Anna Giunchi Blog Personale

mercoledì 27 maggio 2009

NON CI CAPISCO PIù NIENTE...


Sarà il caldo, sarà che non riesco a concentrarmi in nulla e preferisco fare canottaggio, giocare a tennis contro il muro del Foro Italico, partecipare a convegni dove parlano gli altri e io ascolto solo o buttarmi nel casino della Champions, piuttosto che entrare nell'ottica del laurearmi a luglio...ma non ci capisco proprio più niente di come funzionano le cose...
Stamattina, decisa, tolgo i plantari. E qui va un GRAZIE GIGANTESCO ad Alexander, che con i suoi consigli mi ha aperto le orecchie e la testa. Pronta per le mie solite ripetute in salita in bici, parto verso villa Glori. Faccio le ripetute, poi salgo a Villa Ada. Mi accorgo subito che qualcosa è cambiato...Il male è passato. Mi sento pronta per correre e non sento assolutamente nulla, e alla fine mi lascio andare a una ventina di allunghi. Guarito, così, senza dire nulla. Felicissima, d'accordo, più che felicissima. Ma che diavolo di disturbo è, la periostite, dato che fino a ieri la vedevo ancora molto lunga???
Un fisico stanco che si è inventato un male?Un problema di postura?
Inizierà un bel periodo propriocettivo e di migliorie nella tecnica di corsa. Senza plantari, a questo punto...Che gioia inattesa!

venerdì 22 maggio 2009

DILEMMA...

ciclista da strada e da sala!!!

PROSEGUE QUESTO PERIODO DI STOP...
Oggi, poi, ho fatto un volo in bici e mi son riempita di lividi. Uno è ben evidente: proprio sulla tibia, bello pienotto...Anche la destra fuori uso.

Ma mi vengono elargiti i consigli più disparati, inerenti questa periostite...Sempre più gente che corre mi consiglia di non stare ferma, adesso che il dolore è decisamente diminuito, e di allenarmi comunque, sul morbido, in quanto devo rinforzare il soleo per evitare carico eccessivo sulla tibia. Io, per prudenza, ancora non corro, per me manca poco. Oggi ho provato per dieci minuti a zompettare, ma sentivo tirare un pochino e mi sono fermata. Chi di voi ha esperienza? Devo riprendere?Mi parlano di gente che ci convive per anni, ma io non riesco proprio a correre con delle fitte continue...

domenica 17 maggio 2009

MANCA POCO ALL'ESPRESSO DAY...

when I ran..

Manca poco, ma è da due settimane, ovvero da quando ho prenotato il biglietto, che aspetto questo momento: 5 ore pare pare (sommate a quelle del regionale Bologna-Forlì fanno 6) di treno Espresso-dei-dannati Bologna Roma-Tirburtina. La proverò, quest'avventura, anche solo per capire in quali posti sperduti fermerà questo treno...farò conoscenze geografiche in più. Pronta con pc portatile (con batteria, perchè NON PENSO PROPRIO che in quel treno ci siano prese elettriche), riviste, i.pod e trattati di fisiologia.
Sabato fantastico: mi sembrava di essere al parco giochi, mentre invece ero al Rimini Wellness: mi son sparata 2 ore di treadmill (dove ho anche corso, senza dolore), rowing, una disciplina con un disco colorato da mettere per terra dove devi salire e fare tutti movimenti di equilibrio. E poi, ancora: pedana vibrante, macchine wellness (ho corso, senza dolore) della mia amata Technogym (ho tenuto la palestra per 8 anni, al circolo tennis dove lavoravo in estate), pilates (addominali massacrati sul pallone gigante, dove anzichè stare in equilibrio rotolavo addosso agli altri)...In più...SCORTA DI BARRETTE!
Si è fatta sera presto, ieri. Ho capito che per la coordinazione sono proprio a zero, ma potrei provare piuttosto a brevettarmi per lavori cardio quali treadmill (bella la lezione dove si simulava una salita in montagna, tipo Stelvio)o spinning, tanto per pagarmi i prossimi anni IUSM.
Mi son fatta fare il taping neuromuscolare, e con piacere mi è scomparsa una contrattura all'adduttore, ma anche il tibiale va benino (seppure i cerotti siano alquanto vistosi, arancio intenso, e la gente per strada li noti, ma almeno ciò mi consente di esser riconoscibile di notte).
Per il resto si contiua con la bici: oggi 3 ore con numerose salite, nelle colline di Romagna, che a breve lascerò...

martedì 12 maggio 2009

SEMINARIO SBORONISSIMO E LA SFIDA DEL CANOTTAGGIO

Tutti miei, LI TROFEI...

