Anna Giunchi Blog Personale

lunedì 24 aprile 2017

Un sollievo in pista...

Dopo una rilassante Pasqua romana, trascorsa a Tomba di Nerone, ho corso un rischio, nella giornata di lunedì dell'Angelo, correndo la 10 km a San Patrizio... Venivo infatti da 4 giorni di allenamenti collinari, abitando in una zona residenziale della Cassia, con conseguente carico sulle gambe. Ho svolto allenamenti nel bellissimo parco di Veio, con una seduta di tecnica e sprint in salita. Ed è una zona che mi è piaciuta molto: tranquilla e immersa nel verde. Rientro dal viaggio serale e conduco una 10 km pessima: ero stanca dall'inizio dei km e conduco fino alla fine giusto perchè è una gara organizzata benissimo e molto bella, con percorso vario a circuito. Sarò terza di categoria uisp nel campionato italiano di corsa su strada, ma il crono non renderà onore al piazzamento.
Meglio andrà il 3000 in pista sabato 22 aprile, a Serravalle, Meeting di primavera. Che strano effetto rientrare, dopo 10 anni, in quello stadio...l'ultima volta corsi proprio 1500 e 3000: prime esperienze in in cui provai il brivido della pista.
Era caldo, non mi sentivo sicura della prestazione che avrei potuto svolgere, reduce solo da un test di ripetute svolte mercoledì all'alba e della brutta gara di lunedì. Parto forte, 1'30 a giro, sopra le mie possibilità, e chiudo in calo: seconda posizione in 12'12. Un primo passo verso la velocizzazione, e...va bene così.
Domenica non ho corso, ovviamente: ho fatto da volontaria presso la 21 km di Cervia, dopo settimane estenuanti di preparazione. E devo dire che è meglio correre che organizzare...


lunedì 3 aprile 2017

Predappio e i suoi monti

E' perchè ritengo che siano tra le colline più belle che abbia mai visitato, che ho deciso di correre una delle gare più dure del panorama romagnolo.
Avevo letto di questo Ecomaraton trail, 42,5  (che si riveleranno poi 44,5), con partenza da S.Savino di Predappio, e avevo letto del suo dislivello di 2400 mt. Ma ho deciso di correrla comunque, pur avendo alle spalle solo un lungo di 34 km e la 19 km di Salò, che però si sarà rivelata utilissima come approccio alla salita.



Sono partita (ore 8) unicamente con indosso la mia canotta e la cintura con due boccette da 250 ml di acqua, 4 squeeze gel e, finalmente, scarpe da trail...nulla a che vedere però con l'abbigliamento tecnico dei veri trailers, con tanto di bastoncini (utilissimi come appoggio) e magliette termiche. Salite ripidissime già dal secondo km, vetta sul monte Mirabello, 600mt...discese pendenti e un pò impegnative in certi tratti, ma meno di quelle presenti a Salò, in quanto non vi era presenza di fango. Arrivo al 19esimo km con 40' di distacco sulla seconda donna(non lo sapevo, però) e il mio passaggio è migliore della prima classificata alla 19 km. Purtroppo una caduta su asfalto mi compromette un pò la spericolatezza. Corro con una mano e un gomito sanguinanti e ferite sparse tra rovi e radici...poco importa perchè arrivo anche al secondo monte, il monte Colombo. Peccato però che, sbagliando strada, aumenti il tragitto di 2 km (mi salverà il cellulare, obbligatorio, con il quale chiamerò uno dei gentilissimi organizzatori)... Ultimi km impegnativi più per un discorso mentale, dato che correvo da quasi sei ore.
Chiudo in 6h13, prima donna e nelle prime posizioni assolute. Al di là della soddisfazione per l'esito, ho apprezzato molto lo spirito presente nel trail, del tutto differente rispetto a quello che trovo nelle competizioni su strada, ove si corre con il coltello tra i denti, non sempre in clima di amicizia tra differenti teams.
Forse cercavo proprio questo: mezza giornata da dedicare a me e alla mia corsa in solitaria, tra le meravigliose colline di Predappio, riscoprendo i sani valori sportivi...

