Anna Giunchi Blog Personale

sabato 30 marzo 2019

Cronoscalata e punta al cielo...

                                                                    Sin palabras

Signori e signori...Eccomi. Quale parte di me conoscerete questa volta?
Il lato ironico, scherzoso, gioviale o il lato riflessivo, profondo, filosofico?
Sono in corsa alla vetta: punto in alto anche in questa settimana in arrivo...brucerò un'ora avanti.
Domenica 17 marzo ho corso la mia seconda cronoscalata, a seguito di quella di San Luca (Bologna, ovviamente),  che vinsi una manciata di anni fa. L'ho corsa al Tuscolo, zona Frascati...4,4 km dai 300 ai 700mt, con una finestra di arrivo che si apriva su tutta Roma: bellissima: 23'40 il mio tempo.
Nei secoli e millenni, il paesaggio per buona parte è sempre stato quello. Mi affacciavo dalla collina per sentirmi con i piedi il più a terra possibile, per poterlo toccare...Non è stato possibile, ma ho avuto l'illusione di possederlo per un attimo, prima di ridiscendere a piedi nel grazioso paese.
A volte mi chiedo di che cosa abbia paura...beh, non ho avuto paura a girellare da sola per le favelas brasiliane, per El Chorrillo a Panama o per la Boca argentina...e di housing potrei citarne a volontà, tra Italia ed estero. Di quello non ho avuto e non ho paura. Non ho paura ad arrampicarmi su un monte con vista valle a strapiombo, nè di scenderlo dritto per dritto. Non ho paura di viaggiare da sola, di dire quello che penso, anche in maniera accesa... Non ho avuto paura ad immergermi in profondità sott'acqua con bombole, nè di decidere in giornata di intraprendere avventure da "costruire" pian piano. Non ho "paura", se di questa si può chiamare, di studiare e dare esami, avendo concluso da una settimana anche il Corso da Allenatore Fidal, tappa cui tenevo.
Eppure mi considero fragile ed insicura, perchè ho paura di quello che non so. Ho paura di perdere gli affetti, e proprio per questo ho paura ad affezionarmi. Penso in profondità ma guardo le profondità dalla superficie. Ho paura a chiedere ma soffro quando non si coglie la mia necessità di aiuto, di essere accolta e protetta. Non ho coraggio nel manifestare i sentimenti e spero che siano gli altri a trovare la chiave del mio "scrigno". Mi accorgo di bruciare il tempo senza mostrare chi sono realmente.
Ho paura di quello che sto aspettando, perchè non lo conosco.
Eppure non ho paura di vivere, perchè mi piace alzarmi con voglia di fare e addormentarmi serena: sono in un periodo tranquillo, in fondo.
Tra una settimana correrò una Maratona che per me sarà una incognita, avendo dimenticato da un bel pò i lunghi e avendo cambiato le scarpe da poco...Mi sto creando alibi, ma so che non potrò pretendere alcun tipo di prestazione: non correrò solo per me.
Come ho già scritto, mi piace ripensare a Roma come risorsa e come riscoperta. Ho ormai deciso di costruire il mio futuro in questa città...non saprò cosa potrò ricevere ma saprò cosa lascerò.
Forse sarà solo una provvisoria perdita di visione di una costa ben nota, ma mi piace scoprire, crescere, creare. Esplorare vuol dire superare l'ignoranza del "non conoscere" e andare verso ciò che potrà arricchirci, in un ipotetico e sperato conflitto di meraviglie...


E a proposito di meraviglie, è stato bello, oggi, domenica 31 marzo, correre a San Patrizio (Ra) con la mia società, riconfermando il tempo di 3 anni fa, pur distante di 2' dal mio "best" sul percorso.
4 giri, 3 grandi ed uno piccolo, quasi interamente su sterrato, con buone sensazioni, soprattutto alla fine. Discreto caldo, che ormai non soffro più.
Mi sto gustando il mio ritorno, attimo per attimo. Lo sto facendo con gli altri, che condividono la mia stessa passione e possono comprendermi.
In questa boccata di primavera mi assaporo l'ennesimo viaggio su Italo per Roma. È la vita che ho scelto, anzi...è questa vita che ha scelto me.

sabato 16 marzo 2019

Tracce...