E' un periodo bellissimo. Un week-end spettacolare, libero, senza programmi di allenamento. In sella, tutto il giorno, girando per parchi, arrampicandosi in salita per le ville, cercando di capottare, prendendo tutto il sole della quale Roma ci sta assolutamente deliziando, da giorni. Sentivo il bisogno di questo stacco, e in questo sesto giorno di "no corsa" sento che sto recuperando tutte le energie: mi sento più forte, motivata. Dal dopo Maratona di Roma ho sempre corso con acciacchi e condurre gli allenamenti era diventata un pò una routine dove tutte le volte dovevo rompere l'impatto iniziale del dolore a freddo per trovare la motivazione giusta nel proseguire. Poi, è sempre così che si inizia: si pensa che correndo passi, ci si fanno sopra gare e ripetute in salita...e il male peggiora. Ormai però dovrei iniziare a capirlo.
Adesso quest'accozzaglia di infiammazioni sta attenuandosi, e io continuo a pedalare. Sabato ho fatto un test baropodometrico e mi son scoperta pronatrice, mentre da ferma ho appoggi equamente distribuiti. Cambierò scarpe e vedrò un pò come gestire la questione plantari.
Stamattina mi son cuccata un seminario di quelli belli. Finalmente un seminario di fisiologia, seppur la lezione tenuta dal docente sia durata meno di un'ora, ma la relazione e il dibattito dovevano rientrare tutte in due ore e non era possibile fare altrimenti. Si è parlato di costo energetico totale, ovvero della somma di costo energetico aerodinamico (contro diverse forze) e non aerodinamico (per vincere la resistenza dell'aria), CNA + k', dove la costante k che poi non è una costante, comprende dinamiche quali la superficie frontale in metri quadri, coefficienti di Drag, rendimenti metabolici. Non sempre si valuta il rapporto potenza-velocità, ma negli studi condotti su corridori di distanze da 200 metri a 5000 si è rilevato che il costo energetico è variabile fondamentale pressochè in egual misura in tutti gli atleti. E si è parlato delle tre determinanti fondamentali rilevate sull'efficienza del gesto della corsa, che sarebbero: la variabilità della falcata, le forze verticali, la capacità di recupero elastico. Ed è chiaro che un gesto tecnico più fluido, più bello a vedersi, è anche meno dispersivo a livello energetico. Insomma, ci ho pensato, che a correre con la periostite perdevo non solo nel gesto, ma anche nel dispendio energetico, variabile direttamente conseguente.
Carlo Capelli, il prof. Bel seminario, malgrado una nota dolente lanciata dal prof di Biomeccanica (persona bravissima e splendida umanamente), cosa che mi è dispiaciuta parecchio, che ha messo il dito in una piaga dolente riguardo i nuovi ordinamenti universitari, i quali ordinamenti lascerebbero alla materia di sua competenza ambiti sempre più ristretti. Peccato, perchè mi sembra piuttosto evidente che il corpo umano altro non sia che una macchina con le sue leggi quantificabili e misurabili; ma il mondo dei numeri e delle formule mette sempre un pò paura, e spesso ne fanno le spese proprio le persone che se ne occupano: si parla di bioingegneri troppo bravi e competenti. Certe cose mi stanno a cuore, soprattutto quando colgo amarezza in chi ne parla. Mi spiace sul serio.

Primo pomeriggio: canottaggio.
Era partita come una sfida, la lezione-allenamento di oggi. "Non vi posso fare uscire nella barca tecnica a otto perchè Anna (IO) ha fatto poche uscite e potrebbe fare errori che si rileverebbero fatali per la barca". Me la son legata al dito, e ho remato come una macchinetta, cercando di stare al ritmo degli altri, seria seria. Siam rientrati al centro remiero sani e salvi e il prof mi ha sbroccato dietro solo due volte. Tiè.
Pomeriggio di lavoro, e domani debutto a lavorare per lo IUSM al Beach volley, qua al Foro, dove c'è un tour mondiale, con tanta bella gente che gira per i Marmi in ciabatte. Non sono fuori di testa, questi, perchè all'estate manca poco...

venerdì 8 maggio 2009

ALL TIME AT THE UNIVERSITY

CAPELLA in prima linea...

Oggi è stata la più bella giornata universitaria che posso ricordare...non ho mai provato tanto piacere nell'apprendere, nel cercare di immagazzinare quante più informazioni mi passano per la testa e provare ad acchiapparle, come ho provato a fare con le numerose zanzare che mi han ronzato intorno per tutte le aule in cui capitavo.
Giornata inconcludente solo per il tennis. Anche oggi giravo per la facoltà miagolando a chi incontravo un: "Vuoi giocare a tennis?" ma, malgrado l'atmosfera Internazionali d'Italia (semifinali femminili) è stato un puro flop.
La mattina è partita con la bicicletta (sempre così...quando non posso correre si riaccende questa passione)dove ho condotto 12 ripetute in salita ripida di villa Glori, rapporto agile. Lezione di "Metodologie dell'allenamento" con il professor Brunetti, un prof in assoluto fra i miei preferiti, con cui ho anche un bellissimo rapporto scherzoso. Dalle 11 alle 12 ho lavorato all'ufficio stampa dello Iusm, mentre dalle 12 alle 14 mi son sparata due ore di laboratorio di fisiologia dove, guardacaso, si somministrava un test incrementale su cicloergometro ad un ciclista professionista. Un cicloergometro da 30.000 euro, elettromagnetico, che permetteva di lavorare ad un intervallo fisso di potenza. Si faceva partire l'atleta con 3 minuti al suo 40%, e quindi 30 pedalate al minuto, poi si incrementava, fino a 120. Era un ciclista con rapporto-potenza pari a 6. 36 battiti a riposo. Bello, il laboratorio: sempre più convinta. E grande questo prof Sacchetti, un prof che vedo la mattina quando esco ad allenarmi e rivedo la sera quando rientro a casa. Un prof appassionato del suo lavoro, del quale mi son sparata, oggi, 5 ore di corso. Mi dice di passare al ciclismo...meno traumi...
Pomeriggio che è proseguito con il corso di pilates, poi indoor cycling, dove abbiam simulato un interval aerobico. Poi su a casa, tramite salita dei Colli della Farnesina. Sempre bici.
L'infiammazione tendinea passerà, con calma..ma non ho fretta perchè intanto so cosa fare...

