Anna Giunchi Blog Personale

lunedì 29 dicembre 2008

GUARITA!!!!!


La montagna mi fa proprio bene, non c'è dubbio.
Stamattina, causa sci, sentivo una piacevole indolenzitura generale in zona dorsale. Causa ripetute in salita, sentivo una piacevole indolenzitura a gambe e polpacci. Ma non mi faceva più male il piede, inutile: dovevo rassegnarmi alla sua totale e completa guarigione.
1h di corsa con 12 allunghi, in una cornice invernale padana. Le gambe andavano, i quadricipiti spingevano, reduci da allenamenti tirati di mountain bike. Non ho portato il Garmin, ma stavo sui 4'30.
Ho respirato aria buona, oggi, e ho potuto gridare a me stessa (non agli altri, sennò mi pigliavano per matta)di essere pronta a correre. Ancora a correre...

domenica 28 dicembre 2008

SCI DI FONDO

Un amico di Arezzo...

E le tanto sospirate vacanze di Natale sono già a metà del decorso...
Per quanto riguarda un discorso esclusivamente fisico, non sono iniziate bene, per niente...Il piede fatidico fino a ieri mi impediva ancora di correre, e andavo in bici con continuità.
Al quadro clinico mancava una cosa, che da un pò non si faceva sentire, ovvero il virus intestinale, comparso per due giorni, piacevole compagno della notte di Natale. Forse era un semplice colpo d'aria, dato che il clima romagnolo, rispetto a quello romano, è ben più freddo.
Non ho più corso, ma ho PORTATO a massaggiare il piede, e il massaggiatore mi ha incitato a sbloccarmi: devo provare a correre, almeno per capire se sono guarita o no...diceva che dovevo cercare di stimolare un pò questi nervetti in otium. A suo parere sono guarita, ma ho troppi timori. Non ho seguito il suo consiglio e ho fatto bici: ero convinta di aver male.
Così mi son fatta una settimanella soft, fino ad oggi, giorno in cui non ho resistito e sono andata a provare lo sci di fondo. Così...alla cieca, senza averlo mai fatto, mi son buttata nell'anello. 3 ore, stamattina, in mezzo ad un bosco unico, mentre la neve fioccava. Sensazioni bellissime che mi han fatto poi affrontare un pomeriggio spettacolare: 10 minuti di corsa, poi ripetute in salita ripidissima sulla neve fresca, nel bosco, una cosa spettacolare: -7 i gradi. Stavo bene, benissimo, non mi vedevo, certo, ma mi brillavano gli occhi. L'allenamento è proseguito con accellerazioni nel bosco, alternate a camminata veloce: non ho perso poi così tanto fiato, temevo peggio. Mentre mi allenavo sentivo l'articolazione podalica che si sbloccava, sentivo che il piede si stava risvegliando. La neve, dopotutto, era soffice, e spingevo soprattutto con i quadricipiti.
Adesso sembra guarito, e non so se sia stata l'aria di montagna o il secondo giorno di Voltaren, pomata che ho sempre giudicato inutile.
Forse era ora, ecco tutto.

martedì 23 dicembre 2008

LEZIONI DI BICI

Noi eravamo i blu...

