Anna Giunchi Blog Personale


mercoledì 19 marzo 2025

Maratona di Roma 2025: tra il dare e darsi...


Non ho scritto a caldo nulla sulla mia mancata conclusione della Maratona di Roma. Aspettavo di ascoltare le mie sensazioni...a freddo.

Diciamo che l'elemento positivo è stato dato dalla programmazione della settimana di scarico generata dalla vicinanza all'evento, in cui avevo ripreso un buon passo dopo la mezza di Forlì. Questa settimana mi ha consentito di svolgere allenamenti molto positivi in termini di ritmo, con l'obiettivo di portare a casa un'altra bella mezza certificata tra tre giorni.
Cosa fosse successo nella mia testa lo sapevo: convinzione di non aver terminato la gara con le mie aspettative, per cui mi sono ritirata al 16esimo km.


Partita imponendomi un ritmo lento, non sentivo quel passo su misura per me. E davanti ai miei pensieri lineari avevo posto pensieri inversi, quelli di un countdown, legato a quanti km mancassero...perché mi stavo annoiando e non mi sentivo pienamente padrona del mio corpo.
E ho ragionato di logica agonistica, fresca di memoria delle mie 3h02, chiedendomi che senso avesse soffrire per concludere una gara con tempo mediocre.
Avevo sbagliato spirito.
Perché a Roma non si corre unicamente per fare il tempo.
Si corre per ritrovare amici lungo il percorso, per godersi una città transennata solo per noi e per gli altri 29000 atleti. Si corre per aiutare chi non può, per fare una staffetta benefica con la propria squadra. Si corre tanto per fare, cercando di arrivare al traguardo mettendosi al collo una medaglia stupenda.
Che mi serva da lezione, perché io invece volevo correre pretendendo di fare un buon tempo, battagliando con il cronometro, immaginando poi di arrivare fresca al traguardo.
Nulla sarebbe stato possibile. Non avevo i lunghi, non avevo la "testa".


E dunque compio un passo indietro, proseguendo un mio percorso di velocizzazione in mezza maratona, con allenamenti più brevi e più brillanti.
Perché forse non sono ancora pronta per una Maratona, e nel mio processo di ricostruzione devo inserire ancora qualche mattonella.
Beh, non ho concluso nulla nello scorso weekend, ma sento che ho un insegnamento da trarre.
A volte si può prendere una pausa dalla ricerca della propria "perfezione", provando un divertimento fine a se stesso, e non proiettato verso un buon risultato.
La mia severa dolcezza spesso fa a pugni con due concetti divergenti.
Mi ritrovo a tratti in differenti aspetti: ora sto chiedendo, ma so che sono anche in grado di darmi.

domenica 9 marzo 2025

FORLIVESE trapiantata a Roma


Io corro con i sentimenti, me ne rendo conto: essi mi spingono come un vento a favore, come scarpe superleggere, come il caffè del primo mattino.

Nella mia città, Forlì, non sarebbe potuto essere diversamente: ho corso come non mai.
Avevo dentro di me una voglia di riscatto dalla Roma-Ostia, andata male causa infortunio da sovraccarico e, pur scombussolando un pò i miei programmi preMaratona di Roma, ho deciso di correre 21 km a buon ritmo, per svegliarmi anche in vista della 42km, che mi sta distante a solo una settimana. Ero guarita definitivamente mercoledì scorso, trattata dal bravissimo Ramilli.



Così mi sono impostata un allenamento-test giovedì, dal quale sarebbe uscita una gara a 4'30 al km, con qualche possibilità di progressione.
Il percorso, perfettamente omologato, non era dei più semplici, ma mi ha permesso di prendermi 1h34.31, tempo che non vedevo da quasi 10 anni di gara.
Arrivo 4 assoluta, sotto gli occhi dei miei genitori, che della mia vita ne hanno viste di ogni.
Siamo partiti da piazza Saffi, e già al 1 km mi sono trovata davanti alla mia parrocchia di Santa Maria del Fiore...dopo poco ero già nella mia via di casa, per poi percorrere un tratto in cui mi ero allenata proprio il giorno prima; passiamo poi per via Pelacano, davanti alla casa dei miei nonni, al loro forno, e non potevo, a questo punto, non fare vedere loro il meglio di me: la mia parte sportiva, frutto di allenamento e (tanto) sacrificio.
Passiamo per lo Scientifico, la scuola di mio fratello Daniele, ora stabilmente a Londra, e ancora passo per via Decio Raggi, che mi portava al mio circolo di tennis (strada percorsa infinite volte), per poi passare in via Campo di Marte, dove ho giocato per 6 anni a calcio nell'Olimpia Forlì, che vanta anche una stagione in B (io ero la più scarsa della squadra, ma correvo...).
Gli ultimi 2 km sono stati un pò impegnativi, tra la Orsi e Mangelli, zona Fornaci, dove lavoro' mia nonna, per poi salutare quella stazione dei treni che mi vede quasi ogni weekend...parte finale su viale Bolognesi dopo aver passato il mio Liceo, e a questo punto, da Corso Diaz, l'arrivo era quasi ad un pugno.