mercoledì 29 marzo 2017

Un week end con vista sul Garda

Ci voleva un week end del genere, passato con amici...Amici che hanno visto in me la necessità di uscire dal cerchio di negatività che mi stava soffocando, e mi hanno portato fuori, precisamente a Salò, per una gara di 19 km molto impegnativa, mirata alla apertura verso le competizioni in montagna.
Amo la montagna: lo ho detto e scritto spesso. La gara era la Magnifica Salodium: bella, non c'è che dire, anche se ho pagato la mia incoscienza nell'usare scarpe da asfalto durante le lunghe e fangose discese tecniche. Proprio le discese hanno impedito la mia corsa, iniziata bene in salita: mi sentivo insicura e mi aggrappavo a tutto: insomma, le ho praticamente camminate tutte.
I luoghi sono fantastici: all'andata così come al ritorno io, Ana e Solerte (gradevolissima e divertente compagnia) abbiamo attraversato scorci paesaggistici romanzabili. Bellissima Peschiera, bellissimo il centro di Salò...chissà perchè ma lì si sente molto l'italianità e il culto per le bellezze artistiche, in primo luogo per la musica.
Sono stata bene, ed è quello che conta. Al rientro a casa ho sentito una benefica sensazione di ossigenazione nei muscoli: non so quando arriverà la forma che tanto aspetto, ma già sono più serena e mi preparo al meglio.

    

domenica 12 marzo 2017

Tragica Pieve...


Era una bella manciata di mesi che non conducevo una gara in maniera così pessima...
Sicuramente sarà stata la mia scarsa preparazione, a tempo finalizzata solamente ai cross, con totale assenza di lunghi e ripetute lunghe. Penso però che molto sia dipeso dai postumi del virus avuto dieci giorni fa, che mi ha ulteriormente debilitato.
Inutile dire che avrei sperato in una prestazione perlomeno "decente", cosa che non è avvenuta... Parto ai 4 al km e chiudo con 1'38 e rotti... Gara da me gestita molto male, soprattutto mentalmente: ho sofferto il vento, sentivo che le gambe non spingevano a dovere...concludo demotivata, "annoiata".
Peccato perchè era una gradevole giornata primaverile e, soprattutto, peccato perchè l'ambiente della mia società è sempre piacevole e allegro. Non vedevo l'ora di arrivare per ritrovare tutti insieme.
Che dire? Settimana di scarico e preparazione per la Magnifica Salodium. Essì...sto aspettando l'aria fresca di montagna!

                                            E comunque settima assoluta!

lunedì 6 marzo 2017

Amici da Nord a Sud: Campionati italiani di Cross

Terminata un'altra di quelle esperienze che avrei voluto fare a tutti i costi. E che ho fatto.
Fresca dell'amarezza nel non aver potuto terminare i regionali di cross con la mia societa', ho cercato in ogni modo di riscattarmi ai nazionali.
La sede, Ugento (Torre San Giovanni) era lontana, ma non impossibile: aereo da Bologna a Brindisi, pullman fino a Torre San Giovanni (grazie agli amici del Lumezzane, Brescia, che mi hanno accolto!), spostamenti a piedi o con le navette messe a disposizione dagli organizzatori.
Mi accoglie un clima ventilato, 16 gradi, ottimale per correre. Sono stata in Salento quasi dieci anni fa: Lecce e Novoli. Prima ancora corsi la mezza di Gallipoli. Inutile direi che ho conservato bellissimi ricordi: i Campionati italiani sarebbero stati un'ottima occasione per tornarci, visitando nuovi posti.
Ispeziono il percorso sabato, in mattinata: mi piace molto e, nonostante molti non le avrebbero usate, decido di mettere le chiodate.
Pomeriggio di sabato passato a Santa Maria di Leuca, bellissima, grazie all'ospitalità degli amici del Lumezzane. Serata a base di pasta semplice (volevo evitare ulteriori problemi virali).
In mattinata, seppur trasportata alla partenza dalla navetta, mi ritrovo a  fare un su e giù a piedi fino all'albergo in quanto i giudici Fidal, giustamente, chiedevano il tesserino cartaceo e non unicamente quello visualizzabile dal display del telefono (e sono cose che gli atleti dovrebbero sapere...). Forse era il riscaldamento giusto, perché conduco un'ottima gara, con il livello di attivazione giusto. Partita un po' forte, 3'45, mi risveglio sul finale tenendo lo stesso ritmo: 9 posizione, inaspettata, visti i postumi dello scorso Week end.
Dopo una ricerca per un passaggio in direzione aeroporto, vengo accolta da altri amici del bresciano: questa volta sono gli amici del Paratico. Il pullman mi scarichera' in tangenziale a Brindisi, dove potrò raggiungere l'aeroporto. Con la gente giusta e gli amici si può arrivare persino a New York, e io lo so bene...
Santa Maria di Leuca!
Esco da questa esperienza con un bagaglio umano più ricco, con la consapevolezza che basta trovare (e cercare) le persone giuste per conquistare serenità. E anche forma fisica...

mercoledì 1 marzo 2017

Formello e febbre...