Me ne rendo conto solo ora, di quante cose ho lasciato perdere solamente per correre...Ma la vita, in tutti i suoi lati, merita di essere vissuta, e non ristretta a poche cose, magari fatte male (e sicuramente qualcosa di male ho fatto, se mi sono fatta male...).
Venerdì mattina, dopo una serata da spatacco con i miei nuovi coinquilini, mi son ributtata nel vascone del Foro Italico e ho nuotato, nuotato, nuotato. Tutti gli stili, 1h 20, con l'ausilio degli occhialetti prestatami dal prof Robert, cui devo il benefico acquisto di due bottiglie di vino e dell'olio vinto quando correvo...La palestra è pane quotidiano: pressa, leg extension, affondi, pettorali, dorsali, addominali, bici da spinning.
Ma è da sabato che sono rinata, in quanto ho trovato un maestro di ciclismo, Roberto, che mi ha prestato una mountain bike, e che mi sta insegnando a pedalare e a usare il cambio. Sto facendo ripetute in salita in percorsi infangati, in mezzo alla natura, sto iniziando a capire come e quando alzarmi dalla sella. E mi son resa conto che sono indietro, veramente indietro, e che devo imparare veramente tanto...insomma, devo pedalare. Sicuramente, quando riprenderò a correre, se riprenderò, avrò ancora fiato da vendere, perchè i colli romani non scherzano.
Situazione casa: mercoledì sera entro in suddetta e mi ritrovo sola. Anche i miei due cari coinquilini, con cui andavo d'accordissimo, se ne sono andati. E mi è preso male, veramente male, perchè ritornare a casa e parlare con loro era un attimo di svago. Venerdì, macchebello...mi han tolto lo stendino: tutti i miei panni per terra. Eccerto, tanto, se li avevo stesi, dovevano esser per forza sporchi, nooo??
Domenica sera, però, me la son spassata: CALCETTO, zona Talenti, o Montesacro, non ho capito bene. Non ho forzato e il piede è stato buono lì, ma tanto, io, a calcetto, sono una pippa...
Serata a mangiare la pizza e gli arrosticini al Gallo Nero, tavolo da venti. E la mattina dopo in sella, con 16 gradi.
Questa la cronaca del calcetto:

Incuranti del freddo intenso, domenica 21.12.2008 alle ore 17 dieci impavidi contendenti hanno dato vita ad una combattutissima partita disputata sul campo coperto, denominato "Er pallone", del Cosmos Club di Via Nomentana in Roma.

Il pubblico è accorso numeroso per assistere a quella che si annunciava come la sfida del secolo. Anche la stampa non ha potuto non presenziare ad un evento di tale rilevanze mondiale. E alla fine nessuno tra i presenti sul campo da gioco è rimasto deluso. Giocate spettacolari, grinta e qualche intervento rude: tutto questo è football.

La squadra dei blu parte subito forte: mette a segno una rete e schiaccia i propri avversari nella loro metà campo, complice anche il ritardo di Castiello, che, presentandosi al campo con qualche minuto di ritardo, costringe i suoi a giocare i primi minuti in inferiorità numerica. I bianchi tengono duro e riescono e rimettersi in partita, imbrigliando il gioco più offensivo dei blu. Nel secondo tempo, dopo qualche minuto di studio, saltano tutte le marcature e i blu sembrano prevalere piuttosto facilmente. Ma quando la partita sembra ormai in ghiaccio, i bianchi hanno un moto di orgoglio e, sganciando in fase offensiva anche il proprio portiere, riescono ad acciuffare un meritato pareggio.

Veniamo ai voti assegnati a giocatori in campo da Rino Tommasi:

Squadra dei blu

Anna: giocatrice dalle comprovate capacità tecniche ed atletiche e dall´invidiabile curriculum (serie B per lei), si posiziona con disciplina tattica sulla fascia destra, facendo particolare attenzione alla fase difensiva. Si propone in avanti prediligendo lo scambio stretto con i compagni, che però a volte non sembrano in grado di assecondare le sue giocate geometriche. Pregevole la bandana alla "Capitan America". Voto: 8

Troppo buono, il giudizio...

martedì 16 dicembre 2008

LO SCOOTER

All'Università in AUTOBUS (notare l'arcobaleno sullo sfondo)...

