Anna Giunchi Blog Personale


domenica 15 ottobre 2023

Iniziamo con 15...

 I weekend sono sempre da me tanto attesi, e la attesa mi consola della loro fugacita', perché pensandoli prima, ne allungo la durata in astratto.

Questo weekend, perfetto per orari treni e senza alcun imprevisto, è stato impegnativo fisicamente e psicologicamente, ma mi ha dato molto. Ho ricevuto tanto da questa città, oggi, come ieri, come negli anni.
Non sono solita piangermi addosso perché cerco sempre la "lotta", l'impegno anche quando sono in periodi psicologicamente sereni, perché sono una agonista di me stessa. Amo sfidarmi.
Si aprirà per me un periodo nuovo, che prendo come un cammino da percorrere, del tutto necessario.
Nel 2006 mi introdussi dentro un periodo lungo e impegnativo, dal quale uscii grazie alla finalità verso la Maratona di Roma, e anche questa volta (forse devo pensarci un filino di piu') sono pronta, dopo 5 anni, a correre ancora una 42 km, proprio nella Capitale, che mi ha donato tanto, anche questa cognizione.
Penso che ieri sia stata proprio lei a darmi questo input forzato, e l'ho ascoltata.
E stamattina, correndo i 15 km della Urbs Mundi, non posso dire di non aver fatto fatica. Umidità, percorso impegnativo...in parte tracciando itinerari propri della Maratona.
In settimana ho corso i 3x5000, e la media avuta in questa occasione non ha sfatato la prevedibilità dei ritmi. A parziale scusante mia, avevo un mattone in testa, che temevo mi condizionasse: un pò lo ha fatto, soprattutto alla partenza.

Sono sempre così, in fondo: quando qualcosa mi spezza le mie comode (e spesso faticose) routine, fatico ad accettarlo e ci elaboro attorno troppi pensieri.
Prenderò tutto questo come "due strade parallele": una, la più divertente, mi porterà a correre ancora la Maratona di Roma.
Sarò pronta? Farò in modo di esserlo.
Occorre misurarsi, sempre, per poi lasciarsi andare al divertimento, divertimento anche per provare una sana fatica.
Grazie, Roma. Weekend bellissimo, e solo tu puoi.



domenica 8 ottobre 2023

Cecchignola 2023

 

Il tempo scavalca le giornate e, nonostante il clima stia traendo del tutto in inganno, sono già in rientro da Roma, e mi pareva estate. È terminata la splendida gara organizzata dalla mia società e da LBM Sport, quest'anno con un tetto di quasi mille iscritti, nonché rappresentanza di scuole militari e bersaglieri: Corri alla Cecchignola, 10km.

Succede che in questi eventi ci si carichi di emozioni e frammenti di gioia talmente massivi, che non si riesca poi a richiamarli alla mente tutti...e figurarsi se si riesce poi a scriverli...


E non scriverò tutto, forse parleranno le immagini.

Potrei parlare della mia gara.
Non ero convinta di poter fare bene, perché purtroppo la mia permanenza è stata brevissima e in mattinata sentivo il carico della mia settimana scolastica.
Ho corso partendo forte, conoscendo il percorso impegnativo (per me bellissimo, perché si corre dentro i vari reparti della città militare...qualcosa di unico), ma sono andata al limite fino alla fine. Era da tanto che non vivevo queste sensazioni che, seppur faticose, mi temprano e mi caricano.
Valutando la mia Race for the Cure, avrei potuto fare una trentina di secondi meglio, ma chiudo con 44'53 che, a distanza di un anno dal mio 46' sul medesimo percorso, mi rende più che soddisfatta.
E ancora più emozionante è stato ritrovare la mia squadra, persone che hanno dato anima e cuore per fare riuscire questa manifestazione. Ho rivisto, in questi due giorni, amici che non perderò mai.
Ho ritrovato i passaggi di anni per me indimenticabili, che apprezzo soprattutto ora che non sono più quella che ero.
Non ho più la tiroide che mi sballotta la realtà a modo suo: ora sto bene e sto tornando anche a sentirmi forte.
Credo in quello che faccio. Credo in quello che posso ancora fare.

domenica 24 settembre 2023

Race. Solidarietà e sprint


Foglietti di emozioni e ricordi messi insieme, per crearmi un libro da sfogliare.

