.
Ho iniziato ad aver cura di me, e mi sto curando. Inutile dire che, quando entro in un centro prelievi, la mia mente torna al 2005...alla mia "missione" una volta ristabiliti i valori ematici: mi sono sempre creata gli stimoli.
E anche questa volta covo dentro la mente un progetto per quando saro' di nuovo in linea con me stessa, appena si sarà riequilibrato un famoso asse fisiologico...ne ho parlato con pochi. Anzi, con una sola persona.
23 settembre, Bologna, Giardini Margherita: ho corso una Race for the Cure sballata come non mai...5,3 km in stordimento...in mezzo alla gente...tantissima...come allo stadio: esperienza magnifica, vissuta grazie a chi mi ripete continuamente che mi vuole bene. Ho bisogno degli altri, quando so che ci sono.
Metimazolo, tiamazolo...principi attivi che diventano polvere, polvere cosi' fastidiosa da bruciare le narici e irritare la pelle. Ed io sono polvere, polvere che si disperde libera e si dissolve nell'aria, particella di un microcosmo impercettibile alla sensorialita'. 
Vorrei tornare a decidere per quella che sono e potrei essere scegliendo se essere folle determinata, felice...vorrei persino decidere quando essere triste, per poi riprendere forma e correre a perdifiato, finche' non mi dissolvo e ricompongo di nuovo.




venerdì 21 settembre 2018

Il bilancio

E ti ritrovi a fare un bilancio, ogni tanto. Sei stata abituata ad analizzare dati in laboratorio, chiusa in un'aula bunker con metabolimetro, giornoPomeriggioSeraEPausaPranzo, e vuoi quantificare, esaminare, rivoltare, riimpastare dati che tanto oggettivi non sono.
E giungi ad una attenta conclusione, dopo esserti scapicollata a 360° tra cima e fondo con ragionamenti che toccano un picco e si sfracellano al suolo...ne raccogli i frammenti, li guardi sciogliersi dalle tue mani e capisci che...No, non vi è una stretta correlazione tra cause e conseguenze. Forse, è persino più redditizio esaminare le conseguenze conficcate nella tua pelle e pulsanti, per poi risalire ad aggiustare un pò di cause...le vedi da lontano...ci sono. Forse le senti.
E non occorre chiedersi i Perchè, condividere ciò che in fondo è soggettivo, dunque tuo, ciò che ti scorre e ti batte dentro, ti percuote nelle viscere. Quel vissuto è dentro di te, ma forse c'è pure chi potrebbe rispondere alle tue domande brucianti rabbia, stanche di percorrere ancora quegli Iter che temevi, che rifiutavi, che negavi a te stessa, e non raccontavi. Nella tua vita hai trovato persino chi riusciva a rispondere alle Tue domande prima che Tu le ponessi, e quel qualcuno potrebbe esserti ancora di aiuto, nel caso lo decidessi.
E trascuri quello che è il tuo passato, e in un momento di rabbia mista a orgoglio ripeti a te stessa: "Ancora una volta, nonostante tutto, ho fatto".
Prendi in mano i fogli che hai in mano, fogli che parlano per te, e vomiti una fuggitiva autoanalisi...autoanalisi...e in un attimo ti scorre un tracciato semantico di causeConseguenzeConclusioniIpotesi: una SuperNova di emozioni. Esplosiva.
E poco importa se c'è chi schermisce e minimizza le tue folli ipotesi. A te piace progettare, veder crescere i Tuoi ragazzi sul campo di atletica...vederti crescere insieme a loro. Progettare a lungo termine. Odi il Caso, Odi ciò che non riesci a spiegarti.
Ti chiedi se la chimica ti possa aiutare e per un attimo la temi. Ma poi pensi che l'alchimia, gli affetti, il voler bene, il desiderio di entrare dentro un'opera d'arte per assaggiarla, il prendere al volo parole rimbalzanti, altro non sono che un recipiente di chimica. Recettori, neurotrasmettitori, vescicole sinaptiche. Quanto le hai studiate: ce le hai dentro anche tu.
Anche correre è chimica. E in un Flash di un nanosecondo rivivi quei cross invernali corsi con il cuore in gola, le notti insonni, il mal di testa, l'umore che si impennava e sprofondava, un sudore misto a lacrime, un rifiuto per il caldo che amavi...e trovi una risposta. Sorridi al pensiero che presto tornerai a correre divorando podi. Hai voglia di spingere ancora più forte.
La risposta era dentro di te. La stavi cercando.

mercoledì 19 settembre 2018

FORMIA 6 DAYS...

