Anna Giunchi Blog Personale

lunedì 19 maggio 2014

Nel cuore dell'Europa


Ettari di parco...Foresta di Soignes

Forse sarà il mio impegno elettorale (mi candido come consigliere comunale per le amministrative 2014 nel comune di Forlì), ma ultimamente mi sto guardando molto intorno. Cerco, insomma, di guardare altre realtà, differenti dalla mia, valutandone pregi, difetti, semplici differenze. In Italia molte cose non vanno, e penso sia una questione che parta da una mentalità sbagliata, non educata a certi principi e consuetudini che dovrebbero apparire scontati, ma che in realtà non sono. Certi valori, certi comportamenti possono essere appresi, ma sono convinta che, molto spesso, dipenda un pò tutta da due fattori: volontà e umiltà.
Volontà nel senso di desiderio di apprendere, desiderio di fare proprio qualunque dono ci venga dato da chi abbia vissuto esperienze diverse dalle nostre. Umiltà, fattore collegato al primo, anche se apparentemente non sembra, in quanto si riconosce e si considera a priori la possibilità di sbagliare, cogliendo quindi l'occasione per imparare dagli errori e conseguentemente apprendere da chi possa poi aiutarci, in futuro, a sbagliare meno.
Una popolazione civile non ha bisogno di pensare a certe consuetudini. Ecco, molto spesso noi italiani "pensiamo" a quelle che appaiono consuetudini, ma che in realtà non lo sono in quanto se le pensiamo non sono per noi naturali: non commettiamo infrazioni solo se notiamo una pattuglia di polizia, perchè nel nostro popolo non c'è affatto quel principio detto dell'onestà; se notiamo un portafoglio per strada raramente non lo priviamo dei bigliettoni; gettiamo molto spesso le cartacce per terra perchè "tanto c'è chi pulisce; consideriamo la raccolta indifferenziata, presente in Belgio da 25 anni, come una seccante imposizione. E potrei fare tanti, tanti altri esempi, a partire dal nostro andare a "casaccio" in bicicletta, mentre nel Nord Europa vi si attiene a norme di circolazione a tutti gli effetti.


Sono stata tre giorni (due, per la verità) a Bruxelles, e ho notato come una piccola nazione come il Belgio sia in grado di garantire sicurezza, ordine e dignità ai propri abitanti. A Tervueren, zona "fiamminga", vi sono ettari di bosco e verdissimi, estesi parchi, ove nel fine settimana molti gruppi di giovani e famiglie organizzano picnic, ma non si nota alcuna una cartaccia per terra. E, personalmente, non ho notato cestini dell'immondizia. Lunedì mattina, durante il mio allenamento mattutino, non ho visto gente dormire sulle panchine o padroni maleducati che lasciassero sporcare il cane liberamente. Non ho notato una sola pattuglia di polizia, perchè lì non è necessaria.
Non ho notato suonate di clacson ai semafori e, quando capitava di chiedere informazioni, nessuno mi ha dato le spalle intimorito o mi ha fornito indicazioni sbagliate per divertirsi. E sto parlando di comportamenti, di consuetudini.
L'autostrada non è a pagamento e vi sono spesso limiti di velocità rigidamente rispettati. I musei non sono a pagamento, e neppure i monumenti storici. La cultura NON E' a pagamento.
I corridori che volessero partecipare a competizioni interne al Belgio devono versare una quota di 160 euro annue (comprensive di visita medica) che permette loro di avere un unico pettorale partecipando a tutte le gare che si vogliano.
La gente, inoltre, è ospitale e gentile (sono stata prelevata dall'aeroporto a 70 km di distanza, vitto, alloggio e pettorale); il lavoro si trova, ma qualificato.
Non so se in Italia vi sia ancora volontà e umiltà. Forse a monte manca anche il rispetto e l'identità verso la propria nazione. Ma certe cose si hanno nel sangue...

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Anna Giunchi la maratoneta

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