Martedì mattina. Roma. Piove.
Vediamo un pò cosa mi han tolto, da casa, stamattina...
Il riscaldamento è spento e mancano le ultime posate rimaste, mabbene; i letti, invece, se ne sono andati il pomeriggio prima...
Allenamento ciclistico in palestra, piuttosto tirato, poi mattinata dedicata allo scooter, che non mi ha mai dato problemi. Trascinato a mano per tutto il vialetto del residence, fatto poi assistere dai miei mitici meccanici di fiducia, venuti per me. Non era un problema di batteria e se lo son portati in officina, facendo una cosa assurda: uno andava con la sua moto, l'altro veniva spinto da dietro sul mio motorino. Si sono addentrati nello strappo bestiale in salita, fuori dal residence dove vivo, poi non ho saputo più nulla: in bocca al lupo, ragazzi...
Il piede continua a dolermi ma ci ho messo una pietra su. 2009: ciclismo.
Aggiornamenti recenti scoter: rotta la centralina. Costo centralina e cambio serratura: 400 euro. E dunque, per un pò, facciam senza moto.
Controllori, attenti a me...

lunedì 15 dicembre 2008

ASPETTANDO IL TIBER

Domenica 22, sulla Nomentana...occhio occhio...torno al CALCETTO!!!!

No so cosa ci sia poi così di bello nel vivere a Roma, soprattutto quando piove...
Venerdì, dopo aver salutato il QUADERNO, che tutt'oggi rimane in pianta stabile appoggiato al termo, mi son spalmata di palestra, dopodichè ho seguito un'interessante lezione di ENDOCRINOLOGIA. Di Luigi, il prof. Un personaggio...veramente, non solo bravissimo, ma troppo forte anche come persona. Sembra Di Pietro quando faceva il magistrato, a volte.
Ottima forma ciclistica, me l'ero già detta, ma ancora non in condizione per correre. Poi, lo confesso, il Tevere così minaccioso mi ha fatto venir male, e ho passato il pomeriggio del venerdì a casa; ciò fa presupporre ad un inizio di esaurimento psichico...A CASA, io, a cercare annunci immobiliari a me convenienti, studiando i fusi muscolari. Sono uscita per vedere una stanza, in piazza della Balduina, ma mi ha dato un che di triste: grande, dispersiva. Che angoscia, esser senza casa.
Sabato di allenamento in palestra, ottimo, e visita in un'altra casa. Monte Mario. I battiti van bene e la seconda seduta di allenamento mi ha tenuto su una media di 135-140: tutti in piedi, sulla sella. Domenica: il progetto era di andare a Laurentino-Acqua Acetosa, se non per correre, per lo meno per vedere gli altri, ma...lo scooter non è partito.
Lo scooter, che non mi ha mai dato problemi, ha deciso di non andare più. Esatto, di punto in bianco, non è più partito, e son dovuta scendere da casa a piedi, provando a corricchiare, alternando gli allunghi a passo svelto. Il piede faceva meno male del solito. 3 ore di mountain bike, comunque. Bellissime.
Pomeriggio di autobus, dove mi son ritrovata l'Anna ELUSIVA DEI CONTROLLORI di una volta, senza dimenticare la solita parentesi culturale in libreria, via del Corso.
Primo pomeriggio a Tor Sapienza, a vedere una...casa, con Sara, una ragazza veramente in gamba.
A casa mia, tutto bene: ieri sera non ho più trovato i piatti.
E oggi? Con mia somma sorpresa, Roma è sotto la pioggia e son riuscita a tenere 37 minuti sul tapis roulant, anzi, sul NASTRO TRASPORTATORE. Ritmo basso, dolore al piede sopportabile. La mattinata si è conclusa con le esercitazioni del pronto intervento, con un prof simpatico, Pigozzi.
Bello, ho fatto qualcosa di utile: so soccorrere un manichino. Ogni tanto, nel blog, lo posso scrivere, che faccio qualcosa di utile. E fuori piove. Il Tiber è ancora lì che aspetta...

