Anna Giunchi Blog Personale

venerdì 30 novembre 2007

BIOCHIMICA

Ci sono poche cose, nella vita, le qui emozioni, rapide e controverse, siano paragonabili alle tensioni per gli esami universitari. Sono delle tensioni snervanti: dentro di te ripeti che non vale la pena preoccuparsi, eppure preoccupato lo sei sempre; dici a te stesso che hai studiato tanto, che meriti un bel trenta, ma allo stesso tempo ti accontenti di passarlo, e basta. Quando poi l'esame è scritto e orale, come biochimica, diventa un calvario: dapprima la tensione per lo scritto (è la terza volta che lo dò, la seconda studiando benino), poi l'attesa interminabile per l'uscita dei voti (a mezzogiorno, tra un quarto d'ora), poi, se va bene, la tensione per l'orale, dove la prof è precisina e se vuole ti stanga. Sono quelle tensioni che mi sono un pò stancata di provare, che però ricordano molto quelle prima di una gara; durante la gara, almeno ti scarichi un pò, nell'esame accumuli e accumuli, attendi, ti confronti con altri parlando solo di quella materia, sminuzzando le domande per ogni vocale (pensavo che le materie di questo genere fossero meno interpretative...). Quel che ho capito, fino ad ora, è che 6 le ho sbagliate sicuro, e se prendo un 22 mi va benone. Mi interesso tanto di attività aerobica-anaerobica e amminoacidi, poi vado a sbagliare proprio la domanda sulla GLUTAMMINA, che prendo 3 sere su sette!!!!
Certo, biochimica è una materia utile che ti dà poi la chiave per comprendere la fisiologia del movimento e robe simili, ma adesso come adesso non me ne frega niente se non la so ancora benissimo: voglio passarla e basta!!!
Ieri ho messo il mio fisico in un'altra condizione di resistenza: 1h e 10 di nuoto e, al pomeriggio, 1h sul pistino, terme di Caracalla, sotto una pioggia fitta e continua, con gli altri mezzofondisti allenati dal mio allenatore che mi doppiavano, triplicavano, quadruplicavano...
Poi i 20 allunghi più lunghi della mia vita, con quel freddo; un phon che non andava, il ritorno in autobus più lungo ancora, in mezzo allo sciopero dei tassisti, e un freddo alle ossa per tutta la notte. Sono stanca, fisicamente, e ieri andavo a 5 e 10, non di più. Ho ancora male alle gambe per il potenziamento di martedì, ma almeno, da quando corro a Caracalla, ho trovato un bel gruppo e gente appassionata, tra cui Mauro, il mio allenatore, una persona di straordinaria umanità che, sono convinta, mi riporterà al più presto verso lo stato di forma.

giovedì 29 novembre 2007

ANNA GIUNCHI-PALATINO CAMPIDOGLIO

Eccomi qua, carichissima per questa nuova esperienza agonistica, con una nuova società!!!
Martedì, al campo delle terme di Caracalla, ho parlato con i responsabili e con il mio nuovo allenatore, consegnando nulla osta e certificato medico. L'impressione che ho avuto è stata da subito ottima: mi hanno accolto molto calorosamente e mi son sentita subito a casa. Poi, lo stadio di Caracalla è un piccolo paradiso: un angolo di puro, sano sport che riesce a ritagliarsi uno spazio in mezzo al traffico della Colombo e dell'Appia. Martedì mattina avevo svolto un lavoro di carico molto intenso: 25 minuti di riscaldamento, 7 serie di balzi, 10 cambi di ritmo sul prato dello stadio della Farnesina, 10 gradoni, discese in pilometria, 5 mille. Il programma di Musulin, prof universitario di atletica, serve per farmi risvegliare un pò i piedi e per far riacquistare un pò di fluidità nei miei movimenti, diventati molto più lenti causa sovraccarico. In effetti, mercoledì, accusavo parecchio indolenzimento e non è bastato il nuoto mattutino per farmelo passare. Così, ieri sera, il mio primo allenamento con la nuova società non mi ha visto nell'espressione migliore: avevo le gambe impietrite. Ho fatto 20 giri del pistino (circa 460 metri) alternandone uno veloce a uno più lento, il tutto dopo 20 minuti di riscaldamento sul prato. Ho poi concluso con un ottocento e un paio di allunghi. E' chiaro che devo lavorare molto, e forse la maratona di Salerno non dovevo proprio mettercela, ma ormai ho i biglietti pronti e non me la sento di rinunciare.
Oggi ho già fatto la mia ora e 10 di nuoto e, al pomeriggio, correrò un'ora, sempre allo stadio, dove l'allenatore (genovese, uno tosto!)cercherà di capire a che ritmo potrò fare il lungo.
Sto ritrovando la voglia di allenarmi!