Leggere quel tempo, sentire la cronaca del simpaticissimo Gianni Lacerenza, che mi descrive come una "Forlivese trapiantata a Roma e in giro per l'Italia", mi rende colma di gioia.
Mi fa crescere l'autostima, quella qualità che ti spinge ad andare oltre e a non mollare, neanche quando si sta imboccando un tunnel. 
Sì, lo sport che faccio è la copia di quella che sono: uno sport che non perdona, che richiede tempo, rigore e che non ammette momenti di non devozione.
Avrei tanto da narrare su quella che sono e quella che ero, e so che ogni volta che taglio un traguardo "Quella che sono" vince.
Sì, vince su "Quella che ero", la persona che alla partenza non sa come andrà la gara e si isola da tutti, quella che non vorrebbe partire, che sa che fatichera' per arrivare al traguardo.
Io vorrei insegnare questo ai miei allievi: lo sport è divertimento, ma per divertirsi occorre la serietà, la correttezza, la lealtà, l'impegno, e non sempre è necessario il gruppo: ad un certo punto occorre fare i conti da soli.
Per divertirsi bisogna rispettare tutto quello che circonda e caratterizza un campo di gara: il pubblico, i giudici, gli avversari, il percorso, noi stessi, il nostro allenatore.
"Quella che sono" oggi ha tagliato il traguardo e si è rivista su un podio nazionale, dopo aver passato in 21km le tappe della sua vita.
Ringrazio Forlì e la corsa, per avermi donato questo stupendo spettacolo, nella mia città.
Lo spettacolo per me continua: devo crescere e divertirmi ancora.

domenica 2 marzo 2025

Contrattura. Il libro...

Vi parlerò delle due mezze della Contrattura.
 


Accade che, quando si sta bene, si sottovaluti il rischio, ma il rischio ci vede e sa come fregarci.

Ci ricado spesso: sto bene, voglio gareggiare, non faccio regolarmente massaggi e pretendo, ogni domenica, di essere performante.
È il mio più grande difetto: voglio sempre eccellere, migliorare e, allo stesso tempo, sono rigida e programmatica nelle cose che faccio, al punto che neppure in vacanza conosco la parola "Riposo".
Così, la domenica prima della Roma-Ostia, ho deciso di correre la Valli e Pinete, 21 km tra asfalto e sterrato, andando pure bene: 1h37, tra Ravenna, Punta Marina e Marina di Ravenna.
Peccato che, a causa delle asperità del terreno, rimedio diverse contratture, che ho iniziato a sciogliere mercoledì, in diverse sedute di massaggi.


L'idea di correre la Roma-Ostia di una settimana dopo è stata incerta fino alla partenza, al momento in cui mi sono detta che avrei fatto fatica a terminare la gara anche ad un ritmo molto moderato.
Scaldandomi a poco a poco e tenendo una falcata molto corta, termino i 21km, pagando l'amarezza nell'aver buttato all'aria una possibile buona prestazione.
Ne esce comunque una bellissima giornata con il mio team e il piacere di aver corso, in alternativa allo starmene da sola a corricchiare piano in un parco.
In questo weekend che volge al termine, ho un pò di amaro in bocca per aver avuto questo intoppo. Sono molto esigente con me stessa e pensavo di aver raggiunto negli anni un pò meno rigore nei confronti degli impegni che prendo.
Non è così: sono una perfezionista, una razionale e testarda macchina da lavoro.
Nei momenti in cui prevale questa mia rigidità cerco di isolarmi, per non aver effetto sugli altri: studio e progetto, ragiono e medito.
Ho corso contro tanti dubbi e ringrazio le belle persone che ho avuto attorno.
Ho sentito il tifo di Marco, amico di sempre, e ho condiviso un bellissimo viaggio di ritorno con la mia squadra.



E ringrazio Raffaele, che è andato a ritirarmi il pettorale: non so se sarei andata, considerando i dolori muscolari che sentivo.
Ringrazio Rosario, che mi ha prestato i calzini sportivi che avevo dimenticato.
Tutto questo mi fa pensare che, per quanto caratterialmente tenda spesso ad isolarmi e crearmi degli spazi, sono gli altri che mi danno supporto, mi valorizzano e mi fanno stare bene. E sono stati proprio gli altri a farmi correre, oggi.

domenica 16 febbraio 2025

XMILIA A TUTTA!

