C'è una tecnica in psicologia, che si chiama Flooding, in cui si "svuotano" gli eventi, per poi alleggerirli e ridurre i pensieri legati ad essi. Solitamente è una tecnica che funziona assai bene su un Io ben strutturato, soprattutto se è improntata su un dialogo efficace.
Beh, a dir la verità nessuno dialoga con me, e ho provato ad applicarmela, parlandomi.
Erano giorni che pensavo a questa Gara. Avevo una gran carica, ma anche un pò di timore.
"Perché sto vivendo con tensione un evento associato ad una cosa che serve unicamente per darmi benessere?" Perché avevo in testa la buona riuscita di questa gara?
Beh, senza autoanalizzarmi, i motivi erano tanti. Il primo: verificare se stessi uscendo dal periodo difficile legato a questa estate. Lo sport, come ho già scritto, favorisce il mio ascolto interiore.
Sopra questa risposta inserirei il voler fare una bella figura in occasione dal Trofeo Ex Alto, dedicata alle forze armate, in cui mi sentivo coinvolta per rappresentare il mio Esercito Cecchignola. Volevo inoltre ricambiare la splendida ospitalità avuta dalla Associazione dei Paracadutisti e dalla Guardia di Finanza, i quali mi avevano aperto le porte al bellissimo museo dentro la caserma di Predazzo.
Insomma, io a questa gara tenevo particolarmente e quando si ama una cosa, quando ci si dedica ad essa con impegno e passione, è normale avere i pensieri indirizzati ad una sua buona riuscita. Aggiungo poi che quando si sceglie qualcosa, senza che ci venga imposto da altri, vuol dire che lo si ama davvero.
Venendo alla gara: temevo il caldo, che purtroppo ci ha accompagnato, ma la mia forma mi ha consentito di arrivare bene al 22 esimo, rallentando nei 4km di salita finali.
Tutto prevedibile, dato che in allenamento non ho mai superato i 20km, ma posso ritenermi soddisfatta dei ritmi e del passaggio a 1h39 in mezza.
Ora ho un parametro cronometrico di riferimento, nonostante la mezza fosse per buona parte in discesa.
Con il tempo mi costruiro' per il rientro alle gare romane ad ottobre, lavorando con condizioni climatiche migliori.
Sono sempre dell'idea che ci si debba guardare indietro, ma non verso il passato remoto, e ogni step va riferito all'attimo prima, per migliorarlo senza troppi pensieri.
Sono stata molto contenta della mia gara e sopratutto sono fiera del mio trofeo Run Ex Alto, primo posto in una gara dopo tanto tempo.
Ogni esperienza di vita coincide con un viaggio, almeno per me.
Anche in questa occasione ho rivisto amici, c'è stato chi mi ha aiutato (Anna e Valentino), chi mi ha salutato e chi mi ha corso a fianco.
Lascio la Val di Fassa con la consapevolezza di avere ricevuto tanto.
La vita è fatta per donare. È dopo che si riceve.



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