lunedì 26 novembre 2007

ESAMI A TUTTO ANDARE

E' un periodo molto intenso, su tutti i fronti: di studio, di allenamento in primis. Ieri ho fatto un allenamento che mi è piaciuto veramente tanto: 12 volte i 300 e 12 volte i 100. La velocità è ancora mera utopia, ma il fisico, molto lentamente, sta iniziando a reagire. Il raffreddore se ne sta andando e oggi la Capitale mi sta offrendo una giornata spettacolare. 1h e 30, oggi, e domani ancora pista. Sto provando le mie nuove scarpe Mizuno wave precision e devo dire che han reagito molto bene. Ieri, approfittando della visita dei miei genitori, che rivedrò solo nel periodo natalizio, mi son fatta un giro di 5 ore e passa per Roma, toccando le zone del centro, la chiesa di San Pietro in Vincoli, il circo Massimo, la solita stazione Termini. C'è sempre qualcosa da scoprire, quaggiù. Sabato pomeriggio ho seguito gli allenamenti della Fondiaria Sai, società specializzata su pista, mentre in mattinata avevo fatto un'ora e trenta di collinare a villa Ada, il mio parco preferito. Sto preparando tutta la documentazione da portare alla Palatino Campidoglio, avendomi i miei genitori conseganto ieri il nulla osta proveniente dalla mia società. Non è un addio a Forlì, non cambierà proprio niente...semplicemente mi alleno e corro a Roma, e non vedo perchè non provare una nuova esperienza.
Oggi il mitico prof di atletica leggera musulin, che dall'anno scorso mi dà supporto tecnico, mi ha dato la programmazione per l'allenamento di domani, allo Stadio dei marmi:
-riscaldamento, soliti 25 minuti;
-andature (massimo tre serie di balzi e esercizi di sensibilità);
-gradini (6-7 serie, con qualche discesa pilometrica);
-progressioni in direzione obliqua, su prato, per riprendere sensibilità ai piedi;
serie di mille, rispettando il recupero che il mio fisico si sente di fare.
Manca poco, a Salerno, e devo cercare di recuperare un pò di forma e, soprattutto, di ritrovare la voglia di correre.

venerdì 23 novembre 2007

RESOCONTO

Questa settimana è andata così così, causa raffreddori e mal di gola già menzionati. Mercoledì ho fatto 20 volte i 200 a un buon ritmo, mentre giovedì, reduce da 1 ora di nuoto, ho fatto 1h e 15 di corsa leggera. Oggi pomeriggio sono in programma i mille, e il clima romano sembra essere molto favorevole, visto il rialzo delle temperature. Ieri, inoltre, ho fatto il mio ingresso nel mondo dell'ASI, un ambiente veramente molto bello, dove inizierò a collaborare da lunedì. La sede è all'interno del parco di Monte Mario ed è una meraviglia, mi ricorda un pò la pineta di Cervia(non la discoteca, eh)!
Si inizia a preparare gli esami (BIOKIMIKA IL 30)e non ne posso più di amminoacidi e robe varie, sebbene, finalmente, ne abbia compreso bene meccanismi e funzioni. La mia società del 2008, con ogni probabilità, sarà il Paladino-Campidoglio. Domattina passerò allo stadio delle terme di Caracalla per incontrare dirigenti e allenatori, che si ritrovano quasi sempre là.

mercoledì 21 novembre 2007

PICCOLE NEWS

Un raffreddore si sta impadronendo di me, ma il clima qua a roma prevede un rialzo delle temperature, e quindi mi si prospetta una veloce ripresa. Lunedì ho fatto 12 volte i 400 e tre serie intense di gradoni, tutto allo stadio della Farnesina. A breve, dopo una lezione di Biomeccanica (stiamo facendo fisica e moti di accellerazione vari), un pò di 200, a mò di fartlek. Stamattina mezz'oretta di nuoto che mi ha risvegliato un pò, dopo un paio di giorni piuttosto intensi, per lo meno in termini "psicologici". Tuttavia la Capitale mi sta aprendo nuove frontiere: lavorative e sportive in primis. Gli aggiornamenti a breve...
Una cosa, però, da fare presente. E' chiaro che un blog non deve diventare una sorta di denuncia pubblica, non si fa. Ho avuto notevoli delusioni in termini di rapporti umani: si hanno sempre delle delusioni quando, dietro una movente economica, irrisoria, per lo più, stanno nascoste amarezze e sottili vendette. Ma questo a chi legge non interessa, interessa solo a chi scrive, e da persona matura se le tiene per sè. Io non ho mai chiesto nè promesso niente a nessuno: a me lo hanno fatto.

