Anna Giunchi Blog Personale

lunedì 29 ottobre 2018

Obiettivi

Con un autunno arrivato tutto di corsa, tra vento, pioggia e allerta meteo, mi ritrovo a pensare alle gare future...Il Futuro: è avvolto nel silenzio. Può urlarci addosso, ma non riusciamo a sentirlo.
E dunque manterro' i cross, che scelsi in dose massiccia nel 2017 per la brevità del percorso, correndo tra Ravenna, Roma e Bologna. Ricomincerò dal 1 di novembre. Ancora una volta correrò a Molinella e alla tanto attesa Forlì-Predappio...non rinuncero' alla Fabrona e le gare collinari saranno immancabili.
Maratona di Roma come da programma, in aprile, e dunque lunghi in cantiere, anche in montagna...
Per maggio non mi pronuncio, ma avrei una idea ben chiara, che sto valutando. Speranza: questa però è una presa di posizione, non una valutazione.
Cammino molto, in questo periodo, scoprendo nuove terre, e con esse nuove sensazioni, ritrovando ogni volta un pezzo di me che non sapevo di possedere. Sono sicura di trovare il sentiero giusto, ma senza inciampare.


                                                        Cave a Fossombrone

Occorre inventare un futuro, ai fini del predirlo, affinchè prenda forma, affinchè non arrivi quando non siamo ancora pronti a riceverlo. Manipolarlo, quando se ne ha il pieno controllo.
Ripeto spesso che ho riscoperto la voglia, il piacere, le sensazione del correre e sono contenta, soddisfatta.
Correre è bello perchè la volontà e i muscoli sono così abituati a lavorare assieme, eseguendo il proprio compito con poca spesa di energia che l'intelletto può poi volare libero...
Correre mi fa vivere.
E fosse per me cercherei di rendere contagiosa la salute, non la malattia.





domenica 28 ottobre 2018

Step by step... Verso un Futuro in corsa.

Una settimana ancora per vederci un pò più chiaro, con la consapevolezza di stare bene, sempre meglio, giorno dopo giorno...Mi gusto ogni attimo, respiro ogni colore.
Ora che inizio a stare veramente meglio, ora che inizio a sentire veramente una sana voglia di correre, ora che inizio ad arrivare a soglia, con il lattato che mi massaggia i sincizi muscolari...ora che...
Inizio a comprendere quanto sia stata male prima.
Male da non riuscire ad arrivare ai limiti dell'oltre...male da ritirarmi alle gare, male da fare fatica a desiderare la cosa che più amavo: alzarmi al mattino per andare a correre. Male da vivere in una incertezza di uno stato umorale che dalla vetta mi portava sul fondo di un abisso. Male da non programmare...
E, quando si ha paura, ci si condiziona nel quotidiano: e tutto ciò dura per parecchio tempo.
E dunque si da' sempre la colpa ad agenti esterni. Oggi, a Cotignola, ho corso 21 km calando unicamente negli ultimi 6 km...una media di 4'35 per 21 km...impensabile, fino a un bel pò di tempo fa. 4' meglio dell'ultima mezza corsa a Bologna. Spettacolo.
E dopo mesi ho iniziato a cambiare destinazioni causali: oggi ho calato unicamente perchè non facevo oltre 20 km da mesi, mesi, mesi...ho calato perchè ho spinto troppo in partenza, ma non per motivazioni di salute...
E ora posso tornare ad allenarmi, perchè so di poter ricostruirmi, mattonella per mattonella.
8x400 in salita martedì, 6x2000 giovedì, a 4'35, Villa Borghese...non ci credevo.
E ancora, due domeniche fa, 13 km collinare a Bertinoro chiudendo unicamente dietro a quattro uomini, spingendo come non mai. Salite a rotta di collo, ingoiando quanto più ossigeno mi circondasse.
Come una sciarpa al collo la voglia di vivere e di osare mi culla e mi protegge...Sto ricominciando a guardare il calendario...a guardare i voli; forse già sto volando e sono a due dita dal cielo.
Attendo Venerdì, ma per festeggiare poi. Vi cerco, amici.


domenica 7 ottobre 2018

Carletta 2018...Il ritorno

Prendi in mano le classifiche del 2007...correvi per l'Edera Forlì...iniziasti a correre un anno prima, per scommessa...
 Era una giornata fredda e umida in un soppalco riminese che si apriva a stormi di ulivi che si aggrappavano contorti alle amate e fertili colline prosperose, in un passionale abbraccio senza fine... La gara era La Carletta, una saliscendi storica con partenza e arrivo dall'ex discoteca Bandiera Gialla, nonchè sede della Galvanina, fonte sorgiva sulla quale non si è mai posato fango. Arrivasti seconda: stavi bene, stavi uscendo da una forte anemia. Vincesti un quadro, e ami ancora l'arte, anche quella che non si dipinge.
Dopo 11 anni ti ritrovi ai nastri di partenza di una gara che ami particolarmente, sennò non ci saresti...sarà per le salite e le discese...un pattern nervoso e altalenante, un pò come sei tu. In 11 anni hai superato molte persone e ancora più persone ti hanno superato, nel lavoro come nella vita, ma oggi no, non vuoi fare un bilancio: vuoi sentire il tuo corpo che, giorno dopo giorno, si rigenera e ricresce. E forse, in partenza, senti ancora quel principio chimico che ti accompagna da ormai 20 giorni...ma non ci pensi, perchè sai che serve a farti tornare in equilibrio...riallineare gli appoggi, ricalcolare i meridiani, tracciarli nella mente...e via. Dannata tiroide.

E ti butti a perdifiato sull'asfalto levigato da una pioggia già passata...sali, scendi, risali, riscendi...in rettilineo spingi pure, calando verso l'8'km...poi riprendi ancora...salita finale, arrivo, gente che ti saluta e ti chiama al microfono...e tu che, incredula, guardi l'orologio, Garmin generosamente prestato, dato che il tuo non ha più voglia di segnare il tempo, e vedi che visualizza solo 10 secondi in più di "quegli" 11 anni fa.
Ti accarezzi il collo: niente gozzo...senti di volerti bene, o meglio, senti di volerti come non mai, e percepisci un sollievo adrenalinico che ti spinge fin su da stomaco, esofago, trachea...tiroide...dapprima ti circonda la testa, poi si espande. E ti senti libera, in mezzo alla gente..."Brush away the tears of freedom". Ti hanno premiato con una piantina...con i fiori ti conquistano...hai vinto anche un orologio che funziona.
Non ti sei mai voluta bene così tanto...parole che circondavano un paesaggio irreale quanto mistico...ulivi, ulivi, sparsi, ma in un ordine quasi irreale...e tu che pensavi a quelle parole...a Volerti Bene.
Per una volta, hai creduto in te stessa. Hai creduto di essere bella e forte...e così ha fatto il resto del mondo.

Anna Giunchi la maratoneta

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