Mi sto un pò lasciando andare...scrivo sempre meno, e non va bene. Perchè scrivere è lo specchio dell'anima, come lo sono gli occhi. Con la scrittura si comunica agli altri e a sè stessi: spesso la scrittura è come parlare ad un amico, è uno sfogo, è un mettere a nudo una parte di sè.
Fin da piccola sono sempre stata brava a scrivere: avrei potuto fare giornalismo, e ci ho anche provato facendo corsi, scrivendo articoli per quotidiani e mensili e stilando progetti per trasmissioni televisive. Ma ho sempre avuto il limite nel parlare molto meno, con il risultato che finivo per scrivere anche quello che avrei voluto dire.
E' forse per questo che da un pò di tempo ho cercato di "chiudermi" un pò meno nella scrittura... Tuttavia, a distanza di una decina di giorni nei quali non scrivevo nel blog, ho sentito il bisogno di rimettermi davanti alla tastiera, e trovare tempo per me, ma anche per chi mi legge.

Sono tornata a Roma, lo scorso week-end, dove ho corso un trail meraviglioso in una valle unica, la Valle del Sorbo. In compagnia di Matteo, accolta da Ismaele e dalla sua simpaticissima moglie, ho trascorso una mattinata di sole immersa in un paradiso che neppure potrei descrivere...E poco importano il fango, le discese tecniche, la fatica: rifarei tutto domani. Mi manca, mi manca il profumo di ogni foglia di quel posto. Un week end schizzato via, poi il ritorno a casa.
Settimana di lavoro, stress (tutti hanno capito che ce l'ho), virus intestinale che mi ha bloccata a letto con quasi 39 di febbre, saltando la 10 km di Misano.
Difese immunitarie basse. Se ne sono accorti i miei compagni di squadra, i miei amici, chi mi vuole bene. Si attraversano alti e bassi nella vita, e questo è un periodo un pò "No". Ma non ho perso la voglia di correre, ho ripreso quella di scrivere e, malgrado un paio di kg in meno, sono pronta a partire per Ugento e correre i campionati italiani di cross. Amo la vita soprattutto per questo: si è sempre in gioco...



venerdì 17 febbraio 2017

Dai trail alla strada...

Peccato...la mia società ha deciso di non proseguire i Cds di cross. Pertanto la tappa di Imola, purtroppo, resterà ferma solo nella mia immaginazione. Cercherò comunque di correre le campestri rimaste in calendario: mi piacciono e sono allenanti. Peccato, dicevo, perchè è stata una bellissima esperienza di gruppo.
Domenica, per cambiare ambiente, anche se sarà un ambiente a me familiare, correrò a Formello un trail di 11 km: a vedere le foto sembra molto suggestivo e panoramico, oltre che perfettamente corribile (ho dei brutti ricordi legati ai trail laziali...). Dopo questa esperienza dunque tornerò a correre su strada.
In questo periodo cerco di limitare i lavori di quantità e provo a recuperare un pò di velocità con lavori specifici in pista anche se, per paura il tendine peggiori, non spingo come vorrei.
Continuo ad andare avanti, non mollo...e la corsa aiuta a non mollare!



giovedì 9 febbraio 2017

Nel fango dei cross...