sabato 17 novembre 2007

FREDDO FORLIVESE

Fra non molto si ritorna sulla neve, che spettacolo il Grostè...

E' arrivato, è arrivato, il freddo. Oggi una breve seduta in palestra con 1h di tapis roulant e potenziamento per i dorsali. Domani, se non mi congelo, un pò di palestra, ma sono mezza malata. Poi si riparte per la Capitale.

I TEMPI DEL CALCIO


Non ho parlato tanto della mia attività calcistica. Poco fa ho visitato il sito della mia squadra di calcio, l'Olimpia Forlì (che vanta una promozione in serie B, campionato disputato proprio l'anno che sono stata male), e ho trovato, nel forum, una serie di messaggi inerenti la mia Maratona. Ho rivissuto, in quei messaggi di Elisa (la mia addetta stampa, che ha riportato tutto l'articolo scritto sul sito della mia società), Buli, Trinity, Stitch, la bellissima sensazione di far parte ancora di quella squadra: quella squadra con cui ho condiviso anni di allenamento al gelo, anni di panchina e di mangiate in compagnia, anni veramente belli di casino nello spogliatoio. Certo, sicuramente non era il mio sport (ho già scritto di non aver particolari destrezze e abilità), ma mi son divertita proprio tanto. Volevo rispondere, a tutti quei messaggi, nel forum della squadra, ma purtroppo non riesco ad accedere (ci son problemi di password) e spero che qualcuna delle giocatrici legga quanto ho scritto qui. Grazie, grazie di tutto. Purtroppo nella vita si devono affrontare dei passaggi che cambiano, se non stravolgono, la propria esistenza. Trasferendomi a Roma molte mie abitudini di vita sono cambiate: è cambiata la gente, è cambiato il ritmo di vita, sono cambiati i luoghi che frequento, ma ogni volta che passo dallo stadio, il mio cuore, è sempre lì. Una sera che sono a Forlì mi imbottisco nei miei tre piles e nelle mie adidas neroazzurre, con dentro i rigorosi calzini di lana, e torno in campo con voi. In bocca al lupo, Olimpia Forlì!!!

venerdì 16 novembre 2007

Intervista

Visto?Tengo addirittura COMIZI!!!!

Vi trascrivo l'intervista che mi hanno fatto dalla mia società di Forlì, pubblicata sul loro sito:
1) Da quanto tempo sei una maratoneta?
2) Da quale sport provieni?
3) Pensi di aver fatto la scelta giusta?
4) Cosa ti ha spinto ad iscriverti alla maratona di NY?
5) So che il tempo non ti ha soddisfatto, ma il piazzamento che hai raggiunto te lo saresti mai immaginato?
6) Pensi di ritornare a disputare una maratona a NY?
7) Questa esperienza ti è servita per raggiungere uno obiettivo che ti eri prefissata, o per dimostrare qualcosa a qualcuno?
Cool Quali sono i prossimi programmi in agenda?

