Anna Giunchi Blog Personale

martedì 23 febbraio 2016

Da Pieve di Cento a Gubbio. che bello correre!

Un azzardo, quello di correre due cross a distanza di poche ore l'uno dall'altro...
Mettiamola così: per quest'anno utilizzo il cross come forma di allenamento, dall'anno prossimo inizierò una preparazione specifica per svolgerlo al meglio.
Sabato 20 febbraio, pomeriggio, orario 15:50, la prima tappa da 3 km del Cross Provinciale a Pieve di Cento. Un percorso molto tecnico, con cambi di direzione stretti, del tutto impegnativo. Volevo, in questa maniera, risvegliarmi un pò prima di Gubbio (a causa della pioggia in settimana non sono riuscita a svolgere allenamenti su sterrato), ma avevo sottovalutato la difficoltà del percorso e l'accumulo di lattato: un vero e proprio test di massima potenza aerobica. Seconda Sf35, dato che in questi circuiti premiano per categorie, ma senza risparmiarmi. Concludo in affanno, a dimostrazione di quanto sia utile ai fini di velocizzazione la corsa campestre. il Garmin non andava: non so il tempo.


Il giorno dopo sarei partita per i Campionati italiani assoluti di corsa campestre, a Gubbio. Inutile dire che lo scenario fosse splendido, l'organizzazione eccellente, con tanto di maxischermo e musica di sottofondo, i partecipanti di livello altissimo: la vera atletica. Partenza alle 12:25. 400 donne in batteria. Ho gareggiato con i chiodi da 6, e la cosa mi ha turbato parecchio, soprattutto nel pregara!
Una splendida compagnia, quella di Federica e di tutto il Golden Club Rimini, unica società romagnola che si è aggiudicata l'accesso alla finale. Io gareggiavo come singola, ma ho potuto percepire come sarebbe potuto essere bello condividere una esperienza del genere con il proprio team. Era già un onore esserci, e chiudo i 7,6 km in 32'20. Percorso impegnativo ma spettacolare.
La giornata è proseguita con un pranzo in un ristorante tipico (per trovarlo...) con visita del centro storico e squarci di panorama mozzafiato.


Una giornata stupenda, resa possibile grazie ad una compagnia fantastica che mi ha incluso come se fossi stata membra della loro squadra. Come ho già scritto, questa è stata una splendida dimostrazione di amicizia e lealtà sportiva. Ho vissuto delle emozioni che neppure pensavo più di provare, e mi sono accorta di amare ancora di più uno sport che mi sta dando tanto: in primo luogo, la felicità.

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Anna Giunchi la maratoneta

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