...Mi piace lasciar tracce di me, in chi mi ascolta. Mi piace quando mi si ripete: "Quando mi è capitato questo, ti ho pensato". Nel bene o nel male, mi piace lasciar qualcosa in qualcuno e penso che ad ognuno di noi, in fondo, piaccia esser ricordato. Non ho mai sopportato confondermi, nè passare in secondo piano, proprio mai... E da una parte avverto un contrasto in tutto questo perchè, nonostante ricorrenti "sbalzi eccentrici", mi ritengo una persona riservata. Pochi sanno di me, perchè preferisco ascoltare. Mi piace lasciare impronte, ma non calpestare.
Ho combattuto molto con quello che voglio o penso di volere/desiderare, con quello che ho rimosso e con quello che si è ormai radicato nella mia mente e, forse, nel cuore...vivo godendomi gli attimi, riservandomi l'opzione che tutto questo, un giorno, possa finire. Vivendo così ne succhio la linfa vitale, secondo per secondo.
Sto ritrovando i profumi della primavera romana...incorporati culturali...Bellissimi.


Non scrivo da diverse settimane, e potrei descrivere le giornate trascorse riassumendole in tre episodi per me particolarmente piacevoli: il ritorno alle corse, 10 km a Misano, 3 marzo, con il mio Team Gabbi; la presentazione del libro "Lo sport delle Donne", 8 marzo; la Roma-Ostia, 10 marzo.
Tutto questo è stato circondato da giornate lavorative piacevoli, allenamenti tra parchi e lungotevere, studio e piccoli problemi logistici parzialmente risolti.
Mi è piaciuto correre, dopo due mesi di astinenza forzata da gara, dentro un autodromo, Misano: amo le corse, amo i motori e ho sempre ammirato i piloti: sarà per la determinazione che li contraddistingue, la capacità di decidere in millesimi di secondo, i riflessi spettrali...considero chi guida con una "marcia" in più. E in quell'autodromo ho corso il mio primo diecimila in 42'. Nulla di che come crono, ma è stato tanto, per me, arrivare fino in fondo, dopo mesi di tachicardia alquanto invalidante sotto sforzo.
Ora inizio a stare meglio, non prendo più Tapazole, almeno per ora.
Sto bene...me ne accorgerò ancora di più nell'1'36.13 alla Roma-Ostia. Un tempo che è un inizio, un riinizio daccapo. Ci sto provando, perchè ad Aprile ho una maratona che voglio/desidero correre.
Roma-Ostia, dopo anni e anni...Ritrovare amici all'arrivo, ritrovare amici alla partenza...sentirti chiamare, ricevere auguri prima e complimenti poi...Partire dalla città e arrivare al mare. Vita con ciò che amo.
Tema intrecciato, 8 marzo, un passo indietro...presentazione del libro "Lo sport delle donne" di Matteo Simone. Un onore, per me, esser presente in una intervista all'interno del libro e un piacere parlarne di fronte a tanti amanti della corsa. Una esperienza stimolante, arricchente, di puro contatto umano. Ringrazio Matteo per avermi dato questa opportunità, per avermi fatto vivere una serata condita da valori, esperienze, future amicizie.
La maggioranza delle persone impara a conoscere solo un angolo del proprio spazio, senza cimentarsi in un ramo di esperienza che varrebbe una intera foresta di vita...Esperienza, per me, è anche commettere lo stesso errore, ma riconoscendolo in ogni suo angolo, in ogni sua faccia.
E dunque...Io continuo con i miei errori, nella speranza che le mie impronte non si cancellino con il tempo.

Anna Giunchi la maratoneta

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