1) Diciamo che "Maratoneta" nel vero senso della parola (con preparazione specifica e alimentazione controllata) ritengo di esserlo diventato dalla maratona di Milano del 2006, quando feci il mio primo tempo decente, 3 ore e 21. Corro da marzo 2006 e alla mia prima Maratona, quella di Roma, ho debuttato con 4 ore e 14.
2) Provengo dal tennis, sport che pratico da quasi 20 anni e di cui sono istruttrice. Ho anche giocato a calcio per 4-5 anni e praticato nuoto e palestra con regolarità. Ho fatto un paio di anni in bici da strada e mountain bike, ma dopo che mi han rubato la mia Bianchi Tour de France son scesa dalla sella.
3) Decisamente sì: non ho mai avuto particolari abilità e destrezze atletiche ma, in compenso, son sempre stata molto determinata e costante negli allenamenti: geneticamente, inoltre, son dotata di notevole resistenza. Dall'atletica mi sto togliendo delle belle soddisfazioni; certo, gli allenamenti sono molto intensi e meno divertenti di quelli di calcio o tennis, ma non rinuncerei ad essi per niente al mondo perchè mi formano, anche nel carattere. Mi alleno sempre da sola e, proprio per questo, cerco sempre di ascoltare e capire il mio corpo. Quando sono nei periodi di scarico, poi, la corsa mi rilassa.
4) Fin da piccola ho sempre avuto il "sogno dell'America"...forse perchè vado matta per Bruce Springsteen e per l'immagine che mi dà lo Stato americano! Sognavo di visitarla e, finora, ho visto ben poco, ma merita, merita veramente.
Amo molto viaggiare e mi sembrava l'anno giusto per vivere questo sogno; preferisco non rimandare di troppo i progetti e di approfittare subito dei periodi di serenità e salute in famiglia per realizzarli. E ce l'ho fatta.
5) Speravo di arrivare fra le prime italiane e invece sono arrivata sedicesima. Avevo un pettorale, F351, molto basso e sono arrivata 390esima o giù di lì, deludendo le aspettative. Tuttavia, ripensando all'ora in cui mi sono svegliata, all'alimentazione condotta e,soprattutto, al percorso collinare verso il quale non ero preparata, mi accontento. Mi son resa conto di essere arrivata alla Maratona senza aver completamente smaltito il carico di lavoro che portavo avanti da maggio e sto riprendendo con le ripetute in pista per velocizzarmi.
6) Sicuramente, anche perchè devo visitare la statua della Libertà con il traghetto e devo ancora salire sull'Empyre State building! Prima di un'altra New York, però, voglio fare la maratona di Chicago.
7) E' una bella domanda. Volevo raggiungere l'obiettivo delle tre ore che non ho raggiunto. Forse volevo veramente dimostrare qualcosa a qualcuno, ovvero a me. Volevo autoconvincermi che il brutto periodo che ho passato nel novembre di due anni fa (grave anemia) ormai è finito, ma è sempre dietro l'angolo.
8) A dicembre, precisamente il 9, ho la maratona di Salerno, per la quale la maratona di New york è servita da allenamento di lungo. Non punto alle tre ore ma a migliorare il personale di 3 ore e 12, e piazzarmi tra le prime. Sono già in prima fila per la maratona di Roma e, a maggio, pensavo di cimentarmi in un percorso scorrevole come quello di Treviso. Purtroppo per i miei tifosi di Forlì, però, dall'anno prossimo correrò per una società di Roma, città dove vivo e mi alleno.
Voglio ringraziare Elisa, perchè al rientro a Forlì mi ha telefonato facendomi dei complimenti sentitissimi, incitandomi e complimentandosi con me anche nel forum della mia società. A lei ed Ezio il custode un grazie particolare.
Grazie, Ely, sei lo spirito giusto dell'atletica!


giovedì 15 novembre 2007

NON ERO IO!!!

Alla Roma-Ostia 2008 è ammesso solo il personale!!

La giornata di ieri a tutto avrebbe fatto pensare, meno al fatto che avrei condotto un allenamento come quello della sera. Il solito risveglio brusco del mercoledì mattina a nuoto, 5-6 ore di lezione, diluvio totale a Roma nel pomeriggio e inizio del freddo. Eppure, ieri sera, 20 volte i 200, con recupero di un minuto circa, li ho fatti, e stavo benissimo. Poi, un'altra cosa: AVEVO VOGLIA DI CORRERE, una gran voglia di correre. Dopo questo lavoro ho fatto dei gradoni sul ponte duca d'Aosta e, stamattina, ho tenuto bene ad un'ora intensa di nuoto. Devo ammetterlo. il nuoto fa proprio bene, e sento i muscoli molto più sciolti. Oggi il programma, freddo e raffreddore permettendo, prevede un'oretta tranquilla, e domani ancora variazioni.
Intanto mi sto guardando intorno, alla ricerca di una buona società qui a Roma, e mi parlano bene dell'AICS Campidoglio Palatino. Dopotutto, ormai, sono un patrimonio della Capitale, una colonna di Traiano!!Mamma mia, MA CHI MI CREDO DI ESSERE????
Prossimo impegno: maratona di Salerno, 9 dicembre. Si va!

mercoledì 14 novembre 2007

E ora?


Sto realizzando quanto mi son persa del viaggio di New York...