IL QUADERNO DI FISIOLOGIA

Marco: è lui che ha raccolto e drenato il quaderno. Io non ce la facevo

Non era iniziata nella maniera più disciplinata,la giornata romana dell’11 dicembre…vuoi per la nottata a ritmo di tuoni, vuoi per il pensiero del cerca casa…fatto sta che non ho fatto il test salviette per una ricerca nella quale sono “cavia”, rituale obbligatorio ogni giovedì ore 7:20. Mannaggiaammme.
La città è completamente allagata, mi dicono, e via Tor di quinto è bloccata. Dunque la passeggiata con il cane mi salterà sicuro. Abbandono casa, dove, con somma sorpresa, appuro che oggi mi han tolto il tappeto e…il cane, un San Bernardo, pertanto ben visibile, e mi reco in università.
Ottimo allenamento ciclistico, non c’è che dire…lattato puro. Mi sento veramente okkei, un po’ Arnaldo Pambianco sullo Stelvio, dove vinse la tappa del Giro (Pambianco, che nostalgia…nella mia vita, fatta a sorta di piramide (come le vie) Pambianco figlio occupa gradini alti). Vabbè, non nascondo che sto cercando un bel cicloergometro da corsa, e che mi ci rimetto di brutto a breve, in bici. Lezione di osteopatia, chiamiamola così, ma sarebbe “Attività motoria preventiva e adattata”. A tal proposito, ieri, son tornata dal neurologo per raccontargli le mie sensazioni dopo la terapia, sensazioni catterizzate da indolenzitura totale domenica e ottima sensazione sabato, quando ho corso su sterrato, malgrado il piede ancora leso. Nel pomeriggio di ieri ho fatto pure il test da sforzo, meritandomi un OTTIMO per la spirometria e l’elettrocardiogramma. Il cuore, ieri, era a 41 battiti, ed è salito a 125. Lezione di osteopatia, dunque, allenamento pomeridiano (ottima bici, ancora un’ora, media di 135 battiti, salita e discesa dalla sella), e arrivo alle terme di Caracalla, dopo una tregua dalla pioggia. Nessun ragazzo da allenare, e dunque c’è il presupposto per rientrare a casa prima. Un piccolo tentativo, scavando nella mia memoria che mi sollecitava a cercare il quaderno di fisiologia, mi sovviene. “Dai, proviamo a cercarlo, questo quaderno”, che nel giorno di martedì avevo lasciato solo soletto adagiato sul prato. Chissà, magari qualcuno lo ha ritrovato e riposto da qualche parte. Incrocio Marco, che lavora con me, e lo invito a supportarmi nella ricerca del mio attrezzo di lavoro. Gli andavo indicando il luogo dove lo avevo lasciato quando…MIRAGGIO, E’ ANCORA LI’!!!IL MIO QUADERNO, CON TUTTA LA FISIOLOGIA CONTEMPORANEA, E’ ANCORA LI’I’I’I’!!!
Lì per lì, come reazione riflessa, attacco a ridere come un’isterica, mentre Marco lo raccoglie e lo sdrena dalla pioggia. Bisognerebbe dedicargli una canzone, a questo quaderno, che con coraggio teutonico ha sopportato le intemperie (da martedì ad oggi a Roma si son susseguite tutte le possibili condizioni metereologiche: pioggia, sole, vento, grandine…e non ne dico altre perché non ce ne sono più). Il quaderno era ancora lì, che mi aspettava. E gli appunti interni?Intatti!!!Il tutto grazie ad una copertina in cartoncino rigido eccezionale e ad un fascicolo che mi era arrivato a casa, interposto fra la copertina e gli appunti, non ancora scellophanato, con su scritte le mete per andare a sciare nelle