La Race for the Cure, manifestazione alla quale partecipai fin dalla prima edizione, a Roma, per poi distribuirmi tra Roma e Bologna. Dietro di essa l'impronta sociale e di sensibilizzazione, vero e proprio motore dell'evento. Tornare per me vuol dire richiamare alla mente tutto ciò che mi hanno trasmesso le varie edizioni, con ogni volta la giunzione di qualcosa di nuovo. Esserci è sempre bello.
Un evento, questo, in cui al colore rosa è sempre associata una profonda riflessione.
E poi, Bologna, città alla quale sarò sempre legatissima, ricca per me di significato, di valore legato ai miei studi, di quella rosa di incanto che la rende sempre una piccola perla tra i portici e le sue porte.
Un nubifragio sabato pomeriggio ha un po' preoccupato i tanti volontari ma, e qualcuno lo ha scritto prima di me, dopo la pioggia viene sempre il sereno, e domenica il sole ha scaldato i giardini Margherita.
Ho corso con in testa un mantra: dare tutto, perché "tanto è breve".

E finalmente ho raggiunto un crono che mi ha soddisfatto: 20'33 (real time) sui 5km, quasi tutti nel centro di Bologna, e per premio (prima di categoria), ho vinto una mortadella enorme. In una cornice di un evento con priorità di sensibilità sociale, verso la prevenzione, un pensiero sprizzato via durante questa corsa a rotta di collo (almeno per me). Un pensiero sulla Forza. Ho smesso di basarmi esclusivamente sulla forza mentale, prevaricando il "soma". È necessario che il fisico possa seguire la severità e l'imposizione mentale; mi ci sono voluti anni per riprendere a stare come avrei voluto da tempo. Ma tutto questo è stato possibile solo grazie ad un "piano di intervento" per mantenere, recuperare e incrementare la forza fisica, che se carente può influire anche su quella mentale. Il tutto sempre tenendo alla base un ideale di sport e di vita leale, con gli altri e con me stessa. La testa può fare tanto, ma il corpo spesso ha bisogno di aiuto. Un abbraccio a chi lotta per cose più serie delle mie; il mio pensiero spesso è camuffato, ma è sempre con voi. 

domenica 17 settembre 2023

Ali ai piedi

Eurofighter

Corsa per il 100enario dell'Aeronautica militare, nel bellissimo scenario del centro sportivo di Vigna di Valle.
Potrei scrivere per ore, sulle emozioni che mi dà la parola "volo", sulla mia passione per gli aeroplani, sul fascino e lo stupore che ha sempre esercitato in me l'abilità di poter colmare, attraverso studi di princìpi di fisica, questa nostra incapacità organica. Noi non sappiamo volare, ma abbiamo imparato a come farlo. Mio babbo è pilota.
Ho corso una gara a circuito di 10,3km, in una giornata ancora calda, con lo sfondo del bellissimo lago di Anguillara. Un percorso vario, composto da 5 giri, tra la pista del centro sportivo, la strada che si affaccia sul lago e il pave' della salita. Ho spinto, sentivo di poterlo fare, e mi sono presa un secondo posto assoluto, che ho mantenuto fino alla fine. E ci tenevo particolarmente...per la ricorrenza della manifestazione, per i premi a tema Centenario, per dimostrare a me stessa che, se voglio, posso conquistare ancora qualcosa.
Ridotto considerevolmente il mio dolore da borsite retrocalcaneare, posso dire di aver ripreso ad allenarmi un pò meglio.

Non correvo in gara da 15 giorni, dopo la 12 km collinare di Longiano, segnata da un clima particolarmente caldo, e mi ero conservata un po' di energie per correre una buona gara oggi.
Ho riflettuto, ho pensato, ho portato dentro quanto avvenuto il giorno prima a Caselle, Torino, e un po' ho pensato ai nostri sentimenti collettivi, spesso dirottati verso i nostri egoismi.
Penso spesso a questo. Penso all'incapacita' di mettersi nei panni dell'altro. Penso alla nostra paura verso un ascolto attivo. Penso al nostro fuggire.
A volte vi sono eventi che ci avvicinano emotivamente, ma poi ci allontaniamo nuovamente, quasi a rimuoverli. Perché la sensibilità, a volte, si delinea a tratti. Sale e scende come un sentiero da percorrere.
Scrivo di me, scrivo dei miei traguardi, parlo di corsa e la uso come metafora di vita.
A volte, durante un percorso, corro a rotta di collo con l'intento di arrivare. A volte mi fermo a pensare.
Forse, oggi, mentre correvo, ho avuto la sensazione di essermi fermata un attimo. Pensando.
E chissà se oggi sono stata nel giusto...



venerdì 1 settembre 2023

Il mio ultimo giorno di scuola


 A poche ore dal mio atterraggio in terra italica, avevo in testa ancora molta confusione. Era questo il mio ultimo giorno di scuola: 31 agosto 2023.