Per guardare quel maledetto orologio ho in memoria solo le voci del pubblico, per il resto, vuoto e fatica. Tuttavia ero felice, e lo testimonia la foto di fine corsa, che il mitico Eugenio, colui che mi ha evitato di rimanere smarrita per la città di Manhattan, e precisamente tra la 49 esima e la 48 esima strada, mi ha inviato.

Ovviamente non mi fermo mai e ieri ho fatto tre ore di tennis, oggi ho nuotato e lunedì, come da consiglio, 12x400 e gradoni. Ora come ora si cerca solo di riavviare queste gambe stanche.

Solo un attimo di perplessità ieri sera, quando ho avvertito un piccolo risveglio di fascite. Il motivo?1h e 15 di corsa e tre ore di tennis con i plantari invertiti!!

Che bello essere così incasinati come me!

sabato 10 novembre 2007

Tennis e maratona

Quest'anno ho ripreso a giocare a tennis: sto facendo il corso da istruttore di secondo livello, a Roma.
Reduce dalla bellissima esperienza vissuta alla Maratona di New York, non vedo perchè non provare a fare un parallelo fra due sport così diversi, quali il tennis e la maratona. Praticandoli tutti e due, posso fin d'ora elencare elementi comuni e discordanti fra le due discipline, partendo, innanzitutto, dalle diverse condizioni ambientali nei quali poterli praticare. Per quanto riguarda la corsa, si corre sempre fuori, e le gare non vengono mai rinviate in caso di maltempo: si corre anche con la neve o con la pioggia a catinelle (peggio, anche con le trombe d'aria...). Indubbiamente questi fattori determinano poi una certa indole nell'atleta, più temprato e disposto, diciamolo, al sacrificio fisico. Psicologicamente, per un tennista, abituato, con l'irrigidirsi delle temperature, a spostarsi nelle strutture al coperto, praticare attività fisica invernale all'esterno, con il freddo umido che gli entra nelle ossa o, peggio, con le scarpe che si inzuppano di fango, è quantomeno impensabile (a Roma si gioca sempre fuori, ma le temperature sono meno rigide che al Nord Italia). Allo stesso tempo, però, un maratoneta si sente a disagio se deve svolgere attività fisica in un ambiente riscaldato e, proprio grazie a questa abitudine data dal correre malgrado qualunque condizione climatica, risulta molto più resistente alle malattie di stagione (nei tempi antichi non c'erano termosifoni!).
Il tennista, inoltre, è abituato ad allenarsi in condizioni di visibilità ottima, mentre il corridore corre anche di sera, o in condizioni di luminosità insufficente (dopotutto non deve cercare l'impatto con una pallina, ma si preoccupa solo di mantenere il proprio ritmo di corsa).
Un fattore che differenzia i due sport è anche quello fisiologico: aerobico alattacido uno (il tennis), prettamente aerobico l'altro (il fondo, la maratona, appunto). Il maratoneta deve cercare il più possibile di "risparmiare", basta un appoggio più brusco del solito o un leggero dislivello per modificarne il battito cardiaco. La maratona è una continua gara con la propria soglia aerobica; certo, vi sono determinate situazioni che richiedono una considerevole variazione di ritmo, ma non si trattano mai di scatti brevi, ma piuttosto di allunghi, di progressioni. Il tennis, invece, è fatto di continui spostamenti laterali e in avanzamento, è fatto di pause, di brevi scambi se si gioca in campi veloci e di interminabili "remate" da fondocampo se si gioca in campi più lenti (in quest'ultimo caso si cerca un ritmo simile a quello del maratoneta, che prima o poi verrà spezzato o da un errore o da un colpo vincente). E' uno sport strategico, che prevede l'utilizzo di schemi tattici differenti in base all'avversario, al campo, alle condizioni metereologiche; schemi che richiedono anche fantasia e viva intelligenza. Anche in maratona vi sono schemi tattici (bisogna sapere superare al momento giusto gli avversari, studiarne le variazioni di ritmo, ascoltarne il respiro per capire se sono in stato di affaticamento oppure no) ma gli atleti sono all'interno di un contesto assolutamente differente dove possono essere tutti avversari ma può anche non esserlo nessuno: ci sono maratoneti che si fanno condizionare da come gestiscono la gara gli altri, mentre ci sono quelli che gareggiano sempre e solo con loro stessi e con i loro tempi personali (a queste persone, per la loro salute mentale, andrebbe tolto l'orologio!).
Il tennis ha uno, massimo due avversari e basta; è un confronto frontale, ci si guarda negli occhi: in maratona, invece, si ascolta solo il respiro di chi ti corre a fianco, senza sprecare energie nel voltarsi a guardarlo, diciamo che si "intuisce"l'avversario, non lo si studia.
Un fattore che accumuna le due discipline è dato dalla metodica degli allenamenti: ripetitivi, intensi, di estrema concentrazione. In un caso, quello del tennis, si ricerca la precisione, nell'altro caso, la maratona, si cerca la regolarità del passo; è sempre precisione ma in termini non spaziali, bensì temporali: fare le ripetute (correre 3 volte i 6000 metri) sempre a quel ritmo, in modo da rendere il passo automatico. I carichi di lavoro, è chiaro, sono differenti.
Altro fattore discordante: le abitudini di vita: il tennista si concede qualche svago e non sono rari campioni, vedi Safin, che conducono una vita un pò sregolata, con qualche eccesso nel cibo e nell'alcool. Il tennis, dopotutto, lascia spazio ai fantasiosi, ai creativi, ai personaggi. Nel maratoneta non capiterà mai di trovare un atleta indisciplinato: sono precisi, calcolatori, a volte ossessivi per quanto riguarda l'alimentazione, e al termine di ogni gara ripensano sempre a dove hanno sbagliato, se "l'aver dormito un'ora in meno" può aver influito sulla prestazione.
Le due discipline, così diverse, possono integrarsi? Per esperienza personale posso dire che, da quando sono diventata maratoneta, tutti gli altri sport, essendo intervallati da pause, mi appaiono molto meno faticosi, più divertenti. Allo stesso tempo un'attività come la maratona richiede una concentrazione talmente prolungata nel tempo e una tale resistenza che uno scambio di 20 palleggi si raggiunge con estrema facilità, senza eccessivi stress fisici o mentali. Tuttavia la tensione che precede una partita di tennis è decisamente più alta rispetto a quella che precede lo starter di una gara di fondo o mezzofondo; il tennis, infatti, richiede schemi motori e strategie mentali più complesse rispetto ad una gara di corsa su lunga distanza. Pensiamo, ad esempio, all'azione più istintiva che ci capita di fare quando ci troviamo in una situazione di estremo pericolo: correre, non certo fare uno smash...

