Anna Giunchi Blog Personale

venerdì 20 aprile 2018

Ricominciare

...A correre.
Non ho mai smesso di farlo...ad alti e bassi, continuavo la mia programmazione, tra un momento e l'altro, negli attimi albeggianti di riposo dal lavoro.
Tuttavia mi mancavano le mattinate dedicate in prevalenza al mio rapporto con la corsa, e lentamente le ho riconquistate: martedì, giovedì, venerdì, sabato. Negli altri giorni faccio le levatacce e in questi, grazie ad una organizzazione con le mie ore di lavoro, corro ad orari un pò più decenti. Mi godo Roma, Villa Borghese, Villa Pamphili, Caffarella, Lungotevere, Foro Italico.
Sabato 21 aprile correrò una gara interminabile: prima esperienza con una 10 km in pista, Ostia. 25 giri. Non ho ancora i ritmi e la tenuta, ma sto riprendendo a velocizzarmi, e per ora basta così... Mi sembra passato tanto tempo dal mio sfrenato agonismo: dentro vi è ancora, ma lo conservo solo con me stessa, per migliorarmi, imparando dagli errori.
Il lavoro prosegue bene, mi piace e mi ci dedico in tempo e risorse: ho deciso di rimanere a Roma anche nel 2019, di ricalcare la città eterna nel mio futuro: una città che amo e che mi è entrata nel cuore da troppo tempo, ormai.
Mancano meno di due mesi al mio viaggio in Brasile: Rio de Janeiro. Attendo con ansia e curiosità ciò che avevo programmato da tempo. Amo viaggiare, amo tornare.
Aerei a parte, i treni continuano a sfrecciare nella mia vita e mi concedono poche soste, ma ho già trovato i compagni di viaggio. Sono libera ma non sola...
























sabato 14 aprile 2018

Attimi da conservare


A volte mi chiedo perchè non riesca a selezionare gli stimoli sensoriali prima che arrivino alla mia mente.
Essì: mi piacerebbe ispezionare e scegliere all'ingresso tutto ciò che mi circonda: tutto ciò che sento, che respiro, che odoro, che vedo. Vorrei scegliere un elemento per volta, tenendomi stretto unicamente quello che vorrei che fosse. E farlo mio.
Non è così, però, in quanto dobbiamo assimilare un pò tutto: il bello e il brutto (chissà se esistono altri criteri selettivi...) che arriva alla nostra mente, ed accettarlo. Magari, se ne siamo capaci, possiamo provare a trasformare il "cattivo" in "buono", o comunque prepararlo ad una convivenza pacifica; la famosa "trasformazione" della quale i colleghi parlano consiste proprio nel rendere le frustrazioni compatibili con il proprio Io.



A volte capita anche che le emozioni (il "traguardo" delle sensazioni) non trovino spazio in un contesto nel quale sarebbero nocive, e dunque rimangano lì, ferme. Complici e segrete. Impercettibile tutto questo tra il traffico di una città come Roma, che comunque rispetta e osserva ciò che è ben saldo e forte.
Io non ho la chiave per risolvere quello che reputo un meccanismo complesso...anzi, perdo spesso le chiavi e mi scapicollo ogni volta per ritrovarle. Perdo sempre le chiavi...chissà perchè: forse, in fondo, non ho ancora trovato la chiave per la "mia" porta di casa. Forse è sbagliata la serratura, o forse preferisco aprire i portoni a testate, senza marchingegni. Mi piacerebbe, a volte, ascoltare solo il mio istinto.
Io non aspetto di trovare una meta a questo eterno viaggiare: vivo ogni attimo della mia vita con gioia ed entusiasmo, cercando di coinvolgere anche gli altri, quegli altri che "mi sono scelta" in questo tornado di vitalità che mi caratterizza. Non ho più bisogno che qualcuno mi accetti: voglio essere io ad accettare chi possa farmi stare bene.
E dunque, dato che qui, nel Blog, devo parlare di corsa: sto correndo ancora, ma senza fare gare. Mi alleno, prendo il ferro e mi preparo a stare meglio, dirottando la mia attenzione verso le gare dei miei allievi, sempre più parte e prolungamento del mio Sè. E sto bene dove sono: sono convinta di poter ancora dare e ricevere.
E viaggio tanto, tanto su rotaie...ieri Bologna, domani Roma e Velletri.
Non so cosa farò domani, ma intanto mi affaccio dal finestrino e guardo sfilare il panorama che si apre ai miei occhi. Increduli. Vivi.

Anna Giunchi la maratoneta

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