Ho sempre pensato di essere un personaggio atipico, o forse me lo sono imposto senza esserlo davvero, perché nessuno mi ha mai fatto sentire come tale.
E così i miei colleghi erano i compagni di volo che avevano condiviso con me un viaggio bellissimo. E in parte era vero, anche se non erano atterrati con me dal Perù. Pensavo ancora in spagnolo, poi in inglese, ma quella che sentivo in quel momento era chiaramente la mia lingua. 
Sul destino di ognuno di noi, ho sempre ascoltato differenti teorie, senza sapere bene quale sposare. So che ho sempre pensato ci fosse un libero arbitrio, ma non so tuttora dire se ognuno di noi scelga liberamente il proprio destino, o se sia piuttosto il destino che decida di frullarci e di fare di noi quello che gli pare. Come quando scopri che il tuo volo è andato bene, mentre poche ore prima la stessa tratta è stata investita da una forte turbolenza: forse anche questo è destino, ma lo hai scelto tu senza saperlo o lo ha deciso "lui"?
Penso che il mio destino, scelto o no, sia quello di viaggiare ancora; è l'unica spiegazione che do ad un bellissimo percorso interrotto, che ho vissuto sorvolando nei luoghi più belli che i rapporti umani, coinvolgenti colleghi, dirigenti, collaboratori e ragazzi possano visitare.
Penso che il "destino" deciderà quando fermarmi, ma per ora devo liberarmi un attimo dalle scaglie del jet lag, per realizzare che ieri è stato veramente il mio ultimo giorno di scuola.
Ne porto la medaglia al collo, e dietro una medaglia ci sono sempre delle conquiste, dei doni dati, dei doni ricevuti e tanto, tantissimo allenamento.
Mi mancherà tutto questo, ma dopo ogni viaggio prometto sempre a me stessa che tornerò. E so che sarà un destino che avrò fortemente voluto io.

mercoledì 30 agosto 2023

Peru' es magico

 



Lima 2023. Partita e già tornata.
Durante i miei lunghi voli transoceanici per arrivare a Lima, guardando in cabina diversi film americani, ho notato come spesso si faccia riferimento al Perù come ad un luogo completamente diverso, soprattutto culturalmente, dagli Stati Uniti. Spesso vengono fatti riferimenti archeologici, non solo per rimarcare la sua distanza locale, ma anche temporale. E sto parlando degli USA, che stanno a 6 ore di volo, con riferimento ad Atlanta.
Per me, proveniente da Milano Malpensa, dopo 17 ore di voli effettivi e due scali tra New York e Atlanta (solo Atlanta, per fortuna, al ritorno), il viaggio e la distanza percorsa durante esso assumono un qualcosa di infinito.
Perché il planisfero trae in inganno, ma quando si è in volo tutte le sue "curve" si vedono e si sentono eccome. E già quando ero a New York, con le sue 6 ore di anticipo, il mio paese appariva già lontano.
Quando si effettua un viaggio così lungo, ci si accorge di sapersi organizzare con diversi piani di intervento. Avevo con me due cellulari e il tablet, due carte di credito e, soprattutto, in Perù mi ha accolto Daniel, che ringrazio di cuore, che mi ha aiutato con i trasporti a Lima città. Il viaggio è andato alla grande.
Dall'aeroporto, in andata e ritorno, avevo Nelson, un autista gentilissimo che mi ha risparmiato moltissimi disagi nel trasporto. Gentile e cordiale.
Ottima accoglienza anche nel mio albergo, dove le guardie hanno avuto la pazienza di aprirmi e chiudermi l'ingresso quando andavo a correre al mattino presto (o alla notte, nel caso del giorno prima del volo).
Il popolo, ma questo si è sempre saputo, è ospitale, di cuore, con ben chiaro il senso della vita e dei rapporti interpersonali. Sono persone che conoscono il rispetto, che si prendono cura del turista e sono sempre disposte a dare un aiuto nella richiesta di indicazioni pratiche.
Ho corso una gara transoceanica dopo anni, e questo per me ha significato un po' un rinascere: ritrovarmi in mezzo a migliaia (15.000) di persone, mettendo il primo piano l'esperienza turistica rispetto a quella agonistica (anche se, nel mio caso, non è mai del tutto vero). Ho corso dall'altra parte del mondo.
Una città che ci ha accolto con il proprio calore, una bellissima organizzazione ed un percorso che ti leva le briglie della gran voglia di correre. Primi 10km corribili, altra metà con pendenza, ma complessivamente una 21km meno impegnativa di altre gare internazionali.
Ed ho rivisto Miraflores, la zona dove ho soggiornato, un vero e proprio gioiello immerso nel verde e nel lusso; ho corso lungo un viale che non finiva mai, con una interminabile catena umana che ci incitava.
E ho pensato e parlato in inglese e spagnolo perché tra le esperienze più istruttive di un viaggio, c'è anche l'immersione dentro la vera e propria lingua parlata nel posto.
I paesaggi, con particolare menzione verso la Serra, la collina sulla quale erge la città, sono incantevoli e l'oceano ha sempre quel "che" che allude a maestosità e rispetto.
E se all'andata, stressata dalla sedentarietà imposta dal viaggio, abbia ipotizzato un dubbio sul viaggiare ancora fino a mete così lontane, al ritorno, arricchita dalla medaglia e dai paesaggi, mi sono levata dal capo questo dubbio. Viaggiare è vivere, e la mia vita è anche viaggiare.
Quel verde così ben curato, i Churros, i gatti che appartengono a tutto il Municipio, i surfisti, la ciclabile su tutta la costa e gli sportivi che condividevano con me questo stile di vita, sono solo alcuni degli aspetti che questa terra mi ha tatuato nel cuore.
E non ho visto un mondo, fatto di paesaggi unici e diversissimi, che rappresenta l'altra fetta di questa terra vastissima. Buono a sapersi.
Torno a Malpensa piena di emozioni. Più ricca, più felice e, chissà, forse anche più saggia.
Que lindo es el Perù.