E' RITORNATA!!!!!!!!


Guardatela, è lei!!!E' tornata da Fiumicino, era distrutta...Te credo che non me l'hanno data, era completamente sfasciata!Dentro mi si è rovesciato un integratore e tutti i vestiti erano pieni di polverina bianca: forse a New York pensavano fosse COCAINA!!

NEWS



Novità in arrivo dall'aeroporto di Fiumicino: la mia valigia non è stata ancora ritrovata. Un inizio di addio al Garmin, agli amminoacidi, alla canotta della mia società (QUANTO HO SUDATO PER AVERLA!!), alle nuove Mizuno comprate ad un prezzaccio, ai ricordi materiali di NY, alla macchina fotografica con il rullino. A quel paese!!!
Vedo un pò come sto, e quasi quasi, domattina, mi faccio una sgambata alla gara di Molinella, vicino a Bologna, non si sa mai.
Da oggi metto in atto le iscrizioni alla maratona di Latina e alla maratona di Roma, almeno ci provo, e oggi mi godo un pò il rientro nella mia città, un rientro SENZA VALIGIA.

AAAAARGGGGHHHHH!!!!

giovedì 8 novembre 2007

Università a tutto spiano



Ore 8 e 20 circa, nuoto. Poi 2 ore di attività pratica (oggi a lezione abbiam giocato a rubabandiera, che bello!), ancora lezione e, stasera, allenamento. Ieri 1 ora e trenta (ultimi 15 minuti di allunghi)in una splendida cornice romana al tramonto, poi cena a base di carne.
Così è stato il mio rientro da N.Y., e devo dire che, fino adesso, il fuso orario non mi ha assolutamente dato fastidio: non ho preso melatonina e simili.
Che ricordo porto con me?Un ricordo un pò nostalgico, un pò malinconico, ma bello. E' stato bello tutto: compagnia, viaggio (turbolenze a parte), gara e pasta party (mamma mia, che abbondanza e spreco)...
Adesso, giustamente, devo riprendere un pò la velocità e, come da consiglio, riprenderò con lavori brevi, una o due volte la settimana, sui 200, 400, e via andare. Adesso come adesso la cosa che ricordo con più piacere di questo viaggio è il ponte di Brooklin, i grattacieli illuminati la notte, le ciambelle (donuts), il cibo (non si mangia poi così male!).
Proprio stamattina la prof di atletica mi ha fatto leggere un questionario inerente alla sindrome da overtraining (sovrallenamento)che mi ha invitato a compilare giorno per giorno, che fa riferimento alle mie sensazioni prima e dopo gli allenamenti, sulla mia percezione del disagio fisico, sulla piacevolezza o meno del carico di lavoro. Ho letto alcuni punti e mi sa proprio che ci sono finita, nella sindrome da sovrallenamento...Devo cercare di trovare la dimensione giusta, senza sfinirmi con allenamenti assurdi. Fino ad ora mi sono allenata eccessivamente, e male, trascurando il mio corpo. Spero di riuscire, prima o poi, a capire e rispettare il mio povero corpo, che mi sopporta da 29 anni.
Prossimo test forse alla maratona di Latina, poi vedremo!

mercoledì 7 novembre 2007

APPENA ATTERRATA


Poche ore fa il mio primo piede a Fiumicino, giusto quello, perchè il mio bagaglio è rimasto chissà dove, o meglio, sta volando con chissà quale compagnia aerea. Bella cosa: c'era dentro il pettorale, la divisa, la marea di integratori, le scarpe usate in gara e quelle comprate nuove di pacca in mega convenienza, il mio Garmin, tute e giacche, cibarie di cui la Maratona ci ha omaggiato...Bella cosa, mi han fottuto la valigia.
