L'Appia Run è una gara unica al mondo. Non so in quali altre parti del globo si possa correre a due passi dalla storia, su 4 pavimentazioni differenti: sanpietrini (e massi), asfalto, sterrato, pista. Il percorso quest'anno è stato reso ancora più duro dalla distanza allungata a 19km, vera prova fisica per chi, come me, purtroppo non riesce a svolgere collinari.
Eravamo 10.000 partenti e l'avvio alle 8.30 è stata decisamente un'ottima idea: sinceramente avrei piacere che anche altre gare seguissero questa prassi.
Il caldo iniziava a dire la sua e non nego di aver fatto fatica. Sono partita forte e fiduciosa, per poi fare i conti con salite, salite e sanpietrini.
Sono contentissima della mia prestazione, 4'34 al km, dal momento che tutto si può dire, meno che fosse un percorso veloce.
Arrivo prima di categoria anche questa volta.
Ci sono gare che ogni volta si prendono un pezzo di me.
Questa è una di quelle.
Dapprima perché nel campo delle terme ho iniziato la mia esperienza di allenatore di atletica, la seconda perché, essendo un evento importante, è sempre occasione per rivedere amici come Tonino, Luigi (c'era, anche se non ci siamo visti), i miei compagni di team.
Quest'anno inoltre mi è venuta incontro Desirée, una delle mie prime allieve, ora 29enne, nonchè disegnatrice delle ultime immagini delle medaglie della Appia Run, dal 2019 ad oggi (la mano della artista si vede). Mi ha riconosciuto perché stavo facendo i Cambi speciali, buttata a terra sull'asfalto. Mi ha chiesto se allenassi, mi ha detto che si ricorda di un periodo bellissimo, in cui tutti loro si divertivano da matti. Beh, questa è stata la ciliegina sulla torta, che ha coronato una giornata bellissima.
Ho vissuto periodi alterni una volta che ho lasciato Roma...non sempre ho avuto la riconoscenza che avrei voluto da chi ho allenato e confesso che la mia passione è stata scardinata a più riprese. Spesso si guarda a convenienza e non a qualità e tutt'ora verifico ingratitudine da parte di molto "passato". Non è tanto il vedere che cambiare società non porta a risultati sperati, dato che non si cambia in qualità, quanto il vedere le gare come gioco e non come crescita, tanto per fare caciara, o cambiare solo per spendere meno.
L'atletica in Italia funziona se c'è una base pedagogica e di studio specifico a supporto, ma in un ambiente dove spesso basta un semplice corso per lavorare, non sempre si nota quel che si vorrebbe.
A parte questo, ho provato veramente piacere nel ritrovare una mia allieva così gentile e a modo. Questa "visione", a partire da domani, mi porterà con un grande sorriso in campo.
I viaggi sono parte del mio desiderio e anche questa volta ho raggiunto gli amici, e gli amici si sono fatti trovare.
C'è tempo per dire Grazie a tutto questo: basta volerlo e fare di tutto affinchè accada.




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