 




C'è una cosa che incrementa facendo buoni risultati agonistici: la propria autostima.
 Nel mio caso poi, si diventa pure un pò sbruffoncelli.
Non da esternarlo, per carità, ma dentro di sè ci si loda, ci si carica, si scrive di sè.
Questo mio blog è un diario autobiografico, e spesso mi lascio andare a considerazioni strettamente personali. Chi mi legge sa che, in fondo, mostro la parte più pura di me.
Oggi c'era una gara resa per l'occasione magica: la XMILIA, organizzata dagli amici di Lbm alla Cecchignola. Era, ed è la cosa piu' importante, il memorial Giangiacomo Callegaris. 
Si correva per due giri dentro la città militare, con arrivo nella pista del Centro Olimpico, luogo nel quale ho lavorato e vissuto una parte formante della mia vita. Un luogo unico, che ogni sera, al rientro a casa, mi emozionava.
L'anno scorso corremmo a Tor Vergata, in un tracciato più semplice e sempre molto bello.
Quest'anno sono stata veramente contenta del mio 1h04.35, considerando che l'anno scorso impiegai due minuti in più.
Sono stata sorpresa di ritrovarmi nelle 10 posizioni assolute, con primo posto di categoria (bissando la classifica della Maga Circe).
Nella mia autostima, mi ritrovo a macinare tempi che facevo una decina di anni fa...e per me sarebbe stato impensabile.
Ho vissuto due rapidi giorni di relax passeggiando nella Caffarella, ritrovando i miei amici della società, e quelli di Lbm, ai quali devo un supporto e un aiuto che dovrò sdebitare.
Lascio una città baciata da un sole che non vedevo da una decina di giorni.
Il weekend è volato, ma mi è bastato per essere felice e anche fiera di me. Fiera dei miei sacrifici e della mia passione per la Corsa.







domenica 2 febbraio 2025

Maga Circe per un Giorno




Sono tornata a Sabaudia dopo anni, e ne conservo un ricordo vivo ed entusiasta.

Corsi una mezza una quindicina di anni fa, e ricordo bene che regalai la caciotta vinta al gestore dell'albergo.
Poi ci tornai per una 10km, e ancora per la Maratona, dove arrivai seconda con 3h12.
I posti mi piacciono moltissimo, e San Felice Circeo è veramente una bomboniera.
Tornarci per la 28km (30, in realta') è stato un rivivere tutto questo passato.
La Pontina, le varie località che passavano ai nostri occhi, e poi l'arrivo, riconoscendo la tipica architettura di Littoria...ricordi che prendevano corpo.
Un grazie ad Antonino, che mi ha permesso di trovare dei simpaticissimi compagni di viaggio, un grazie a Guido, che mi ha ritirato il pettorale, un grazie a Patrick, che mi ha riaccompagnato a Roma, un grazie a Saverio, che mi ha ritirato il premio.
Ogni volta che vado a Roma mi rendo conto che questa città è, per me, piena di Grazie.
E come molti partenti da Roma, arrivo a San Felice Circeo con un pò di stanchezza da viaggio e, partendo noi della 30km dietro la flotta della maratona, corro i primi 3km tranquilli, per poi chiudere ad una media di circa 4'40 al km.
Soffro il percorso, piuttosto vario e con tratti di vento, perfetto per allenarsi, ma provo gioia profonda nel correre ancora sul lungomare che dal Circeo porta a Sabaudia: indimenticabile.
La cosa più bella di questa esperienza è stata proprio l'aver corso in scenari unici, senza traffico e auto incarognite.


30 km di paesaggio e natura: un vero e proprio relax mentale e fisico.
Certo, la vescica al 21esimo km avrebbe potuto evitare di comparire, ma anche Loro, in fondo, fanno parte dello sport.
Concludo decima assoluta e prima di categoria, arricchendo la mia cantina di vino.
Ritorno ora da due giorni e mezzo di riscoperta di Roma, di un calendario lasciato in un internet point (troppi pensieri scolastici), di corse e passeggiate in Caffarella e di Appia Nuova.
Il mio cammino è sempre nuovo, ogni giorno.
Lo scopro facendo la cosa che amo.

domenica 26 gennaio 2025

Tre Comuni 2025: di nuovo attenta al cronometro


Ed anche la Tre Comuni mi porta a sorridere, ad avere fiducia in me stessa, a non chiedermi nessun "Perché?", prendendomi solo il bello di questo periodo positivo.

Nel 2024 corsi questa gara con 4 minuti in più sul groppone, mentre quest'anno, chiudendola in 1h44, posso veramente iniziare a lodarmi un pò.
22,6 km impegnativi, con molte variazioni di pendenza e salita di 5 km finale.
Con un pò di sicurezza, sapevo di stare bene ed ero partita sicura, sapendo di fare una buona gara, e così è stato.
Quest'anno siamo partiti da Castel Sant'Elia, per poi scendere a Nepi, risalendo a Civita Castellana, tornando alla partenza, divenuta Arrivo.


