Anna Giunchi Blog Personale

sabato 10 novembre 2007

Tennis e maratona

Quest'anno ho ripreso a giocare a tennis: sto facendo il corso da istruttore di secondo livello, a Roma.
Reduce dalla bellissima esperienza vissuta alla Maratona di New York, non vedo perchè non provare a fare un parallelo fra due sport così diversi, quali il tennis e la maratona. Praticandoli tutti e due, posso fin d'ora elencare elementi comuni e discordanti fra le due discipline, partendo, innanzitutto, dalle diverse condizioni ambientali nei quali poterli praticare. Per quanto riguarda la corsa, si corre sempre fuori, e le gare non vengono mai rinviate in caso di maltempo: si corre anche con la neve o con la pioggia a catinelle (peggio, anche con le trombe d'aria...). Indubbiamente questi fattori determinano poi una certa indole nell'atleta, più temprato e disposto, diciamolo, al sacrificio fisico. Psicologicamente, per un tennista, abituato, con l'irrigidirsi delle temperature, a spostarsi nelle strutture al coperto, praticare attività fisica invernale all'esterno, con il freddo umido che gli entra nelle ossa o, peggio, con le scarpe che si inzuppano di fango, è quantomeno impensabile (a Roma si gioca sempre fuori, ma le temperature sono meno rigide che al Nord Italia). Allo stesso tempo, però, un maratoneta si sente a disagio se deve svolgere attività fisica in un ambiente riscaldato e, proprio grazie a questa abitudine data dal correre malgrado qualunque condizione climatica, risulta molto più resistente alle malattie di stagione (nei tempi antichi non c'erano termosifoni!).
Il tennista, inoltre, è abituato ad allenarsi in condizioni di visibilità ottima, mentre il corridore corre anche di sera, o in condizioni di luminosità insufficente (dopotutto non deve cercare l'impatto con una pallina, ma si preoccupa solo di mantenere il proprio ritmo di corsa).
Un fattore che differenzia i due sport è anche quello fisiologico: aerobico alattacido uno (il tennis), prettamente aerobico l'altro (il fondo, la maratona, appunto). Il maratoneta deve cercare il più possibile di "risparmiare", basta un appoggio più brusco del solito o un leggero dislivello per modificarne il battito cardiaco. La maratona è una continua gara con la propria soglia aerobica; certo, vi sono determinate situazioni che richiedono una considerevole variazione di ritmo, ma non si trattano mai di scatti brevi, ma piuttosto di allunghi, di progressioni. Il tennis, invece, è fatto di continui spostamenti laterali e in avanzamento, è fatto di pause, di brevi scambi se si gioca in campi veloci e di interminabili "remate" da fondocampo se si gioca in campi più lenti (in quest'ultimo caso si cerca un ritmo simile a quello del maratoneta, che prima o poi verrà spezzato o da un errore o da un colpo vincente). E' uno sport strategico, che prevede l'utilizzo di schemi tattici differenti in base all'avversario, al campo, alle condizioni metereologiche; schemi che richiedono anche fantasia e viva intelligenza. Anche in maratona vi sono schemi tattici (bisogna sapere superare al momento giusto gli avversari, studiarne le variazioni di ritmo, ascoltarne il respiro per capire se sono in stato di affaticamento oppure no) ma gli atleti sono all'interno di un contesto assolutamente differente dove possono essere tutti avversari ma può anche non esserlo nessuno: ci sono maratoneti che si fanno condizionare da come gestiscono la gara gli altri, mentre ci sono quelli che gareggiano sempre e solo con loro stessi e con i loro tempi personali (a queste persone, per la loro salute mentale, andrebbe tolto l'orologio!).
Il tennis ha uno, massimo due avversari e basta; è un confronto frontale, ci si guarda negli occhi: in maratona, invece, si ascolta solo il respiro di chi ti corre a fianco, senza sprecare energie nel voltarsi a guardarlo, diciamo che si "intuisce"l'avversario, non lo si studia.
Un fattore che accumuna le due discipline è dato dalla metodica degli allenamenti: ripetitivi, intensi, di estrema concentrazione. In un caso, quello del tennis, si ricerca la precisione, nell'altro caso, la maratona, si cerca la regolarità del passo; è sempre precisione ma in termini non spaziali, bensì temporali: fare le ripetute (correre 3 volte i 6000 metri) sempre a quel ritmo, in modo da rendere il passo automatico. I carichi di lavoro, è chiaro, sono differenti.
Altro fattore discordante: le abitudini di vita: il tennista si concede qualche svago e non sono rari campioni, vedi Safin, che conducono una vita un pò sregolata, con qualche eccesso nel cibo e nell'alcool. Il tennis, dopotutto, lascia spazio ai fantasiosi, ai creativi, ai personaggi. Nel maratoneta non capiterà mai di trovare un atleta indisciplinato: sono precisi, calcolatori, a volte ossessivi per quanto riguarda l'alimentazione, e al termine di ogni gara ripensano sempre a dove hanno sbagliato, se "l'aver dormito un'ora in meno" può aver influito sulla prestazione.
Le due discipline, così diverse, possono integrarsi? Per esperienza personale posso dire che, da quando sono diventata maratoneta, tutti gli altri sport, essendo intervallati da pause, mi appaiono molto meno faticosi, più divertenti. Allo stesso tempo un'attività come la maratona richiede una concentrazione talmente prolungata nel tempo e una tale resistenza che uno scambio di 20 palleggi si raggiunge con estrema facilità, senza eccessivi stress fisici o mentali. Tuttavia la tensione che precede una partita di tennis è decisamente più alta rispetto a quella che precede lo starter di una gara di fondo o mezzofondo; il tennis, infatti, richiede schemi motori e strategie mentali più complesse rispetto ad una gara di corsa su lunga distanza. Pensiamo, ad esempio, all'azione più istintiva che ci capita di fare quando ci troviamo in una situazione di estremo pericolo: correre, non certo fare uno smash...

3 commenti:

Batman ha detto...

Mi verrebbe da riassumere così:
Maratona specialità per uomini (e donne) veri.
Tennis specialità per fighetti.
O no?

Anna LA MARATONETA ha detto...

vero, verooo!!
Ah, questa è un'esclusiva dell'articolo del Passante, ex redattore!

Anna LA MARATONETA ha detto...

vero, verooo!!
Ah, questa è un'esclusiva dell'articolo del Passante, ex redattore!

Anna Giunchi la maratoneta

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