Sono in Italia, e cosa devo dire?Che il tempo che ho fatto si commenta da solo e ha poco senso nascondersi dietro giustificazioni quali l'arrivo sul posto con un anticipo esagerato, le mie condizioni di salute..cicliche e robe varie: non ho gestito bene la fase di scarico e non sono arrivata in forma alla gara, punto. Ho sbagliato allenamenti, in quanto prevalentemente facevo ripetute in piano, mentre la gara è veramente una sorta di MONTAGNE RUSSE, garantito a chi vuole farla, non si fa il tempo!
La giornata era ottima, un pò ventilata in certi punti dei ponti, e mi trovavo in una griglia di cinquecento donne, griglia delle tre ore, tre ore e quindici. Sono arrivata 395 esima donna (peggio del pettorale assegnatomi) assoluta (1229 nella classifica generale), fra le italiane ancora non so, ma devo ammettere che la verità è una sola: New York va fatta da turista. Solo così si può godere appieno del calore splendido della gente che ti acclama dall'inizio alla fine, e si può dire di averla corsa con il cuore. Ho capito subito che non era il tipo di maratona per me, e al passaggio alla mezza già avevo capito che non avrei potuto rendere come speravo. Gli ultimi 6 km in central park sono stati molto duri a livello muscolare, ma in quei punti mi son lasciata trasportare dai continui incitamenti che venivano fatti agli italiani e ho terminato senza soffrire come un cane. Meravigliosi i tifosi... Ho un pò sofferto la mancanza totale di cibo ai ristori, quello sì, e devo anche dire che in America mangiare un piatto di pasta nel carico di carboidrati che sia almeno un pò decente è cosa assai ardua.
Tuttavia sono stata bene, anche dopo, quando, per le strade di Manhattan, passeggiavo con la medaglia al collo e la gente mi diceva: "Congratulation", senza interessarsi di tempi o robe simili.
Ho recuperato benissimo, nessun dolore o acciacco e il giorno dopo già correvo un'ora in Central Park, ed è questo che conta. Fra un mese, se tutto va bene, penso di correre a Latina, che sto valutando se fare mia nuova "sede" per cui correre, dato il modo splendido con cui sono integrati gli atleti. La stampa locale?
Un articolo sul Corriere di Romagna, scritto da Matteo Dall'Agata che mi ha contattato e, malgrado qualche piccola speranza e qualche piccola promessa, nessun ricordo in stampa locale da parte della mia società. La cosa mi ha deluso, e sarei falsa se non lo esternassi. Il viaggio?
Mi sono aggregata ad un gruppo di Forlì simpaticissimo (Eugenio, Mattia, Dodo), mie guide e compagni di avventura spettacolari, e ho ritrovato i mitici Latina Runners, tutti belli con la loro divisa appositamente creata per New york: Alberto, Nicola, Claudio: tutti usciti dalla Grande Mela e con dei temponi, a testimonianza di un notevole stato di forma.
Alla finestra non vedo più grattacieli, ma ho il Ponte duca d'Aosta.
Roma, non ti ho tradito!

giovedì 1 novembre 2007

UNA FIGLIA SBAGLIATA...




