Anna Giunchi Blog Personale

martedì 23 febbraio 2016

10 anni di corsa...

10 anni di corsa: scattano proprio in questo periodo.
 Potrei ricercare il mio primo post di questo blog, e riallacciarmi a quanto scrissi: l'ospedale tre volte a settimana per le flebo, durato 8 mesi; l'ansia ogni 15 giorni per l'esito delle analisi, il sostegno di mia mamma, la persona che da sempre mi ama più di tutte.


Quella paura che si è protratta per anni quando, ad ogni minimo sintomo, temevo di ricaderci  dentro. Ho si' la percezione che sia passato del tempo, ma ricordo molto bene le sensazioni di allora. Come se fosse ieri.
Ricordo quando Alessandro, gestore del ristorante del tennis Carpena, vedendomi da tempo pallida e stanca dopo aver fatto appena due gradini di scale, mi ha accompagnato a fare le analisi del sangue, un venerdì mattina. La chiamata dell'ospedale subito dopo...E da li' e' iniziata la mia avventura con la corsa. Una voglia di dimostrare che da 5.3 di emoglobina mi sarei ripresa, riuscendo a correre una Maratona. Ho avuto paura di non farcela, lo ammetto, e mi sarebbe dispiaciuto non poter riuscire a dare un senso alla mia vita. Un periodo strano, di isolamento: non potevo fare palestra ma sono riuscita lo stesso a fare quello che volevo, poiché nessuno mi avrebbe fermato.
Ricordo quando, correndo sulla costa maltese, sentii che stavo meglio...erano passati due mesi, Capodanno 2007: piano piano correvo, con i miei ritmi, ma correvo. Eternamente grata all'isola, ci sono tornata 9 anni dopo: 6 assoluta alla Maratona internazionale.

2006/2007. Ricordo bene quando entrai nella segreteria dell'Edera Atletica Forlì, dicendo a Gramellini e Bonsangue: "Io vorrei correre una maratona" e mi affidarono al tecnico Reggiani: bravissimo.
Poi la maratona di Roma, Trieste, Milano, Ostia...da 4h10 a 3h12, in meno di un anno... La mia vita a Roma...gente meravigliosa, posti stupendi, il cuore ancora li'. Quando, dalla mia camera a Monte Mario alta, mi misi a piangere pensando che non sarei più stata in quei luoghi dove ho vissuto la mia vita di corsa, non sapevo che il richiamo sarebbe stato troppo forte, anche adesso, da tornarci.
Ho visto di tutto, conosciuto un po' tutti: ho lavorato in ambienti splendidi, anche dentro una pista, Caracalla, dove convivevano una decina di società, in totale armonia. Ho corso gare in ogni parte del mondo: New York, Sydney, Tokyo, Buenos Aires, Madrid, Barcellona, Gerusalemme, Panama, Bruxelles...ho corso sulla sabbia, fino a 3000 metri, in alta montagna, collina, in ogni parte d'Italia. Ho corso campionati italiani, trail, cross, meeting in pista...ho vinto tanto, anche quando non arrivavo prima.
Ho conosciuto una miriade di società, serie e poco serie: da chi ti accoglie come se fossi una parte di loro, a chi 
ogni anno promette rimborsi di spese di viaggio senza darti una lira, a chi ti tratta come una top Runner e ogni 
anno è' sempre gentilissimo, a chi ti vuole bene e ti vorrebbe ogni anno a correre con loro, a chi le escogita tutte per non far vincere la tua squadra.
A chi ha un presidente straordinario, come Nerio Morotti. Ho visto società eccellenti nel rapporto con gli atleti e/o dipendenti, altre che neppure li hanno mai considerati dal punto di vista umano.
Io, negli anni, ho dato molto, a volte senza ricevere. Una cosa nuova mi stuzzica, e mi ci butto con impegno e passione. E poi?
Nel caso in cui mi sia allontanata da società sportive per necessità mie, ho ricevuto più di quanto ho dato. Conservo ancora ottimi rapporti con società di Roma nelle quali ho lavorato o corso, a dimostrazione di come certe persone siano superiori a certe frivole rivalità o ripicche. Domenica 21 febbraio ai Campionati italiani di Cross, mi sono ritrovata con il gruppo del Golden Club di Rimini: nonostante fossi di un'altra società mi hanno accolto e coinvolto nelle loro attività: del resto ho visto anche un team molto ben organizzato, unito. Mi sono tornati alla mente i miei anni romani di quando, nonostante corressi per altra società, la Lazio Runners mi portava sempre nelle trasferte, con tanto di consueto pranzo in compagnia. Non ero mai sola.
Ricordo quando conobbi Orazio: lui mi ha sempre aiutato in ogni circostanza, oltre che difeso in occasioni delicate non dipendenti da me. Ho corso tre anni con la maglia della Lazio Runners.


La corsa mi ha dato tanto e in 10 anni mi ha cambiato molto, rendendomi più forte: le mie più grandi emozioni sono legate a tutto ciò' che questo meraviglioso sport mi ha permesso.
Ho passato mesi di infortuni, con periodi di rabbia nei quali evitavo tutto ciò che avesse voluto dire podismo. Ho conosciuto terapisti professionali e ciarlatani. Ho avuto professori universitari splendidi, una su tutte Luciana Dapretto: mi ha sempre valorizzato anche come persona.
Ho avuto allenatori bravissimi che mi hanno supportato, altri che mi hanno sopportato, altri che mi hanno abbandonato.
Ho vissuto storie sentimentali nate a causa, o per colpa, della corsa: tutto ciò che è rimasto di certe esperienze è stata unicamente la mia voglia di scappare e correre ancora più forte.
10 anni di corsa sono tanti, e festeggiarli con i Campionati Italiani di Cross a Gubbio, nel meraviglioso teatro romano, è' stata la maniera migliore: un'emozione che ha sintetizzato questo travagliato decennio. Ho avuto paura di non farcela? No, perché ero li'. Alla luce di tutto quello che ho vissuto penso che quello che mi spaventi, adesso, sia veramente poco. In ultimo, ricordo con piacere un episodio. Pioveva a dirotto a Roma, era inverno. Io mi stavo allenando nei 3x7000, via dei Barellai. Il mio allenatore di allora, il povero Luciano, perlustro' in macchina la zona (sapeva che mi sarei allenata comunque), e mi trovo'. Mi fece terminare prima gli allenamenti, malgrado non volessi, caricandomi in macchina, fradicia. L'acqua mi arrivava alle caviglie e volle portarmi a casa. Una cosa disse: 
"Grazie per quello che stai dando al nostro sport": io non sono nessuno, ma in ogni momento della vita si può vincere e sentirsi un campione; le medaglie sono dentro al petto, non fuori. Vorrei solo che i ragazzi che alleno fossero determinati come me.
Ho voglia di correre ancora e di aprirmi alla vita con entusiasmo, nell'attesa di darle quel senso di gratificazione che ancora vado cercando...

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3 commenti:

Elisa ha detto...

Mitica, sei sempre una forza della natura!!! Grande Psico

Anna LA MARATONETA ha detto...

Che onore ricevere proprio da te il primo commento! Abbiamo vissuto tanto sano sport insieme...grazie, Ely!

Mauro Battello ha detto...

Ma che bello questo post... Congratulazioni per il tuo decennio allora!

Anna Giunchi la maratoneta

Benvenuto sul blog di Anna...la maratoneta