Ho corso la prima tappa dei Cds a Castenaso: partita ad un ritmo di 3'38, mi sono trovata a crollare nelle collinette del secondo giro, a ridosso del terzo km: massima potenza aerobica. Sono stata però contenta: ho corso per la squadra e siamo arrivate quarte: cross corto di 3,5 km: 12'36 il mio tempo. 
Ed eccoci arrivati a febbraio...Con la testa verso la seconda fase dei Cds, ho corso, come consuetudine, il trofeo Lolli Auto, prima gara sociale dell'anno. E ho corso la gara con il mio peggior tempo di sempre, ma mi prendo come scusa il fatto che piovesse, tirasse vento e fosse freddo. Certo, queste condizioni c'erano per tutti... Le mie previsioni facevano sperare in una media di 4'15, cosa che non si è realizzata, dato che ho chiuso in 1'34.39. Steso il velo pietoso, ho affrontato la settimana, molto intensa dal punto di vista lavorativo... La preparazione settimanale per il cross di Correggio non ha decretato buoni tempi: si è aggiunta inoltre una contrattura al soleo che mi sto autosciogliendo. 
 Dato che la corsa è lo specchio dell'anima, un po' come lo sono gli occhi, ho compreso come i miei cali di rendimento siano dovuti a contesti ambientali per me difficili. Me ne faccio una ragione. So per certo che il mio fisico, non ritoccato artificialmente, ha bisogno del suo tempo per riassestarsi. Un po' come la testa...

domenica 22 gennaio 2017

Tre Comuni 5 anni dopo

E così, dopo una settimana travagliata alla ricerca di un passaggio (grazie a Marco, a Roberto e a Francois; quest'ultimo ha realizzato materialmente il passaggio) sono riuscita, dopo 5 anni, a correre la Tre Comuni, Nepi.
Mi sono un po' allontanata dall'ambiente locale, promettendomi di correre in zona più che altro le gare societarie.
Necessitavo ritornare a Roma: periodicamente mi piace confrontarmi con altri tecnici, osservando differenti metodi di allenamento. E non perdo occasione per ritrovare amici e correre gare "storiche", come questa.
Partita indietro, 2300 partenti, risentiro' molto dei primi km corsi ad imbuto, prendendo sempre più ampiezza nella falcata a mano a mano che la strada si liberera'.
Mentre correvo il passato mi riportava a molti ricordi legati allo splendido percorso: ricordo il salitone di 3 km, le discese e gli ingressi nei paesi. Clima ventilato, freddino ma ottimo per correre. Molto soddisfatta della salita del 13esimo km, corsa intorno ai 4'30 al km, e della media complessiva di 4'15 su tutta la gara, a testimonianza che i ritmi rallentati degli ultimi mesi stanno lentamente diventando un ricordo.
Bello ritrovare la gente del posto, bello rivedere la mia università e i miei luoghi di allenamento del passato. Amo Roma.
Domenica prossima sarà dedicata ai cross, prima tappa del campionato regionale, e dunque prima gara sociale con la Gabbi...
Il motore e' stato scaldato!!

lunedì 16 gennaio 2017

I benefici del viaggio...

Sentivo il bisogno di fare un viaggio, ma non pensavo che mi portasse a tanti benefici fisici e mentali...
Venivo da un periodo di influenza continua, al punto che non riuscivo più a correre ai miei ritmi: evitavo le gare che non fossero di società, alle quali partecipavo per attaccamento alla maglia. Prestazioni scandalose: la peggiore di tutte a Savignano, conclusa con un concerto di tosse. Ho poi voluto correre una faticosissima Forlì-Predappio: non andava e facevo fatica nelle salite che amavo tanto: così ho deciso di fermarmi. Antibiotici per una settimana: io, che li ho presi solo una volta nella mia vita e che evito persino la tachipirina...
Prima ancora dello stop, ricordo due prove di cross andate a ritmi deludenti, nonostante stessi andando meglio in quel genere di percorso che non in quelli più lunghi. E devo aggiungere che, dopo il ritiro a Livigno, ero uscita da un sovraccarico che mi aveva portato a correre la Maratona Alzheimer ad un ritmo non soddisfacente, e a non correre per nulla quella di Ravenna.
Dopo uno stacco di 5 giorni a Roma, dove non solo mi sono consultata con tecnici esperti, ma ho anche svolto il lungo di 34 km e ripetute in salita, sentivo già di stare meglio. Ma è dopo l'esperienza in Florida che mi sono sentita trasformata: in allenamento svolgo già ritmi migliori delle mie ultime gare del 2016, e ho ripreso a fare le ripetute in salita, seppur sotto la neve.
Il motivo del miglioramento può essere un discorso mentale, oppure una "purga" ai polmoni durante il volo... quel che so è che, dopo anni,  correrò la Tre Comuni e, finalmente, preparerò con la mia società i campionati regionali di cross....
A volte basta prendere il volo, staccare un attimo, e si torna più carichi che mai...


martedì 10 gennaio 2017

An American dream came true

È una scena che rimando spesso alla mia mente: un viaggio lungo, una maratona internazionale, una narrazione nel mio blog, durante l'attesa del volo di ritorno.
E anche la Walt Disney Marathon di Orlando e' andata: uno scalo in Canada, uno a Francoforte, poi il mio rientro in Italia.
Inizierò con il dire cosa mi è mancato: mi è mancato il gatto, il cibo, la facile locazione dei posti, i miei allievi, ovviamente la famiglia. Non mi è mancato un brutto clima di rapporti lavorativi che mi sta danneggiando, il freddo, la monotonia della piccola città. Ma amo il mio paese e sono convinta che sia il più bello al mondo.
Anche la medaglia era stupenda!