festività. E dirò di più: c’era ancora il mio disegno dell’OMUNCULUS sensitivo, in copertina: neppure il freddo lo ha cancellato. Ho riso, certo, ma avrei pianto: mai avuto un quaderno così temerario. Se lo avessi lasciato ancora lì per anni, dopo secoli le nostre progenie avrebbero ritrovato le lezioni di sapere umano del professor FELICI. E mi son risfogliata i miei appunti, tutto d’un fiato: dalle prime lezioni sugli adattamenti metabolici, eppoi la soglia lattato, il muscolo che fa SPLIT. Al rientro a casa, al quaderno, spetterà il termosifone, sempre che non me l’abbiano tolto. Attualmente peserà 5 kg di acqua: ottimo per esercizi isotonici.
E dunque, dopo la gioia del quaderno, avrei sopportato tutto, anche la disgrazia di rompere la chiave dello scooter, com’è successo. Stavo chiedendo a Marco un aiuto per lo specchietto ballerino, che mi ha rimesso a posto con professionalità, e per il baule che non si apriva bene quando, al tentativo di aprire il baule, la chiave si incrina. Lo scooter non parte più. Abbiamo provato di tutto, per rimettere in condizione la chiave, ma nulla, e…strano, non avevo il ricambio. Ce l’ho, il ricambio, ma non va. Vi ricordate l’incidente al fatebenefratelli?La chiave è sempre quella, e non va ancora. E non avevo fatto duplicato alcuno. Errore, mea culpa.
Dopo svariati tentativi giungo ad una conclusione: “CERCARE UNA FERRAMENTA”. E mi va bene, perché su viale aventino, raggiunto a piedi, c’è, la ferramenta. Ma non fa duplicati di chiavi. I duplicati si fanno oltre via Ostiense, sempre che sia aperto, perché è un artigiano e va a letto come le galline. E’ nel casino, via Ostiense, e io dovrei:
-1) arrivare sul posto e farmi duplicare la chiave;
-2) tornare a Caracalla dove mi aspetta lo scooter, fermo;
-3) vedere se la chiave va.
A questo punto, come a diagramma algoritmico, si aprono due possibilità:
-se la cosa ha successo, torno a casa;
-se non ha successo devo tornare laggiù e farmi fare un altro duplicato.
Ma il Fato a me non è mai avverso, e in queste situazioni mi fa sempre trovare persone eccezionali.
La padrona della ferramenta mi carica in macchina e mi porta sul posto, un cunicolo anni 20, che mai avrei trovato da sola…mi porta poi allo scooter. CHE VA, CHE VAAA!!!
La ringrazio di cuore, e provo ad aprire il baule. Non si apre. Devo prendere il casco, però, sennò mi fanno la multa. Ci metto dentro l’altra chiave, che giro e rigiro, ma non si apre. Si rompe la chiave e ne rimane un pezzo nella serratura, chiamiamola così, del baule. Ok, il baule si può aprir solo con la forza, a questo punto. Lo apro con la forza e prendo il casco. Ovviamente c’era mezza Roma incollonata che mi guardava, ma ormai ho reso i miei show pubblici, da Roma Nord a Roma Sud.
Torno a casa, la mia casa.
A casa, la mia casa…come no, appuro un’altra, bellissima notizia: HO PERSO IL SECONDO QUADERNO, CHE USAVO PER LE LEZIONI DI ENDOCRINOLOGIA. L’ho lasciato allo Iusm e infatti, al mio ingresso in facoltà, eccolo lì, in portineria, con tanto di foto di Ariedo Braida (gran cultore di arte moderna) presa da "Il GIORNO", all’interno.
Sto pensando a cosa scrivere, stavolta, in sto maledetto blog…Non ho mai argomenti!