Non c'è un giorno in cui non pensi a cosa sia la causa nel farmi stare sempre meglio, e trovo risposta nel maggior consumo di frutta, nel minor stress al lavoro, nel clima in miglioramento, negli esercizi di forza che ho inserito nella mia programmazione, tesi a rinforzare il ginocchio sinistro.
Nelle scarpe nuove, perché no, nonostante stia andando meglio anche in allenamento, con altre calzature.


Senza avere certezze non ha senso scervellarsi...in fondo sto piano piano tornando ai tempi che avevo anni fa, e per la verità ero ancora più stupita del calo fisico che ho avuto per anni, del tutto "a picco".
È sempre bello chiedersi il "Perchè" dello stare bene, perché anche il pensiero aiuta nel godersi una fortuna.
La prossima settimana mi vedrà impegnata a correre 28km a Sabaudia: aprirò una finestra concreta verso la maratona di Roma. Sarò felice di portare a termine questo impegno.
Concludo un altro bellissimo weekend Romano, scivolato via, ma pronto a ritornare.
Perché la speranza è la forma concreta con cui si porta a realizzare i propri sogni.
Ed io, si sa, spero sempre, senza darmi limiti.

domenica 19 gennaio 2025

Miguel 2025 e Ricordi Vivi


Sono alla mia seconda gara dell'anno, dopo la mezza a Firenze e un 4x5000 che mi ha aperto la strada verso la preparazione per la Maratona di Roma, e sono tornata ad ambire.




Dedico molto tempo al mio sport, e a volte non mi sembra di farlo in maniera giusta; quando ho raggiunto buoni risultati, mi imponevo una certa "disciplina".

Il periodo difficile dell'ipertiroidismo può essersi definitivamente concluso; ho avuto una bronchite fastidiosa che mi ha limitato la preparazione per la maratona di Roma del 2024, ma adesso basta con le scuse...
Anziché lamentarmi o alimentare dubbi su risultati non miei, voglio unicamente impegnarmi a correre meglio, in salute. Mangiando meglio, dormendo meglio, allenandomi meglio, senza dimenticare che in questo sport non si improvvisa nulla, soprattutto se si prepara una 42km a Roma.


Scarpe nuove, programmi, vorrei rimettermi in gioco. In fondo questa è la mia passione, ed è una fortuna poterla esercitare.
Il rapporto con sè stessi è un pò come quello che si ha con gli altri: spesso si ha la sensazione di non aver dato abbastanza, e il mio sport merita di più.
Alla Corsa di Miguel, in mezzo a diecimila persone, ho sempre corso bene, perché sono i miei posti, ove mi sono formata come atleta e come tecnico. Venivo da una settimana stancante, ma piu' mi stanco durante la settimana, meglio rendo in gara.
Grazie ad una squadra fatta di belle persone, grazie a Gianfranco, che è una delle persone più buone e altruiste che conosca, ho corso bene.
E quindi ci sta la "tigna" nell'essere partita intruppata, nei cambi di direzione che ci han fatto rallentare, nel pensiero del "Sarei potuta andar meglio, se non fosse accaduto ciò".
Sento che comunque ho dato, anche se non si dà mai abbastanza, e mi porto a casa un 42'37 sui 10km (o poco meno) che, per me, è un buon auspicio.
Mi manca il Foro italico e mi mancano tutti quei luoghi del mio passato, in continuità con un presente sportivo.
Chissà perché, questa è la gara in cui rivedo quel periodo meraviglioso, frazionato in più stadi (non solo "stadi" sportivi).
E quindi mi rivedo a lezione e al "centro orientamento", rivedo la segreteria del palazzo H, i miei professori, il mitico Marco di Giustino...e ancora, il Foro Italico, i suoi campi da tennis e le mie lezioni sul centrale e al Pallacorda, ora "Pietrangeli"...per non parlare dello stadio del nuoto con la grande vasca in marmo, dove iniziavamo le lezioni alle 8.00 di mattina.
Mi rivedo con il buio a correre nei 500mt dello stadio dei Marmi, a insegnare ai bimbi e a dedicarmi alle salite al parco di Monte Mario.
C'è un puzzle marmoreo fatto di me in quelle strade e, anche se ora frequento un'altra zona di Roma, quando torno in quei luoghi ho sempre la convinzione che nulla sia cambiato.
Tutto quello che è stato è ancora incollato indosso a me, e spesso mi sento come un centurione, cui questa corazza ha costituito una identità.
Lavoravo, studiavo, mi allenavo.
Oggi torno da turista, per prendere un attimo di respiro.
E per correre ancora forte.

Anna Giunchi la maratoneta

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