lunedì 4 maggio 2009

SCONTRI URBANI

l'Arriga...

Anteroversione del bacino, gambe semipiegate...massì,'nsomma, come si fa eseguire un corretto squat l'ho imparato, oggi, lezione di istruttore sala pesi, diciamo di sì, lo so.

Week-end di rientro a casa forlivese, correndo tutti i giorni, sempre sul morbido, cercando di domare, ehssì, la periostite. Benvenuta anche a lei.

Il rientro è avvenuto venerdì 1 maggio, e strategicamente mi ero premunita di schemi mentali efficaci per eludere i controllori. "Mi alleno a villa Ada, rientro a casa, poi scendo in autobus con il mio bel biglietto non timbrato sotto controllo, dopodichè arrivo a Piazza Mancini e prendo il 910 per Termini, anzichè fare come mio solito l'Autobus 32, poi la metro a Ottaviano". No, niente metro, solo autobus, perchè in metro per passare ai tornelli devi obliterare per forza. Oggi, cari controllori, la farò franca. Arrivo a piazza Mancini (prima vittoria ottenuta), e aspetto il 910 per un'ora. Al che mi viene un sospetto e chiedo in giro il motivo. "Dalle 13:30 alle 16 non circolano gli autobus, nè i tram, perchè c'è il concerto di Vasco". Mamma mia, mancano 50 minuti al mio treno a Termini, e mo come faccio???Chiedo ad un uomo ATAC, piuttosto simile a Otto Von Bismarck, se sarebbe passato qualche mezzo e mi invita a prendere un taxi. "Eccerto" gli faccio "ma non ho una lira perchè mi han rubato tutto in Spagna". "Sì, ma neanch'io ce li ho da darteli (qui si percepisce tutta l'arroganza di questa CASTA ATAC)". Gli chiedo se è fattibile farmela a piedi con il valigione fino alla metro, ma mi dice che pure la metro è chiusa (cosa che si rivelerà non vera, caro uomo ATAC).

Al che, disperata perchè stufa di tutti 'sti inghippi del cavolo, gli piango davanti. Non fa una piega, il cerbero. Una ragazza di Bologna, appiedata come me, prova tenerezza-pena per la mia scena patetica e mi invita a fare l'autostop. L'AUTOSTOP!????In effetti, il giorno prima, il mio prof di fisio mi aveva invitato ad un corretto uso del pollice facendo proprio l'autostop, ma, mamma mia, io ho sempre criticato e etichettato gli autostoppisti come barboni o maniaci, e mo mi metto a farlo anch'io!!!????

Lo facciamo, passando nell'indifferenza più totale...un omino con la 500 vecchio tipo (non la storica, bensì quella a rettangolo)ci dice addirittura che non vuole comprare niente, finchè un gruppo di ragazzi, più in là che di qua, ci carica su, mentre facevano il pieno...di birra per il concerto, e mi smollano a Castro Pretorio. Avete presente dov'è la fermata di Castro Pretorio???A pochi minuti da Termini, ma visto il rischio per una manciata di minuti di non riuscire neppure a comprarmi un trancio di pizza, scendo in metro e OBLITERO IL BIGLIETTO PER UNA SOLA, MISERA FERMATA. UMILIATA E OFFESA, DIREBBE DOSTOEVSKYI.

Ma l'ATAC si sarebbe vendicata anche la sera di domenica 3 maggio quando, dopo una 5 ore di treno Intercity in uno scompartimento da 6 dove però eravamo in sette (e ovviamente le due persone una sopra l'altra erano di fronte a me, messe lì volutamente per limitare la mia mobilità articolare), l'autobus 907, nel quale pregustavo il mio rientro a Monte Mario, si rifiuta di aprire gli sportelli, e ci pianta a 100 metri dalla fermata di partenza. Prendo il 990, che ovviamente si gira tutta Roma prima di portarmi alla seconda fermata, dove aspetterò per mezz'ora il 913, che sancirà il mio ingresso a casa alle ore 21.

Con mia mamma, prima della mia partenza, si parlava del fatto che a Forlì abito a 2 minuti dalla stazione...Son tornata a Roma, mi sa.

Anna Giunchi la maratoneta

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