mercoledì 10 dicembre 2008

I MALANNI....

ma veramente correvo, una volta???

Tre giorni di rientro a casa, avevo scritto, dove non ho fatto proprio nulla di quel che mi ero premeditata. Niente Motorshow, niente gara a San Luca, niente cross...
Solo riposo, relax, freddo. Però suggestivo, ritrovare la nebbia.
Roma mi ha lasciato con la pioggia e ha pensato bene, quando non c'ero, di sparare un bel sole. Faccia lei.
Il rientro. Intercity delle 15:22, stranamente partito e arrivato puntuale, seppur costernato di persone. Pieno di gente, ad ogni pertugio, con una densità maggiore della riviera adriatica in estate. Ma a Roma ci sono arrivata, in compagnìa di una piacevole sensazione che, quando non ho abbastanza rogne, arriva puntuale: il raffreddore. Eccolo, oggi, più presente che mai... Che angoscia, son tutta intoppata...
L'arrivo in casa, la mia casa ormai ex, dove la padrona di casa mi accoglie con un "Chi è?????"....ommamma, già non mi riconosce più, eccheddevo fa???
Valigia di piombo, pesantissima, con dentro tutta la fisiologia degli ultimi decenni, trascinata a fatica al mio piano, dove ho trovato, a sorpresa, un frigorifero con freezer annesso piazzato lì, onde facilitarmi il passaggio.
Martedì mattina, ore 8, lezione di rugby. Prof malato. Vabbè, tanto dormo sempre, io, per una volta mi son svegliata presto...

E quindi palestra, in compagnìa di Eleonora, poi lezione di calcio, con il piede che, ad ogni allungo lieve, mi ricordava di non essere a posto. Lo odio, sto piede...io, che ogni sera lo massaggio con la pomata all'artiglio del diavolo e gli metto l'aceto!
Acquagym ore 12. Tutto bene fin quando la prof, inaspettatamente, intorno alle 13, offesa, riavvolge lo stereo e se ne va. Fanno così, i prof, quando hanno altri impegni: fan finta di offendersi e se ne vanno; tu puoi anche esser stato in totale, epicurea astensione da ogni gesto simbolico, ma loro inventano comunque un pretesto per offendersi. Che forti, i prof.

Lo fece anche quello di fisio, il famoso mio prof preferito, nella lezione sulla termoregolazione, ma in quel contesto aveva ragione, perchè l'aula a ponte Milvio era diventata una piccionaia.
Beh, riesco comunque a mangiarmi un finto piatto fighetto, spacciato per sogliola con salsa di peperoni, che invece altro non era che filetto di platessa scongelato e arrotolato su se stesso.
Passeggiata straordinaria al cane dalle 15 alle 16 per emergenza dei proprietari, poi lavoro, Caracalla, 17 alle 18:30, dove ho fatto fare ai bambini i 400 mt, test di resistenza. Mi illumino, ogni volta che lavoro con loro, perchè sono splendidi, e il loro entusiasmo non ha termini di paragone. Quindi mi è passato dalla mente che lo specchietto destro dello scooter, dal Circo Massimo, ha perso un pezzo e si è messo a ballare fino a prima (ancora non l'ho messo a posto), ma mi è anche passato di mente che avevo lasciato laggiù il quaderno di FISIOLOGIA!!!!NOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!Fuori, al freddooooo!!!!!!
Rientro a casa, dove ho avuto la notizia dello sfratto certo (mi si erano aperte delle speranze che ieri sera sono cadute di botto), dove mi son resa conto che mancava il quaderno, dove ancora sentivo un freddo burino per tutto il corpo, altro che termoregolazione. Eppure, all'arrivo al portone, ho esultato dalla gioia.

E' tanto che non corro, ma gareggio tutti i giorni.

domenica 7 dicembre 2008

DAIIE

Carpi...bei ricordi, con Franco e Piero!