Dopo una Run Tune Up nell'umido centro di Bologna, corsa come da aspettativa (in modo del tutto mediocre), sono partita in direzione Roma, con l'obiettivo, il mattino dopo, di prendere un altro treno, ma per Formia. Da lunedì 10 a sabato 16 settembre, infatti, ho vissuto una splendida full immersion a 360° nell'atletica leggera...
E veniamo a lunedì mattina: allenamento a Villa Borghese h 5.15, poi treno per Formia, dove troverò Marco.
Traversata a piedi di 30 minuti con zaino e valigia, al che mi ritrovo davanti al Centro Olimpico, pronta per l'ingresso. Si inizia con tre ore di lezione e il tempo per mollare le valigie in albergo. Una media di 10 ore di lezione al giorno, salvate dalle pause che mi ritagliavo in palestra.
Che dire del Centro Olimpico...un impianto che offre veramente di tutto, delle cui palestre ho approfittato ogni giorno. Soggiornavo a Gianola, 5 km (fatti a piedi il primo giorno, avendo perso o essendosi smarrito il bus), in una casa immersa nel verde, nella quale avevo completa autonomia.
Ho corso ogni mattina, tra il lungomare di Janni...1 km di litorale, perfetto per il mio medio di giovedì: 12 km. Ma mi sono anche avventurata nel parco archeologico di Gianola, con visione del golfo alle prime luci dell'alba (peccato che il sole non spuntasse dal mare...).
Corso interessante e tenuto da validi docenti: lo rifarei. Peccato solo che, causa livelli di attenzione da tenere costanti, non abbia socializzato più di tanto con i colleghi. Chiusa come un riccio.
Al rientro a Cervia mi sono dedicata a pomeriggi di "ripasso tecnico", soprattutto dei lanci, e ad allenamenti di forza ad hoc.
Prima di partire per Roma lunedì prossimo, farò un saluto a Bologna con la Race for the cure e con un pomeriggio allo stadio...un regalo bellissimo, il più bello per una sportiva come me. Spettacolo.
E concludo ogni giornata con un pensiero: meglio dedicare più qualità alle persone che hai scelto e che ti hanno scelto, piuttosto che alimentare astio e diffidenza verso chi, comunque, non percorrerà mai insieme a te un tragitto significativo di vita. Con il tempo maturano le scelte. Forse è una selezione, ma una selezione di solito va di pari passo con la qualità.
Il senso critico empirico si sviluppa negli anni, e sento che sto crescendo anch'io.
Un altro anno si avvia: passerà come un fulmine, ma Roma mi trafiggerà e abbaglierà ancora: l'ho scelta.


mercoledì 5 settembre 2018

L'Estate è finita...


Milano-Marittima 2018... E mi ritrovo a fare un bilancio di una stagione estiva durata da giugno a settembre, in un posto dal quale mancavo da 5 anni: Mare Pineta.
Decisione di ritornare in un ambiente che mi ha permesso di conoscere negli anni tanta gente, insegnandomi differenti stili di vita, imparando da questi, assorbendoli anche, spesso. Una vera e propria palestra (non solo in senso figurato) nella quale ho fatto gavetta dall'età di 16 anni.
E dopo oltre vent'anni, sono tornata.
Un ambiente che ha mantenuto lo stile dei primi anni. Ho ritrovato molta gente, ho lavorato, ho imparato, ma mi sono ritagliata anche tempo per la mia montagna. Lo rifarei.
Ho corso anche sopra Domodossola in una vallata meravigliosa, nel parco dell'Alpe di Veglia. Luoghi incantevoli in 1200 metri di dislivello distribuiti in 21 km: Rampigada. Bellissima la compagnia di Ana e Solerte, ottima l'organizzazione e buona la mia preparazione in salita, ma...pessima quella in discesa.
Anche questa volta ho dovuto fare i conti con un calo di zuccheri, causato dalla mancanza di gel e poca qualità del cibo in settimana, forse dettata anche dai ritmi di lavoro.
Meglio mi sarebbe andata la gara della settimana dopo, la 22 km di Cesena, con salita fin sopra a Roversano. Peccato che un gel non fosse sufficiente e mi sia ritrovata a non avere abbastanza spinta in salita. Seconda a malincuore.


Ma sto benino, piano piano sto recuperando un pò di forma, nonostante abbia meno tempo per allenarmi rispetto ad anni fa. Sono contenta perchè quando corro sto bene.
Domenica sarà la volta della Run Tune Up, una gara nella quale parteciperò per vicinanza a Bologna, ma anche per ritrovare i miei compagni di società, cogliendo occasione anche per chiarire alcuni aspetti.
E il resto viaggia molto in ritardo: dal 10 al 15 sarò a Formia per il corso da allenatore nazionale Fidal e non ho più aperto libro, preferendo schitarrate notturne e allenamento all'esasperazione sui barrè...Forse va bene così. Si può anche non programmare, ogni tanto, ma afferrare al volo quello che ci svolazza intorno.
Roma, non pensare che in questi mesi ti avessi dimenticato: un angolo di cuore ormai è ad honorem per te.

Anna Giunchi la maratoneta

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