Ci tenevo proprio, oggi, ad essere a Forlì.E' stata una delle più belle giornate degli ultimi tempi, anche senza il sole romano.
Ho avuto la gradita sorpresa di ricevere la visita delle mie zie, che mi hanno donato un quadrifoglio in oro, che metterò al collo domenica. E poi, ieri sera, la gradita telefonata di EZIO, che sarà sempre il mio primo tifoso, che mi ha offerto un caffè, stamattina, dopo una bella chiacchierata. Grazie a lui e a Gabriella.
Stamattina, girando per i cimiteri in occasione del giorno dei Morti, mi sono chiesta da dove potevo esser saltata fuori, da chissà quale ceppo di famiglia, dato che, diciamolo pure, sono alquanto anomala rispetto agli altri componenti. Mio babbo, così meticoloso, serio, professionale, razionale e tranquillo, cosa può aver trasmesso a questa figlia da farla "sbagliata"?Allo stesso tempo mia mamma, persona che stimo tantissimo per capacità di reagire alle avversità della vita con estrema forza, convinta sostenitrice dei veri valori, con notevole intelligenza pratica, ordinata quanto geniale, ha ben poche cose in comune con una persona instabile e confusionaria come me. Mio fratello...non ne parliamo, è il figlio modello: eccellenti qualità lavorative, già in carriera, determinato nelle scelte, intelligente; una vita regolare senza fare viaggi chissà dove o verso ricerche impossibili: ha già trovato un mondo perfetto che lo fa stare bene con se stesso e con gli altri, lui. Magari mio figlio, quando lo avrò, potesse diventare come il mio brother...
Io cosa ci faccio in una famiglia così... diciamolo pure, splendida?Quale intoppo può esserci stato nel mettere al mondo una persona come me, che, inseguendo un sogno e un altro, gira di comune in comune, di città in città, alla ricerca continua del nuovo, del diverso, di tutto ciò che la faccia fuggire dal routinario?Una persona che, uscita da un reparto di ospedale, decide di buttarsi a tempo (quasi) pieno in un'attività ai limiti dello stremo, come la maratona e, di punto in bianco, da sola, decide di andare a New York e di vivere a Roma?
Anch'io stessa mi considero un errore e, proprio per questo, ho ricercato dei familiari che avessero caratteristiche comuni, o simili, alle mie. Ci ho riflettuto un bel pò, ma alla fine mi son ritrovata molto nel mio zio Giancarlo, che purtroppo non c'è più, amante come me delle avventure, amante dello scrivere, del viaggiare, delle macchine sportive, del leggere (da due settimane passo tutti i pomeriggi alla Feltrinelli, a Roma, uno dei luoghi più geniali inventati nell'ultimo secolo). Il leggere...io, che appena entro in biblioteca non faccio in tempo a fare dieci passi che un libro mi cattura subito l'attenzione e mi tiene inchiodata per un pomeriggio. Mi spiace che lo zio se ne sia andato presto, mi dispiace non averlo salutato alla partenza, ma del resto penso che non se ne sia mai andato, perchè le sue passioni vivono in me: mi alimento di quelle. I miei nonni materni, anche loro mi hanno trasmesso tanto ed io, figlia sbagliata, mi sento un collage, fatto di tanti pezzi assemblati male, che ogni tanto cambiano di posto e si mettono in ordine, anche se il più delle volte il puzzle è scomposto e difficile da riassemblare. Stanotte partirò. Sarebbe troppo banale e scontato dedicare a loro un piazzamento, un tempo, una medaglia. Vorrei solamente condividere con i miei cari un'esperienza nuova che vivrò, che loro non hanno vissuto ma che vivranno fra poco, nelle mie scarpe da corsa o dentro il mio cuore. Vorrei veramente tanto che corressero insieme a me e che vivessero le miei stesse emozioni, quando, tra qualche ora, metterò piede a New York City.
Dopotutto, quando viaggia o quando corre, la pecora nera di casa porta sempre con sè dei pezzi della propria famiglia...

Anna Giunchi la maratoneta

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