Sta iniziando il recupero. Lento, molto lento, troppo, per me. Ma con la prospettiva che sta arrivando. Il ritorno.
Ormai la filosofia dell'infortunio mi è entrata dentro, e potrei scriverci un trattato; per adesso ci scrivo un blog, eccheddevofà?
Venerdì mattina la giornata è iniziata con una valigia di peso SPROPOSITATO, carica di libri di esami passati, che han deciso di fare il rientro a casa, Forlì, per rimanerci (non ha senso farli rimanere in una casa che non è mia).
30 minuti di corsetta su prato alla Farnesina, doloretto ancora presente, ritmo blando. Fermata autobus, BIGLIETTO in tasca, TIMBRATO immediatamente alla salita del bus 32 (ho smesso di lottare). Autobus folle, che d'improvviso si è inventato un giro assurdo, a mò di visita guidata attorno ad ogni cm cubo del Ministero degli Esteri...risultato: arrivata a pelo alla metro e a Termini.
Termini: il treno è al binario, lo danno in partenza, faccio uno scatto da centometrista (con i miei dovuti limiti..)e la valigia percuote mezzi viaggiatori (sento anche degli "Aò" e insulti gergali di ogni tipo), sfaldando non so quanti piedi (così la gente sa cosa si prova, ad aver male ai piedi!).
Nn mi trovo il cellulare, che intanto suonava a vuoto nel fondo valigia (ancora oggi nn so chi fosse), salgo sul treno, vittoriosa.
Era il treno dei disperati, che si fermava ogni 20 minuti.
41 minuti di ritardo, alla fine. Ah, yeah. Bonus assicurato.
Mi studio, durante il viaggio, "Neurophysiological basis of movement"di Latash; capisco talmente bene la fisiologia che ho pensato bene di studiarmela in inglese. Comodo, no?
Viaggio interminabile, stavolta veramente un calvario, con l'acqua piovana che entrava, come da copione, dalla mia parte, e arrivo in quel freddissimo di Bologna.
Un treno sul binario, per Rimini. Bello e pronto. Prima classe declassata.
Che bello, magari parte subito...NNNOOOO!!!Fermo mezz'ora sul binario.
Comunque, alla fine rientro a casa, sana e salva.
Progetti per il week-end ne avevo, ma mi son saltati tutti.
Ho corso 50' minuti su un percorso sterrato, ma ho azzardato una cosa troppo rischiosa, per la mia condizione...
Ho un libro, qui con me: "Crescita e maturazione di bambini e adolescenti praticanti atletica leggera". Me lo han dato ad un convegno tenutosi all'Acqua Acetosa, martedì scorso, interessante, malgrado abbian riservato al fisiologo De Angelis 20 minuti scarsi, con mia somma delusione.
Oggi palestra, e una visita filosofica al mare, che d'inverno fa meditare...

giovedì 4 dicembre 2008

HO CONOSCIUTO UN GENIO


Siamo arrivati al terzo set, io e Piero Chiambretti!!!

Una notizia spettacolare mi ha aperto la settimana: HO PASSATO ANATOMIA DUE.
Beh, non ho reso quanto avevo studiato, ma ho sofferto talmente tanto l'attesa e l'esecuzione di tale esame, che tutto avrei pensato meno che a rifiutare il voto. Io voglio laurearmi subito, diamine, mica fare la perfettina, o no????
Sto cercando casa e domani mi tolgono frigo, freezer, microonde...AH!AH!!!Si ride per non piagneee...
Il piede ha continuato a farmi male, seppur in calando, ma ieri sera, finalmente, ho incontrato un vero luminare, alla facciaccia di quella medicina tradizionale fatta solo di antinfiammatori, tac, risonanze e robacce varie.
Un neurologo, Annibaldi, troppo bravo, che mi ha visitato in toto, rifacendomi un test baropodometrico completo, esaminandomi il mio scorretto assetto del bacino (ho, anzi, avevo un arto leggermente più lungo di 7 mm), affascinandomi con il suo modo di lavorare. Questa è gente che il sistema nervoso lo conosce come i propri bulbi oculari (come scrivo???)e vedendo quante ricerche affascinanti possono esserci dietro una conoscenza di questo settore mi apro ancora di più verso lo studio neuroscientifico.
Mamma mia, in una seduta istantanea mi ha rimesso "in riga": i due malleoli si sono riallineati, le mie spalle ricurve si sono riaddrizzate. Un miracolo, mi sembrava. Eppoi: il piede. Il piede, dolorante, causa di uno scompenso posturale, sintomo di un problema a monte corretto in una seduta. Tecnica di agopuntura auricolare...Insomma, dopo questa seduta andavo nettamente meglio e il dolore, oggi, è nettamente calato, con una progressione impensabile.
Mercoledì gli farò il resoconto delle mie sensazioni, e sarà un piacere ritornare in via Veneto "in veste natalizia". A Via Veneto vorrei vivere, davanti all'ambasciata americana. C'è un che, a via Veneto...
Il nostro neurologo, dunque...
Un grande, veramente un grande, cari medici tradizionalisti....E non ha voluto una lira. Puro sapere, umile e gratuito.
Non sapevo, poi, che GIUNCHI fosse un cognome di gran tradizione fisiologica...
E daiie...Ad maiora, dunque!