Un viaggio che mi è valso qualche anno di esperienza da ora in avanti, perché mi sono arrangiata in tutto, nonostante tanti piccoli inconvenienti, molti dei quali dovuti alla mia frettolosità negli eventi. Ora, guardandomi indietro, mi viene da sorridere ("Sometimes will look back on this and it will all seem funny").
Andata. Un volo perfetto, con sosta in Austria, Fischamendorf, dove non ho perso occasione per correre al mattino presto in una splendida cittadina. Freddo, ma neppure tanto: zero gradi.
Giungo ad Orlando da Francoforte giovedì sera: trasporto e meta in albergo ok.
Al mattino mi accoglie un caldo umido di 28 gradi, mentre nei due giorni successivi un freddo decisamente "unusual" per quelle zone. Passo due giorni interminabili tra bus (una corsa ogni 45 minuti), aeroporto per cambiare i soldi (nessuna banca lo fa) e, in compagnia di turisti americani, giungo all'ESPN sport, dopo aver percorso tutta Disneyworld: il centro e' qualcosa di meraviglioso per chi ama lo sport (pista a 9 corsie e un'infinità di aree verdi nelle quali correre, impianti per tutte le attività', compreso il fitness, che non è uno sport...). Il posto, dicevo, si trova dentro a Disneyworld, dal quale non ero poi locata così distante (soggiornavo in un residence con piscina-mai-usata a Kissimmee) ma essendo esso raggiungibile solo con i mezzi (la città è tagliata dalla Highway 192) si è trasformato tutto in un travaglio.
Non risultavo iscritta, non so perché: ho dovuto ripagare con carta di credito, nonostante tutti si sentissero: "so sorry" per la mia situazione. Alla chiusura delle iscrizioni, ore 16:10, ricevo il mio pettorale: ultima tra gli ultimi. Dopo aver sbagliato un po' di linee di autobus e aver patito troppo freddo, torno in albergo: la cena più veloce che potessi fare e' stata al mc Donald's: filet O'fish, 4 chicken mc nuggets e 4 cookies.La compagnia shuttle presso la quale avevo prenotato e pagato la trasferta in zona partenza mi fa sapere, dietro mia telefonata di conferma, di non potermi trasportare perché non c'era nessuna persona con me alle 4:20 del mattino, così chiamo un taxi e me la cavo con 20 euro.
Mattinata gelida....un freddo mai patito prima a causa del vento forte: decido di correre con la giacca della tuta, una maglia a maniche lunghe e la canotta. Mi scaldoSentivo il bisogno di fare un viaggio, ma non pensavo che mi portasse a tanti benefici fisici...
Venivo da un periodo di influenza continua, al punto che non riuscivo più a correre ai miei ritmi: evitavo le gare che non fossero di società, alle quali partecipavo per attaccamento alla maglia. Prestazioni scandalose: la peggiore di tutte a Savignano, conclusa con un concerto di tosse. Ho poi voluto correre una faticosissima Forlì-Predappio: non andava, così ho deciso di fermarmi. Antibiotici per una settimana: io, che li ho presi sono una volta nella mia vita, da bambina...
Prima ancora dello stop, ricordo due prove di cross andate a ritmi deludenti, nonostante stessi andando meglio in quel genere di percorso che non in quelli più lunghi. E devo aggiungere che, dopo il ritiro a Livigno, ero uscita da un sovraccarico che mi ha portato a correre la Maratona Alzheimer ad un ritmo non soddisfacente, e a non correre per nulla quella di Ravenna.
Dopo uno stacco di 5 giorni a Roma, dove non solo mi sono consultata con tecnici esperti, ma ho anche svolto il lungo di 34 km e ripetute in salita, sentivo già di stare meglio. Ma è' dopo l'esperienza in Florida che mi sono sentita trasformata: in allenamento svolgo già ritmi migliori delle mie ultime gare del 2016, e ho ripreso a fare le ripetute in salita, seppur sotto la neve.
Il motivo del miglioramento può essere un discorso mentale, oppure una "purga" ai polmoni durante il volo... quel che so è che, dopo anni,  correrò la Tre Comuni e, finalmente, preparerò con la mia società i campionati regionali di cross....
A volte basta prendere il volo, staccare un attimo, e si torna più carichi che mai.Sentivo il bisogno di fare un viaggio, ma non pensavo che mi portasse a tanti benefici fisici...
Venivo da un periodo di influenza continua, al punto che non riuscivo più a correre ai miei ritmi: evitavo le gare che non fossero di società, alle quali partecipavo per attaccamento alla maglia. Prestazioni scandalose: la peggiore di tutte a Savignano, conclusa con un concerto di tosse. Ho poi voluto correre una faticosissima Forlì-Predappio: non andava, così ho deciso di fermarmi. Antibiotici per una settimana: io, che li ho presi sono una volta nella mia vita, da bambina...
Prima ancora dello stop, ricordo due prove di cross andate a ritmi deludenti, nonostante stessi andando meglio in quel genere di percorso che non in quelli più lunghi. E devo aggiungere che, dopo il ritiro a Livigno, ero uscita da un sovraccarico che mi ha portato a correre la Maratona Alzheimer ad un ritmo non soddisfacente, e a non correre per nulla quella di Ravenna.
Dopo uno stacco di 5 giorni a Roma, dove non solo mi sono consultata con tecnici esperti, ma ho anche svolto il lungo di 34 km e ripetute in salita, sentivo già di stare meglio. Ma è' dopo l'esperienza in Florida che mi sono sentita trasformata: in allenamento svolgo già ritmi migliori delle mie ultime gare del 2016, e ho ripreso a fare le ripetute in salita, seppur sotto la neve.
Il motivo del miglioramento può essere un discorso mentale, oppure una "purga" ai polmoni durante il volo... quel che so è che, dopo anni,  correrò la Tre Comuni e, finalmente, preparerò con la mia società i campionati regionali di cross....
A volte basta prendere il volo, staccare un attimo, e si torna più carichi che mai.Sentivo il bisogno di fare un viaggio, ma non pensavo che mi portasse a tanti benefici fisici...
Venivo da un periodo di influenza continua, al punto che non riuscivo più a correre ai miei ritmi: evitavo le gare che non fossero di società, alle quali partecipavo per attaccamento alla maglia. Prestazioni scandalose: la peggiore di tutte a Savignano, conclusa con un concerto di tosse. Ho poi voluto correre una faticosissima Forlì-Predappio: non andava, così ho deciso di fermarmi. Antibiotici per una settimana: io, che li ho presi sono una volta nella mia vita, da bambina...
Prima ancora dello stop, ricordo due prove di cross andate a ritmi deludenti, nonostante stessi andando meglio in quel genere di percorso che non in quelli più lunghi. E devo aggiungere che, dopo il ritiro a Livigno, ero uscita da un sovraccarico che mi ha portato a correre la Maratona Alzheimer ad un ritmo non soddisfacente, e a non correre per nulla quella di Ravenna.
Dopo uno stacco di 5 giorni a Roma, dove non solo mi sono consultata con tecnici esperti, ma ho anche svolto il lungo di 34 km e ripetute in salita, sentivo già di stare meglio. Ma è' dopo l'esperienza in Florida che mi sono sentita trasformata: in allenamento svolgo già ritmi migliori delle mie ultime gare del 2016, e ho ripreso a fare le ripetute in salita, seppur sotto la neve.
Il motivo del miglioramento può essere un discorso mentale, oppure una "purga" ai polmoni durante il volo... quel che so è che, dopo anni,  correrò la Tre Comuni e, finalmente, preparerò con la mia società i campionati regionali di cross....
A volte basta prendere il volo, staccare un attimo, e si torna più carichi che mai. dopo 45 minuti. Eravamo 42mila partenti, con griglie dalla A alla Z. Io, seppur inserita nella C, parto dalla I perché imbottigliata. Fuochi d'artificio ad ogni start... emozioni uniche, dentro il parco più grande del mondo. Start alle 5:30.
Correre vedendo l'alba è stato veramente bello: incantevole il castello delle fiabe illuminato, splendide le aree verdi, trascinante la musica, simpatici i personaggi lungo le strade. Non ho guardato l'orologio ma solo cio' che ruotava intorno a me, tra il quale i km, perché le miglia mi mettevano in crisi (erano segnati ad ogni 5 percorsi).
Organizzazione eccellente, tanto, tanto tifo anche dentro il parco (impegnativo correrci). Ristori a volontà, anche in previsione del caldo, ben più comune ad Orlando. Sul momento di crisi, 28esimo circa, mi ritrovo a correre dentro il centro sportivo già citato e, alla visione che ci stavano portando anche dentro la pista a 9 corsie mi sono sentita emozionata. Splendido anche l'ingresso nello stadio del baseball, con tifo e cheerleders.
All'arrivo il mio garmin segna 43 km...stanchezza muscolare a causa della temperatura rigida: 3h32 il mio tempo. Un tempo che in Italia mi avrebbe deluso, ma del quale sono più che soddisfatta. Arrivo 14esima su 1506 donne di pari categoria, prima europea e trentesima su 10.000.
A causa del freddo non assisto alle premiazioni e mi passo un pomeriggio in bus tra il ritorno in aeroporto per cambiare i soldi che finivano di continuo, l'attesa delle linee, lente per il blocco del traffico, non prima però di aver lasciato la sacca con dentro i soldi nella zona opposta di Disneyworld e essermela fatta riportare da un autista gentilissimo, da me avvisato (ringrazio il mio inglese americano).
Ore 5:00, Epcot

