Lavorando a scuola, rifletto spesso su questo concetto: la nostra cultura si sta restringendo sempre di più verso l'immagine. La vista è il nostro senso più "diretto" (non quello più sviluppato) e conseguentemente il sistema scolastico sta privilegiando insegnamenti legati all'uso di supporti tecnologici, che non i metodi classici, basati sulla manipolazione, l'olfatto o la fonetica. Ritengo che questa sia la causa principale legata all'incremento di alunni con difficoltà di calcolo, di linguaggio, di grafìa. Certo, programmare una lezione con un abaco è molto più complesso che non mostrare ai ragazzi un tutorial su come contare, ma quanto abbiamo imparato, ad esempio, dalla sillabazione?
Tutto questo per collegarmi ad un discorso autoriferito: per quanto io mi imponga di sviluppare tanti aspetti del pratico, utilizzando i 5 sensi, mi rendo conto che la "potenza" del visivo ha catturato anche me.
Il "vedere" le persone, piuttosto che il sentirle o, peggio ancora, lo scriverle via messaggio, rinforza i legami, li rende più forti e vivi.
Perché quando si vede qualcuno, soprattutto se quel qualcuno non abita vicino, si arriva persino a chiarirsi su punti in sospeso, perché vi sono tanti aspetti del non verbale che chiariscono e tolgono dubbi ai legami.
Questo weekend abbiamo avuto la cena con i miei colleghi della società sportiva dell'Esercito Cecchignola, e dopo quella bellissima serata sento che i legami tra noi si sono ancora più rafforzati.
Perché il vedersi fuori dagli schemi "imposti" ha un alto impatto emotivo.
E io, dal mio canto, do grosso valore a chi, oltre che a sentirmi, trova lo spazio e la voglia di vedermi.
Corriamo per l'autismo, Villa Ada.
Ho corso una gara bellissima, alla quale non manco da anni, e pur non essendo nel mio periodo di forma, ho corso con la voglia e l'onore di rappresentare tutte quelle persone che hanno in comune con me quella bellissima divisa.
Ieri sera Ivano mi ha dato modo di cercare di esprimermi su quello che provo, su come mi sento, e sono grata a lui per avermi chiamato apposta, facendomi sedere, per farmi parlare del mio attaccamento a questo gruppo sportivo.
Oggi poi ho vissuto altre belle esperienze: la riflessione che mi ha fatto Paolo sulle mie esigenze caratteriali agonistiche (e ha ragione da vendere), la bellissima compagnia di Maria Laura, sempre sorridente e genuina.
Mentre ripartivo per l'ennesima volta con un treno velocissimo, pensavo alla mia voglia di rimettermi in gioco nel 2026.
Perché Roma ormai è la mia casa a colori, nella quale vivo e coltivo speranze.
Grazie a queste persone che mi hanno reso più fiera, più forte in questo weekend.
A volte basta poco, ma quel poco per me è veramente tanto.
Ho corso una gara bellissima, alla quale non manco da anni, e pur non essendo nel mio periodo di forma, ho corso con la voglia e l'onore di rappresentare tutte quelle persone che hanno in comune con me quella bellissima divisa.
Ieri sera Ivano mi ha dato modo di cercare di esprimermi su quello che provo, su come mi sento, e sono grata a lui per avermi chiamato apposta, facendomi sedere, per farmi parlare del mio attaccamento a questo gruppo sportivo.
Oggi poi ho vissuto altre belle esperienze: la riflessione che mi ha fatto Paolo sulle mie esigenze caratteriali agonistiche (e ha ragione da vendere), la bellissima compagnia di Maria Laura, sempre sorridente e genuina.
Mentre ripartivo per l'ennesima volta con un treno velocissimo, pensavo alla mia voglia di rimettermi in gioco nel 2026.
Perché Roma ormai è la mia casa a colori, nella quale vivo e coltivo speranze.
Grazie a queste persone che mi hanno reso più fiera, più forte in questo weekend.
A volte basta poco, ma quel poco per me è veramente tanto.





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