martedì 15 agosto 2023

Südtirol schon in meinem Herzen


Un viaggio che è stato tutto un programma.

Del quale potrei scrivere molto di più rispetto a quello che farei di una esperienza transoceanica.
Non ero partita con l'intenzione di andare in montagna, questa estate, al momento in cui avevo pianificato il viaggio in Perù, con partenza il 23 agosto, del quale scrivo spesso.
Tuttavia, in una decina di giorni per me un po' particolari, ho deciso di concendermi, in questo mese di ferie (ma non dall'atletica e dagli allenamenti dei ragazzi), 5 giorni tra Vipiteno, Selva di Val gardena, Ortisei, Campo di Trens (li' con sosta per tre giorni). Un viaggio itinerante, in cui mi sono voluta trattare bene, dentro strutture veramente accoglienti e con ogni comfort possibile, a partire da quello per me più importante: il panorama.
Ho voluto conoscere Campo di Trens, dopo 3 anni in cui mi batteva nella testa questo nome...nel periodo Covid, infatti, vedevo spesso postate sui social delle foto con la sua stazione innevata e il meraviglioso trenino colorato. È bastato questo e mi son detta: "Visiterò questo Campo di Trens". E la località, veramente carina, meritava tutto. Nel primo giorno, stando più verso Vipiteno che verso Trens, ho corso sulla ciclabile a ridosso del fiume Isarco, perdendomi un po' a Vipiteno e girando un po' a caso.
Sono poi tornata in Val Gardena, correndo fin quasi in cima al passo Gardena, per poi sostare ad Ortisei, anche per comprare le lenti a contatto (in mattinata una di loro, sono due, si è tuffata per sempre nel lavandino, perché le piaceva l'albergo). Sono quindi rimasta per tre giorni a Campo di Trens, con stallo in un albergo stupendo, con tanto di piscina nella quale, facendo a volte slalom tra le persone che parevano spiaggiate come le balene, ma che però si trovavano in acqua, mi concedevo 40 minuti serali di nuoto, dopo l'allenamento mattutino e il trekking. Ho scoperto che l'unica maniera per allontanare la gente è nuotare a delfino, ma che sia un delfino bello largo, soprattutto di braccia.
In questa vacanze ho fallito due missioni: nella prima, quella di correre fino al Brennero, sulla ciclabile; mi sono arrestata a Colle Isarco, aspettando poi un'ora il treno per tornare a Campo di Trens, ammazzando il tempo facendo dei plank nel parcheggio; la seconda, lo stesso giorno, per non essere arrivata al confine austriaco, ma aver mollato negli ultimi 6km di tornanti, condizionata anche dal non trovare mezzi di ritorno per Campo di Trens.
Per il resto, sono salita nella montagna sopra il santuario di Trens, a 1800 mt, masticando dolcissimi tornanti, e ho pure dedicato qualche ora al centro di Vipiteno.


Conosco bene la Val Gardena, ma le valli attorno a Vipiteno (purtroppo ho visitato solo la val di Vizze), mi erano del tutto sconosciute. Sono posti bellissimi, che si sono aperti alla mia vista con le loro infinite novità, tutte da scoprire su vari versanti.
Ciò che è nuovo, e lo ho sempre detto, mi stuzzica molto, mi rende viva e curiosa.
Torno da questa vacanza (carica di sport) con una gran voglia di condividere la mia esperienza, di trasmettere il benessere che un viaggio del genere possa generare.
Per la verità, so che non parlerò di nulla, terrò tutto dentro, ma che importa? Chi mi conosce bene mi leggera' la gioia di questa esperienza negli occhi. E mi basterà.
Estoy lista por Lima.



Anna Giunchi la maratoneta

Benvenuto sul blog di Anna...la maratoneta