Il giorno dopo viene dedicato a visite turistiche tra laghi e parchi: meritano, queste zone meritano davvero. Peccato per la sparatoria a Miami, vissuta con indifferenza ad Orlando, ed i ricorrenti usi di armi da fuoco anche tra poliziotti (c'è stato un evento proprio ieri).
Il ritorno, pianificato a Montreal, si e' poi spostato a Toronto, essendo l'aereo pieno... Vengo a sapere dal personale dell'aeroporto che per il solo transito in Canada e' necessario un visto con pagamento via carta di credito, così imparo anche questo e mi organizzo all'istante.
Partiro' per Toronto un'ora dopo rispetto a Montreal e arrivero' in una coltre di neve...L'aereo accumulerà sempre più ritardo, fino a rischiare di farmi perdere la coincidenza per Bologna. All'uscita dall'aeromobile mi trovo di fronte gli addetti Lufthansa che, per vie segrete, conducono me e altri 4 italiani direttamente all'aereo, che partirà comunque con mezz'ora di ritardo causa neve e aria calda da buttare sulle ali. Arrivo a Bologna serena e tranquilla, ma poi scopro che il mio bagaglio ha deciso di rimanere a Toronto,godendosi il freddo canadese... Chissà, forse sapeva che un ramo della mia famiglia ha vissuto a Montreal?
La sto ancora aspettando, con amore...

