Anna Giunchi Blog Personale

giovedì 25 agosto 2016

Un malinconico ritorno da Livigno

Due giorni di allenamento a Sankt Moritz, lungo il lago e nella piana in zona aeroporto

15 giorni in altura. Badando bene a non strafare... Così sono tornata a Livigno, zona Val Nera, per due settimane di allenamento. Quest'anno ho sopportato molto meglio l'altura, sebbene sentissi il prevedibile affaticamento, e dal nono giorno iniziavo a stare decisamente bene. La compagnia non poteva essere migliore: tra tutti eravamo una ventina, tra cui atleti professionisti in fase di preparazione. Avevo solo da imparare.
Ho iniziato il mio programma correndo 45 minuti alla sera, facendo prima tappa al lago di Resia. Nei giorni successivi svolgevo dei bigiornalieri con corsa lenta e, una volta a settimana, circuit training di forza. Ho iniziato, dopo 4 giorni, a fare il lungo di 25 km, prendendo anche un po' di pioggia, ma non posso lamentarmi del tempo, decisamente buono per correre... Poi ho iniziato con le variazioni e, domenica 14 agosto, un fondo medio di 18 km in Svizzera, in occasione di una gara a Scuol. Un percorso splendido, immerso in un bosco da favola, perfettamente corribile. Non ero in condizione di spingere e ho conquistato un sesto posto di categoria, contentissima di questa esperienza. Ho cercato di non strafare neppure il martedì successivo, quando ho corso 6x2000 nel percorso Baldini. 

La mia seconda gara in Svizzera, dopo la Stralugano del 2007. Mi trovavo a Scuol, Canton Grigioni

E non sono andati neppure male, questi 6x2000. Certo, ad ogni giro dovevo fare i conti con i 600 mt in salita del circuito, ma ad ogni giro era sempre più viva la voglia di correre. Ho anche svolto, giovedì 18 agosto, 14x400, per mantenere viva la velocità. Ogni giorno stavo sempre meglio.
Sabato mattina, sul punto della partenza, stavo benissimo: 15 giorni, dunque, sono il minimo per poter poi allenarsi in buone condizioni a livello di respirazione.
Rientro A Cervia sabato 20 agosto, pomeriggio, passando per Aprica. La mia buona volontà mi ha portato, domenica 21 agosto, a correre la “5 passi in Val Carlina”: esserci tanto per esserci, perché mi ci vorra’ almeno un’altra settimana per ambientarmi.
Al mio rientro a Cervia, niente di nuovo. Solo un po’ di nostalgia e rammarico nel vedere gente che si allena con superficialità, senza volontà e piacere verso le cose che fa. Rammarico nel vedere anche allenatori, o presunti tali, poco preparati, poco vogliosi di veder crescere i giovani atleti.
Inutile ripetere come questi 15 giorni, a contatto con veri professionisti, siano stati per me anche fonte di insegnamento. A certi livelli si arriva solo facendo le cose con serietà, credendoci fino in fondo.
Il mio dopo si deciderà a breve: ho passato la selezione per istruttori nelle scuole Fidal del Lazio: spero di poter dare un contributo al movimento dell'atletica, trasmettendo a più non posso la mia passione...


Ci siamo anche allenati a 2300, sul passo del Bernina

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