Anna Giunchi Blog Personale

giovedì 1 novembre 2007

UNA FIGLIA SBAGLIATA...




Ci tenevo proprio, oggi, ad essere a Forlì.E' stata una delle più belle giornate degli ultimi tempi, anche senza il sole romano.
Ho avuto la gradita sorpresa di ricevere la visita delle mie zie, che mi hanno donato un quadrifoglio in oro, che metterò al collo domenica. E poi, ieri sera, la gradita telefonata di EZIO, che sarà sempre il mio primo tifoso, che mi ha offerto un caffè, stamattina, dopo una bella chiacchierata. Grazie a lui e a Gabriella.
Stamattina, girando per i cimiteri in occasione del giorno dei Morti, mi sono chiesta da dove potevo esser saltata fuori, da chissà quale ceppo di famiglia, dato che, diciamolo pure, sono alquanto anomala rispetto agli altri componenti. Mio babbo, così meticoloso, serio, professionale, razionale e tranquillo, cosa può aver trasmesso a questa figlia da farla "sbagliata"?Allo stesso tempo mia mamma, persona che stimo tantissimo per capacità di reagire alle avversità della vita con estrema forza, convinta sostenitrice dei veri valori, con notevole intelligenza pratica, ordinata quanto geniale, ha ben poche cose in comune con una persona instabile e confusionaria come me. Mio fratello...non ne parliamo, è il figlio modello: eccellenti qualità lavorative, già in carriera, determinato nelle scelte, intelligente; una vita regolare senza fare viaggi chissà dove o verso ricerche impossibili: ha già trovato un mondo perfetto che lo fa stare bene con se stesso e con gli altri, lui. Magari mio figlio, quando lo avrò, potesse diventare come il mio brother...
Io cosa ci faccio in una famiglia così... diciamolo pure, splendida?Quale intoppo può esserci stato nel mettere al mondo una persona come me, che, inseguendo un sogno e un altro, gira di comune in comune, di città in città, alla ricerca continua del nuovo, del diverso, di tutto ciò che la faccia fuggire dal routinario?Una persona che, uscita da un reparto di ospedale, decide di buttarsi a tempo (quasi) pieno in un'attività ai limiti dello stremo, come la maratona e, di punto in bianco, da sola, decide di andare a New York e di vivere a Roma?
Anch'io stessa mi considero un errore e, proprio per questo, ho ricercato dei familiari che avessero caratteristiche comuni, o simili, alle mie. Ci ho riflettuto un bel pò, ma alla fine mi son ritrovata molto nel mio zio Giancarlo, che purtroppo non c'è più, amante come me delle avventure, amante dello scrivere, del viaggiare, delle macchine sportive, del leggere (da due settimane passo tutti i pomeriggi alla Feltrinelli, a Roma, uno dei luoghi più geniali inventati nell'ultimo secolo). Il leggere...io, che appena entro in biblioteca non faccio in tempo a fare dieci passi che un libro mi cattura subito l'attenzione e mi tiene inchiodata per un pomeriggio. Mi spiace che lo zio se ne sia andato presto, mi dispiace non averlo salutato alla partenza, ma del resto penso che non se ne sia mai andato, perchè le sue passioni vivono in me: mi alimento di quelle. I miei nonni materni, anche loro mi hanno trasmesso tanto ed io, figlia sbagliata, mi sento un collage, fatto di tanti pezzi assemblati male, che ogni tanto cambiano di posto e si mettono in ordine, anche se il più delle volte il puzzle è scomposto e difficile da riassemblare. Stanotte partirò. Sarebbe troppo banale e scontato dedicare a loro un piazzamento, un tempo, una medaglia. Vorrei solamente condividere con i miei cari un'esperienza nuova che vivrò, che loro non hanno vissuto ma che vivranno fra poco, nelle mie scarpe da corsa o dentro il mio cuore. Vorrei veramente tanto che corressero insieme a me e che vivessero le miei stesse emozioni, quando, tra qualche ora, metterò piede a New York City.
Dopotutto, quando viaggia o quando corre, la pecora nera di casa porta sempre con sè dei pezzi della propria famiglia...

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Anna Giunchi la maratoneta

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