lunedì 1 dicembre 2008

UN WEEK-END ANOMALO...

Anatomia:BBBASTA!!!!

Mi ha preso di sorpresa, l'aver saputo di dover sostenere l'esame di anatomia 2 di martedì anzichè di venerdì.
E già mi si apriva davanti un week-end fatto di appartamenti da visitare con in testa però la mappatura celebrale e i restringimenti esofagei. Grazie, Università.
Così mi son fatta un altro, ennesimo week-end culturale, ma ormai sono diventata una sedentaria doc, con gastriti e cefalee tipiche del settore.
Venerdì una bella soddisfazione: HO PASSATO L'ESAME DI WORD, interamente suggerito dall'amico a fianco. Gli darò un prosciutto, quando gareggerò, se mai gareggerò ancora, nella mia vita.
Sabato palestrato, e domenica spettacolare.
Partenza mattutina, dopo una notte insonne di grandine che ha riempito la Cortina d'Ampezzo di una pappina tipo neve (che bella, Roma, alle 7 di mattina!), con Alessio, un grande, e l'amico della PAGLIATA, dritti alla Corrilaghi a Posta Fibreno, 11km. Ho detto, fra me:"Mo vediamo come vado, al massimo rimango in paese e mi godo il posto".
2 ore di macchina, con una precedente foratura in piazza Irnerio e manco un gommista da lì a Frosinone e oltre. Si arriva sul posto, nonostante un Garmin satellitare un pò "Free", nel senso che ci diceva le strade che facevan comodo a lui.
Poggio il piede a terra: ho male. Non gareggio. Attacca a piovere. Mi chiudo in macchina e guardo i goccioloni che scendono.Penso al cardias e al piloro.
Rientro, dopo un bellissimo viaggio di ritorno in cui, dopo anni e anni e anni, ho raccontato anche di me ai miei due amici, troppo forti. Mi son proprio sentita bene.
Riprendo lo scooter parcheggiato sull'Aurelia, arrivo a casa, guardandone il portone con malinconia, dato che la lascerò a breve, ma non mi ritrovo le chiavi. Rimango a guardare il portone senza poterci entrare.
Non mi sarei ritrovata neppure il portafoglio, ma ho fatto tutto il raccordo senza saperlo (il 125 NON PUO' andare su raccordo), dopo essermi persa per Boccea, andando oltre Casaletto (delle buone anime mi han poi avvertito che stavo uscendo da Roma da un pò di km).
Chiavi e portafoglio erano adagiate nella macchina di Alessio, che era già arrivato a casa, dall'altra parte di Roma: proprio la più opposta che c'è, rispetto alla mia.
E così, di nuovo sull'Aurelia, dove c'eravam dati appuntamento in mattinata, per la consegna del malloppo. Grazie, Alessio, e scusa per i casini che ho fatto...
Pronta per visitare una stanza, almeno con bagno singolo, piazza Igea. Qualcosa troverò sicuro, e male che vada mi faccio ospitare a Ponte Milvio. Sottar ponte.
Fine serata culturale, sempre Feltrinelli, un libro su Fini e saggi di politica.
E domani, ovvero oggi, è un altro giorno.

Anna Giunchi la maratoneta

Benvenuto sul blog di Anna...la maratoneta