Go on anyway!

mercoledì 4 gennaio 2017

Buon Anno: direzione Orlando!!!

Buon anno a tutti, seppure in considerevole ritardo...
Dopo un abbondante mese di malattia bronchiale, grazie agli antibiotici, che mi hanno fatto compagnia per una settimana, piano piano sto tornando a stare bene e in forze...
Mancano pochi giorni alla Maratona di Orlando, la Walt Disney Marathon, e ho un po' accelerato la preparazione, svolgendo molti fondi medi e due importanti lunghi nella settimana precedente, dal 26 al 30.
Dopo mesi, infatti, sono tornata a Roma. Ho passato quattro giorni nei quali, dalla Laurentina, ho corso 34 km. Ho anche svolto un po' di salite in zona Eur, con tanto di allenamento sui gradini di un palazzo.
Inutile dire che mi mancava sia il clima che la splendida gente: i progetti per tornare ci sono, la voglia anche...
Al rientro a Cervia, accompagnata dal freddo, ho corso 20 km e 4x2000.
Quel che è fatto è fatto: voglio godermi la vacanza, il caldo che sicuramente ci sarà e vedermi un po' di Florida.
Prima tappa sarà a Vienna, poi Francoforte e poi, finalmente, Orlando... Dopo farò scarico e mi immedesimerò nella veste di turista: voglio correre per divertirmi, nel parco Disney più grande del mondo!

Anna Giunchi la maratoneta

Benvenuto sul blog di Anna...la maratoneta